Milleuristi non si nasce, si diventa.
La prima scena di Generazione Mille Euro, in cui vediamo il nostro protagonista a letto mentre si ricorda quando da piccolo pensava a come sarebbe stato a 30 anni, dà una sensazione che hanno provato tutti quelli che sono nati tra gli anni 70 e 80. Tutti hanno sognato una vita migliore, decisamente migliore di quella dei propri genitori, pochi o nessuno si aspettava di arrivare a 30 anni così come è adesso: poco denaro, lavoro instabile, affitti altissimi, perché comprare una casa è impossibile…e alcuni arrivano a pensare che tornare a vivere con i genitori sia la cosa migliore che gli possa accadere…che orrore!
Questa generazione a 25-30 anni ha fatto più lavori dei propri genitori, padri e madri messi insieme. Questi grandi universitari, perché si diceva “chi non va all’università non è nessuno”, oggi forse fanno i lavori più strambi e di certo i più mal pagati. Milleuristi non si nasce, si diventa poco a poco.
Una cosa è chiara, un milleurista è obbligato ad essere la persona più positiva del mondo. Deve sempre pensare che tutto andrà bene, che c’è una soluzione per tutto. Nel film i due protagonisti ci dimostrano che, se manca il denaro, o si lavora di più o si spera in un miracolo, perché i milleuristi ai miracoli ci credono, i miracoli sono realtà, altrimenti come si farebbe a pagare cibo, acqua, gas, affitto, visita mensile all’H&M e il giapponese una volta a settimana? Siamo poveri ma il buongusto ce l’abbiamo.
I milleuristi sanno vivere bene e godersi le piccole cose al momento perché il 15 di ogni mese sanno che quei 1000 euro già saranno 400.
Qui la sinossi del film.
Ed ecco il trailer. Enjoy!










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