Nonostante il maggio inoltrato e il solito improbabile sciopero dei mezzi pubblici, il tempo cerca costantemente di non farci dimenticare che l’estate è ancora lontana e che la primavera, a volte, riserva sorprese da clima londinese.
E così quello che poteva sembrare un noioso ostacolo per un venerdì sera a Milano, si è trasformato in un piacevole valore aggiunto per il tipo di cena scelto.
Meta designata: “Risotteria Pandemonio” in Via Pietro Calvi al 31.
Semplice da raggiungere, poiché in una traversa di C.so XXII Marzo.
http://www.pandemonioristobar.it/

All’entrata, arredata come un’ accogliente trattoria a gestione familiare, il proprietario sembrava attenderci, accomodato sulla sua comoda sedia, con gli occhiali appoggiati sulla punta del naso, intento a sfogliare un Dylan Dog d’annata. Ci chiede garbatamente se avessimo prenotato (ovviamente no), quindi ci invita a salire al piano superiore. Le giovani cameriere ci accolgono con un sorriso convinto, molto raro di questi tempi e la storia ha il suo inizio.
Una lista di risotti davvero bene assortita al prezzo di 8 euro, antipasti che variano dai 3 ai 5 euro ed il coperto è incluso nel totale.
Da buoni milanesi, non ci fidiamo e scandagliamo più a fondo. Ok, è arrivata l’ora di sperimentare: per preparare il terreno alla portata principale, un piatto di fiori di zucca pastellati da dividere con il mio socio, non potevano rimanere soltanto scritti sul menu. Ottimi.

Bene, fino a qui tutto davvero sotto controllo, ma non sono convinto, non può essere che a Milano un posto così possa permettersi di non approfittare delle persone che passano per una cena, accomodandosi tra i tavoli decorati con tovaglie a scacchi verde smeraldo e piccoli piatti con dipinte famose opere d’arte. Sono perplesso, non può davvero esistere. Occorre testare il tutto con una coppia di risotti degni della prova del nove.
Salmone e Zucchine VS Scamorza e Speck, queste le nostre scelte per il battesimo del fuoco.
Chiaramente un risotto degno di tale nome necessita di un tempo adeguato, quindi vi sconsigliamo candidamente di andarci qualora voleste “mangiare un boccone al volo”: le cose buone richiedono tempo.
E così le chiacchiere d’attesa sono state piacevolmente interrotte da due piatti fumanti che facevano risaltare a pieno gli ingredienti delle porzioni formato “44 Magnum”. Il risotto? Buono, preciso, saporito, pieno. Dannazione vuoi vedere che mi sono sbagliato a pensare male? No, non è possibile.
Beh, c’è l’ultima prova. Il conto. Vediamo se con antipasto, acqua, due abbondanti risotti, cestino di pane gentilmente portato ad inizio cena, riusciamo a stare nel budget dichiarato. Quindi ringraziamo, scendiamo le scale, passiamo dal nostro amico per saldare i nostri debiti e incassare la mia ragione.
Totale: 22 euro…in due.
11 euro a testa.
Lo ripeto: 11 euro a testa.
Ho avuto torto.
E non sono mai stato così contento.












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