Dresda sembra quasi una città sonnacchiosa polverizzata dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale nella prospettiva dell´Europa “al di qua del Muro”, invece si rivela vivace, vitale e versatile!

Al primo sguardo si viene ammutoliti dal profilo maestoso della Frauenkirche…
Costruita tra il 1726 e il 1746, ritratta dal Canaletto in numerose vedute (da ammirare alla galleria Alte Meister) e distrutta nel febbraio 1945, le sue rovine sono state custodite gelosamente dai cittadini come simbolo di sfida verso il regime filosovietico.
In tutto il mondo si sono raccolti fondi destinati alla sua ricostruzione, conclusasi nel 2005: ora la Frauenkirche si erige a monito contro ogni guerra e ogni distruzione, come centro di pace e perdono universale. È per questo che qui ha voluto Barak Obama salutare il popolo tedesco nella sua prima visita da Presidente, ed è qui che vengono ogni anno milioni di visitatori (entrata a offerta libera, salita alla torre 8 Euro – che si posson risparmiare senza rimpianti).
Sorprende il significato storico, politico e artistico che Dresda ha assunto negli ultimi 500 anni – tanto che si merita a pieno titolo il riconoscimento di Patrimonio Culturale Unesco.
È con Augusto I detto il Forte – governatore di Sassonia e Re di Polonia – che la città si impreziosisce delle sue più spettacolari architetture e collezioni d´arte.

Calamita turistica è il complesso architettonico della Altstadt (città vecchia) lungo l´Elba, che culmina nello Zwinger e nella Residenz, dove sono visitabili la Historische Grüne Gewölbe, la Neue Grüne Gewoölbe e il Kupferstichkabinett con i tesori di corte.

Lo Zwinger – arricchitosi nei secoli di nuove ali, cortili, gallerie – custodisce oggi i capolavori del Museo delle Porcellane, la Camera delle Armature e l´imperdibile Galleria Alte Meister: la definizione “alte” = “vecchi” si riferisce al fatto che le opere sono anteriori al Romanticismo, mentre quelle successive si trovano nella pinacoteca Neue Meister (attualmente chiusa per restauri).
I 10 Euro (ridotto studenti 7,50) per l´entrata e i 3 Euro per l´audioguida sono un buon investimento, considerando che si può trascorrere l´ intera giornata in compagnia di Raffaello (Madonna Sistina, perché non è stato Fiorucci a disegnare gli angioletti…), Giorgione&Tiziano (Venere Dormiente, un manifesto anti-anoressia), Mantegna, Rubens, Veronese (Famiglia Coccina, ossia i parvenu dell´epoca), Canaletto (quando non esisteva la fotografia, lui dipingeva vedute!), Rembrandt, Van Dyk, ecc.
E il tutto in un Museo con la M maiuscola per qualità degli allestimenti: Gottfried Semper ha concepito la struttura fin dal principio come ambiente destinato alla custodia e all´esposizione di capolavori pittorici, per cui i percorsi e l´illuminazione sono ottimali (al confronto di quanto accade in spazi riadattati).
Ancora più sorprendete che la collezione sia giunta così ricca fino a noi: rilevata da Augusto I dai governatori di Modena e dagli Este di Ferrara, è stata smistata negli anni ´40 tra le centinaia di castelli sassoni, portata in Russia nel Dopoguerra e successivamente restituita ai tedeschi. Non sono previste nuove acquisizioni, ma è ammirevole l´impegno per la conservazione di questi capolavori in collaborazione con istituzioni internazionali come ad esempio il Getty Museum di Los Angeles.
Particolare attenzione merita il bookshop nel seminterrato, dove si trovano pubblicazioni a prezzi onesti (catalogo a 14,90 Euro – libri in offerta anche in inglese e italiano).
Usciti dall´estasi artistica ci si può rilassare nei giardini del cortile approfittando dei concerti e dei balletti che da maggio a settembre si tengono nella cornice open air (www.dresden-theater.de – inizio spettacoli ore 18.30, biglietti a 12/10 Euro da acquistarsi in loco un´ora prima).
Percorrendo tutto il Brühlsche Terrassenufer – l´immensa terrazza barocca sul fiume – si giunge all´estremità opposta del centro storico fino ai musei civici (Stadtmuseum e Städtische Galerie Dresden). La mostra permanente riguarda la vita quotidiana a Dresda nelle varie epoche, da quando era poco più che uno snodo commerciale al dopoguerra.
Inoltre le esposizioni sono arricchite da un approfondimento sulla struttura architettonica della Frauenkirche, da una retrospettiva sull´Arte Degenerata messa al bando dal Nazismo nel ´33 (Entartete Kunst, prevalentemente opere espressioniste di Otto Dix), e da un interessantissimo percorso politico e storico sulla cosiddetta “Rivoluzione Pacifica” (Friedliche Revolution).
Questo concetto si riferisce alle modalità in cui è avvenuta la Riunificazione della Germania 20 anni fa: un esaustivo apparato multimediale illustra il sistema “al di là del Muro” e come sia stato possibile effettuare un cambiamento epocale senza precipitare nella violenza, la rilevanza della mediazione della Chiesa Evangelica e soprattutto degli intellettuali locali – controparti nel dibattito ideologica durante la Guerra Fredda. Si scoprono i retroscena curiosi della musica punk e della break dance in stile sovietico, delle parate dei giovani Pionieri, delle catene di montaggio della Trabant…

Per il mio gusto l´allestimento assume una connotazione politica leggermente sbilanciata, che tende a ridicolizzare Honecker&compagni – forse perché quest´anno ci sono le elezioni governative in Germania, esattamente a 20 anni dalla caduta del Muro e la Premier uscente è una “al di là del Muro”? Ai posteri l´ardua sentenza…
Ma Dresda non è solo musei!
Non è il caso di sforzarsi di riflettere sulle sorti di un mondo che è sfumato, sia esso il fasto di Augusto il Forte o il grigiore del regime: i musei restano sempre una risorsa per trascorrere le eventuali giornate di maltempo

Basta attraversare uno dei ponti sull´Elba per approdare nella Neustad: si percorre la Hauptstrasse – riconoscibile per il viale alberato tra i palazzi geometrici e le orride vetrine con le luci al neon del Museo del Calcio – e ci si infila nelle viette laterali costellate da boutique e atelier, oltre che da bistrò e ristorantini (consigliabile il Good friends, vietno-thai con un´abbondante zuppa a 7,50 Euro e una decente lista di vini). È sulla Hauptstrasse che si incontra la Chiesa Dreikönige: non molto significativa artisticamente, ma meritevole per la torre panoramica (soli 1,50 Euro decisamente più conveniente che la torre della Frauenkirche!). Da qui si nota la ferita che gli interventi urbanistici degli anni ´50 e´70 hanno inferito alle curve eleganti del barocco.

Alla fine della Hauptstrasse si giunge alla Albertplatz, spartiacque tra i quartieri borghesi e quelli bohemien dello Kneipen und Szeneviertel Äussere Neustadt (quartiere dei bar e della vita notturna). La Alaunstrasse, la Röthenburgerstrasse e la Louisenstrasse sono un susseguirsi di kebab (ottima qualità e ricco menu al pluripremiato Ararat – da 3 Euro), discopub, ristoranti etnici e ritrovi come la Teegadrom Spielkneipe (teeira con giochi di società) che brulicano di gente.

Finalmente una città tedesca dove ci sono i negozi aperti fino a tarda notte (piccoli Spätladen e il supermercato Konsum fino alle 22) e dove si può ordinare da mangiare dopo le 8 di sera! Una città dove per strada si sente la musica, dove qualcuno parcheggia in doppia fila e getta qualche cartaccia per terra! Non è un inno al disordine, ma un segno di indubbia vitalità… talvolta in Germania si dubita che sia un ambiente umano tanto è rigoroso e perfezionista.

Che questo quartiere sia centro della cultura alternativa e fermento del pensiero anti-borghese lo testimoniano i negozi di dischi dai nomi provocanti come Drop Out o Black Sheep, di abbigliamento gothic-punk, le librerie tematiche, gli ostelli per la gioventù e anche il corrispettivo tedesco del SERT (servizio per le tossicodipendenze, sic!).
Conviene alloggiare in questo quadrilatero: 10 minuti a piedi o 5 di tram dal centro storico, ma più autentico perché fuori dalle vie tradizionali frequentate dai gruppi turistici.
Il primo ostello indipendente di Dresda è stato il Mondpalast (www.mondpalast.de, pernottamenti da 16 Euro + 10 Euro di cauzione per la chiave, colazione a buffet per 6 Euro): il tema lunare implicito nel nome (= palazzo della luna) viene ripreso dalle camere, nominate secondo le costellazioni. Nonostante sia circondato da shisa-bars dove si fuma pipa ad acqua con tabacchi aromatizzati (legali) e l´animazione notturna, la sicurezza e la pulizia all´interno sono esemplari (non altrettanto rassicurante l´ostello Lolli´s Home).
Dresda – come la Germania in generale – al palato di noi italiani non brilla per esperienze gastronomiche rilevanti: oltre a qualche dolce natalizio come lo Stollen al marzapane, ci si imbatte nel classico currywurst (Curry&Co. Aus Liebe zur Wurst, Louisenstrasse).
Per assaggiare uno dei reperti golosi bisogna attraversare la città e arrivare fino all´inizio della Pragerstrasse: nello spartitraffico si trova il chiosco di gelati Haselbauer Eis (www.haselbauer-eis.de/), le cui cialde ripiene sono impresse nella memoria di generazioni.

Leccandosi le dita (le cialde non sono a cono!) si può dare un ultimo sguardo a quella che è la strada commerciale dello shopping e accorgersi davvero che qui il razionalismo socialista ha lasciato il segno con spigoli e facciate piatte. Nonostante gli ammodernamenti recenti, le strutture urbanistiche tradiscono i piani del regime: casermoni di cemento e un susseguirsi di piattume estetico prendono il sopravvento nei dintorni di Ferdinandplatz.

I sassoni sono molto orgogliosi della loro campagna (Sächsische Schweiz) e il territorio comunale di Dresda si estende lungo l´Elba fino a quartieri verdeggianti cosparsi di ville residenziali, con nomi che terminano in “witz” a ricordarne l´origine slava. Nonostante il campanilismo dei sassoni, ritengo che il modo migliore per risparmiare 10 Euro sia evitare di prendere il battello a vapore per andare al Castello Pillnitzschloss. L´appellativo “Versaille sassone” è esagerato per questa residenza estiva della maitresse di Augusto il Forte, pur considerando che si può vedere nel parco di ispirazione giapponese la più grande camelia d´Europa (12 metri di diametro)… gli appassionati di botanica possono raggiungere Pillnitz con l´autobus di linea 83 per soli 1,80 Euro e visitare gratuitamente i giardini.
Lasciata Dresda la tappa successiva sarebbe idealmente Praga, a soli 170 km… buon viaggio “al di là del Muro”.









Loading...







