Nel paniere delle “necessità”, al giorno d’oggi, credo che l’Istat debba aggiungere anche il bisogno di connetività nomade. Non molti anni fa il web era considerato un concetto strettamente sedentario: servivano un pc, per lo più fisso (rari e troppo costosi erano i portatili) e un modem da collegare alla presa telefonica. Portare la connessione fuori da questi spazi era un progetto per pochi e spesso inaffrontabile.

© avsf

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L’evoluzione e soprattutto il basso costo delle tecnologie Wi-Fi ne hanno permesso la penetrazione nelle case di tutti, trasformando però la connettività ad internet in un concetto pressochè ubiquo. Quest’articolo non ha certo pretese di esaustività, ma semplicemente vorrebbe fornire pratici suggerimenti per rendere ancora più nomadi le nostre navigazioni.

Sciogliamo solo un dubbio (ammesso ce ne fosse bisogno…).  Le famigerate chiavette dei vari operatori telefonici nulla hanno a che fare con il Wi-Fi: possono essere tranquillamente paragonate a vecchi modem con al loro interno delle SIM telefoniche, che si collegano ad internet mediante rete cellulare, con i pregi e i difetti che ben conosciamo.

Ora siamo pronti per andare alla ricerca di una rete wireless gratuita. Le opportunità per navigare in rete no-cost sono molteplici.

Reti urbane

Sempre più Comuni d’Italia offrono zone, più o meno estese, coperte da segnale internet wireless. Comuni come Milano, Torino, Bologna, Firenze, Roma e tanti altri forniscono a mezzo di un’azienda che funge da Service Provider, connettività a tutti i cittadini, residenti e non, purché in possesso di documento di riconoscimento in corso di validità. Nella maggioranza dei casi, per ottenere le credenziali di accesso è sufficienti recarsi al locale URP (Ufficio Relazioni con il Pubblico) che provvede anche a fornire le mappe delle zone sotto copertura.

Free-hotspot.com

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È una catena di hot-spot, ossia di punti di accesso attraverso i quali è possibile collegarsi gratuitamente. Solitamente è un servizio offerto da locali pubblici come bar, ristoranti e hotel. Per collegarsi è sufficiente aprire il notebook, collegarsi alla rete Wi-Fi (non protetta) e aprire la pagina web che desideriamo visitare. In caso di necessità il sito Free-hotspot.com ci viene in aiuto. Da questa pagina è possibile cercare nella nostra città o nella destinazione delle nostre vacanze gli hotspot ad accesso gratuito.

Wardriving

Nonostante la radice sia composta dalla parola WAR, il significato della parola wardriving non ha nulla a che vedere con la violenza e lo scontro, anzi, può diventare una pratica ludica e persino divertente. Wikipedia definisce wardrivingun’attività che consiste nell’intercettare reti Wi-Fi, in automobile, in bicicletta o a piedi con un laptop, solitamente abbinato ad un ricevitore GPS per individuare l’esatta locazione della rete trovata ed eventualmente pubblicarne le coordinate geografiche su un sito web.
Detta cosi può sembrare roba da “geek” ma in realtà è molto più semplice da praticare che da spiegare. Altro non è che farsi un giretto con il proprio portatile in mano e cercare reti wireless non protette alle quali collegarsi. Purtroppo (per loro!) la sicurezza informatica non è una priorità per molti italiani. Spesso si attiva il servizio ADSL e si va al centro commerciale sotto casa e si compra il primo apparato Wi-Fi, magari in promozione a poco prezzo. Si arriva a casa, si attacca il tutto alla presa di corrente e alla linea telefonica e tutto magicamente funziona. Se da un lato si risparmia tempo e pensieri, omettendo di leggere il manuale, dall’altro si lascia una finestra sul web sempre aperta a disposizione di chiunque capiti a tiro del nostro segnale wireless.
NOTA BENE:  Secondo la normativa italiana è illegale procurarsi l’accesso ad una rete privata senza aver ottenuto un’esplicita autorizzazione.

L’ultima alternativa l’ho volutamente lasciata alla fine per darle tutto lo spazio che a mio avviso merita.

FON

© http://www.flickr.com/photos/thms/220018901

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Cos’è? Prima di tutto è una comunità di persone, di utenti, che dal basso e in maniera assolutamente democratica condividono la propria rete wireless, con l’intento di creare una copertura omogenea della propria città o paese, senza l’intervento di Amministrazioni Comunali o di grandi aziende di telefonia. La rete FON esiste da parecchio tempo, anche in Italia, ma non è mai balzata agli onori della cronaca.

Per diventare un “fonero” sono sufficienti due requisiti:

  • • una connessione ADSL

  • • la Fonera.

Acquistando la Fonera, che altro non è che un apparato wireless che sostituisce il nostro router, si diventa automaticamente un membro della comunità. Quando si registra la propria Fonera sul sito della comunità si ricevono automaticamente le credenziali d’accesso, un nome utente e una password, che ci serviranno per poter accedere ai FON Spot di tutto il mondo. Se doveste trovarvi in prossimità di un FON spot, sarà sufficiente ricercare la rete con il vostro notebook o smartphone e collegarvi utilizzando le predette credenziali. Diventando un Fonero, si acquistano sia privilegi sia doveri. Primo su tutti è l’impegno di lasciare la Fonera accesa 24/7. Il privilegio, non certamente trascurabile e quello di avere libero accesso alla rete wireless degli altri Foneros, ovunque ci si trovi nel mondo. Per sapere dove sono i FON spot è necessario consultare la Fon Map, ossia una Google Map con l’indicazione puntuale degli hot spot Fon. La Fonera, che ad oggi costa € 79, prezzo alla stregua di qualsiasi altro router di fascia media, ha una doppia antenna, ha un client integrato per scaricare i file torrent e ha una porta USB per poter collegare un hard disk portatile. La caratteristica che personalmente più apprezzo è la possibilità di gestire contemporaneamente due connessioni senza fili: con la Fonera, infatti, si possono attivare due reti Wi-Fi, la nostra personale e domestica e quella dell’hot spot FON. La comunity FON forse è qualcosa di più, è uno stile di vita tendente alla filosofia, che rende democratica la connettività e diffonde il pensiero della condivisione delle risorse. Da un punto di vista strettamente pratico farebbe parte di un mio mondo “digitalmente perfetto” potersi collegare e navigare in tutto il mondo, pagando il solo l’abbonamento ADSL di casa.

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Maurizio Malagoli

Sono nato all'ora dell'aperitivo di un afoso venerdi di luglio, informatico per lavoro e per passione, ma in fondo anche nell'anima. Fotografo dilettante e forse anche un po' garzone. Ho mille idee e se riesco a tradurne in pratica una mi sento l'uomo più soddisfatto del mondo.

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luca_bert

25. ott, 2009

devo essere sincero, letto l’articolo l’idea della fonera per quanto intrigante mi sapeva un po’ di cosa un po’ troppo di nicchia e di certo poco attuabile… e con grande sorpresa scopro dalla mappa linkata che attorno a casa mia (sono milanese) ce ne sono decine, pazzesco!
Grazie mille ;)

Babo

26. ott, 2009

mi si è aperto un mondo…mammina!

Matte

27. ott, 2009

Mitico! Appena mi collegano vado subito a comprare la fonera.

nomoneynolove

27. ott, 2009

la soddisfazione più grossa è sempre quella di arrivare a casa e infilarsi nella connessione non protetta del mio amico vicino di appartamento -mai visto- e scroccare banda a go g, navigare a sbaffo all night long e scaricare giga d roba tutto aggratisse. altro che fastweb a 49euro al mese!

guildor

27. ott, 2009

top! io avevo da sempre il desiderio di creare un movimento etico che promuovesse il segnale wifi libero..e anche se tendo sempre a sognare di vivere in un mondo ideale, ho sempre pensato che sarebbe stato un po’ come quando lasci la porta di casa aperta a chiunque: una “generosità” disarmante cancella le “brutte intenzioni” e porta a comportamenti etici in fretta.
Tipo non mettersi a scaricare con connessioni altrui, se non magari a notte fonda, o evitare di fare qualsiasi tipo di casino…
Beh, insomma, adoro che si sviluppino filosofie di questo tipo!
grazie per l’articolo

Fortins

27. ott, 2009

Ottimo articolo Mauri! Adesso spero che questo articolo non causi una protezione di tutte le WIFI lasciate “aperte” per negligenza.

demetrio

27. ott, 2009

quelli di fonera hanno avuto un’idea che tutti ci auguriamo prenda piede anche se il costo secondo me è ancora un po’ alto per diffondersi veramente su larga scala non trovate?

Mauri

28. ott, 2009

@demtetrio: a dire il vero un’alternativa ancora più economica c’è. Se il tuo router è fra una lista di fortunati puoi “moddartelo” da te per farlo diventare un FON spot. Qui c’è il link alla lista e al wiki: http://wiki.fon.com/wiki/Linksys
Buon divertimento

Teresa31George

05. apr, 2010

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