Ha 35 anni. Un dato irrilevante.
Ha la maturità di una fotografa che impressiona la realtà tragica della guerra. Con la velocità e il gusto di una ragazzina.
Gli scatti di Shadi Ghadirian sono diventati il manifesto delle femministe iraniane. Ma il rosso dei fiocchi che ha applicato alle granate e ai proiettili delle cartucciere ricorda quello del rossetto e dello smalto fresco.

Ghost Gifts è la retrospettiva che Giorgio Galeotti presenta nella sua CO2 contemporary art gallery, a cura di Silvia Cirelli. Uno spazio espositivo bellissimo, nel cuore di Borgo Vittorio. Se fai capolino vedi Castel Sant’Angelo, tanto per capirsi. L’ingresso è libero,
ma lo spettacolo meriterebbe un ticket a dire il vero.
E’ un passaggio amaro e sarcastico tra le icone della guerra che non accenna a smettere. Anzi, si è connaturata con la quotidianità di chi, lontano da noi, combatte. Non con il caldo. Non con il capo stronzo. Non con il traffico o la crisi economica. Combatte. Punto.
Shadi Ghadirian le maschere a gas le vede nel frigo e nella cesta dei giocattoli. Questo è il “regalo” che ci fa questa modernità che va a braccetto con l’intellighenzia mondiale.

Meno male che c’è l’arte. La vera intelligenza, polemica. Che ride. E che ci fa sorridere.
Piccolo appunto. Parlando con il gallerista del progetto MakeMyDay è venuta fuori la particolarità: il ciclo di mostre e la linea artistica scelta intendono promuovere solo giovani emergenti le cui opere costeranno tutte sotto i seimila euro. Premiare la scelta di lasciar spazio ad un selezionato mercato “low cost” mi sembra doveroso. E perchè no, investirci su. Chi ha comprato Fontana quando era Solo un Taglio oggi se la ride di gusto.

Shadi Ghadirian
Dal 7 maggio al 30 giugno
Galleria CO2-Contemporary Art
Borgo Vittorio 9, Roma










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