Mai dimenticherò quella sera d’inverno, diversi anni fa, in cui sono risalito in macchina, da solo, dopo aver visto per la prima volta al cinema Crash di David Cronenberg. La perturbante fantasia di sesso e lamiere tratta dal romanzo di Ballard mi era entrata nella carne. Ho posato le mani sul volante della mia auto e quella mia compagna docile e affidabile di tanti viaggi mi ha dato un inatteso brivido di paura. Sembrava diversa, minacciosa, inspiegabilmente ostile.

 

Ma quella suggestione è svanita in fretta, non è certo riuscita a convincermi a rinunciare alle quattro ruote. Dove non è arrivato il capolavoro di un artista preveggente ha invece trionfato la fatica quotidiana di usare l’auto in città. Multe a ripetizione, fino a venti minuti di ricerca disperata di un parcheggio, la notte sotto casa. Ma ancora non mi ero deciso a liberarmi di quella compagna sempre più costosa e ingombrante.

 

Poi, l’estate scorsa, la svolta. Un serio guaio al motore e lo spettro di una costosa riparazione mi hanno convinto a rottamarla senza approfittare degli incentivi. A che scopo rinchiudermi in un’altra trappola, solo un po’ più confortevole? Certo, dopo tanti anni, fare di colpo a meno dell’auto non è facilissimo.

 

Così ho sperimentato l’idea che mi tentava da tempo, sulla carta molto pratica e razionale: il car-sharing. Vantaggi promessi: usare e pagare l’auto solo quando ti serve, prenderla e riportarla vicino casa, pulita e rifornita, guidare sempre modelli recenti e confortevoli. Addio ricerche affannose di parcheggio, spese impreviste e levatacce per spostare l’auto su e giù dai marciapiede in caso di lavaggio strade.

 

Ho provato la tessera test di Car Sharing Italia, convenzionata con Legambiente e il Comune di Milano (http://www.carsharingitalia.com): 30 euro di iscrizione per 3 mesi e poi, se non si recede, si passa automaticamente al contratto family da 120 euro annui. Certo non è poco, ma è sempre circa la metà del bollo di una piccola cilindrata. Poi, a seconda della tipologia di auto, si pagano da 2,20 euro in su all’ora (un euro all’ora dopo le 22) e da 45 centesimi a chilometro percorso: il tutto spietatamente calcolato da una specie di computer di bordo.

 

Prenoto l’auto online, mi presento al garage all’ora indicata, sblocco le porte con la mia card magnetica e via dove mi pare. Tra l’altro, si parcheggia gratis sulle strisce blu. Poi faccio benzina (con carta prepagata che trovo nel cruscotto)
solo se faccio parecchi chilometri, riporto l’auto all’ora convenuta, richiudo le portiere con la card e il gioco è fatto.

 

Le tipologie di auto sono varie e cambiano da un garage all’altro. Io finora ho provato la Panda, straordinariamente agile e pratica per girare in città, e la Grande Punto, altrettanto convincente e un po’ più spaziosa, anche se non credo valga la differenza di tariffa.

 

Svantaggi? Se esci dalla città e macini chilometri, diventa un salasso. Devi prevedere con precisione l’ora del rientro (7 minuti di tolleranza, poi scattano 25 euro di penale): cosa che può diventare un po’ stressante e indurre alla guida pericolosa i più ritardatari. Poi rischi le conseguenza dell’inciviltà di chi ti ha preceduto: una volta ho prenotato una grande Grande Punto, trovandola infangata come fosse reduce da un Camel Trophy nell’interland milanese e in riserva di carburante. Ho compilato l’apposita scheda di segnalazione al mio rientro e spero che l’esploratore del sabato sera abbia avuto ciò che si meritava.

 

Certo è una bella scuola di senso civico il fatto di condividere, resistendo al fascino del possesso, un oggetto che ha un impatto economico e ambientale sempre più insostenibile. Senza però rinunciare, ogni tanto, al piacere e alla comodità di viaggiare in auto. Nascono così nuove abitudini di vita e strani pacchetti di esperienze che richiedono l’auto e il relativo noleggio, inevitabilmente chiusi con la spesa. Qualche esempio? Ikea+esselunga, ritiroesami+visitamedica+esselunga,
colloquiodilavoro+piscina+esselunga.

 

Insomma, questo car-sharing è un’occasione di sana razionalizzazione del tempo o una stressante schiavitù da ore contate? Decidilo tu. Io adesso devo scappare: ho noleggiato la Panda tra un quarto d’ora.

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Frediano Tavano

Nato piemontese, cresciuto milanese, cerca l'immortalità attraversando diversi territori della scrittura, dal giornalismo alla pubblicità, dalla narrativa alla sceneggiatura. Perché sceglierne uno solo quando si possono fare danni ovunque? frediano.tavano@libero.it

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filippo

24. nov, 2009

cito….contratto family da 120 euro annui. Certo non è poco, ma è sempre circa la metà del bollo di una piccola cilindrata.
Non è esatto:
una piccola cilindrata non paga 240 euro di bollo, per 40 Kw si pagano 103 euro. 240 euro si pagano per oltre 100 cavalli di potenza.

Frediano

24. nov, 2009

Grazie per la precisazione, Filippo. Come citi tu stesso, avevo scritto “circa” la metà, ma hai fatto bene a precisare. Spero che il resto del pezzo ti sia piaciuto, più o meno. ciao.

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