Chi è stato studente Eramsus sa che è un’esperienza incredibile ed indimenticabile. Chi non lo è ancora stato, sopravvive alla noiosa burocrazia pre-partenza grazie ai racconti di chi è tornato! Sia gli uni che gli altri sanno che d’ora in poi avranno una casa in ogni parte del mondo! Ma ciò che non tutti sanno è cosa vuol dire avere una casa al numero 11-13 di Eckenbergstrasse in Essen.

Ebbene si, da qualche parte in Germania gli studentati prendono il nome delle vie in cui sorgono, ed Eckenbergstrasse è lo studentato più vecchio di Essen, città tedesca della Northen Westfalia. Il più vecchio, il più periferico, volendo anche il più bruttino (non a caso ribattezzato Ekkemmerdstrasse.), ed ovviamente quello in cui io ho trascorso i miei 6 mesi di fantastico erasmus.
Ma non tutti i mali vengono per nuocere ed anche abitare in un quartiere dal nome Kray Sud fa riscoprire infinite gioie: quelle dei mezzi di trasporto tedeschi, sempre puliti e puntuali, quelle dello sfrenato lifestyle erasmusiano che rende pellegrini in cerca di feste senza ritorno, e soprattutto quelle del tesserino universitario, passepartout di inesauribili risorse.
Infatti, la prima conquista di uno studente che arriva alla Duisburg-Essen Universität vale 150 euro e consiste di un tesserino universitario della durata di un semestre. A prima vista si direbbe che serva come abbonamento ai mezzi di trasporto, bus e metro, ma la prima sorpresa arriva nell’apprendere i propri diritti di viaggiatore: esibendo il tesserino si può viaggiare gratis su tutti i mezzi, treni regionali annessi, non solo di Essen, ma di tutta la regione della Ruhr Gebiete! E se oltre al bagaglio, nei week-end si viaggia con un amico, tanto di guadagnato, viaggerà gratis anche lui! Allora di corsa in treno a Dortmund per la LoveParade, a Düsseldorf per una mostra o per una serata in uno dei tantissimi disco-pub lungo il Reno, a Colonia per il carnevale pagando la sola differenza di 5 euro, e addirittura a Venlo, prima città Olandese oltre il confine, per un festival di musica dance e per un giro ai coffeeshop a soli 2 euro!

Per tutte queste gite gratuite fuori porta direi che la soddisfazione non ha prezzo, per tutte le altre esiste lo Schönes-Wochenende-Ticket, un biglietto del treno acquistabile nei week.-end, valido per 5 persone al prezzo di 35 euro complessivi, e che permette di viaggiare nel week-end con qualsiasi direzione, sui treni regionali, per quante volte si vuole. Trovare il quinto elemento per il biglietto del week-end non è difficile, basta pazientare in stazione che qualche giovane si avvicini in cerca di altri giovani squattrinati, ed il gioco è fatto: regionale dopo regionale, ci si ritrova ad Amburgo, viaggiando di notte e di giorno senza sosta e collezionando un giro notturno a Münster, una colazione tra i suonatori di Brema e un pranzo ai San Pauli di Amburgo!

Ma le infinite gioie del tesserino non finiscono qui. Nella vita universitaria questo serve per accedere ai servizi informatizzati dell’università, quindi internet e posta elettronica; diventa carta prepagata per la mensa, per la stampa e per le lavatrici negli studentati; infine diventa bagde di ingresso per i laboratori di Industrial e Communication Design e per le biblioteche.
Sicuramente le porte più magiche che apre sono quelle dei laboratori, nascosti sotto la vecchia coltre della Duisburg-Essen Universität, ma estremamente funzionali ed accessibili. Se già l’esperienza di revisione, durante la quale il proprio lavoro viene appeso ad un muro ed esposto al giudizio critico di tutta la classe, vince un’interessante scommessa sulla condivisione delle idee a scapito del segreto professionale, l’esperienza di laboratorio svela il trucco di questi designer-artigiani tedeschi.
Semplicemente non esistono copisterie, o meglio ci sono ma gli studenti non le utilizzano perché l’università gestisce un sistema pratico ed economico per sostituirne tutte le funzionalità. In sostanza, la filosofia è quella di rendere il laboratorio completo di tutto il necessario per la realizzazione del progetto, così lo studente non deve rivolgersi altrove e tutto quello che investe lo fa all’interno della propria università, che a questo punto ha un continuo riflusso di risorse da investire per i propri giovani creativi! E così il laboratorio di grafica ha postazioni Mac ultimo modello, stampante a colori formato A4 e A3, plotter, tipografia per la composizione di caratteri tipografici in piombo, sala per la stampa litografica, rilegatoria (Buchbinderei) super accessoriata per tutti i metodi di rilegatura, sala per la colorazione con tutti i tipi di supporti e materiali, e per finire taglierine di tutte le dimensioni sparse praticamente ovunque. Gli studenti sono i soli destinatari di tutti questi strumenti, che perciò imparano a conoscere alla perfezione. Ma possibile che stampare il proprio progetto non abbia un prezzo? Sì, ce l’ha, lo si legge su un volantino appeso di fianco le stampanti, e lo si deposita in un salvadanaio posto proprio lì sotto.

L’ottava meraviglia sono i laboratori di fotografia! La filosofia è la stessa, gli aspiranti reporter seguono il processo di stampa e sviluppo fino alla fine, sia in digitale che in analogico, con un notevole risparmio di materiale e soldi ed un grandissimo guadagno in termini di tecnica e abilità. Si salta continuamente da una camera oscura ad una sala ritocco per il digitale, per poi finire a trascorrere ore ed ore in favolose stanze con scarne pareti costellate di foto e con vecchi divani da cui contemplare il proprio parto fotografico. Ed anche per questa meraviglia, meraviglioso ne è il costo: nessuno veste i panni dell’esattore, ma semplicemente un computer con file in excel su cui calcolare la propria spesa autonomamente.
In questo angolo di mondo tedesco, l’università è davvero concepita come un posto in cui lo studente possa viverci giornate intere, dove lui soltanto è l’unità di misura per tutto. Dai laboratori, agli spazi ricreativi, alle aule di lezione corredate di lavandino, specchio, tazze e bollitore, perché ricaricarsi con un caffè o un tè è considerato quasi un diritto dello studente, e non una ghiotta occasione per qualche ristoratore. E soprattutto un’università che non chiude mai, in cui fermarsi a lavorare indisturbati fino a mezzanotte inoltrata, è una conquista in termini di tempi, spostamenti e arrovellamenti organizzativi per i lavori di gruppi tanto cari ai progettisti!
Se a tutto questo si aggiunge un contesto multiculturale, in cui le lingue non sono un problema grazie ai corsi semestrali e gratuiti dell’università, e se si aggiungono i numerosi festival e concerti sparsi per la Ruhr, raggiunginbili gratuitamente grazie al fantastico tesserino, direi davvero che il curry wurst mit pommes è quella giusta ricompensa per una dura giornata erasmusiana, al cui fianco una buona Veltins Pilsener a 70 cent nelle Trinkhalle, magari acquistata raccimolando i pfand dei vuoti resi, non deve mancare mai!!











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