AltroSguardo design è un progetto che nasce dalla convinzione che la realtà e le cose che ci circondano non sempre sono ciò che sembrano, basta guardarle con occhi diversi, osservando appunto con un altro sguardo.
Questo progetto compie una personale ricerca e selezione per il recupero di oggetti apparentemente ormai inutili o inutilizzabili, secondo una vocazione che proviene dai percorsi individuali dei suoi componenti: musica, teatro di ricerca, comunicazione, design e artigianato che si contaminano.
Mattia il titolare, si mostra subito disponibile per un’intervista.

Vorrei sapere da dove nasce l’idea del riutilizzo di oggetti inutilizzabili almeno apparentemente….
“I don’t know what I want, but I know how to get It” ovvero “non so cosa voglio, ma so come ottenerlo”. Come a dire che molto di quello che ci circonda nasce dal caos iniziale.
Come nella canzone dei Sex Pistols, alla base del progetto Altrosguardo non c’’era niente di pre-definito e allo stesso modo ogni volta che nasce un prodotto non si tratta di uno studio a tavolino, ma tutto avviene giocando, senza sapere cosa sarà alla fine.
Allo stesso modo forse è la nostra vita. La nostra curiosità ci ha sempre spinto a cercare. Nello studio, nel lavoro, nelle passioni. Probabilmente il progetto Altrosguardo è nato per fuggire al disincanto della nostra società e riscoprire il valore dell’’entusiasmo che si aveva nell’infanzia. Dalla riscoperta di quella piccola scintilla abbiamo ricominciato a osservare il mondo con occhi diversi: un oggetto usato, nuovo, rotto o perfetto non fa differenza se ci può comunicare qualcosa. Cerchiamo di dargli nuova vita e nuova identità, così quello che prima era solo un rifiuto o un oggetto abbandonato in soffitta o in discarica oggi è un complemento originale, magari unico, che ha anche un valore simbolico legato al riuso e al consumo critico.

Quando è nato questo progetto?
La realizzazione degli oggetti vera e propria è iniziata prima, ma la produzione “per terzi” è dal 2008, quando abbiamo cominciato a proporre le nostre idee in occasione di mercati, eventi musicali, festival creativi o culturali in genere.

So che avete un’officina, più che uno studio, molto simile ad un laboratorio artigianale con annesso uno spazio in cui custodite gli oggetti finiti, ma anche quelli in divenire.
Ma da dove nasce la vostra ispirazione?

In un qualunque momento un materiale o una cosa che giace lì da mesi, può “chiamarci” e dirci qualcosa, facendo nascere l’’intuizione.
L’ispirazione principale arriva dalla strada, soprattutto. A quello che vi accade. Alla gente che la percorre, che ci lavora, che vi si conosce. Ma abbiamo anche una passione per il cinema, specie quello degli anni ‘50 e ‘70. La nostra formazione è poliedrica, ci sono influenze musicali e teatrali, da cui deriva il gusto un po’’ scenico di alcuni complementi. Ma amiamo molto anche gli oggetti simbolo
della tradizione, che hanno rappresentato qualcosa per le generazioni passate e che ci piace rivoluzionare in modo spesso ironico.

Quanto tempo viene impiegato per la realizzazione di un oggetto?
Settimane o un giorno, dipende. L’idea può balenare in pochi istanti ed essere perfetta già così, oppure deve essere perfezionata, subire una trasformazione in corso d’’opera, allora i tempi naturalmente si allungano. Non c’è una regola.

Cosa vi spinge a crearne uno nuovo?
“La nostra strada è caratterizza da momenti di serendipità: quando si cerca qualcosa ma molto spesso se ne scopre un’’altra imprevista che apparentemente non c’’entra nulla.
Abbiamo imparato ad accettarla e a valorizzarla senza porre troppi vincoli al processo creativo. L’’applicazione ossessiva della tecnica va molto spesso a scapito dell’’originalità e della freschezza che un creativo deve avere. Così per noi è più importante accogliere le cose e le occasioni che incontriamo e per cui proviamo attrazione, decidendo di dar loro una (seconda) possibilità. Allenarsi, appunto, a vedere le cose con un altro sguardo. La cosa per noi è entusiasmante, e la gente apprezza e si diverte. Questo ci spinge ad andare avanti.

Molto creativi, gli Altrosguardo design sono semplici ma allo stesso tempo complessi, la cosa che più mi ha colpito, è che sono pieni di arte, hanno voglia di fare e sono davvero originali.
Mai da una sedia potremmo aspettarci una lampada, e invece si…

Light pop under top
Light pop under top
a partire da 90 euro a seconda dei materiali utilizzati, ovvero dal tipo di plexiglass e dalla vernice.
Materiale: legno, plexiglass.

Le mie preferite sono in assoluto le lampade cashi anni ’60
Messa in luce
Messa in luce
a partire da 90 euro a seconda della rarità e/o reperibilità del modello.
Materiale: plastica e alluminio.

Poi ci sono i giochi… come il tavolo alto Memoria di un gioco

Memoria di un gioco
a partire da 140 euro a seconda del materiale.
Materiale: legno, alluminio e plastica

E il tavolo basso nero The BlackBox

The BlackBox
a partire da 130 euro a seconda del materiale.
Materiale: legno, alluminio e plastica.

molto originale anche la Chitarra orologio: It’s time to play
It's time to play
a partire da 70 euro a seconda dello strumento utilizzato e delle vernici.
Materiale: legno.

Beh, non mi resta che ordinarne una!

ALTROSGUARDO DESIGN

Mattia cell. 338/9770775
Mail: altrosguardo@lifegate.it
MySpace: www.myspace.com/altrosguardo
Facebook: www.facebook.com/pages/Altrosguardo-design

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Samantha Lamonaca

eh allora cosa si può scrivere vediamo.... che voglio fare un sacco di cose, ma non perchè sono indecisa sul cosa vorrei fare ma perchè son sempre piena di entusiasmo e di roba in mente... che ho bisogno di stare a contatto con l'arte. Ho iniziato a scrivere per hobbie e vorrei che diventasse un lavoro, sto scoprendo la pittura a stencil e sogno un negozio di vestiti vintage tutto mio. Scrivo poesie, e vivo leggendo frasi degli altri. può bastare???

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eugi

08. gen, 2010

Che bello questo pezzo!!! grande…spero di leggere presto altri tuoi articoli e magari di condividere un po’ di quelle miriadi di cose che vuoi fare! eugi

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