Ginger. Un nome che evoca l’aperitivo, il momento della giornata dove finalmente si stacca la spina, si ripone la maschera nel cassetto e si ritorna ad essere ciò che si è, senza fronzoli, semplicemente lasciandosi andare.

L’orario è quello dell’Happy Hour, momento cult per la Milano da Bere 2.0. Come location Corte Regina, suggestivo (e stranamente silenzioso) centro benessere situato nel caotico Viale Monza, struttura che si adatta perfettamente all’espressione artistica.
Se non mi credete sulla parola, date un’occhiata alla photo galley sul loro sito.
Riparte con l’anno nuovo Ginger Atelier (qui il blog e qui il myspace): una serie di appuntamenti mensili volti a dare maggiore visibilità a giovani artisti e al loro personale modo di approcciarsi al mondo.
Parola d’ordine a me molto cara: “No-Shame”.

L’organizzazione si prenderà cura del catering e di rifocillare le menti e le pance dei visitatori, che potranno godere gratuitamente delle opere esposte e dei beni di conforto.
Per l’artista, il costo da immettere nel flusso sarà proporzionato alla realizzazione delle opere da esporre e alla performance “live” durante l’evento vero e proprio.
Il coinvolgimento del pubblico sarà l’ingrediente aggiunto del cocktail, divenendo parte integrante dell’happening pensato dall’artista in esposizione.
L’occasione, vista la situazione abbastanza chiusa delle gallerie nel nostro paese e alla saturazione del “settore”, è allettante.
Va però detto chiaramente che lo staff di Ginger Atelier selezionerà ogni artista che avrà intenzione di promuovere, quindi non verrà garantito l’allestimento a chiunque li contatterà.
Se la vostra aspirazione è riuscire ad esporre ciò che da anni tenete al coperto, contattateli direttamente. Potrebbe essere la vostra occasione.
Si parte Domenica 17 Gennaio con Marta Grossi, classe ottantadue, Veneta trapiantata a Milano (qui il blog, il contatto myspace, quello di facebook).
“Esemplare allergico”, “visionaria, originale e impaziente; si diverte a creare e raccontare con amore storie fantastiche da rendere immagini”.

Un insieme di grafica vettoriale, acquerello, grafite, fotografia, elementi in perfetto equilibrio, con l’aggiunta di un pizzico di nostalgia.
Come quella che proviamo quando ricordi dell’infanzia tornano a bussare dopo anni e sappiamo che sebbene i contorni siano appena percettibili, la sostanza, gli odori, le sensazioni sono rimaste intatte.
Come dei fantasmi benevoli che ritornano a trovarci.

Come se fosse sopravissuta soltanto l’anima viva di quei frammenti, quelle immagine fisse, colte in un momento: istantanee di vita vissuta, non necessariamente la nostra.
Questa la primissima impressione vedendo alcune opere contenute in:
HELL’S KITCHEN BLURRY GHOSTS
Domenica 17 Gennaio 2010 | ore 19.00-24.00
V.le Monza 16 | Atelier Corte Regina









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