Da ascoltare preferibilmente con Luna dei Fanfarlo di sottofondo.
Oggi ho provato a far accoppiare due chiavette USB. Non ha funzionato.
Vi avrei volentieri descritto tutta la procedura e tutta l’utilità di questa liberatoria pratica, putttroppo non se ne è fatto niente.
Eccoci qui. E quattro.
Oggetti deviati.
Oggetti corrotti.
Oggetti piegati.
No, non sto dicendo aggettivi a caso, sto solo cercando di trovare il titolo più appropriato per questo articolo, mettendomi a nudo (non eccitatevi troppo, miraccomando) e giungendo molto rapidamente alla soluzione più semplice, l’originale:
BentObjects
Dalle urne a …lle postcard da 50$.
Terry Border racconta di aver cominciato come fotografo pubblicitario.
Voi penserete: “Non può essere tanto male, c’è di peggio al mondo” però forse non avete considerato la possibilità che ci siano aspetti molto poco gradevoli se non si entra nel giusto giro.
E così il piccolo e pelato Terry si ritrovò a fotografare piccole urne per contenere le ceneri dei cari estinti. E non una o due.
C-A-T-A-L-O-G-H-I.
La punta massima raggiunta dal misero e tapino fotografo sono state le assi da stiro.
“Wow” dice lui “erano considerate il massimo, perché c’erano modelle… vive”
E quindi ha giustamente deciso di mollare, perché non gli piaceva sottostare al volere di un art director, non voleva passare la vita ad eseguire, voleva creare.
E Terry creò.
Sculture, grandi sculture. E cominciò ad andare ben, meglio delle urne e delle assi a righe bianche e blu. Venduta una, vendute due, vendute un po’ ed ecco che gli chiedono di fare una scultura per una scuola e da lì tutto va a rotoli. Non racconta i particolari, anche se sarei curiosa di sapere quale fosse il soggetto che gli bloccò le vendite.
E così il Border si ritrova con un sacco di sculture grandi e non vendute, sempre sotto gli occhi, tutte ad additarlo e sussurrargli il fallimento.
E qui arriviamo al punto. La svolta. Quella vera.
Si dice: “La prossima cosa che farò sarà piccola piccola, così se non andrà bene, metto tutto in un cassetto e via.”
E così fece, signori e signori.
Naturalmente, se sono qua a parlarvene vuol dire che non ha avuto di mettere tutto in un cassetto e dargli fuoco.
Che ha fatto, quindi?
Il signor Teddy Border ha preso un po’ di oggetti di scarto (uuuuh! Riciclo! Molto ecologico! Molto MakeMyDay!), del fil di ferro (uuuuh! Com’è rustico tutto questo! Com’è fai-da-te!), ha creato delle minuscole sculture (uuuh! Ok la smetto) e le ha fatte interagire su lillipuziani set.
Poi è bastato un click, un titolo che chiudesse il tutto facendo ridere e un upload sul suo blog.
SUCCESSO.
Guardate quaggiù.

Questa si chiama “A bad day at work” e lui, descrivendola dice:
“you know, we’ve all got those days, he has toilet paper on the shoe, he’s feeling really wiped out at the end of the day, his boss is kind of an ass”
Oppure questa.

Si chiama “Zombies are nuts for brains” (gli zombie vanno matti per i cervelli) e naturalmente chi potevano essere i protagonisti di questo magnifico pun? Delle arachidi.
E come queste ce ne sono tante altre. L’ultima è questa:

Si chiama “An american in Paris”, un marshmellow davanti alla Torre Eiffel.
Poi ce ne sono di più provocatorie o più non-sense o meravigliose come questa (è l’ultima lo giuro):
Queste due, una sopra l’altra, sono a mio dire …esilaranti.
Semplicemente osservando meglio i nomi delle spezie che aveva in cucina, costruisce una storia: “Crushed Rosmarino, Basil Leaves” (Rosmarino con il cuore spezzato perché il basilico se n’è andato).

Volete sapere i risultati? Ha pubblicato un libro, vende le Postcard a CINQUANTA DOLLARI L’UNA (e gliele comprano) e Hallmark, la più famosa azienda produttrice di biglietti di auguri-barra-di-qualsiasi-altra-cosa, pubblicherà una linea di biglietti interamente dedicata ai suoi BentObjects.
Ffffffatto? Bbbbbene. Cccccolla vinilica.
Link: http://bentobjects.blogspot.com/ (blog da cui si può accedere a tutto)
Da Fallo. dai fallo. è tutto. La linea torna a MMD.









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