Mentre fuori la neve colora di bianco la strada e il mio termometro rigorosamente sul davanzale arriva a segnare anche meno 21 gradi non c’è nessuna speranza di incontrare per strada qualcuno che abbia optato per l’estetica, piuttosto che di abbigliamento funzionale.
Cosa ci faccio qui?
Il mio erasmus!
Certo non è la scelta che molti studenti eccitati dall’idea di vivere sei mesi all’estero, sei mesi di pieno e puro cazzeggio (perché questa è la visione che tutti hanno dell’erasmus) avrebbero scelto, ma questa invece è stata la mia prima scelta: Polonia. Un paese che disperatamente cerca di inseguirci e che la povertà o meglio la semplicità della vita si può toccare con mano, leggere sui loro visi…è questo inevitabilmente spegne qualsiasi voglia di fare, nessuno stimolo, nessuna voglia di uscire nemmeno con i miei stivali antineve, finti Hunter, firmati Decathlon a soli 9 euro!
Ma ora…ora posso dire di aver trovato il mio rifugio. Li ho trovati SECOND HAND o retro shop o vintage shop , come diavolo volete chiamateli, sono qui!
Sono dappertutto, sfido chiunque a capire di cosa si tratta da un insegna con scritto “wszystko na wage” ovvero “tutti i salari”. È stato un po’ come aprire la porta del paese delle meraviglie ed io ero Alice! Ho capito subito di cosa si trattava ed era quello che più avrei voluto trovare, un misto di odori che io oserei chiamare profumo, quello dei capi tenuti conservati per molto tempo in uno scatolone o accatastati in un vecchio armadio, profumo misto di lana pelle cuoio, profumo di vecchio.

Non ci sono montagne arruffate, nessuna massa di roba gettata in ogni dove, tutti i capi hanno la loro gruccia e sono sistemati per la loro tipologia, degni di essere trattati come un capo vintage si merita, vedo libri, peluche, borse, videocassette, vedo il mondo.
Momento di silenzio, raccolgo le mie forze e scatto…Blazer maschili doppio petto meglio se blu, tshirt XXL, camicie a quadri in jeans da uomo meglio se slavate e chiare, trench e maglioncini in lana da nonna floreali per un outfit vagamente bohemienne, chiodo in pelle, cappotti con calamari, vestiti lunghi in ciniglia o seta, cinturine in cuoio, i miei amati 501 da veri worker man, colletti tondi, bottoni enormi, righe, pois, cardigan dai colori sbiaditi, quadri blu rossi verdi, velluto a coste, lavaggi e fissaggi sul marrone o verde oliva, cravatte colorfull, bretelle.

Adoro toccare ogni pezzo con mano, accarezzarlo, immaginarlo in un outfit, guardarlo forse con gli stessi occhi con cui un uomo spoglia una donna. Prendo tutto e mi aiuto con cestini gialli gli stessi cestini che si trovano nei supermercati e che riempi di cibo, ma il mio cibo ora è altro!
Arriva il terrificante momento di andare verso la cassa accompagnata da dieci cestini gialli che sgorgano di roba, chiedendomi: riuscirò mai a pagare tutto? Mi accorgo che i prezzi sono ridicoli e non solo perché il nostro caro euro usufruisce di un cambio favorevole ma perché si compra e si paga a chilogrammo e per di più ogni giorno un chilogrammo ha un costo diverso ed è per questo che la mia sveglia ogni venerdì mattina suona alle 8.00 e diversamente dalle altre mattine non viene gettata per terra!!!

Adoro l’usato dalle tazze per caffè ai telefoni a rotella, adoro i vestiti di seconda mano compresi i buchetti e le scuciture, adoro pensare di indossare un abito che racchiude in se una storia che non saprò mai…mi perdo in questo spazio.
Fuori nevica ma io non me ne accorgo.










Loading...






