“Signore e Signori! Venite al Circo Delle pulci, dove vedrete spettacoli di ogni genere: saltimbanchi, art performance, animazioni, reading, costumi e tanta allegria”.
Spinta da questo appetitoso invito il 18 aprile mi sono recata al Teatro Franco Parenti di Milano per vedere in prima persona se anche questa volta Il Grande Circo delle Pulci mi avrebbe lasciata stupita, contando già sul fatto che in collaborazione con gli organizzatori della Smoking Kills Records questa volta ci sarebbe stata anche l’associazione culturale milanese Elita Milano.
Sfidando il mio stesso corpo, provato da una settimana di cocktail party e visite ad esposizioni varie offerte dal Salone del Mobile, alle 16.00 di quella domenica ho varcato decisa e curiosa le porte del Teatro che ospitava il mercatino.

Ciò che mi ha subito colpito è stata la suggestiva atmosfera generale, e per un attimo (probabilmente proprio a causa dei cocktail party sopra citati) ho avuto uno dei flash che la mia mente mi porta spesso ad avere per qualsiasi cosa interessante, soprattutto se positiva. Avete presente quando in alcuni film per annunciare un flashback viene usata quella tecnica in cui il protagonista, vedendo un luogo a lui familiare, fa questa specie di viaggio nel tempo e per 5 secondi ciò che sta guardando si illumina o cambia colore, si popola di gente e c’è un accenno di musica dell’epoca, dopodichè tutto scompare e si torna al presente (per chi avesse visto Titanic si ricorderà di quando la vecchia Rose ha avuto esattamente lo stesso episodio di pazzia nel guardare la nave affondata). Ecco, a me è successa una cosa simile.
Chiaramente non posso aver personalmente vissuto gli anni ’20, però ho studiato storia della moda, inoltre di certo non mi manca immaginazione, quindi non mi è stato difficile vedere un pò di quegli anni passati nell’immagine che il mercatino nell’area di quel vecchio teatro offriva.

Ad arricchire questa suggestiva immagine c’era poi chi si aggirava tra i vari stand: abiti e pettinature ricercati (se non piacevolmente bizzarri per alcuni di loro), accessori studiati, presenza scenica. C’era addirittura il trampoliere!


Finalmente smaltito il primo impatto, responsabile del fash da film e del mio aspetto inebetito, mi sono immersa tra gli abiti (molti dei quali di marca, da Yves Saint Laurent a Chanel e Marni per fare alcuni esempi) e gli accessori vintage e artigianali, in una folle ricerca più che altro fotografica dal momento che purtroppo il mio portafoglio conteneva la tristissima cifra di 4 euro (maledetti cocktail party...), anche se probabilmente qualcosa con quei soldi avrei comprato, dal momento che il low cost è il pregio dei mercatini, questo incluso. Bellissimo! Bella selezione di capi vintage, divertenti e originali i prodotti hand made e artigianali, ottimo il rapporto qualità-prezzo.

Degno di nota anche l’intrattenimento: musica pop-rock, electro-pop e varie altre combo musicali offerte da delle dinamiche band locali, il già citato trampoliere che dava un tocco ancor più circense al tutto, nonchè la musica di artisti eclettici quali Chapelier Fou, Sensational, Frivolous e Seth Troxler ospitati da Elita e Fuorisalone.it per il Design Week Closing Party nello stesso teatro.
Un mix di arte, artigianato, fashion e musica davvero imperdibile. Ho vagato per quelle sale dalle 16.00 a mezzanotte, un’operazione che ha dato il colpo di grazia al mio corpo ma che rifarei subito!
Per questo aspetto con ansia il prossimo mercatino “circense”.
Obiettivo pienamente raggiunto, complimenti al Grande Circo delle Pulci!










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