L’insoddisfazione è una delle fonti di energia più forti.
Purtroppo non è proprio del tutto conveniente, poiché ti tocca soffrire molto per riuscire a fare poco, un po’ come un motore con cui fai 3 km al litro, insomma. Ma dato che l’insoddisfazione non è una cosa che ricerchi, o che compri, il fatto che possa essere riconvertita in energia positiva è tutto sommato una buona notizia.
Così diciamo che ti ritrovi con uno spirito propositivo, ma non sai bene come esprimerlo.
E soprattutto spesso ti mancano i mezzi adatti a sostenerlo.
Forse hai idee che sono rilevanti e, anche se non sei convinto che gli altri debbano ascoltarle, sei convinto che debbano poterle ascoltare.
Questi pensieri senza sbocchi ti rimbalzano in testa e si caricano di energia frustrandoti un poco. Ma poi arriva il momento giusto, e qui sta il tuo unico compito, saperlo riconoscere.
Ad esempio, nel mio caso, hai una casa in via Tortona e manca un mese al salone del mobile.
Dopo una chiacchierata con i coinquilini l’idea più naturale del mondo prende forma: un appartamento grazioso diventa uno spazio espositivo.
Proseguendo con la metafora del motore, questa è la scintilla che lo mette in moto e finalmente puoi sentirne il rombo.
Ecco che per un giorno Milano guadagna 100 metri quadri di spazio pubblico. Casa nostra.
La novità non è tanto nello spazio espositivo in sé, ma nello sfruttare ogni spazio della casa, anche quelli più intimi, così come potrebbe essere sfruttato uno spazio di tutti, all’esterno.
Inutile perdersi nella polemica di chi imbratta i muri e di chi fa arte, se nessuno sceglie di essere propositivo.
Capire i punti da dedicare all’espressione degli artisti, alcuni curatori, e una fruibilità aperta a chiunque. In casa nostra così come dovrebbe avvenire in Città.
E così la cucina, il salotto, il bagno, la vasca e lo stendi panni diventano quasi un marchio dell’evento che ha coinvolto e stupito centinaia di persone.
In generale la mancanza di soldi rende impossibile l’organizzazione di qualsiasi evento, ma con l’idea e l’occasione giusta, puoi facilmente ribaltare la medaglia e godere dei lati positivi di questa situazione: opzioni semplificate, una strada da percorrere ben chiara e rapporti con gli artisti più semplici. L’unica spesa è stata 80 euro per la birra e le noccioline del discount. E in questi periodi di crisi è bastato er essere tra gli eventi in cui si è bevuto di più. Forse è stato per questo, insieme al clima di festa presto raggiunto, che “My Place” è stato definito come l’evento rivelazione del Fuorisalone.
Una mostra capace di coinvolgere ogni ospite in chiacchiere, brindisi e performance con microcamere nascoste che carpivano i loro “segreti privati” e li ritrasmettevano a pochi metri su un televisore adagiato sul comò.
Insomma una mostra, una festa, con qualcosa da dire, e che le persone hanno ascoltato volentieri.
Con questo voglio dire che, anche quando le possibilità sono poche, o nulle, continuate a far andare la vostra testa e tenete bene aperte le orecchie per quando l’occasione giusta busserà alla vostra porta. Da noi in un giorno lo ha fatto all’incirca 400 volte.
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