Renzo, entrando a Milano, passò da Porta Orientale. Ora, che ci piacciano o meno le rivolte per il pane, facciamo la stessa strada. Ho il dubbio che ci fermeremo molto prima di Largo Corsia dei Servi, e che anche il Lazzaretto non lo vedremo che da lontano; ma, tant’è, se volete un itinerario manzoniano potete prendere in mano i Promessi Sposi , anche perché qua, per quanto ce la si metta tutta, meglio del caro Alessandro non riusciremo a fare.

Porta Venezia

Dunque, Porta Orientale, che ora si chiama Porta Venezia. Entrate nella Milano-entro-la-circonvallazione-interna dopo lo shopping su Corso Buenos Aires, o un drink al Frank, o un pranzo in uno dei tanti ristoranti eritrei tra via Melzo e via Panfilo Castaldi. Superata la porta, entrando in Corso Venezia, troverete sulla sinistra la schiera dei palazzi signorili di Milano, con tante delle belle famiglie meneghine sull’attenti a farsi vedere: Invernizzi, Rocca Saporiti, Serbelloni, Crespi, Chiesa. Sulla destra i Giardini ora intitolati a Indro Montanelli, un tempo semplicemente Giardini Venezia. Non è un caso che ci si ritrovi qui nel nostro giro fra Milano e i suoi animali.

Qui un tempo c’era lo zoo, addossato ai bastioni, sul lato lungo dei giardini. Quello che resta è solo la forma strana delle finte rocce scolpite nel calcestruzzo, e alcuni basamenti e vasche che si prestano variamente ad essere sfruttati per il divertimento dei bambini delle materne milanesi, veri padroni del parco durante tutta la bella stagione.

E già che parliamo dei cuccioli d’uomo milanesi, ci sia concessa una nota molto Great Life: da bambini noi milanesi avevamo dei bar dedicati. La proprietaria, o comunque il partner ufficiale, era la Centrale del Latte, che non perdeva occasione per farsi pubblicità offrendo salutari merende e organizzando gare campestri o cacce al tesoro. Questi bar erano nei principali parchi milanesi e il nome era chiaramente ispirato al latte, tutti si chiamavano allo stesso modo: Bar Bianco. Alcuni si sono evoluti in maniera quantomeno variopinta. Ma “Tiremm innanz!”, direbbe un milanese.

Il Planetario

Andiamo avanti, che ci sono un po’ di animali che ci aspettano nel parco.

Il Planetario. Qua non possiamo mancare la visita al Pegaso nascosto nel cielo boreale. E nemmeno passare oltre allo Scorpione, e ai Pesci. La struttura che ospita il Planetario, il proiettore giroscopico e la cupola di quasi venti metri di diametro che funge da schermo, le persone che tengono le conferenze, tutto è speciale qua dentro.
Uno splendido sacrario stellato, dentro e fuori. Il prezzo del biglietto è di 3 miseri euro (1,5 il ridotto) e i temi delle conferenze i più disparati.
Dalle costellazioni dello zodiaco, appunto, al cielo del Sud, fino ai consigli da dare a Babbo Natale per non perdersi la notte del 24 Dicembre. Per chi vuole conoscere Milano la notte, o si passa dall’osservatorio astronomico di Brera, o si viene fin qui, a salutare il cane di Orione e il serpente del misterioso Ofiuco.

Museo di Storia Naturale. Di fianco al Planetario, tanto più grande di questo da farlo sembrare la cuccia di un cane a fianco di una villa in Brianza, c’è lo splendido Museo di Storia Naturale. Qualcuno lo trova cupo, qualcuno poco divertente rispetto ad altri, io vi invito semplicemente ad andarlo a visitare. Ha una collezione di diorami unica al mondo, e ovviamente di animali ce n’è a bizzeffe e per i gusti di tutti. A me piace osservare le miniature delle api e le gigantesche riproduzioni di dinosauri, ma anche sedermi di tanto in tanto a chiacchierare con gli amici tra galli cedroni impagliati e splendidi minerali. Il biglietto costa 3 euro, ma è difficile che lo si paghi, dato che esistono decine di metodi per evitarlo; sicuramente il migliore è quello di entrare un’ora prima della chiusura. In quel momento scatta il “liberi tutti” e contestualmente anche la biglietteria chiude.

Civica Galleria di Arte Moderna. Uscendo dai giardini su via Palestro, in pratica a 200 metri in linea d’aria dall’ingresso del Museo di Storia Naturale, c’è qualcosa di stupendo. Nei locali della Villa Reale di Milano, di cui parte del giardino è splendidamente conservato e anch’esso degno di una visita, è ospitata la più vasta collezione civica di opere dell’Ottocento. Un tempo, alla base della scalinata che porta al piano nobile, si trovava anche la statua che potete ammirare sui 20 cent di euro, andata in restauro e poi in tourneè, si prepara a finire al museo del Novecento che verrà aperto in Piazza del Duomo.

Ritroviamo Manzoni nel famosissimo ritratto di Hayez, e i falconi della Scapigliatura, e busti e ritratti di tutta la nobiltà lombarda del XIX secolo. In più una splendida coppia di madri: ospitate nella penultima sala, una donna e una mucca vegliano i propri cuccioli sulla tela dal maestro del divisionismo Giuseppe Segantini. Portate a quella mucca il rispetto che deve, vi sono affezionati i milanesi che negli anni (tra questi i miei genitori) si sono sposati con rito civile. Chi non voleva sposarsi in chiesa, infatti, fino a qualche anno fa andava a Villa Reale, e il fatidico sì veniva pronunciato proprio di fronte a quel quadro. Tralascio il fatto che alla GAM trovi posto anche il Quarto Stato di Pelizza da Volpedo, perché pare che anche questo debba lasciare la sua dimora storica per finire in Duomo con i cugini futuristi, e tralascio anche il dettaglio che l’ingresso sia gratuito. Tanto lo scoprireste da soli. Stanchini, forse. Felici, credo. Non è ancora finita, manca un ultimo sforzo.

I fenicotteri

Uscendo da Villa Reale percorrete le poche decine di metri che da via Palestro vi riportano su Corso Venezia e attraversate la strada passando sotto l’arco che non potrete non notare aldilà del semaforo. Fatevi via Salvini, Piazza Duse e Via Cossa girando attorno all’isolato, sempre tenendo la destra. Arriverete in via Cappuccini, tenete ancora la destra ma cominciate a sbirciare fra le foglie delle siepi che coprono i cortili dei palazzi signorili. Forse in realtà ne sentite già i versi da un po’. Attenti, eccoci… FENICOTTERI!! Cosa ci volete fare? I nobili sono così, e in più questi è da qualche secolo che hanno uno dei più bei palazzi di Milano, non hanno potuto resistere: un laghetto privato e uno stormo di fenicotteri rosa è il minimo che si potesse richiedere per passare il tempo, tra una rivolta per il pane e una per le brioche. Tra un cocktail di gamberi per il padrone e uno per il suo splendido volatile da palude che passeggia in giardino.

Share and Enjoy:
  • Print this article!
  • del.icio.us
  • Facebook
  • E-mail this story to a friend!
  • Turn this article into a PDF!
  • RSS
  • StumbleUpon
  • TwitThis

Federico Demartini

Quando gli chiedono di dov'è dice: Milano-della-zona-più-vicina-a-Parigi, ma dalla finestra della sua casa ideale si gode una splendida vista sul Danubio. Si è laureato in fisica ed ora è consulente informatico, del suo lavoro teme che le ore al videoterminale gli rovineranno gli occhi da cerbiatto. Il più grande dubbio della sua vita riguarda l'origine del ruomore statico nell'impianto stereo che ha ereditato dallo zio.. dipenderà dall'ampli o dalle casse?! Il suo colore preferito è l'arancione "Kawasaki o Hermes?!", in effetti anche questo è un bel dubbio. Collabora con MMD per caso, spera di continuare a farlo. Yeah!

Altri articoli di Federico Demartini

Eu

24. nov, 2010

Itinerario stupendo, passeggiata che racchiude perfettamente il contrasto tra la pienezza e gli stimoli del Risorgimento ed il troppo ciarpame del vivere quotidiano. Milano, ragazzi, qua si supera.

andrea

24. nov, 2010

Quando si affaccia il Dema ragazzi sarebbe il caso di cambiare payoff al sito.
Great Life, Great Life.
Ah!

Sara

25. nov, 2010

e io i fenicotteri li ho visti! pensavo fosse una burla alla dema e invece no ;) thx e bravo! bel giretto

IlDema

02. dic, 2010

Crogiolandomi nell’avervelo preannunciato, disperato e indispettito per il fatto in sè e per sè.. posso confermare che il Quarto Stato è finito all’Arengario.

Pare che una fine simile abbia fatto il cigno visto nel giardino della Triennale. Urge una verifica e un articolo a riguardo, credo.

Jonay

14. dic, 2011

Thanky Thanky for all this good informitaon!

phnbgxhdre

15. dic, 2011

avWkTx naqmwtgttzkc

mskvjmbzyi

16. dic, 2011

XHy2nk , [url=http://vuhuhuqgjpai.com/]vuhuhuqgjpai[/url], [link=http://wynypahpogzn.com/]wynypahpogzn[/link], http://xfygrgyhzdlc.com/

sgvvou

16. dic, 2011

SL5lJb ptfnzzwpwxrl

fjliwr

17. dic, 2011

YnmTDZ , [url=http://ozhlpnrcwbsv.com/]ozhlpnrcwbsv[/url], [link=http://daausmrcpstw.com/]daausmrcpstw[/link], http://atejwljcoxzl.com/

Coralyn

06. gen, 2012

AKAIK you’ve got the anwser in one!

Lyndall

08. gen, 2012

Just cause it’s simple doesn’t mean it’s not super helpufl.

kotwpcngxxk

08. gen, 2012

jvmNpv fpcsvlbgkozh

ynyvty

09. gen, 2012

rhn6Ys , [url=http://kzecdeqpczrd.com/]kzecdeqpczrd[/url], [link=http://tfjgsivvzxzk.com/]tfjgsivvzxzk[/link], http://prcsbebfnqco.com/

uipyvjry

10. gen, 2012

yUvlfH vysbjccjssnl

apsndd

13. gen, 2012

bnhjOH , [url=http://xmymcjbsjplo.com/]xmymcjbsjplo[/url], [link=http://udfythrbfccx.com/]udfythrbfccx[/link], http://zfucbjgkdbjk.com/

Lascia un commento

Discover your budget potential

Con MakeMyDay cambi il punto di vista sulle cose che puoi fare, vedere, avere.
Scopri il potenziale del tuo budget. Fino in fondo.  MakeMyDay. Great Life, low budget.

Visiting MakeMyDay can change your point of view on things you can do, you can see, you can get.
Discover your budget potential. Deeply.  MakeMyDay. Great Life, low budget.