La Cina si avvicina anche sulle 4 ruote e arriva proprio dall’Oriente una nuova ondata di vetture economiche, per lo più city-car compatte, nell’ordine dei 7.000 – 10.000 euro, che rivoluzioneranno a breve il mercato dell’auto all’occidentale.
Secondo le previsioni infatti nel 2012 saranno 18 milioni le auto low cost vendute annualmente.
Targate Chery, Geely, Dacia e Tata le quattro ruote economiche arrivano dai quattro angoli del mondo: Cina, India, Romania e da oggi anche Italia.

Nuovi accordi commerciali accorceranno le distanze portando sulle nostre strade World Car co-branded dal prezzo competitivo.
Snobbate e largamente sottovalutate dai grossi gruppi automobilistici, le nuove case produttrici sono riuscite a penetrare nei meccanismi economici globali facendo breccia anche nel mercato europeo. Dopo la Logan di Renault anche la Volkswagen sembra infatti aver abbracciato la nuova generazione cheap di compatte. In Italia è la Fiat a studiare soluzioni anti crisi.
Si sta procedendo verso la creazione di un inedito marchio low cost definito “true value brand”, letteralmente “marchio del vero valore” ma per ora se ne sa ben poco.
Sostituire la Palio e la tanto cara Uno con i progetti 326 e 327 rappresenta il progetto iniziale, si pensa poi di sostituire l’attuale 600 con un’interessantissima citycar del prezzo di 6.000 euro circa.
Marchionne sta pensando di affidare il progetto della 327 (prezzo a partire da 6.500 euro) a Zastava, la Casa serba di cui Fiat detiene l’80%, e ad Innocenti, marchio milanese che tanto lustro diede all’Italia nel dopo guerra, il progetto della 326, che arriverà nel 2011 e costerà 7.500 euro.

Progetti che punteranno alla solidità delle autovetture e all’efficienza dei motori Fiat, senza eccedere con dettagli e optionals costosi.
Presto automobilisti diversi invaderanno le strade del mondo con automobili sicure, ma senza troppi fronzoli, l’auspicio è che questo, un giorno, possa essere determinato da una mentalità low cost e non dall’asfissiante esigenza di risparmio.
Ciò che prima era importante ora è superfluo e ciò che prima era indispensabile ora lo è molto di più. Low Cost non deve implicare Low Quality, ma essenzialità nei dettagli e accuratezza nei fondamentali.
L’idea non è spendere poco, ma spendere bene!










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