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	<title>MakeMyDay Magazine &#187; Elisa Pugliese</title>
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		<title>Dresda da scoprire</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 16:26:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa Pugliese</dc:creator>
				<category><![CDATA[culture]]></category>
		<category><![CDATA[travel]]></category>
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		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Un esaustivo reportage tra quartieri borghesi e zone bohemien dove la cultura alternativa regala alla città un fermento e una vitalità inaspettate]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dresda sembra quasi una città sonnacchiosa polverizzata dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale nella prospettiva dell´Europa “al di qua del Muro”, invece si rivela vivace, vitale e versatile!</p>
</p>
<p><img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/09/dresda_Frauenkirche.jpg" alt="Dresda Frauenkirche" title="Dresda Frauenkirche" width="533" height="324" class="alignnone size-full wp-image-1601" /></p>
<p>Al primo sguardo si viene ammutoliti dal profilo maestoso della <strong>Frauenkirche</strong>…</p>
<p>Costruita tra il 1726 e il 1746, ritratta dal Canaletto in numerose vedute (da ammirare alla galleria Alte Meister) e distrutta nel febbraio 1945, le sue rovine sono state custodite gelosamente dai cittadini come simbolo di sfida verso il regime filosovietico.</p>
<p>In tutto il mondo si sono raccolti fondi destinati alla sua ricostruzione, conclusasi nel 2005: ora la Frauenkirche si erige a <strong>monito contro ogni guerra </strong>e ogni distruzione, come <strong>centro di pace e perdono</strong> universale. È per questo che qui ha voluto Barak Obama salutare il popolo tedesco nella sua prima visita da Presidente, ed è qui che vengono ogni anno milioni di visitatori (entrata a offerta libera, salita alla torre 8 Euro &#8211; che si posson risparmiare senza rimpianti).</p>
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<p>Sorprende il significato storico, politico e artistico che Dresda ha assunto negli ultimi 500 anni – tanto che si merita a pieno titolo il riconoscimento di <strong>Patrimonio Culturale Unesco.</strong></p>
<p>È con Augusto I detto il Forte – governatore di Sassonia e Re di Polonia &#8211; che la città si impreziosisce delle sue più spettacolari architetture e collezioni d´arte.</p>
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<p><img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/09/dresda_elba.jpg" alt="Dresda Altstadt" title="Dresda Altstadt" width="533" height="247" class="alignnone size-full wp-image-1603" /></p>
<p>Calamita turistica è il complesso architettonico della <strong>Altstadt</strong> (città vecchia) lungo l´Elba, che culmina nello <strong>Zwinger</strong> e nella <strong>Residenz</strong>, dove sono visitabili la Historische Grüne Gewölbe, la Neue Grüne Gewoölbe e il Kupferstichkabinett con i<strong> tesori di corte</strong>.</p>
<p><img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/09/dresda_zwinger.jpg" alt="Dresda Zwinger" title="Dresda Zwinger" width="533" height="252" class="alignnone size-full wp-image-1604" /></p>
<p>Lo Zwinger &#8211; arricchitosi nei secoli di nuove ali, cortili, gallerie – custodisce oggi i capolavori del Museo delle Porcellane, la Camera delle Armature e l´imperdibile <strong>Galleria Alte Meister</strong>: la definizione “alte” = “vecchi” si riferisce al fatto che le opere sono anteriori al Romanticismo, mentre quelle successive si trovano nella pinacoteca Neue Meister (attualmente chiusa per restauri).</p>
<p>I <strong>10 Euro</strong> (ridotto studenti 7,50) per l´entrata e i <strong>3 Euro</strong> per l´audioguida sono un buon investimento, considerando che si può trascorrere l´ intera giornata in compagnia di <strong>Raffaello</strong> (Madonna Sistina, perché non è stato Fiorucci a disegnare gli angioletti…), <strong>Giorgione&amp;Tiziano</strong> (Venere Dormiente, un manifesto anti-anoressia), Mantegna, <strong>Rubens</strong>, Veronese (Famiglia Coccina, ossia i parvenu dell´epoca), Canaletto (quando non esisteva la fotografia, lui dipingeva vedute!), <strong>Rembrandt</strong>, Van Dyk, ecc.</p>
<p>E il tutto in un <strong>Museo con la M maiuscola</strong> per qualità degli allestimenti: Gottfried Semper ha concepito la struttura fin dal principio come ambiente destinato alla custodia e all´esposizione di capolavori pittorici, per cui i percorsi e l´illuminazione sono ottimali (al confronto di quanto accade in spazi riadattati).</p>
<p>Ancora più sorprendete che la collezione sia giunta così ricca fino a noi: rilevata da Augusto I dai governatori di Modena e dagli Este di Ferrara, è stata smistata negli anni ´40 tra le centinaia di castelli sassoni, portata in Russia nel Dopoguerra e successivamente restituita ai tedeschi. Non sono previste nuove acquisizioni, ma è ammirevole l´impegno per la conservazione di questi capolavori in collaborazione con istituzioni internazionali come ad esempio il Getty Museum di Los Angeles.</p>
<p>Particolare attenzione merita il <strong>bookshop</strong> nel seminterrato, dove si trovano pubblicazioni a <strong>prezzi onesti</strong> (catalogo a 14,90 Euro – libri in offerta anche in inglese e italiano).</p>
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<p>Usciti dall´estasi artistica ci si può rilassare nei giardini del cortile approfittando dei <strong>concerti e dei balletti</strong> che da maggio a settembre si tengono nella cornice open air (<a href="http://www.dresden-theater.de" target="_blank">www.dresden-theater.de</a> &#8211; inizio spettacoli ore 18.30, biglietti a 12/10 Euro da acquistarsi in loco un´ora prima).</p>
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<p>Percorrendo tutto il Brühlsche Terrassenufer – l´immensa terrazza barocca sul fiume – si giunge all´estremità opposta del centro storico fino ai <strong>musei civici </strong>(Stadtmuseum e Städtische Galerie Dresden). La mostra permanente riguarda la vita quotidiana a Dresda nelle varie epoche, da quando era poco più che uno snodo commerciale al dopoguerra.</p>
<p>Inoltre le esposizioni sono arricchite da un approfondimento sulla struttura architettonica della Frauenkirche, da una retrospettiva sull´<strong>Arte Degenerata</strong> messa al bando dal Nazismo nel ´33 (Entartete Kunst, prevalentemente opere espressioniste di Otto Dix), e da un interessantissimo percorso politico e storico sulla cosiddetta “<strong>Rivoluzione Pacifica</strong>” (Friedliche Revolution).</p>
<p>Questo concetto si riferisce alle modalità in cui è avvenuta la Riunificazione della Germania <strong>20 anni fa</strong>: un esaustivo apparato multimediale illustra il sistema “<strong>al di là del Muro</strong>” e come sia stato possibile effettuare un cambiamento epocale senza precipitare nella violenza, la rilevanza della mediazione della Chiesa Evangelica e soprattutto degli intellettuali locali – controparti  nel dibattito ideologica durante la Guerra Fredda. Si scoprono i retroscena curiosi della musica punk e della break dance in stile sovietico, delle parate dei giovani Pionieri, delle catene di montaggio della Trabant…</p>
<p><img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/09/dresda_propagandaDDR.jpg" alt="Dresda - propaganda DDR" title="Dresda - propaganda DDR" width="533" height="195" class="alignnone size-full wp-image-1612" /></p>
<p>Per il mio gusto l´allestimento assume una connotazione politica leggermente sbilanciata, che tende a ridicolizzare Honecker&amp;compagni – forse perché quest´anno ci sono le elezioni governative in Germania, esattamente a 20 anni dalla caduta del Muro e la Premier uscente è una “al di là del Muro”? <em>Ai posteri l´ardua sentenza</em>…</p>
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<p><strong>Ma Dresda non è solo musei!</strong></p>
<p>Non è il caso di sforzarsi di riflettere sulle sorti di un mondo che è sfumato, sia esso il fasto di Augusto il Forte o il grigiore del regime: i musei restano sempre una risorsa per trascorrere le eventuali giornate di maltempo</p>
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<p><img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/09/dresda_aussere_neustadt.jpg" alt="Dresda Aussere Neustadt" title="Dresda Aussere Neustadt" width="533" height="520" class="alignnone size-full wp-image-1605" /></p>
<p>Basta attraversare uno dei ponti sull´Elba per approdare nella <strong>Neustad</strong>: si percorre la <strong>Hauptstrasse</strong> – riconoscibile per il viale alberato tra i palazzi geometrici e le orride vetrine con le luci al neon del Museo del Calcio &#8211; e ci si infila nelle viette laterali costellate da boutique e atelier, oltre che da bistrò e ristorantini (consigliabile il <strong>Good friends</strong>, vietno-thai con un´abbondante <strong>zuppa a 7,50 Euro </strong>e una decente lista di vini). È sulla Hauptstrasse che si incontra la <strong>Chiesa Dreikönige</strong>: non molto significativa artisticamente, ma meritevole per la torre panoramica (<strong>soli 1,50 Euro</strong> decisamente più conveniente che la torre della Frauenkirche!). Da qui si nota la ferita che gli interventi urbanistici degli anni ´50 e´70 hanno inferito alle curve eleganti del barocco.</p>
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<p><img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/09/dresda_aussere_neustadt02.jpg" alt="Dresda Aussere Neustadt" title="Dresda Aussere Neustadt" width="533" height="293" class="alignnone size-full wp-image-1606" /></p>
<p>Alla fine della Hauptstrasse si giunge alla Albertplatz, spartiacque tra i quartieri borghesi e quelli bohemien dello Kneipen und Szeneviertel <strong>Äussere Neustadt</strong> (quartiere dei bar e della vita notturna). La Alaunstrasse, la Röthenburgerstrasse e la Louisenstrasse sono un susseguirsi di kebab (ottima qualità e ricco menu al pluripremiato <strong>Ararat</strong> – da <strong>3 Euro</strong>), discopub, ristoranti etnici e ritrovi come la <strong>Teegadrom Spielkneipe</strong> (teeira con giochi di società) che brulicano di gente.</p>
<p><img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/09/dresda_Louisenstrasse.jpg" alt="Dresda Louisenstrasse" title="Dresda Louisenstrasse" width="533" height="283" class="alignnone size-full wp-image-1609" /></p>
<p>Finalmente una città tedesca dove ci sono i negozi aperti <strong>fino a tarda notte</strong> (piccoli Spätladen e il supermercato Konsum fino alle 22) e dove si può ordinare da mangiare dopo le 8 di sera! Una città dove per strada si sente la musica, dove qualcuno parcheggia in doppia fila e getta qualche cartaccia per terra! Non è un inno al disordine, ma un segno di indubbia vitalità… talvolta in Germania si dubita che sia un ambiente umano tanto è rigoroso e perfezionista.</p>
<p><img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/09/dresda_sundaymorning.jpg" alt="Dresda sunday morning" title="Dresda sunday morning" width="533" height="390" class="alignnone size-full wp-image-1607" /></p>
<p>Che questo quartiere sia centro della <strong>cultura alternativa</strong> e fermento del pensiero <strong>anti-borghese</strong> lo testimoniano i <strong>negozi di dischi </strong>dai nomi provocanti come Drop Out o Black Sheep, di abbigliamento <strong>gothic-punk</strong>, le librerie tematiche, gli ostelli per la gioventù e anche il corrispettivo tedesco del SERT (servizio per le tossicodipendenze, sic!).</p>
<p>Conviene alloggiare in questo quadrilatero: 10 minuti a piedi o 5 di tram dal centro storico, ma più autentico perché fuori dalle vie tradizionali frequentate dai gruppi turistici.</p>
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<p>Il primo <strong>ostello indipendente</strong> di Dresda è stato il <strong>Mondpalast</strong> (<a href="http://www.mondpalast.de" target="_blank">www.mondpalast.de</a>, pernottamenti da <strong>16 Euro</strong> + 10 Euro di cauzione per la chiave, colazione a buffet per 6 Euro): il tema lunare implicito nel nome (= palazzo della luna) viene ripreso dalle camere, nominate secondo le costellazioni. Nonostante sia circondato da<strong> shisa-bars</strong> dove si fuma pipa ad acqua con tabacchi aromatizzati (legali) e l´animazione notturna, la sicurezza e la pulizia all´interno sono esemplari (non altrettanto rassicurante l´ostello Lolli´s Home).</p>
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<p>Dresda – come la Germania in generale – al palato di noi italiani non brilla per esperienze gastronomiche rilevanti: oltre a qualche dolce natalizio come lo <strong>Stollen al marzapane</strong>, ci si imbatte nel <strong>classico currywurst</strong> (Curry&amp;Co. Aus Liebe zur Wurst, Louisenstrasse).</p>
<p>Per assaggiare uno dei reperti golosi bisogna attraversare la città e arrivare fino all´inizio della <strong>Pragerstrasse</strong>: nello spartitraffico si trova il chiosco di gelati <strong>Haselbauer Eis</strong> (www.haselbauer-eis.de/), le cui cialde ripiene sono impresse nella memoria di generazioni.</p>
<p><img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/09/dresda_Pragerstrasse.jpg" alt="Dresda Pragerstrasse" title="Dresda Pragerstrasse" width="533" height="520" class="alignnone size-full wp-image-1611" /></p>
<p>Leccandosi le dita (le cialde non sono a cono!) si può dare un ultimo sguardo a quella che è la strada commerciale dello shopping e accorgersi davvero che qui il <strong>razionalismo socialista</strong> ha lasciato il segno con spigoli e facciate piatte. Nonostante gli ammodernamenti recenti, le strutture urbanistiche tradiscono i piani del regime: casermoni di cemento e un susseguirsi di piattume estetico prendono il sopravvento nei dintorni di <strong>Ferdinandplatz</strong>.</p>
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<p><img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/09/dresda_Pillnitzschloss.jpg" alt="Dresda Pillnitzschloss" title="Dresda Pillnitzschloss" width="533" height="283" class="alignnone size-full wp-image-1610" /></p>
<p>I sassoni sono molto orgogliosi della loro campagna (Sächsische Schweiz) e il territorio comunale di Dresda si estende lungo l´Elba fino a <strong>quartieri verdeggianti</strong> cosparsi di ville residenziali, con nomi che terminano in “witz” a ricordarne l´origine slava. Nonostante il campanilismo dei sassoni, ritengo che il modo migliore per risparmiare <strong>10 Euro</strong> sia evitare di prendere il battello a vapore per andare al Castello <strong>Pillnitzschloss</strong>. L´appellativo “<strong>Versaille sassone</strong>” è esagerato per questa residenza estiva della maitresse di Augusto il Forte, pur considerando che si può vedere nel parco di ispirazione giapponese la più <strong>grande camelia</strong> d´Europa (12 metri di diametro)… gli appassionati di botanica possono raggiungere Pillnitz con l´autobus di linea 83 per soli <strong>1,80 Euro</strong> e visitare <strong>gratuitamente</strong> i giardini.</p>
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<p>Lasciata Dresda la tappa successiva sarebbe idealmente Praga, a soli 170 km… buon viaggio “al di là del Muro”.</p>
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		<title>Sturm und Drang formato bomboniera</title>
		<link>http://www.makemydaymag.com/blog/archives/1577</link>
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		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 22:00:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa Pugliese</dc:creator>
				<category><![CDATA[culture]]></category>
		<category><![CDATA[travel]]></category>
		<category><![CDATA[germania]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[weimar]]></category>

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		<description><![CDATA[Alla scoperta di Weimar, nel cuore della verde Turingia, patrimonio dell´Unesco ed eletta Città Della Cultura nel '99]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In città non si sente l´eco dei <strong>Dolori del Giovane Werther</strong>, né il travaglio della <strong>Repubblica di Weimar</strong>, né i pettegolezzi sui protagonisti della <strong>Bauhaus</strong>, e per fortuna nemmeno l´odore di morte di <strong>Buchenwald</strong>…</p>
<p>… non per questo <strong>Weimar</strong> è una destinazione da sottovalutare, soprattutto se si è in viaggio tra Berlino, Dresda e Praga – magari con un biglietto Inter-Rail (<a href="http://italiano.interrailnet.com/enit/interrail-home" target="_blank">http://italiano.interrailnet.com/enit/interrail-home</a>).</p>
<p>Infatti Weimar si trova nel cuore della verde <strong>Turingia</strong>, uno dei nuovi Bundesländer della Germania riunificata, è <strong>patrimonio dell´Unesco</strong> ed è stata <strong>Città Della Cultura nel 1999</strong>: grazie alle sovvenzioni ricevute oggi si presenta come una bomboniera romantica.</p>
</p>
<p><img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/09/weimar_marktplatz.jpg" alt="weimar marktplatz" title="weimar marktplatz" width="533" height="261" class="alignnone size-full wp-image-1582" /></p>
<p>Nonostante le dimensioni ridotte (oggi 64.000 abitanti e solo 6.000 ai tempi di Goethe), Weimar nei secoli ha saputo caratterizzarsi come centro culturale di rilevanza internazionale.</p>
<p>E si è di conseguenza attrezzata per ospitare visitatori e viaggiatori di ogni tipo: hotel di lusso come il Russischer Hof, hotel-monumenti frequentati da star e politici come l´Elephant, ma anche strutture per le migliaia di studenti assetati di arte che frequentano le università cittadine famose in tutto il mondo, la <em>Bauhaus</em> e la <em>Hochschule für Musik</em>.</p>
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<p><img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/09/hababusch_ingresso.jpg" alt="hababusch_ingresso" title="hababusch_ingresso" width="533" height="253" class="alignnone size-full wp-image-1583" /></p>
<p>Meritevole per storia&amp;gestione l´<strong>ostello No-Profit Hababusch</strong>, che prende il nome da Lieselotte Hababusch, probabilmente la prima backpacker del mondo! Infatti è lei che risiede a Weimar in questa casa barocca del 1770, in seguito a un pellegrinaggio a Santiago di Compostela.</p>
<p>La costruzione negli anni ´80 è stata adattata internamente ad abitazione e <strong>dal 1996 ospita sia gli studenti residenti, sia i viaggiatori di passaggio</strong>. E l´atmosfera che vi si respira è proprio quella di una casa privata, dove  principio della collaborazione viene vissuto in ogni ambiente, nonostante l´apparente casino (“caos” o “disordine” risulterebbero termini eufemistici) tutto funziona in armonia come se dall´entropia si materializzasse un meccanismo di dare-avere equilibrato e risolutivo…</p>
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<p><img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/09/hababush_interno.jpg" alt="hababush_interno" title="hababush_interno" width="533" height="175" class="alignnone size-full wp-image-1584" /></p>
<p>La cucina è a disposizione di tutti a condizione che si rispetti la raccolta differenziata e non si frigga (non c´é la cappa ispiratrice ma almeno una tazza di tè gratuito non si nega a nessuno), le docce sono in comune con acqua calda e gratuita a condizione che si sia parsimoniosi (efficace il cartello all´entrata “<strong>save water, shower with a friend</strong>”), i dorms senza serratura aperti giorno&amp; notte e ho personalmente visto lasciati incustoditi laptop, i-pod, fotocamere… si può utilizzare internet in cambio di una piccola offerta, oppure utilizzare gratuitamente con il proprio laptop la rete Wi-Fi. Strano che un posto così sgarrupato, con arredamento second-hand di varie fogge sia corredato di tale tecnologia, ma parecchi adesivi ricordano che l´energia elettrica che rifornisce la casa è certificata da Greenpeace!</p>
<p>Insomma, un esperimento di educazione civica ben riuscito, in pieno centro storico, che offre anche noleggio bici e scambio di libri, per <strong>10 Euro a notte</strong> (senza colazione, sorry!).</p>
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<p><img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/09/hababusch_soggiorno.jpg" alt="hababusch_soggiorno" title="hababusch_soggiorno" width="533" height="231" class="alignnone size-full wp-image-1585" /></p>
<p>Meno anarchico e altrettanto funzionale l´<strong>ostello Labyrinth</strong> (tra il centro giovanile e il cinema Mon Ami, <a href="http://www.weimar-hostel.com/en/index.html" target="_blank">www.weimar-hostel.com/en/index.html</a>), che – con <strong>meno charme ma maggior struttura</strong> &#8211; offre colazione, prestito di ferro da stiro, accetta carte di credito e mette a disposizione una terrazza-giardino per improvvisare BBQ: anche qui un pernottamento si paga <strong>minimo 10 Euro</strong>.</p>
<p>La cucina dell´ostello é allestita in modo pragmatico e se ne può usufruire liberamente, soprattutto perché dopo qualche giorno le proposte gastronomiche dei locali cittadini possono risultare ripetitive: <em>Thüringer Bratwurst</em> (il wurstel della Turingia alla brace) e <em>Kloß</em> (gnocconi grandi come canederli fatti di pane e patate da inondare di salsa di carne). </p>
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<p>Weimar é conosciuta come la città delle cipolle, a cui é dedicata una sagra autunnale: ma purtroppo non sono certo le pietanze a base di cipolle a rivalutare il giudizio sulla gradevolezza e la (scarsa) varietà dei menu locali. I ristorantini e le birrerie sono decisamente suggestivi, ma propongono menu molto omogenei; per alternare, ci si può rifugiare in qualche gelateria italiana, nelle eleganti pasticcerie, nei meno eleganti ma molto economici diffusissimi take-away cinesi (<strong>wok vegetariani da 2.50 euro</strong>), nei kebab sul viale che porta alla stazione (Hauptbahnhof). De gustibus…</p>
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<p><img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/09/weimar_citazioni.jpg" alt="weimar_citazioni" title="weimar_citazioni" width="533" height="174" class="alignnone size-full wp-image-1586" /></p>
<p>A dire il vero, Weimar non era la città natale di <em>Goethe</em>, e nemmeno di <em>Nietzsche</em> o <em>Lisz o Bach</em> o <em>Van der Velde</em>, ma qui questi personaggi hanno trovato mecenati illuminati e fonti di ispirazione notevoli, tanto da trascorrerci gli anni decisivi delle loro carriere artistiche: a ricordarli si trovano scritte con loro citazioni dipinte sulle facciate degli edifici, oltre a varie targhe commemorative.</p>
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<p>Passeggiando nel centro storico (visite guidate anche in inglese presso l´<strong>Ufficio del Turismo in Marktplatz</strong>, riconoscibile per gli intarsi verdi, <a href="http://www.weimar.de/en/tourism/homepage/tourist-information" target="_blank">www.weimar.de/en/tourism/homepage/tourist-information</a> ) – talmente piccolo che nominare gli indirizzi è superfluo – non si può mancare la casa di <strong>Schiller</strong>, e nemmeno quella di <strong>Goethe</strong>, tantomeno il <strong>Teatro nella Theaterplatz</strong>, dove si eseguono tuttora versioni classiche o contemporanee del <strong>Faust</strong> e dove è stata proclamata la prima costituzione democratica tedesca dell’omonima<strong> Repubblica nel 1919</strong>.</p>
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<p><img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/09/weimar_universita.jpg" alt="weimar_universita" title="weimar_universita" width="533" height="609" class="alignnone size-full wp-image-1588" /></p>
<p>Deviando dalla traiettoria Theaterplatz, Goetheplatz, Marktplatz, ci si avvia verso la<strong> Hochschule für Musik</strong> – l´università musicale dove in estate si tengono master classes per professionisti internazionali (<a href="http://www.hfm-weimar.de" target="_blank">www.hfm-weimar.de</a>) – si passa davanti alla <strong>Biblioteca Anna Amalia</strong> che racchiude nelle sale e nei sotterranei decine di migliaia di volumi antichi sopravvissuti ai svariati incendi, di cui l´ultimo nel 2004 durante il trasloco nell´archivio sotterraneo climatizzato (visitabile su prenotazione), al castello e ci si può gradevolmente perdere nell´immenso parco circostante (per informazioni sugli orari di apertura e la prenotazione dei biglietti <a href="http://www.klassik-stiftung.de" target="_blank">www.klassik-stiftung.de</a>).</p>
</p>
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<p><img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/09/weimar_Gartenhaus.jpg" alt="weimar - Goethe&#039;s Gartenhaus" title="weimar - Goethe&#039;s Gartenhaus" width="533" height="273" class="alignnone size-full wp-image-1593" /></p>
<p>Weimar si dice abbia più superficie verde che superficie edificata&#8230; e non è difficile crederlo quando ci si imbatte in una casetta modesta che spunta dal verde: è la <strong>Gartenhaus </strong>che Goethe ha ricevuto in omaggio dal governo di Weimar affinché si convincesse a risiedere in questa città e a divenirne ministro e consigliere.</p>
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<p>In puro stile romantico appaiono alcune rovine sparse tra i giardini: alcune sono rovine autentiche, altre sono simulazioni che assecondavano le suggestioni ottocentesche dello <strong>Sturm und Drang</strong>. Tra queste mura diroccate posticce, si scorge una statua… non è ne’ <em>Goethe</em> (onnipresente in città!) né <em>Schiller</em> (anche lui molto gettonato) ma è la statua di un artista geniale e inaspettato: Shakespeare. Questa è l´unica statua di <em>Shakespeare</em> sul Continente, ossia fuori dalle isole britanniche.</p>
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<p>Invece i resti degli archi goticheggianti sono (parzialmente) autentici nel senso che non sono di epoca gotica, ma è vero che prima sorreggevano una costruzione e che sono serviti come atelier a <strong>Ittens</strong>, un esponente un po´ bizzarro della <em>Bauhaus</em>, che aveva qui il suo atelier con annesso orto dove coltivare verdure secondo le tecniche ayurvedico (un precursore del biologico e della new age!).</p>
</p>
<p><img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/09/weimar_HausAmHorn.jpg" alt="weimar haus am horn" title="weimar haus am horn" width="533" height="293" class="alignnone size-full wp-image-1589" /></p>
<p>Proseguendo lungo il vialetto <em>“am Horn”</em> si raggiunge un´altra casa definita “un´attrazione turistica”, che condivide paradossalmente la modestia della <em>Gartenhaus</em> goethiana: è la <strong>Haus am Horn</strong>, l´edifico modello della <em>Bauhaus</em>, edificata e arredata secondo i principi progressisti della scuola (<a href="http://www.uni-weimar.de/bauhausspaziergang" target="_blank">www.uni-weimar.de/bauhausspaziergang</a>).</p>
</p>
<p><img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/09/weimar_cimitero.jpg" alt="weimar_cimitero" title="weimar_cimitero" width="533" height="232" class="alignnone size-full wp-image-1590" /></p>
<p>Sempre per restare nel verde, vale la pena visitare il <strong>cimitero in pure stile romantico</strong> dove si trovano la tomba di <em>Goethe</em> e il sarcofago di <em>Schiller</em> (vuoto, il corpo è stato gettato in una fossa comune): l´atmosfera non è macabra, ma quasi gradevole tra le croci in ferro battuto appositamente lasciate esposte alle intemperie, storte e irregolari, a enfatizzare le atmosfere dei romantici.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Anche il filosofo Friedrich Nietzsche é morto a Weimar, e poco distante dal centro storico, su una collina si trova l´archivio nietzschiano: fondato dalla sorella e arredato da Van der Velde, é stato mitizzato dai nazionalsocialisti e successivamente ignorato dal regime della Germania Democratica, ma oggi é stato nuovamente abilitato a meta turistica e vi si trova parecchia documentazione sul filosofo e il suo pensiero.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Molti personaggi illustri han trovato la morte a Weimar, ma se ne ricordano anche di meno illustri: le oltre <strong>50.000 vittime</strong> del campo di concentramento di <strong>Buchenwald</strong>, su una collina a soli 6 kilometri dal centro cittadino.</p>
<p>Nel periodo di attività, il campo era collegato a Weimar dalla ferrovia costruita dagli stessi detenuti e ora smantellata: gli ultimi 3 kilometri di quel percorso sono ora diventati un sentiero commemorativo nel bosco che conduce all´entrata del lager (<a href="http://www.buchenwald.de/english" target="_blank">www.buchenwald.de/english</a>, <strong>entrata gratuita</strong>).</p>
<p>Ogni commento sulle emozioni e le riflessioni che suscita questa visita é superfluo: di informazioni sull´<strong>Olocausto</strong> se ne sono pubblicate moltissime, di vari colori politici e altrettante prospettive storiche e sociologiche. L´opportunità di questa visita é da valutarsi individualmente, a seconda di quanto si é disposti a farsi toccare le corde dell´anima mentre si attraversa il portale di ferro con la scritta “<strong>Jedem das seine</strong>” (a ognuno il suo).</p>
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		<title>Berlino: non se ne ha mai abbastanza</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Jul 2009 22:58:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa Pugliese</dc:creator>
				<category><![CDATA[travel]]></category>
		<category><![CDATA[berlino]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Di Berlino non si può avere che una visione personale, tanto la città è multisfacettata, versatile e in grado di offrire emozioni e impressioni sempre nuove.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di Berlino non si può avere che una visione personale, tanto la città è multisfacettata, versatile e in grado di offrire <strong>emozioni e impressioni sempre nuove</strong>.</p>
<p>Ogni soggiorno lascia la voglia di tornarci per la sensazione di non aver esplorato ogni angolo, di non averne mai abbastanza.</p>
<p> </p>
<p>Berlino è una metropoli in grado di <strong>coniugare gli ossimori</strong> della nostra epoca:<br />
- <em><strong>cosmopolita</strong></em> ma non globalizzata, nel senso che è non é standardizzata come capita nelle altre capitali, ricca di posticini tipici e senza (troppe) insegne                    commerciali global (soprattutto nella parte Est);<br />
- <strong><em>individuale <span style="font-style: normal; font-weight: normal; ">ma non individualista, un intreccio di personalità e stili e al contempo      umana e accogliente;</span></em></strong></p>
<p><strong><em><span style="font-style: normal; font-weight: normal; ">- </span>cool<span style="font-style: normal; font-weight: normal; "> </span><span style="font-style: normal; font-weight: normal; ">ma      non chic, centro della sperimentazione culturale senza esser snob;</span></em></strong></p>
<p><strong><em><span style="font-style: normal; font-weight: normal; ">- </span>fashion<span style="font-style: normal; font-weight: normal; "> ma non fashion-victim, lifestyle d´avanguardia ma accessibile</span></em></strong></p>
<p> </p>
<p>Innanzitutto vale la pena di concentrarsi sui preparativi pre-partenza, per <strong>entrare nel mood</strong>!</p>
<p>Qualche <strong>assaggio artistoide</strong> si trova su <a href="www.fabiosstuffonthe.net" target="_blank">www.fabiosstuffonthe.net</a>, uno spaccato della Berlino alternativa, anarchica, democratica, creativa e permissiva, che sfugge a ogni etichettatura stilistica e filosofica. </p>
<p>E la ricca filmografia aiuta non poco. Berlino, infatti, oltre a esser sede di un notevole <strong>Festival del Cinema</strong> (<a href="www.berlinale.de/en/HomePage.html" target="_blank">www.berlinale.de/en/HomePage.html</a>), è fonte d’</p>
<p>ispirazione per opere variegate, tra cui le imperdibili:</p>
<p> </p>
<p>- Il cielo sopra Berlino, Wim Wenders (1987) </p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1162" title="Il cielo sopra Berlino" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/07/foto11.jpg" alt="Il cielo sopra Berlino" width="533" height="239" /></p>
<p>- Goodbye Lenin, Wolfgang Becker (2003);</p>
<p>- Christiana F. e i ragazzi dello zoo di Berlino, tratto dall&#8217;omonimo libro (1981);</p>
<p>- In Berlin, Michael Ballhaus (2009 &#8211; solo in tedesco);</p>
<p>- Video U2 &#8211; Stay (Faraway and so close);</p>
<p> </p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="390" height="250" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/_cFcL1VjLvY&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="390" height="250" src="http://www.youtube.com/v/_cFcL1VjLvY&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"> </embed></object></p>
<p> </p>
<p>E quando la voglia di partire cresce a dismisura, è ora di <strong>organizzare il viaggio</strong>!</p>
<p> </p>
<p>Berlino è collegata con <strong>voli low-cost</strong> dall´Italia (<a href="www.airberlin.com" target="_blank">www.airberlin.com</a>  voli a/r da <strong>88 euro</strong>) e dall´<strong>aeroporto di Tegel</strong> si raggiunge coi mezzi pubblici il centro città (<a href="http://www.bvg.de/index.php/en/17096/name/Homepage.html" target="_blank">http://www.bvg.de/index.php/en/17096/name/Homepage.html</a>).</p>
<p> </p>
<p>Chi invece si trova già in Germania, può usufruire dell&#8217;affidabile servizio di <strong>passaggi-in-auto</strong> (<a href="www.mitfahrgelegenheit.de" target="_blank">www.mitfahrgelegenheit.de</a> solo in tedesco): una piattaforma web in cui si trovano offerte/richieste di passaggi auto da una città all´altra finalizzati alla spartizione delle spese (sicuri, non si rischia lo stupro! Lo utilizzano giornalmente famiglie e ragazze).</p>
<p> </p>
<p>In aereo si puó anche imbarcare la bicicletta, oppure affittarla sul posto: Il <strong>noleggio bici</strong> è conveniente e suggestivo (molte postazioni di bici a nolo, ad es. <a href="http://www.fahrradverleihberlin.com/italian.html" target="_blank">http://www.fahrradverleihberlin.com/italian.html</a>) specialmente lungo l´<strong>itinerario del Muro</strong> (in vendita su Amazon ma in tedesco <a href="http://www.amazon.de/Bikeline-Radatlas-Berlin-sch%C3%B6nsten-bikeline-Radtourenbuch/dp/385000144X" target="_blank">http://www.amazon.de/Bikeline-Radatlas-Berlin-sch%C3%B6nsten-bikeline-Radtourenbuch/dp/385000144X</a>).</p>
<p> </p>
<p>Una rassicurazione per i più pigri: Berlino &#8211; per quanto sconfinata &#8211; si gira agevolmente e in sicurezza con i mezzi pubblici (anche linee notturne).</p>
<div id="attachment_1169" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img class="size-full wp-image-1169" title="foto di  Thomas Troppmann" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/07/foto2.jpg" alt="source: Thomas Troppmann" width="533" height="400" /><p class="wp-caption-text">source: Thomas Troppmann</p></div>
<p>Date le dimensioni urbane, risulta determinante la scelta dell´<strong>alloggio</strong>: personalmente consiglio la zona Est, precisamente i quartieri di <strong>Prenzlauerberg </strong>o<strong> Mitte</strong>. Oltre a essere logisticamente strategica per raggiungere a piedi Alexander Platz, Oranienburgerstrasse e la relativa <strong>night life</strong>, è una zona in cui si respira lo spirito libero della Berlino post-muro, in un melting-pot di stili e personalità.</p>
<p> </p>
<p>Ottima esperienza recente all´<strong>O</strong><strong>stello</strong> <strong>The Circus</strong> (<a href="http://www.circus-berlin.de/4/circus_berlin_hostel.html" target="_blank">http://www.circus-berlin.de/4/circus_berlin_hostel.html</a>): pulito e sobrio con un tocco di design colorato, una cura degli spazi e dei servizi che stupisce rispetto alle tariffe economiche che propone. La colazione non è inclusa nel prezzo del pernottamento, ma l&#8217;annesso Bistro offre un buffet dolce&amp;salato fino a tardi che consente di fare ogni giorno un brunch per soli <strong>5 euro</strong>. Altrettanto soddisfacenti le combinazioni croissant&amp;caffe´, muffin&amp;latte macchiato o yogurt&amp;frutta&amp;müsli per soli <strong>3 euro</strong> (porzioni grandi!).</p>
<p>Per onestà di cronaca alcune note dolenti (minimali): le bevande disponibili nel frigorifero della reception sono maggiorate di prezzo in confronto a quelle in vendita appena fuori dall&#8217;ostello; il discopub nel seminterrato è penoso; il servizio di pulizia camera non è quotidiano (puliscono il giorno in cui si lascia la camera e basta).</p>
<p> </p>
<div id="attachment_1173" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img class="size-full wp-image-1173" title="Circus-Berlin" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/07/foto3-copy.jpg" alt="source: http://www.circus-berlin.de/ptour_wein.html" width="533" height="355" /><p class="wp-caption-text">source: http://www.circus-berlin.de/ptour_wein.html</p></div>
<p> </p>
<p>Altrettanto piacevole il soggiorno all&#8217;<strong>ostello</strong> <strong>Pfefferbett</strong> (<a href="http://www.pfefferbett.de/en/" target="_blank">http://www.pfefferbett.de/en/</a>) ricavato da un edificio industriale di 150 anni fa. Pernottamenti da <strong>12 euro</strong> secondo il motto “take it easy” che ben si concilia con il bigliardo, il ping-pong, il caminetto, il giardino e la terrazza a disposizione degli ospiti.</p>
<p>In alternativa, si può considerare un <strong>appartamento</strong> da affittare tramite  <a href="www.ferienwohnung-zimmer-berlin.de" target="_blank">www.ferienwohnung-zimmer-berlin.de</a></p>
<p> </p>
<p>Se visitate Berlino per la prima volta, il <strong>sightseeing più classico</strong>: Alexander Platz, Isola dei Musei con l&#8217;Altare di Pergamo e la Alte Nationalgalerie, la Siegessäule con l&#8217;angelo dorato protagonista del video degli U2 e del film di Wim Wenders, la Gedächtniskirche, il castello di Charlottenburg, il Checkpoint Charlie (<a href="www.mauer-museum.com" target="_blank">www.mauer-museum.com</a>), la Porta di Brandeburgo, il Kudamm cioè il Kurfurstendamm, Potsdamer Platz con le architetture “<em>renzopianiane</em>”, ecc. Molti di questi luoghi sono soste dell´<strong>autobus numero 100</strong>.</p>
<p> </p>
<p>Soprattutto in caso di brutto tempo, si possono trascorrere le giornate al chiuso senza noia, approfittando della <strong>carta dei musei valida 3 giorni</strong> (3-TAGE-Karte SchauLUST MuseenBERLIN  <strong>15 euro intero; 7,5 euro ridotto</strong>) per visitare i musei più bizzarri, come ad esempio il <strong>DDR Museum</strong> per i nostalgici dell&#8217;iconografia “dei tempi che furono” o il Schwules Museum dedicato alla cultura omosessuale - aperto tutto l&#8217;anno, highlight a fine giugno in occasione del Gay Pride.</p>
<p><em></p>
<div id="attachment_1175" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img class="size-full wp-image-1175" title="www.fabiosstuffonthe.net/pickofjuly.html " src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/07/foto4.jpg" alt="source: http://www.fabiosstuffonthe.net/pickofjuly.html " width="533" height="400" /><p class="wp-caption-text">source: http://www.fabiosstuffonthe.net/pickofjuly.html </p></div>
<p></em></p>
<p>Quest´anno ricorre il ventennale della caduta del Muro e sono allestite in svariati angoli della città postazioni informative e commemorative: un po&#8217; kitsch ma significative.</p>
<p> </p>
<p><em></p>
<div id="attachment_1176" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img class="size-full wp-image-1176" title="Berlino" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/07/foto5.jpg" alt="foto di Elisa Pugliese" width="533" height="347" /><p class="wp-caption-text">foto di Elisa Pugliese</p></div>
<p></em></p>
<p>Se invece avete voglia e tempo per perdervi nelle atmosfere particolari che questa città offre a ogni angolo, <strong>lasciatevi ispirare dal momento</strong>, dal vostro umore e da ogni angolo che possa attirare il vostro sguardo, dai particolari giocosi come una delle icone berlinesi: l&#8217;Ampelmann, ossia l&#8217;omino dei semafori che qui ha uno styling particolare.</p>
<p> </p>
<p><em></p>
<div id="attachment_1177" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img class="size-full wp-image-1177" title="Berlino2" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/07/foto6.jpg" alt="foto a sinistra di Elisa Pugliese. Foto a destra di Thomas Troppmann" width="533" height="319" /><p class="wp-caption-text">foto a sinistra di Elisa Pugliese. Foto a destra di Thomas Troppmann</p></div>
<p></em></p>
<p><strong>Camminare con il naso all´insù</strong> nei dintorni di Prenzlauerberg, Bergmann Strasse, Mitte o Kreuzberg e scoprire architetture liberty o cimiteri silenziosi, cortili dove vengono allestiti vernissage o improvvisati techno-parties: tutto questo è possibile e non programmabile a Berlino! È in continuo fermento, uno scenario underground imprevedibile, un catalizzatore di arti e filosofie sincretiche.</p>
<p> </p>
<p><em></p>
<div id="attachment_1178" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img class="size-full wp-image-1178" title="Berlino 3" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/07/foto7.jpg" alt="Foto di Elisa Pugliese" width="533" height="364" /><p class="wp-caption-text">Foto di Elisa Pugliese</p></div>
<p></em></p>
<p><em></p>
<div id="attachment_1179" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img class="size-full wp-image-1179" title="http://www.fabiosstuffonthe.net/pickofoctober.html" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/07/foto8.jpg" alt="source: http://www.fabiosstuffonthe.net/pickofoctober.html" width="533" height="400" /><p class="wp-caption-text">source: http://www.fabiosstuffonthe.net/pickofoctober.html</p></div>
<p></em></p>
<p><strong>Berlino è una città da vivere, non da comprare!</strong></p>
<p>…Comunque qualche souvenir si può anche mettere in valigia, oltre che salvarlo nella nostra memoria emozionale.</p>
<p>Ad esempio scovando cimeli vintage nei vari mercatini delle pulci (<strong>Trödelmarkt</strong>, uno fisso inizia sulla Museuminsel) o nei <strong>second hand shops</strong>, evitando le insegne commerciali globali e ritrovando il piacere degli oggetti che trasmettono il <strong>senso della storia</strong>, sia essa la storia travagliata della Guerra Fredda o la storia famigliare di che certi oggetti li ha posseduti prima di noi.</p>
<p>Notevole la scelta di <strong>librerie alternative</strong> come quella sotto la metropolitana di Savignyplatz (<a href="www.buecherbogen.com/savigny.html" target="_blank">www.buecherbogen.com/savigny.html</a>) e i banchetti studenteschi nei cortili della Humboldt Universität.</p>
<p> </p>
<div id="attachment_1181" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img class="size-full wp-image-1181" title="Berlino 4" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/07/foto91.jpg" alt="source: http://www.fabiosstuffonthe.net/9.html" width="533" height="410" /><p class="wp-caption-text">source: http://www.fabiosstuffonthe.net/9.html</p></div>
<p>La gastronomia autoctona è limitata al <strong>currywurst</strong>, servito come hotdog nel panino o corredato di cipolle abbrustolite: si trova nei chioschi agli angoli delle strade (Imbiss). Anche l&#8217;esperienza gustativa berlinese è un patchwork colorato: si dice qui si trovi la più alta concentrazione di Döner al di fuori della Turchia e in effetti le <strong>cucine esotiche</strong> son ben rappresentate.</p>
<p>I locali si susseguono in qualsiasi quartiere della città (es. Oranienburgerstrasee, Bergmannstrasse): vietnamiti, thai, mediorientali, francesi e italiani. Tutti mediamente invitanti, con atmosfere da lounge o da soggiorno casalingo, nemmeno nella ristorazione non sono le catene globali a monopolizzare l&#8217;offerta.</p>
<p>A qualsiasi ora del giorno è possibile concedersi per meno di <strong>10 euro</strong> un pasto <strong>libanese</strong> autentico e abbondante all&#8217;Arabeske (Kastanienallee 59,<a href="ource: http://www.fabiosstuffonthe.net/9.html" target="_blank"> www.arabeske-berlin.de</a>). Ottima combinazione di glamour&amp;menu al <strong>vietnamita</strong> Monsieur Vuong (Alte Schönhauser Str. 46, Mitte, <a href="www.monsieurvuong.de" target="_blank">www.monsieurvuong.de</a>): imperdibili e economiche le zuppe servite in ciotole dal design accattivante.</p>
<p>In tutta la Germania, ma soprattutto a Berlino si stanno affermando dei <strong>concept store alimentari</strong> di bio-food interessanti per offerta&amp;allestimento. Agli onori della cronaca i punti vendita Gorilla (<a href="www.gorilla-natuerlich.com" target="_blank">www.gorilla-natuerlich.com</a>) e Bio-Company, dove acquistare qualcosa da mangiare poi comodamente nei parchi cittadini. Infatti nei molteplici parchi lungo la Sprea è uso allestire in estate dei <strong>Biergarten</strong> o semplicemente fare un picnic, nessuno si stupirà se tirerete fuori le vostre provviste.</p>
<p>Se passeggiando ci si imbatte in divani, panchine o perfino slittini (!) sui marciapiedi è qualche café che offre il proprio dehor: vale la pena fare una sosta, più per osservare il passeggio della zona e sfogliare i giornali a disposizione dei clienti che per il bere (latte macchiato, cappuccino, moccacini per noi italiani di dubbia gratificazione).</p>
<p> </p>
<p>Questa spontaneità caratterizza anche la <strong>night life berlinese</strong>, ne caso la sera si avessero ancora forze per trascinarsi in giro: la più affidabile fonte di informazioni per gli eventi (concerti, parties, letture) sono i manifesti incollati in giro per i quartieri, che aggiornano su club alternativi come ad esempio il <strong>CCCP</strong> (Torstraße 136) o i parties nei cortili dei palazzi okkupati in zona Est.</p>
<p>Ovviamente esiste anche un´offerta di intrattenimento strutturata, come in qualsiasi capitale: teatri e <strong>musical a Potsdamer Platz</strong>, cinema multisala e discobar. Da considerare che non vige un´etichetta vincolante come in Italia, il dress code è decisamente piú democratico&amp;rilassato!</p>
<p> </p>
<p>Questo pezzo non ha l´ambizione di esser una presentazione esaustiva di Berlino, bensì di farvi assaggiare e pregustare le emozioni da vivere in questa città unica, di cui non se ne ha mai abbastanza!</p>
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