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	<title>MakeMyDay Magazine &#187; Giorgia Martinucci</title>
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	<description>great life low budget</description>
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		<title>Riciclaggio modaiolo.</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Apr 2011 20:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgia Martinucci</dc:creator>
				<category><![CDATA[fashion]]></category>
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		<description><![CDATA[Il riutilizzo del tessuto come risorsa e scelta stilistica di marchi famosi e designer emergenti. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E va bene, questa moda della <strong>moda ecologica,</strong> comincia a spopolare. E se in molti pensano a come integrare dei <strong>pannelli solari</strong> alle nostre giacche a vento, oppure a creare <strong>scarpe biodegradabili,</strong> molto spesso si cerca la soluzione più laboriosa invece che il buon senso.<strong> <br/><br/></strong></p>
<p>Perché infatti il <strong>buon senso</strong> ci direbbe che la prima cosa saggia per ridurre l&#8217;impatto di un capo d&#8217;abbigliamento, è <strong>riusarlo.</strong><strong> <br/><br/></strong></p>
<p>Ma se del maiale non si butta via niente, com&#8217;è che un colosso come<strong> H&amp;M,</strong> butta via i capi invenduti? E non solo, li <strong>distrugge</strong> affinché chi li trova nei sacchi dell&#8217;immondizia non se li possa indossare nuovamente? Lo scandalo è un po&#8217; datato, su <strong>twitter </strong>il 6 gennaio 2010 è stato<strong> trend topic</strong> e il <a href="http://cityroom.blogs.nytimes.com/2010/01/06/hm-says-it-will-stop-destroying-unworn-clothing/" target="_blank">New York Times</a> ci ha affondato i denti.<strong><br/><br/></strong></p>
<p>Dopo un <strong>mea culpa,</strong> e la<strong> </strong> soddisfazione di vedere i <strong>perfettini svedesi vacillare,</strong> la grande catena ha <strong>cambiato strategia</strong> e ad esempio con gli scampoli della tanto famosa collaborazione con Lanvin, ha creato &#8220;Waste&#8221;, una <strong>capsule collection</strong> di abiti Arlecchino.<strong> <br/><br/></strong></p>
<div id="attachment_6284" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img class="size-full wp-image-6284" title="24handm560x375" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/04/24handm560x375.jpg" alt="" width="533" height="357" /><p class="wp-caption-text">&quot;Waste&quot;_capsule collection</p></div>
<p>Non per metterci in competizione con gli svedesi, ma anche noi sconclusionati italiani, ogni tanto, abbiamo il <strong>colpo di genio </strong>e ci avevamo già pensato.<strong> <br/><br/></strong></p>
<p>Il progetto di <strong>recupero tessile</strong> di <a href="http://www.saisei.eu/" target="_blank">Saisei</a>, il cui nome è <strong>giapponese,</strong> ma nasce a <strong>Bologna;</strong> si lega strettamente al recupero e alla conservazione dei ricordi. Le borse possono essere infatti realizzate su commissione con <strong>tessuti trovati in soffitta</strong> o di cui non vogliamo disfarci. La stilista ci dice infatti che il &#8220;progetto coinvolge tutti noi in prima persona: lo scopo è quello di ricevere <strong>materiali di recupero</strong> da <strong>persone nostalgiche</strong> che non hanno avuto il coraggio di buttare<strong> tele,</strong> vecchi vestiti o<strong> pezzi di stoffe,</strong> ma che non sanno come riutilizzarli. Seguendo i modelli disponibili si realizzano borse personalizzate,<br />
uniche nel loro genere, che nascondono fra <strong>tagli e cuciture</strong> una storia, la nostra…&#8221;<strong> <br/><br/></strong></p>
<p>La collezione &#8220;permanente&#8221; è sempre realizzata con tessuti e materiali trovati qua e là, come<strong> vecchie briglie</strong> che diventano manici, e <strong>coperte militari</strong> in iuta che diventano sacchi capienti.<strong> <br/><br/></strong></p>
<p><strong></p>
<div id="attachment_6288" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><strong><img class="size-full wp-image-6288" title="93091914 copia" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/04/93091914-copia.jpg" alt="" width="533" height="357" /></strong><p class="wp-caption-text">&quot;Saisei&quot;_progetto di recupero tessile</p></div>
<p></strong></p>
<p>Anche Silvia Pizzoli, l&#8217;esposiva <strong>mente creativa</strong> dietro &#8220;<a href="http://www.moltosilvia.com/" target="_blank">MoltoSilvia</a>&#8220;, realizza i suoi capi decorandoli con <strong>foulard vintage,</strong> che scova abilmente e con molta fatica in tutta Italia. Diventando t-shirts, vestiti o<strong> fodere per eleganti mantelle.</strong> Unici esemplari, si intende.<strong> <br/><br/></strong></p>
<p><strong></p>
<div id="attachment_6289" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><strong><img class="size-full wp-image-6289" title="1" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/04/1.jpg" alt="" width="533" height="357" /></strong><p class="wp-caption-text">&quot;MoltoSilvia&quot;_capi decorati con foulard vintage</p></div>
<p></strong><img src="file:///Users/fortuna/Library/Caches/TemporaryItems/moz-screenshot.png" alt="" /></p>
<p>Tessuti di tende da sole, tessuti tecnici per <strong>coperture di esterni,</strong> corde di nylon, <strong>stoppini di cotone,</strong> tubi di gomma, danno vita a una collezione di accessori dalla forte personalità, quella di<a href="www.alienina.com"> Alienina</a>. Gli elementi estetici, come il colore o la <strong>texture</strong> degli oggetti e materiali utilizzati diventano <strong>protagonisti,</strong> imponendosi sul valore funzionale comunemente associato a tali oggetti.<strong> <br/><br/></strong></p>
<p><strong></p>
<div id="attachment_6290" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><strong><img class="size-full wp-image-6290" title="3" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/04/3.jpg" alt="" width="533" height="357" /></strong><p class="wp-caption-text">&quot;Alienina&quot;_collezione di accessori</p></div>
<p></strong></p>
<p style="padding-left: 300px;">&nbsp;</p>
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		<title>Il pollice verde metropolitano.</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Feb 2011 23:47:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgia Martinucci</dc:creator>
				<category><![CDATA[culture]]></category>
		<category><![CDATA[design]]></category>
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		<description><![CDATA[Giardini per monolocali, piante sospese in salotto, orti in ufficio: come coltivare con successo anche in 60mq.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La mania dell&#8217;<strong>orto sul terrazzo,</strong> in giardino o in qualsiasi pezzettino di verde abbiamo intorno casa è ormai da tempo dilagata, persino alla <strong>Casa Bianca,</strong> la First Lady coltiva le sue zucchine.<strong><br/><br/></strong></p>
<p>Ma per tutti quelli che abitano in<strong> case anguste</strong> e sovraffollate di coinquilini, <strong>ospiti occasionali</strong> e fidanzati/e &#8220;trasferiti&#8221; in pianta stabile? Magari in un <strong>condominio</strong> circondato dal<strong> cemento,</strong> dove i vicini di casa sono d&#8217;aiuto come una bicicletta per un pesce.<strong><br/><br/></strong></p>
<p>Non tutti infatti dispongono di un<strong> fazzoletto verde</strong> o di un terrazzo, a volte si fa persino fatica a trovare una camera in affitto con finestra.<strong><br/><br/></strong></p>
<p>I<strong> pollici verdi metropolitani</strong> si sono ingegnati per cercare di portare un po&#8217; di verde nei loro monolocali e le migliori idee vengono da <strong>Manhatthan,</strong> dove di esperienza nel vivere in spazi striminziti ne hanno tanta.<strong><br/><br/></strong></p>
<p><a href="http://www.windowfarms.org/" target="_blank"><strong>Window Farms</strong></a> è <strong>un&#8217;idea</strong> che sta cominciando ad essere <strong>popolare</strong> ed <strong>apprezzata</strong> anche al di fuori dei soliti circoli di <strong>fricchettoni integralisti</strong> che pullulano in America, e si basa su un <strong>sistema idroponico</strong> di semplice realizzazione che utilizza bottiglie di plastica riciclate. Il sistema può essere realizzato anche da soli e sfrutta lo spazio in verticale e la luce delle finestre.<strong><br/><br/></strong></p>
<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-6083" title="3" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/02/34.jpg" alt="" width="533" height="355" /><br />
</strong></p>
<p><a href="http://www.stringgardens.com/" target="_blank"><strong>String Gardens</strong></a> invece propone <strong>piante decorative</strong> per chi ha poco spazio, lasciandole <strong>sospese a un filo</strong> dal soffitto.<strong><br/><br/></strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-6082" title="2" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/02/26.jpg" alt="" width="533" height="501" /></p>
<p style="padding-left: 360px;">
<p style="padding-left: 360px;">
<p>C&#8217;è chi però non si accontenta di casa propria e coltiva ogni aiuola, terrazzo e spazio verde disponibile ( p.e. aiuole dei parcheggi). <strong>Guerrilla gardening?</strong> Sì e no, i <strong>coltivatori urbani,</strong> piuttosto che esteti, sono perennemente alla ricerca di un fazzoletto di terra dove piantare verdure e coltivare la loro passione da agricoltori.<strong><br/><br/></strong></p>
<p>Se non avete voglia di mettervi a <strong>zappare</strong> l&#8217;aiuola condominiale o sporcarvi le mani con del terriccio idroponico, potete sempre mandare un&#8217;elegante <a href="http://www.postcarden.com/" target="_blank"><strong>PostCarden</strong></a>, l&#8217;unica <strong>cartolina</strong> che se innaffiata fiorisce. Tra origami di skyline e architetture, il vostro giardino segreto da comodino è subito pronto al minimo sforzo.<strong><br/><br/></strong></p>
<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-6080" title="1" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/02/18.jpg" alt="" width="533" height="400" /><br />
</strong></p>
<p style="padding-left: 120px;">
<p style="padding-left: 360px;">
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		<title>Una casa di cartone.</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Feb 2011 15:28:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgia Martinucci</dc:creator>
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		<category><![CDATA[origami]]></category>

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		<description><![CDATA[Mobili in cartone: a basso costo, resistenti, pratici. Un nuovo modo "eco" (economico ed ecologico) di arredare la casa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal <strong>legno massello,</strong> granito e marmo siamo passati al <strong>truciolato</strong> e compensato, ci siamo fatti abbindolare dalla loro <strong>leggerezza,</strong> <strong>praticità</strong> e <strong>basso costo.</strong> Poi ha fatto il suo ingresso in scena la <strong>plastica,</strong> sedie, <strong>tavoli,</strong> <strong>lampade,</strong> tutto fatto in materiale resistente e <strong>anti-macchia.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Le tendenze in fatto di materiali per i mobili variano così come variano i trend delle passerelle modaiole. Recentemente, <strong>&#8220;grazie&#8221; alla crisi</strong> e ad una rinnovata e ritrovata <strong>coscienza collettiva ecologica,</strong> si è fatto un gran parlare di <strong>mobili in cartone.</strong><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Con speciali trattamenti, diventano <strong>resistenti e funzionali,</strong> anche per ospitare libri e cd. Si trova di tutto: tavoli, divani, sedie, librerie, si presentano a casa tua <strong>piegati</strong> e sono<strong> montati</strong> come un <strong>origami,</strong> tra incastri e piegature.<strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Poche viti, poca colla, nessun bisogno di strumenti <strong>bricolage,</strong> niente a che vedere con il diventare pazzi per (cercare di) montare un mobile <strong>Ikea,</strong> ad esempio. Senza contare che in caso di<strong> trasloco</strong> sia facile da smontare e da trasportare.<strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-5972" title="1" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/02/12.jpg" alt="" width="533" height="572" /><br />
</strong></p>
<p style="padding-left: 330px;">
<p>&#8220;Tra le <strong>qualità</strong> che rendono il cartone  competitivo spicca senza dubbio la sua leggerezza e <strong>facilità di  trasporto,</strong>accanto alla sua alta <strong>resistenza,</strong> se  lo si impiega nel modo giusto. Come nei nostri mobili, dove struttura a <strong>nido  d’ape</strong> permette un&#8217;equa  distribuzione del carico consentendo, ad esempio alle librerie, di <strong>sorreggere</strong> grandi quantità di<strong> volumi&#8221;</strong> ci raccontano gli architetti di <a href="www.a4design.it/" target="_blank">A4ADesign</a>, un&#8217;<strong>azienda italiana</strong> che progetta mobili in cartone per la casa e per esposizioni.<br />
&#8220;È talmente <strong>versatile</strong> che si  presta alle più svariate interpretazioni, inoltre scegliere il cartone vuol dire privilegiare un materiale ecologico che <strong>non costa nulla all&#8217;ambiente</strong> e che ha un suo <strong>prezzo </strong>d&#8217;acquisto<strong> competitivo,</strong> considerando che parliamo di progetti di design&#8221;.<strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>C&#8217;è chi ha già scommesso sul cartone e progetta uffici interi, come ad esempio l&#8217;<strong>agenzia pubblicitaria Nothing</strong> di <strong>Amsterdam</strong>.<strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-5973" title="2" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/02/22.jpg" alt="" width="533" height="356" /><br />
</strong></p>
<p>Inoltre, basta digitare <strong>&#8220;mobili in cartone&#8221; </strong>su <strong>Google</strong> ed escono moltissimi risultati, tra cui molte guide su come realizzare da soli il proprio mobile in cartone. Siti come <a href="http://www.foldschool.com" target="_blank">Foldschool</a> (arredamento per bambini) o <a href="http://www.designboom.com/cardboard3.html" target="_blank">DesignBoom</a> propongono molte soluzioni di base.<strong> </strong></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-5974" title="3" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/02/3.png" alt="" width="533" height="436" /><br />
</strong></p>
<p style="padding-left: 330px;">
<p>Una tendenza, che si spera, il prossimo Autunno/Inverno possa non essere passata di moda, anzi. Che diventi <strong>intramontabile</strong> come una borsa Chanel 2.55</p>
<p><span style="font-family: Arial; font-size: x-small;">rif. foto: libreria BOOKSTACK di A4Adesign</span></p>
<p><strong></strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>A Natale tutto vale.</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Dec 2010 15:25:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgia Martinucci</dc:creator>
				<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[albero]]></category>
		<category><![CDATA[decorazioni]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia. sostenibile]]></category>
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		<category><![CDATA[natale]]></category>

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		<description><![CDATA[Vecchie riviste, incarti di famosi cioccolatini e fantasia: basta questo per realizzare il vostro albero di Natale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A <strong>Settembre</strong> in certi <strong>supermercati</strong> di origine teutonica si cominciano già a scorgere i primi <strong>panettoni</strong> e <strong>pan di zenzero,</strong> a <strong>Ottobre</strong> cominciano ad arrivare i comunicati stampa per le <strong>idee regalo</strong> e a <strong>Novembre</strong> le <strong>luminarie</strong> vengono accese lungo le vie del centro. Ma se tutta la macchina Natale inizia a muoversi con largo anticipo, spesso ci si ritrova sempre agli ultimi giorni per completare decorazioni e liste regalo. Sappiamo che l&#8217;<strong>8 dicembre,</strong> il giorno dedicato dalla tradizione all&#8217;<strong>allestimento dell&#8217;albero</strong> e <strong>presepe</strong> è ormai passato, ma siamo sicuri che molti di voi ancora non sono entrati nello <strong>spirito natalizio.</strong> Ecco quindi che, come nella migliore filosofia <strong>makemyday,</strong> spesso <strong>last-minute</strong> è meglio, così crediamo che questi <strong>4 suggerimenti</strong> possano venirvi in aiuto e finalmente farvi capire che è Natale e anche voi dovete darvi mossa!<strong></p>
<p></strong></p>
<p>Qualche idea per realizzare alberi di Natale a <strong>costo zero</strong>, ecologici e originali.<strong></p>
<p></strong></p>
<p><a href="http://www.twigandthistle.com/blog/2010/10/cupcake-liner-flower-tree" target="_blank"><strong>1)  Modello &#8220;Ambrogio&#8221;</strong></a><strong></p>
<p></strong></p>
<div id="attachment_5620" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img class="size-full wp-image-5620" title="art1" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/12/art14.jpg" alt="" width="533" height="330" /><p class="wp-caption-text">Albero mod. &quot;Ambrogio&quot;</p></div>
<p>Chi di voi non si è dimenicato la pubblicità Ferrero Rocher? Ambrogio, Ambrogio!!! Ai miei tempi, invece che scostumate signorine volassero tra <strong>nuvole oro</strong> e rosa, la <strong>pubblicità</strong> del celebre cioccolatino era un breve <strong>sketch</strong> che vedeva protagonista la casalinga disperata dal guardaroba <strong>giallo pallido</strong> e con uno stile peggio di <strong>Sally Spectra</strong> in <strong>Beautiful,</strong> tra cappelli a tesa larga e guanti in seta lunghissimi, e un equivoco autista che &#8220;A spasso con Daisy&#8221; ci fa un baffo, e il baffo tra l&#8217;altro ce l&#8217;aveva davvero, un baffo che adesso solo l&#8217;omino sulla birra Moretti può vantare (e ok, adesso finisco con la pubblicità occulta!). <strong>Ambrogio,</strong> questo lo sfortunato nome dell&#8217;autista, doveva cercare una soluzione per il<strong> &#8220;languorino&#8221;</strong> della signora (e anche qui i doppi sensi si sprecano), il quale estraeva dalla super automobile, iper-accessoriata, una <strong>piramide di cioccolatini.</strong><strong> </strong>Piramide di cioccolatini che tutt&#8217;ora è la chiusura degli spot.<strong></p>
<p></strong></p>
<p>Ecco, continuate a fissarvi in mente la piramide di cioccolatini, quello che dovete fare è mangiarli tutti e conservando i <strong>pirottini marroni</strong> per creare un&#8217;altra piramide decorative <strong>simil mini-abete</strong>.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.marthastewart.com/photogallery/easy-holiday-crafts#slide_16" target="_blank"><strong>2) Modello &#8220;Appeso a un filo&#8221;</strong></a><strong> </strong><strong></p>
<p></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong> </strong></p>
<div id="attachment_5622" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><strong><strong><img class="size-full wp-image-5622" title="art2" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/12/art23.jpg" alt="" width="533" height="330" /></strong></strong><p class="wp-caption-text">Albero mod. &quot;Appeso a un filo&quot;</p></div>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: left;">Un <strong>fil di ferro</strong> a <strong>spirale</strong> appeso al soffitto al quale attaccare <strong>memorabilia,</strong> ricordi, <strong>fotografie,</strong> e quant&#8217;altro si desideri per decorarlo. Un albero di Natale alternativo, che cambiando <strong>decorazioni</strong> può rimanere anche negli altri periodi dell&#8217;anno.</p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://www.marthastewart.com/photogallery/easy-holiday-crafts#slide_16" target="_blank"><strong>3) Modello &#8220;Novella 2000&#8243;</strong></a><strong></p>
<p></strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong><img class="alignnone size-full wp-image-5624" title="art3" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/12/art33.jpg" alt="" /></strong></p>
<div id="attachment_5625" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><strong><strong><img class="size-full wp-image-5625" title="art3 copia" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/12/art3-copia.jpg" alt="" width="533" height="405" /></strong></strong><p class="wp-caption-text">Albero mod. &quot;Novella 2000&quot;</p></div>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Riviste </strong>lette e rilette, possono diventare piccoli alberi di Natale da posare su un tavolo o comunque su una superficie d&#8217;appoggio, attraverso un attento <strong>processo</strong> di <strong>piegature</strong> e uno <strong>spruzzo di brillantini.</strong> <strong>Martha Stewart</strong> docet, ripassare il proprio inglese per seguire il <a href="http://www.marthastewart.com/photogallery/easy-holiday-crafts#slide_16" target="_blank">tutorial</a>.</p>
<p style="text-align: center; padding-left: 330px;"><a href="http://www.marthastewart.com/photogallery/easy-holiday-crafts#slide_16" target="_blank"><br />
</a></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: left;"><strong><a href="http://www.marthastewart.com/photogallery/easy-holiday-crafts#slide_16" target="_blank"><strong>4) Modello &#8220;Picasso&#8221;</strong></a></p>
<p></strong></p>
<p style="text-align: left;">Una <strong>tela</strong> e alcune passate di <strong>tinta</strong> per disegnare un <strong>albero stilizzato</strong> al quale appendere <strong>palline</strong> e <strong>decorazioni</strong> vere, appuntare auguri, <strong>biglietti</strong>, foto e altro.<strong></p>
<p></strong></p>
<div id="attachment_5628" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img class="size-full wp-image-5628" title="art4" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/12/art42.jpg" alt="" width="533" height="405" /><p class="wp-caption-text">Albero mod. &quot;Picasso&quot;</p></div>
<p style="text-align: center; padding-left: 450px;">
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: left;">Il mio intervento di <strong>&#8220;Mostra&amp;Dimostra&#8221;</strong> è terminato, passo la parola a voi e ai vostri <strong></p>
<p></strong> nella sezioni commenti.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Scatolette alla ribalta</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Nov 2010 23:01:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgia Martinucci</dc:creator>
				<category><![CDATA[food]]></category>
		<category><![CDATA[lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[fretta]]></category>
		<category><![CDATA[scatolette]]></category>

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		<description><![CDATA[Ovvero come barare in cucina, preparando un'ottima cena anche con le scatolette del discount. Un vero e proprio trend che fa risparmiare tempo e denaro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sì lo so, ne avete fin sopra i capelli di pubblicità televisive che promettono <strong>cene</strong> pronte<strong> in 5 minuti</strong> per l&#8217;ospite inatteso, proponendo piatti prontissimi da servire subito facendovi fare, a detta loro, bella figura.<br/><br/></p>
<p>Premetto quindi che questo post non sarà altrettanto demagogico.<br/><br/></p>
<p>Di servire ai miei ospiti una spadellata di surgelati vari non è ciò che desidero, ma neppure dovermi ritrovare a cucinare portate complicatissime o dover prepare dei piatti tipo la solita insalatona &#8220;ci-butto-dentro-tutto-quello-che-c&#8217;è-nel-frigo&#8221;o propinare la classica pastasciuttata aglio e olio perché non si ha abbastanza tempo.<br/><br/></p>
<p>Ecco perché quando ho cominciato a sentir parlare di questo chef soprannominato <strong>Il baro in cucina</strong>, mi sono incuriosita e ho pensato finalmente di aver trovato il giusto compromesso.<br/><br/></p>
<div id="attachment_5395" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img class="size-full wp-image-5395" title="art_1" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/11/art_114.jpg" alt="" width="533" height="399" /><p class="wp-caption-text">Falsarius Chef</p></div>
<p><strong><a href="http://www.falsariuschef.com" target="_blank">Falsarius Chef</a></strong> è balzato agli onori delle cronache dalla vicina Spagna, già qualche tempo fa, proponendo <strong>ricette creative e originali con prodotti in scatola o precotti</strong>. Rispolverate il vostro spagnolo e guardate i suoi video per imparare dallo chef ,&#8221;falsario&#8221; di ricette classiche (che per rimanere fedele al suo personaggio si presenta indossando un paio di quegli occhiali con <strong>naso e baffi finti</strong>), come barare in cucina, bypassando passaggi lunghi con l&#8217;utilizzo di prodotti già pronti.<br/><br/></p>
<p>Tanta è stata l&#8217;eco che anche in Italia hanno provato a lanciare uno chef baro italiano, <strong>il rompiscatole in cucina</strong>, se non ve la sentite di affrontare una traduzione dallo spagnolo.<br/><br/></p>
<p><object style="height: 250px; width: 390px;" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="100" height="100" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/HD-kN-zGmmU?version=3" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed style="height: 250px; width: 390px;" type="application/x-shockwave-flash" width="100" height="100" src="http://www.youtube.com/v/HD-kN-zGmmU?version=3" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object><br/><br/></p>
<p><strong>Manuela Vanni</strong>, consumatrice occasionale di cucina falsaria, sostiene che con il ritmo della vita moderna, per quanto ci possa piacere e dar soddisfazione stare a stirare la sfoglia per la pasta e cimentarsi nella preparazioni di arrosti dalla cottura infinita, alla fine di una giornata lavorativa si ha voglia di <strong>ricette veloci e non ripetitive</strong> alzi la mano chi non ripete più o meno spesso lo stesso schema durante la settimana? a me capita con le omelette, riproposte periodicamente!). Ecco perché ne ha raccolte alcune nel libro <a href="http://www.magazzinisalani.it/prodotti/9788862124546" target="_blank">&#8220;<strong>Come barare in cucina: ovvero come nobilitare quanto c&#8217;è di pronto al supermercato&#8221;</strong></a><a href="http://"><strong>.</strong></a><br/><br/></p>
<p>Nel quale libro, non pecca certo di omertà, facendo<strong> i nomi dei migliori prodotti in scatola e già pronti,</strong> che non necessariamente sono di scarsa qualità, anzi, nei supermercati se ne trovano di ottimi e anche a prezzi convenienti.<br/><br/></p>
<p><strong>Microonde</strong>, e<strong> frullatore</strong> ad immersione soprattutto, sono gli strumenti assolutamente necessari per la cucina falsaria, che si  concentra molto anche sulla qualità della presentazione per  impressionare  gli ospiti, mascherando &#8220;l&#8217;umile&#8221; origine degli  ingredienti usati. Si frulla tutto per dargli nuova forma, mescolando con altri ingredienti si danno nuovi sapori, con stampini e teglie la presentazione è facile e l&#8217;aspetto totalmente cambiato.<br/><br/></p>
<div id="attachment_5400" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img class="size-full wp-image-5400" title="art_2" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/11/art_211.jpg" alt="" width="533" height="419" /><p class="wp-caption-text">Da sinistra: &quot;Come barare in cucina: ovvero come nobilitare quanto c&#39;è di pronto al supermercato&quot;_&quot;Bicchieri Golosi&quot;</p></div>
<p>Un&#8217;ultima idea, di origine anglosassone, è <strong>presentare i propri manicaretti in bicchierini, </strong>per poter essere gustati al cucchiaio anche in una cena informale o in piedi. Per questo tipo di soluzione, si opta più che altro nell&#8217;accostare &#8220;pappette&#8221; gustose uno strato sull&#8217;altro da guarnire con tocchi saporiti, oppure di bocconcini da inzuppare in deliziose salsine. Gran risparmio di tempo nel lavare i piatti a fine serata e preparazione semplicissima. La migliore guida sulla piazza è <strong><a href="http://www.guidotommasi.it/gli-illustrati/bicchieri-golosi/" target="_blank">Bicchieri Golosi</a>.</strong><br/><br/></p>
<p>Se poi proprio non avete voglia di mettervi ai fornelli, l&#8217;ultima soluzione che vi rimane è organizzare una cena squat tramite internet, coinvolgendo uno chef professionista, magari offrendo come location il vostro salotto o garage. Questa la filosofia dei foodies di <strong><a href="http://www.theghet.com" target="_blank">The Ghet</a></strong> e dei loro guerrilla restaurant che stanno spopolando negli States.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Artigianalità 2.0 &#8211; L&#8217;innovazione del tradizionale.</title>
		<link>http://www.makemydaymag.com/blog/archives/5076</link>
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		<pubDate>Mon, 22 Nov 2010 05:01:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgia Martinucci</dc:creator>
				<category><![CDATA[fashion]]></category>
		<category><![CDATA[lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[tech]]></category>
		<category><![CDATA[artigianalità]]></category>
		<category><![CDATA[creativi]]></category>
		<category><![CDATA[designer]]></category>
		<category><![CDATA[fatto a mano]]></category>
		<category><![CDATA[handmade]]></category>
		<category><![CDATA[musicisti]]></category>
		<category><![CDATA[stilisti]]></category>

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		<description><![CDATA[Internet restituisce il favore e si mette al servizio delle cose fatte a mano.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><!-- p { margin-bottom: 0.21cm; }a:link {  } --><span style="font-family: Courier New,monospace;">Quando <strong>internet</strong> cominciò ad essere popolare e le persone iniziarono a capire cose fosse e non lo associavano ad un nuovo modello di lavatrice, i commenti furono <strong>apocalittici.</strong> La tradizione, il mondo come lo conoscevamo, non ci sarebbe mai più stato. Nel 2010 siamo qui a sovvertire questa convinzione e dichiarare che forse, e dico forse, grazie all&#8217;amato e odiato internet, c&#8217;è tutto un mondo di <strong>cose fatte a mano,</strong> cucite con gli scampoli, scolpite con <strong>materiali riciclati,</strong> che stanno ri-diventando popolari e soprattutto possibili. Una nuova generazione di <strong>artigiani</strong> e <strong>creativi</strong> che attraverso la rete finanzia e promuove   le sue creazioni.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: Courier New,monospace;"> </span><span style="font-family: 'Courier New', monospace;">Non avete ancora capito di cosa sto parlando?</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: 'Courier New', monospace;"> </span></p>
<div id="attachment_5258" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img class="size-full wp-image-5258" title="art_2" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/11/art_26.jpg" alt="" width="533" height="400" /><p class="wp-caption-text">Shop Online &quot;Etsy&quot;</p></div>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: Courier New,monospace;">Un esempio:</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: Courier New,monospace;"><strong><a href="http://www.etsy.com/" target="_blank">Etsy</a>,</strong> il portale dell&#8217;<strong>handmade.</strong> Con un account anche gratuito, si ha disposizione un negozio virtuale dove esporre e vendere le proprie creazioni; si può <strong>vendere di tutto,</strong> presine per teiere, magliette per cani, posacenere in spago, il requisito fondamentale è che devono essere rigorosamente fatte a mano. Un successone in <strong>America,</strong> sta facendosi spazio lentamente anche nel<strong> Belpaese.</strong> Da clienti si può frugare nel portale per oggetti, per colore, per tipo di lavorazione, per materiale, per luogo di produzione. Un modo <strong>semplice</strong> ed <strong>economico</strong> per trovare acquirenti per le proprie creazioni. </span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: Courier New,monospace;">Se siete quindi dei creativi, un suggerimento per far diventare il vostro <strong>hobby</strong> qualcosa di più: <strong>crowd funding,</strong> ovvero farsi finanziare da terzi affinché le proprie creazioni siano realizzate.</span></p>
<ul style="text-align: left;">
<li><span style="font-family: Courier New,monospace;"><strong><a href="http://cameesa.com/" target="_blank">cameesa</a>:</strong> Stilista in erba? Il primo inizio è sempre una <strong>t-shirt</strong> stampata. 	Pensate un disegno o una <strong>grafica</strong> per una t-shirt e mettetela 	all&#8217;asta, gli utenti del sito possono investire 20 dollari ciascuno 	affinché la t-shirt sia realizzata, raggiunti i 1000 dollari la 	t-shirt va in produzione! Chi ha investito su di voi riceve la 	maglietta e guadagnerà 20 centesimi ogni maglietta venduta.</span></li>
<li><span style="font-family: Courier New,monospace;"><strong><a href="http://www.catwalkgenius.com/home.asp" target="_blank">Catwalk 	Genius</a>:</strong> sito molto simile al precedente, in cui si può finanziare 	una collezione completa di uno stilista e ricevere una percentuale 	in base alle vendite.</span></li>
<li><span style="font-family: Courier New,monospace;"><strong><a href="http://styletrek.com/" target="_blank">Style 	Trek</a>:</strong> seleziona solo 50 fashion-designer ogni due mesi da 	finanziare per evitare che ci siano stilisti presenti sul sito che 	nessuno si fila, limitando il numero si spera che tutti ricevano 	investimenti!</span></li>
<li><span style="font-family: Courier New,monospace;">Infine, 	un&#8217;idea tutta italiana: <strong><a href="http://www.rickyroubin.com" target="_blank">Ricky Rubin</a>,</strong> apre le possibilità a <strong>giovani 	stilisti</strong> di far votare i propri abiti dagli utenti del sito, i capi 	che otterranno <strong>più voti</strong> andranno in produzione.</span></li>
</ul>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: Courier New,monospace;">I ragazzi de “<strong><a href="http://lo-stenditoio.blogspot.com/" target="_blank">Lo Stenditoio</a></strong>” ad esempio, hanno aperto un blog come loro <strong>vetrina virtuale</strong> per vendere i propri abiti, mezzo ideale per “avvicinare due capi (produttore-consumatore) da tempo messi agli antipodi &#8211; il nostro blog sfrutta proprio questo rapporto interattivo &#8211; ” ci raccontano “ internet ha aperto moltissime possibilità, crediamo che già da un po&#8217; di tempo sempre più persone si stiano avvicinando a un modo diverso di fare <strong>shopping</strong>”.</span></p>
<p style="text-align: left;"><span style="font-family: 'Courier New', monospace;">Le loro creazioni sono “ capi e accessori particolari, unici, vintage e handmade”.</span></p>
<div id="attachment_5256" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img class="size-full wp-image-5256" title="art_1" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/11/art_19.jpg" alt="" width="533" height="367" /><p class="wp-caption-text">Blog &quot;Lo Stenditoio&quot;</p></div>
<p><span style="font-family: Courier New,monospace;">Il blog ha lo scopo di raccogliere <strong>diversi stili</strong> provenienti dal <strong>passato</strong> e <strong>riproporli</strong> in vesti nuove, di customizzare oggetti a seconda delle esigenze personali e in generale di creare e raccogliere capi impossibili da comprare nelle varie catene di negozi. Il blog è uno spazio “dove poter mostrare capi di ogni genere sia creati da noi che da altri giovani blogger o stilisti che incrociamo nel nostro percorso e con cui collaboriamo”</span>. <span style="font-family: Courier New,monospace;">Ma nella rete sono disponibili anche siti per chi non vuole avere niente a che fare con <strong>modelle isteriche</strong> e <strong>ago</strong> e <strong>filo.</strong></span> <span style="font-family: Courier New,monospace;">Siete musicisti? Questi siti fanno per voi:</span> <strong><span style="font-family: Courier New,monospace;"><a href="https://www.sellaband.com/">https://www.sellaband.com/</a> </span><span style="font-family: Courier New,monospace;"><a href="http://www.artistshare.com/home/default.aspx">http://www.artistshare.com/</a> </span><span style="font-family: Courier New,monospace;"><a href="http://www.feedthemuse.net/">http://www.feedthemuse.net/</a> </span><span style="font-family: Courier New,monospace;"><a href="http://mybandstock.com/">http://mybandstock.com/</a></span></strong> <span style="font-family: Courier New,monospace;">Oppure avete bisogno di finanziamenti per il prossimo documentario o il vostro primo <strong>film sci-fi?</strong> Guardate qui:</span> <strong><span style="font-family: Courier New,monospace;"><a href="http://openindie.com/films">http://openindie.com/</a> </span><span style="font-family: Courier New,monospace;"><a href="http://www.biracy.com/">http://www.biracy.com/</a> </span></strong> <span style="font-family: Courier New,monospace;"><strong><a href="http://www.indiegogo.com/">http://www.indiegogo.com/</a></strong> </span> <span style="font-family: Courier New,monospace;">Non vi resta quindi che provare!</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Uno spritz e un kg di vintage</title>
		<link>http://www.makemydaymag.com/blog/archives/3836</link>
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		<pubDate>Sun, 20 Jun 2010 21:27:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgia Martinucci</dc:creator>
				<category><![CDATA[fashion]]></category>
		<category><![CDATA[lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[Firenze]]></category>
		<category><![CDATA[happy hour]]></category>
		<category><![CDATA[Vintage]]></category>

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		<description><![CDATA[Si dice spesso che il vintage venga venduto a peso d'oro. In questo caso, a Firenze, 15 euro al kg. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="padding-left: 300px; text-align: center;"><img class="  aligncenter" style="border: 0pt none;" src="http://i50.tinypic.com/2m4ygr8.jpg" border="0" alt="" width="299" height="447" /></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #999999;"><em>Foto di <a href="http://mixthismatchthat.blogspot.com/" target="_blank">Irene di Natale</a></em></span></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><em><br />
</em></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">Segnatevi sul calendario:</p>
<p style="text-align: left;">Domenica <strong>aperitivo</strong> al negozio <a href="http://www.angelo.it/default.asp?level=68&amp;sublevel=102" target="_blank"><strong>A.N.G.E.L.O. Vintage Clothing</strong></a> di Firenze.</p>
<p style="text-align: left;">Perché? &#8220;Happy Kilo Vs. Happy Hour&#8221; è il <strong>nuovo evento gratuito</strong> del <a href="http://www.angelo.it/" target="_blank">brand storico del vintage</a> in Italia che dedica una parte del proprio  negozio fiorentino ad una <strong>sezione &#8220;vintage al kg&#8221;</strong>.</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="padding-left: 300px; text-align: center;"><img class="aligncenter" style="border: 0pt none;" src="http://i50.tinypic.com/vhrfoh.jpg" border="0" alt="Image and video hosting by TinyPic" width="298" height="398" /></p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: left;"><span style="color: #999999;"><em>Foto di <a href="http://ireneccloset.blogspot.com/" target="_blank">Irene Colzi</a></em></span></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><em><br />
</em></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">Il mezzanino del punto vendita fiorentino ospita fino al <strong>25</strong><strong><strong> </strong>Luglio</strong> il <strong>temporary store</strong> aperto ogni <strong>domenica</strong>,</p>
<p style="text-align: left;">con una selezione di capi vintage sia uomo che donna.</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="padding-left: 300px; text-align: center;"><img class="aligncenter" style="border: 0pt none;" src="http://i48.tinypic.com/a3md5i.jpg" border="0" alt="Image and video hosting by TinyPic" width="291" height="388" /></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #999999;"><em>Foto di <a href="http://ireneccloset.blogspot.com/" target="_blank">Irene Colzi</a></em></span></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><em><br />
</em></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Un kg di capi vintage per 15 euro</strong>.</p>
<p style="text-align: left;">Aperitivo incluso. Non male, vero?</p>
<p style="text-align: left;">Se siete dalle parti di Firenze direi che vale la pena farci un salto.</p>
<p style="text-align: left;">Dalle 18 in poi.</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="padding-left: 300px; text-align: center;"><img class="aligncenter" style="border: 0pt none;" src="http://i47.tinypic.com/oarq0j.jpg" border="0" alt="Image and video hosting by TinyPic" width="294" height="392" /></p>
<p style="text-align: left;"><span style="color: #999999;"><em>Foto di <a href="http://ireneccloset.blogspot.com/" target="_blank">Irene Colzi</a></em></span></p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><em><br />
</em></p>
<p><br/></p>
<h2>HAPPY KILO VS HAPPY HOUR</h2>
<p>in collaborazione con &#8220;Negroni Antica Distilleria&#8221;<br />
c/o A.N.G.E.L.O. Vintage Clothing<br />
Via dei Cimatori 25r, angolo via dei Calzaioli &#8211; Firenze<br />
<a href="http://www.angelo.it" target="_blank">www.angelo.it</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.makemydaymag.com/blog/archives/3836/feed</wfw:commentRss>
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		</item>
		<item>
		<title>Convivenza (con cucina!)</title>
		<link>http://www.makemydaymag.com/blog/archives/3933</link>
		<comments>http://www.makemydaymag.com/blog/archives/3933#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 17 Jun 2010 15:23:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgia Martinucci</dc:creator>
				<category><![CDATA[food]]></category>
		<category><![CDATA[lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[Ilaria Mazzarotta]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.makemydaymag.com/?p=3933</guid>
		<description><![CDATA[Letture consigliate - “Due cuori e un fornello”. Non è un libro di cucina. 
Eppure di cucina si parla eccome. Ma toglietevi dalla testa le Tagliatelle di Nonna Pina.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } -->“Due cuori e un fornello – convivenza con cucina” non è un libro di cucina, anche se di cucina si parla eccome. Non è uno di quei libri che vi “impone” di usare ingredienti strani e non reperibili, perché senza, altrimenti, non potete (e non dovete) cimentarvi nemmeno a cucinare, meglio che vi cibiate di fast-food.</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center; padding-left: 330px;">
<p>Con humour e leggerezza, ma anche la sicurezza di essere guidati da un&#8217;autrice che sa il fatto suo, entriamo nel mondo della Signorina Fiamma e il Convivente, assistendo a tutte le fasi della loro storia, dal trasferimento della Sig.na Fiamma da una grande città ad un&#8217;altra, al fatidico incontro e infine al cambio di residenza. Un libro del tutto particolare, che racconta di cucina e di come essa cambi, si trasformi e si adatti nelle vari fasi della convivenza con il proprio partner.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-4170" title="0" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/06/01.jpg" alt="" width="533" height="151" /></p>
<p style="text-align: center; padding-left: 330px;">
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">Niente consigli astrusi, ma pratici senza essere banali. Non immaginatevi pagine e pagine di ricette o elenchi ingredienti infiniti, ma ad una storia, intervallata da ricette, spiegate con ironia e semplicità.  E poi tanti consigli, sì, ma non crediate subito di dover andare a comprare un servito di posate in argento, candelabri e tovaglioli di stoffa. No, piuttosto avete pensato alla giusta playlist per far da sottofondo alle vostre ore passate in cucina? Oppure ai blog dove trovare le migliori ricette?</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: center; padding-left: 330px;">
<p>Insomma, un libro schietto, che non si astrae dal mondo reale ma vi aiuta, è il caso di dirlo, a conviverci.<br />
<em><br />
</em><br />
Ne abbiamo parlato con l&#8217;autrice, Ilaria Mazzarotta.<br />
<em><br />
</em><br />
<strong>Il libro è per metà un&#8217;autobiografia, 	fiction e libro di ricette. Com&#8217;è nata l&#8217;idea di strutturarlo così?</strong></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><em> Più che metà direi molto autobiografico, ma a quanto pare nelle mie esperienze di convivenza e cucina si sono ritrovate molte lettrici. Il libro doveva inizialmente essere solo una collezione dei post che avevo scritto per il blog, ma non appena ho cominciato a scrivere mi è venuto naturale dare un senso logico e cronologico al racconto.</em></p>
<p><em><img class="alignnone size-full wp-image-4171" title="3" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/06/34.jpg" alt="" width="533" height="315" /><br />
</em></p>
<p><strong>Il libro si inserisce in un settore già saturo, quello della 	cucina, che soprattutto qui in Italia, è molto competitivo. In cosa 	ritieni che “Due cuori e un fornello”,  si distingua da tutte le 	altre proposte?</strong></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><em>“Due cuori e un fornello” non è un libro di cucina, ma un romanzo con ricette. Non è un ricettario, ma una volta letto può essere usato come tale.  Inoltre le ricette capitano nel racconto e non sono corredate da foto di alcun tipo.</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
<p><strong>Da cosa è nata la tua passione per la cucina e come è 	diventata un lavoro,  nonostante la tua carriera era inizialmente 	orientata in un&#8217;altra direzione?</strong></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><em>Lavoro a Radio2 e ho sempre seguito le strade della radio e della scrittura in maniera parallela. La cucina poi è una passione che coltivo sin da piccola, quando sono andata a vivere da sola è diventata una necessità   e infine, con la convivenza, si è trasformata in una forma d&#8217;amore.  Il blog “Due cuori e un fornello” su donnamoderna.com è stato il mezzo che ha riunito le mie passioni: cucina, scrittura&#8230; e il Convivente.</em></p>
<p><em><img class="alignnone size-full wp-image-4172" title="2" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/06/24.jpg" alt="" width="533" height="167" /><br />
</em></p>
<p><strong>Tre consigli che, in assoluto, ti senti di poter dare a chi 	ha intenzione di andare a convivere?</strong></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><em>Prima di tutto: andate a convivere! E&#8217; un&#8217;esperienza fondamentale per conoscere il proprio compagno. Secondo: imparate a contare fino a 10 prima di innervosirvi perché vivere con qualcuno non è facile e richiede pazienza. Terzo: non pretendete di cambiare il vostro uomo, non accadrà.</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
<p><strong>Nel libro si parla anche di prime forme di convivenza, tre 	consigli quindi per chi convive, ma non con il proprio partner?</strong></p>
<p><em> Credo che vivere con delle persone che magari neanche si conoscono per qualche tempo sia davvero istruttivo e anche in questo caso è fondamentale la pazienza. Poi consiglio di non perdere tempo a dividersi i giorni delle pulizie perché la casa è un bene di tutti e va curato ogni giorno. Infine credo sia importante rendere accoglienti gli spazi comuni, come la cucina, così si ha più voglia di condividerli.</em></p>
<p><em><img class="alignnone size-full wp-image-4174" title="1" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/06/14.jpg" alt="" width="533" height="198" /><br />
</em></p>
<p><a href="http://www.kowalski.it/libri/9788874967780/scheda/" target="_blank">&#8220;Due cuori e un fornello &#8211; Convivenza con cucina&#8221;  Kowalski Editore</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>MakeMyJourney#4: The House Swap</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Feb 2010 23:00:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgia Martinucci</dc:creator>
				<category><![CDATA[lifestyle]]></category>

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		<description><![CDATA[Alberghi, pensioni, ostelli? No, la prossima volta in vacanza starete come a casa vostra, o quasi!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Molti di voi ne avranno già sentito parlare, <strong>oggigiorno si scambia di tutto</strong>, per cui si va dalle borse, vestiti e accessori  <strong>fino alle case</strong>. </p>
<p>House swap significa <strong>scambio casa</strong>. L’idea è quella di <strong>alloggiare in una casa altrui invece che in un hotel</strong> quando si decide di andare in vacanza, <strong>riducendo così i costi</strong> di alloggio sensibilmente e avendo il vantaggio di essere come a asa vostra in una paese diverso, sfruttandone tutte le comodità.<br />
<img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/02/houseswap02b.jpg" alt="house swap" title="house swap" width="533" height="260" class="size-full wp-image-3300" /><br />
E’ possibile accordarsi affinché lo scambio avvenga <strong>in contemporanea</strong> oppure scambiarsi casa <strong>in due periodi differenti</strong>.</p>
<p>Può capitare magari di scambiare il vostro monolocale in una città d’arte per una villetta sulla spiaggia in Australia. </p>
<p>Il fenomeno è stato reso popolare anche grazie ad un film,”The Holiday”, la cui trama invita a provare lo scambio casa; sembra  infatti che tra i numerosi vantaggi di questa pratica, c’è quello di ritrovarvi Jude Law a fianco nel vostro letto imprestato.<br />
<img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/02/houseswap01.jpg" alt="house swap" title="house swap" width="533" height="260" class="size-full wp-image-3300" /><br />
Se però pensate che l’idea sia frutto di questi tempi internettiani vi sbagliate, perché ha origine nei primi anni Cinquanta. </p>
<p>Negli Stati Uniti  fu l’idea di una coppia di professori che creò una rete di scambio case per insegnanti, in Gran Bretagna invece l’idea fu di una moglie di un militare che pensò allo scambio per far sì che tra commilitoni non si perdessero i contatti una volta finita la guerra.<br />
<br/><br />
I siti dove trovare annunci sono tantissimi ma MakeMyDay ha fatto una <strong>selezione per voi</strong>, ecco le nostre scelte:<br />
<br/></p>
<p><a href="http://www.creativecaravan.net" target="_blank"><strong>Creative Caravan</strong></a><br />
Sito gratuito dove poter reperire affitti a breve termine e scambio casa. Pensato per chi svolge un lavoro creativo e ha bisogno di spazi adeguati (Loft con camera oscura? Studio atelier?), garantisce che le case siano situate nei quartieri più hip della città (Marais, Greenwich Village, Soho etc..) così che l’ispirazione non vi manchi mai!<br />
<br/></p>
<p><a href="http://www.homeforhome.com" target="_blank"><strong>Home for Home</strong></a><br />
Anche questo gratuito, è dedicato solo allo scambio case ma ha una dimensione più europea che globale.<br />
<br/></p>
<p><a href="http://www.scambiocasa.com" target="_blank"><strong>Scambio Casa</strong></a><br />
L’iscrizione per tre mesi è di 32,85 €, ma se non si effettuano scambi il primo anno, il secondo è gratuito. Pagando si ha incluso un servizio di assistenza che vi può aiutare qualora qualcosa andasse storto.<br />
<br/></p>
<p><a href="http://www.intervac.com" target="_blank"><strong>Intervac</strong></a><br />
La quota associativa è di 115€ annui, ma il sito prevede  un’area dedicata alle disponibilità last-minute e la possibilità di avere aggiornamenti personalizzati sui paesi che vi interessano, permettendovi di sapere subito quando una casa è vacante e fare un’offerta tempestiva . Il servizio di assistenza anche qui è incluso. </p>
<p>Se si è veramente convinti, le quote associative non sono poi così elevate e <strong>se si pensa di fare molti scambi il costo è ammortizzato</strong>.</p>
<p>Indipendentemente da quale sia la vostra scelta, la cosa più <strong>importante è sottoscrivere un contratto firmato da entrambi le parti, il più dettagliato possibile</strong>: non vergognatevi di mettere che non volete che tocchino i vostri libri,cd o la vostra collezione di pierrot in ceramica; e comunque pensate che è uno scambio alla pari: voi potreste fare ciò che potrebbero fare loro alla vostra casa.</p>
<p>In linea di principio questo dovrebbe prevenire che gli altri ospiti diano party selvaggi dove il passatempo preferito è scrostare la vostra carta da parati!</p>
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		<title>MakeMyPitti!</title>
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		<pubDate>Mon, 25 Jan 2010 22:15:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgia Martinucci</dc:creator>
				<category><![CDATA[fashion]]></category>
		<category><![CDATA[Firenze]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<category><![CDATA[pitti]]></category>

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		<description><![CDATA[Borse di carta, borse fisarmonica e altri accessori scovati alla 77esima edizione del PittiUOMO]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>[...] Pitti Uomo is quite literally the Disneyland of menswear tradeshows [...]</em></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Così viene definito dalla <a href="http://stylebubble.typepad.com/" target="_blank">famosa blogger Susie Bubble</a>, l&#8217;evento modaiolo che periodicamente per una settimana anima <strong>Firenze</strong> e la fa sentire per un attimo Milano&#8230;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Avventurarsi all&#8217;interno della <strong>Fortezza da Basso</strong> è un&#8217;overdose di stimoli e colori, non si sa mai da che parte guardare, specialmente se, come la sottoscritta, ci andate senza avere un obbiettivo preciso (non come gente più seria, che lavora davvero, vedi buyer&amp;co &#8230;), ma più che altro animati da tanta curiosità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I piedi dopo il decimo stand cominciano a far male e ci si sente un catorcio al ventesimo stand, anche perchè trasportare cinque chili di cartelle stampa e magazine gratuiti comincia a farvi rimpiangere di non essere andati in palestra più spesso.  Ti consoli pensando che anche gli altri siano ridotti nello stesso stato, ma intorno a te, invece, stuoli di uomini appena usciti da un lookbook di <strong>Ferragamo</strong> scorrazzano impeccabili accompagnati da signore (modelle sarebbe più appropriato) che non sembrano accennare il minimo fastidio a camminare con dei tacchi a spillo sul selciato e sono avvolte in tubini fascianti e cappottini che sembrano cuciti addosso.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Si rimane inoltre scioccati, ma anche ammaliati, nel vedere quale altro materiale innovativo è capace di alzare il prezzo di ogni prodotto e quale lavorazione rende indispensabile tutti quegli zeri dietro a quell&#8217;uno.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ci sono però alcuni marchi che esulano dal coro, come le borse <strong><a href="http://www.momaboma.it/" target="_blank">Momaboma</a></strong> che invece si distinguono per essere <strong>fatte di &#8220;scarti&#8221;</strong> invece che di pelli pregiate; le <strong>pagine di vecchi giornali</strong> e addirittura le <strong>figurine Panini</strong> infatti rivivono come tessuti grazie ad uno <strong>speciale trattamento</strong> (oggetto perlatro di <a href="http://www.momaboma.it/ita/tesi/index.asp" target="_blank">numerose tesi di laurea</a>!) che trasforma la carta in materiale per <strong>accessori</strong>, <strong>sacche</strong> e <strong>zaini</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/01/momaboma.jpg" alt="Momaboma" title="Momaboma" width="533" height="289" class="alignnone size-full wp-image-3037" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Quando ancora ero una scolaretta, mi innamorai di uno zaino <strong>Invicta estensibile</strong>, allora era una novità, era ovvero dotato di un soffietto chiuso da cerniera che ampliava la capienza. Questo è quello che mi ha ricordato l&#8217;idea delle flessibili borse <strong><a href="http://www.merryautumn.com/" target="_blank">Merry Autumn</a></strong>, molto più presentabili del mio orribile zaino, che da sottili diventano via via più larghe una striscia colorata alla volta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/01/merry_autumn.jpg" alt="Merry Autumn" title="Merry Autumn" width="533" height="426" class="alignnone size-full wp-image-3038" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Adesso ancora le giornate di sole sembrano ancora lontane, ma non bisogna farsi cogliere impreparati.<br />
Il<a href="http://www.nytimes.com/2009/06/11/fashion/11SUNGLASSES.html?_r=1" target="_blank"> trend</a> per gli occhiali da sole è la <strong>forma rotonda</strong>, come quelli della nuovissima linea, tutta italiana, <strong>Sunettes</strong>, che vi faranno sembrare appena scesi dalle passerelle <em>Chanel</em> o <em>Ralph Lauren</em>.<br />
(Per informazioni: <a href="mailto:info@sunettes.com">info@sunettes.com</a>)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/01/roundglasses.jpg" alt="Round Sunglasses" title="Round Sunglasses" width="533" height="393" class="alignnone size-full wp-image-3039" /></p>
<p><img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/01/sunettes.jpg" alt="Sunettes" title="Sunettes" width="533" height="170" class="alignnone size-full wp-image-3040" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se invece preferite altre forme, basta scegliere tra quelle del vasto catalogo di <strong><a href="http://www.jeeperspeepers.co.uk/" target="_blank">Jeepers Creepers</a></strong>, che ripropone <strong>modelli rivisitati</strong> delle collezioni più famose.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/01/Jeepers.jpg" alt="Jeepers Peepers" title="Jeepers Peepers" width="533" height="412" class="alignnone size-full wp-image-3041" /></p>
]]></content:encoded>
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		<title>MakeMyJourney #3: Going my way?</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Aug 2009 20:13:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgia Martinucci</dc:creator>
				<category><![CDATA[lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[travel]]></category>
		<category><![CDATA[autostop viaggi vacanze]]></category>

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		<description><![CDATA[Partenza in autostop? Come programmare l'itinerario via internet trovando in anticipo tutti i passaggi!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per i puristi dell&#8217;autostop questo post sembrerà assurdo;  parliamo di una  filosofia di vita che si basa sul caso, è perciò ossale pensare che via internet è oggi  possibile programmarlo, il caso.</p>
<p>E&#8217; più giusto dire che è si tutt&#8217;ora plausibile decidere di affidarsi al caso e godersi il viaggio, la compagnia di sconosciuti conducenti e gli imprevisti più imprevedibili che renderanno quell&#8217;esperienza il vostro cavallo di battaglia ogni volta che sarete chiamati a raccontare una storia divertente.<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1400" title="autostop" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/08/autostop01.jpg" alt="autostop" width="533" height="256" /></p>
<p>Ciò di cui ci occupiamo qui forse quindi è più corretto definire <strong>una seconda e nuova modalità di autostop</strong> , senza peraltro pretendere che la già esistente scompaia.</p>
<p>E anche il termine si trasforma: da autostop a <strong>RoadSharing</strong>.</p>
<p><strong>Condividere la strada e  il viaggio</strong>, trovando chi viaggia nello stesso momento sulla stessa tua strada.  Oppure scoprire di voler partire trovando chi parte dalla tua stessa città e va oltralpe.<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1401" title="autostop" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/08/autostop02.jpg" alt="autostop" width="533" height="275" /></p>
<p>In internet troviamo infatti <strong>moltissimi siti</strong> che possono aiutarvi a trovare qualcuno disposto a darvi un passaggio per la vostra destinazione. Spesso si tratta di <strong>dividere a metà le spese per la benzina </strong>ed eventuali interventi necessari all&#8217;auto.</p>
<p>Se avete deciso di andare in vacanza in quel di Trento oppure ci vivete, sappiate che è già attivo un servizio di autostop &#8220;regolamentato&#8221;, <a href="http://www.jungo.it/" target="_blank">Jungo</a>,  un sistema di  carpooling insolito ispirato all&#8217;autostop.  La tessera Jungo sarà il vostro pollice alzato che permetterà di essere riconosciuti e imbarcati da altri conducenti aderenti al programma, sapendo di pagare una tariffa fissa stabilita a priori   (l’ipotesi accreditata è 0.10 € di fisso + 0.1 € a km).<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1402" title="autostop" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/08/autostop03.jpg" alt="autostop" width="533" height="520" /><br />
Se invece i vostri programmi prevedono itinerari più lunghi e all&#8217;estero, <a href="http://www.roadsharing.com/it/" target="_blank">Roadsharing</a> e <a href="http://www.hitchhikers.org/index.cgi?lang=it;" target="_blank">HitchHikers.org</a> sono due siti dove <strong>è possibile trovare offerte di passaggiare e inserire la propria</strong>. Gratuitamente.</p>
<p>Non siete ancora convinti ma siete tentati? Confrontatevi e trovate informazioni su <a href="http://www.digihitch.com/" target="_blank">DigiHitch</a>, il forum dei backpackers e degli autostoppisti.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>MakeMyJourney#2: take a walk on the free side</title>
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		<pubDate>Sun, 19 Jul 2009 19:04:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgia Martinucci</dc:creator>
				<category><![CDATA[lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[travel]]></category>
		<category><![CDATA[tours]]></category>
		<category><![CDATA[vacanze]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Come visitare una città ad impatto zero per l'ambiente e per le vostre tasche.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Follow me please!  Follow me please!</strong><br />
<strong></strong><br />
Quante volte avete sentito questa frase, specialmente se abitate in una città turistica?<br />
<strong></strong><br />
E&#8217; il mantra che ripete ogni guida turistica che scorrazza il gregge di turisti tra le bellezze della città, con un ombrellino in mano o, per le più organizzate, con palettine ad hoc. Orde di zombie dai piedi impalmati in calzini e sandali, muniti di cappellini e improbabili outfits verde mela coordinati con rosa pastello, la seguono e la riveriscono.<br />
<strong></strong><br />
E quante volte vedendoli vi siete ripetuti che mai e poi mai sareste finti anche voi nel mischione?  Eppure quando poi si giunge al dunque, al momento della partenza, ci si rende conto che forse, girare tutta la città da soli con guida Lonely Planet alla mano, è forse più faticoso del previsto.<br />
<strong></strong><br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1230" title="free walk tours" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/07/fwt00.jpg" alt="free walk tours" width="533" height="422" /><br />
<strong></strong><br />
Se non volete ritrovarvi a spendere una fortuna per far parte dell&#8217;ennesimo gregge, una nuova tendenza nelle visite guidate vi viene incontro. Parliamo  dei <strong>free walking tours</strong>, visite guidate della città che potete decidere alla fine <strong>se e quanto pagare</strong>. Funzionano infatti sul meccanismo della <strong>mancia</strong>: se ci si ritiene soddisfatti si sborsa quanto ritieniamo giusto per le nostre tasche e per il servizio ricevuto, altrimenti si può non pagare e andarsene via. Ogni offerta è comunque valida!<br />
<strong></strong><br />
Ce ne sono di tutti i tipi, anche se comunque sono maggiormente diffusi quelli rivolti ad un&#8217;utenza giovane, i più probabili &#8220;utilizzatori finali&#8221; di questo tipo di tours.  Ad esempio quelli condotti dal gruppo  <a href="http://www.sandemans-new.com/" target="_blank">Sandemans</a>, che o<strong>rganizza visite in Europa e perfino in Israele</strong>.<br />
<strong></strong><br />
Solitamente <strong>non serve la prenotazione</strong>, è previsto un punto di ritrovo a vari orari della giornata dove si viene smistati in base alle <strong>lingue parlate</strong> (anche se, l&#8217;italiano non è mai previsto, di solito si tratta della lingua autoctona più inglese e spagnolo).  Da lì parte la visita guidata ad impatto zero, perchè <strong>si va a piedi</strong>, o comunque per <strong>brevi tratti con i mezzi</strong>, e le guide sono ragazzi giovani, che includono spesso nei loro discorsi più che date e fatti storici, anche riferimenti allo <strong>stile di vita della città</strong>, ai <strong>fatti curiosi</strong> che possono esservi accaduti e a piccole incursioni nella vita dell&#8217;<strong>autoctono</strong> vero e proprio. Insomma non la solita noiosa guida con ombrellino.<br />
<strong></strong><br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1229" title="fwt01" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/07/fwt01.jpg" alt="fwt01" width="533" height="292" /><br />
<strong></strong><br />
Ovviamente i free walking tours si prestano alla <strong>tematizzazione</strong> della visita guidata e ne vengono proposti dai più generali ai più specifici, come ad esempio la <a href="http://www.villagealliance.org/events.html" target="_blank">visita del quartiere Greenwhich Village di NYC</a>, oppure di una <a href="http://www.34thstreet.org/district/guide/tours.php" target="_blank">sola strada,</a><br />
<strong></strong><br />
Un&#8217;altra soluzione sono le guide via <strong>podcast</strong>. Scaricabili  gratis quasi da ogni sito istituzionale degli enti del turismo, come il <a href="http://www.nyc.gov/html/film/html/news/podcast_main.shtml" target="_blank">tour delle location dei film a NYC</a>, oppure <a href="http://www.visitdublin.com/multimedia/DublinPodcasts/iwalk.aspx?id=275" target="_blank">il tour del birrificio Guinness di Dublino</a>,  sono disponibili quando e come volete sul vostro lettore mp3, rappresentano la  soluzione ideale se avete <strong>tempi stretti</strong> e molti impegni. Vi permettono di accendere l&#8217;ipod e camminare per il percorso previsto, segnato su una <strong>mappa</strong> da stampare  in allegato con il file mp3.<br />
<strong></strong><br />
Si trovano inoltre cercando via google ulteriori siti, in riferimento alla città che si desidera visitare.<br />
<strong></strong><br />
Un sito che ne raccoglie in gran quantità è <a href="http://www.iaudioguide.com/" target="_blank">I Audio Guide</a>, dove è possibile trovare più di <strong>40 città</strong> diverse.<br />
<strong></strong><br />
Insomma evitare di finire nel &#8220;gruppo vacanze Piemonte&#8221; è possibile, basta ingegnarsi.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>MakeMyJourney #1:  hospitality is priceless</title>
		<link>http://www.makemydaymag.com/blog/archives/783</link>
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		<pubDate>Thu, 09 Jul 2009 20:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgia Martinucci</dc:creator>
				<category><![CDATA[lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[travel]]></category>
		<category><![CDATA[couchsurfing]]></category>
		<category><![CDATA[vacanze]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Couch surfing, non solo un modo di risparmiare ma un modo per trasformare ogni viaggio in un'esperienza]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In un impeto di ottimismo e di finanze risollevate, vi siete messi a smanettare su ryanair.com e così quasi senza rendervene conto avete acqusitato due biglietti a un euro per un week-end a Londra.<br />
Tuti eccitati vi mettete a cercare un albergo, ma poi via, un albergo, sul serio? Ma no, 100 sterline a notte? In fin dei conti, non avete bisogno di un albergo. Potete accontentarvi di un B&amp;B. 80 sterline a notte?<br />
Forse va bene anche un ostello&#8230; Peccato non ci sia un letto libero da qui all&#8217;eternità.<br />
<em> </em><br />
A questo punto l&#8217;idea della micro-vacanza a Londra non vi eccita più così tanto.<br />
Ecco qui che invece non bisogna scoraggiarsi e continuare a smanettare su internet, ma cercando altre soluzioni.<br />
Come quella proposta da <a href="http://www.couchsurfing.org/" target="_blank"><strong>Couchsurfing.org</strong></a>, network che vi aiuta a trovare chi potrà ospitarvi gratis nella sua dimora. Oppure a trovare chi è disposto a farvi da cicerone per tutta la città.<br />
<em> </em></p>
<div id="attachment_848" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img class="size-full wp-image-848" title="couch surfing" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/07/couchsurf001.jpg" alt="couch surfing" title="couch surfing" width="533" height="529" /><p class="wp-caption-text">foto in copertina © lintmachine (http://www.flickr.com/photos/lintmachine/)</p></div>
<p>L&#8217;idea è partita quando <strong>Casey Fenton</strong>, il fondatore del progetto, avendo comprato d&#8217;impulso dei biglietti low cost per l&#8217;Islanda, non è poi riuscito a trovare una sistemazione. Ha quindi mandato una mail al sito dell&#8217;università di Reykjavik, chiedendo ospitalità agli studenti, promettendo di adattarsi a dormire <strong>anche su un divano</strong>. Da qui l&#8217;idea di costruire un network dove fosse possibile cercare e trovare una sistemazione gratuita e quindi girare il mondo &#8220;one couch at a time&#8221;.<br />
Chi vi scrive, ne fa parte da due anni, e di viaggi se n&#8217;è fatti.<br />
Come ad esempio un week end per capodanno a Lubjana, dove io e una amica siamo riuscite a trovare una camera con bagno e terrazzo tutta per noi!<br />
<em> </em><br />
Ma non è solo la possibilità di trovare un alloggio gratuito, bensì la certezza di viaggiare in un modo nuovo, non da turista, conoscendo nuovi amici e facendo esperienze che con Alpitour non vivreste mai  (es. serata di karaoke con canzoni tipiche slovene,innaffiata da litri di gluhwein).<br />
Iscrivendosi <strong>gratuitamente</strong>,  si deve compilare un profilo dove specificare chi siete, cosa fate, in che modo siete disposti a prendere parte al progetto (potete ospitare? Se si, dove e come? Oppure potete offrire un tour della città in monopattino?), corredando queste informazioni con foto di viaggio, con i vostri pensieri più filosofici ma anche i vostri gusti musicali e i vostri film preferiti.<br />
Un <strong>identikit</strong> che permetta di capire  se tra  mister X che sta cercando un<strong> alloggio nella vostra località</strong> e voi ci sia del feeling o meno.<br />
Couchsurfing è un sito che in più ha molti usi collaterali.<br />
E&#8217; infatti estremamente utile se decidete di <strong>trasefrirvi</strong> in un&#8217;altra città. Potete cercare qualcuno che vi ospiti i primi giorni, oppure direttamente un appartamento, attraverso i numerosi annunci nei forums; inoltre se arrivando non conoscete nessuno, potete partecipare agli eventi dei vari gruppi della città e così  farvi dei nuovi amici.<br />
<em> </em><br />
Insomma, non solo un modo di risparmiare ma un nuovo modo di trasformare ogni viaggio in un&#8217;esperienza.<br />
Certo potete sempre ritrovarvi ad essere ospitati da un super nerd che passa le serate sveglio vestito da dott. Spok a scrutare il cielo in cerca di dischi volanti.<br />
O peggio, potete ritrovarvi in una casa infestata  da insetti stecco. Tutto questo dipende ovviamente dalla tempistica della vostra ricerca e dalla vostra attenzione nei confronti dei profili.<br />
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Comunque, qualche imprevisto può capitare sempre. Come avere la camera dell&#8217;albergo sopra il locale caldaie. O con la finestra accanto allo sfiatatoio della cucina.<br />
P.S. se volete provare con un sito simile andate per <a href="http://www.hospitalityclub.org/" target="_blank"><strong>Hospitality Club</strong></a></p>
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