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	<title>MakeMyDay Magazine &#187; Irene Cervasio</title>
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	<description>great life low budget</description>
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		<title>La plastica che avanza</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 17:04:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Irene Cervasio</dc:creator>
				<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[do it yourself]]></category>
		<category><![CDATA[plastic bag]]></category>
		<category><![CDATA[riciclo]]></category>

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		<description><![CDATA[Trasformare un banale sacchetto della spesa in un pezzo unico e di design. Warhol apprezerebbe l'idea... e noi pure.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo tutti ambientalisti, riduciamo consumi, andiamo in bicicletta e guardiamo storto i suv.<br />
  Però, c&#8217;è sempre un però, non si riesce davvero a far a meno dei <strong>sacchetti di plastica</strong>.<br />
  Anche i più integralisti, come me, si dimenticano l&#8217;amata busta di tela, il carrellino per andare al mercato o rispondiamo senza pensarci &quot;<strong>2</strong>&quot; alla domanda della cassiera &quot;<strong>quanti sacchetti?</strong>&quot;<br />
  Capita di veder sbucare sacchetti di plastica da tutti i cassetti e (orrore degli orrori) di pensare anche a come piegarli.<br />
  Ma <strong>basta un ferro da stiro</strong> (strumento di tortura noto ai più) e la più semplice <strong>macchina da cucire</strong> per <strong>trasformarli</strong>.<br />
  In quello che ti pare.<br />
  Il risultato dei sacchetti stirati è infatti una <strong>tela impermeabile</strong> che <strong>mantiene le grafiche</strong> stampate sul sacchetto rendendo il tessuto un pezzo unico.<br />
  La mia scusa è stato il trasloco di un&#8217;amica, un regalo sa da fare!<br />
<img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/10/tovaglie_001.jpg" alt="riciclare sacchetti in plastica" title="riciclare sacchetti in plastica" width="533" height="355" class="alignnone size-full wp-image-1982" /><br />
  <strong>ingredienti</strong>:<br />
&#8226;   <strong>20</strong> sacchetti (0,80 cent), <br />
&#8226;   <strong>5</strong> metri di fettuccia (3 euro) <br />
&#8226;   <strong>2</strong> federe vecchie o teli di recupero<br />
&#8226; carta da forno</p>
<p><img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/10/tovaglie_01.jpg" alt="riciclare buste di plastica" title="riciclare buste di plastica" width="533" height="175" class="alignnone size-full wp-image-1984" /></p>
<p><strong>Procedimento</strong>:<br />
<strong>1</strong>.  aprire i sacchetti di plastica tagliando le estremità dei manici<br />
<strong>2</strong>.  tagliarli verticalmente lungo i lati e togliere le parti spesse del fondo<br />
<strong>3</strong>.  preparare l&#8217;asse da stiro con un foglio di carta da forno grande circa quando il sacchetto tagliato<br />
<strong>4</strong>.  formare un sandwich carta da forno+2 lati tagliati del sacchetto di plastica+carta da forno e con il ferro poco caldo, stirare il sacchetto <br />
<strong>5</strong>.  bisogna stirare velocemente, senza insistere e togliendo velocemente la carta da forno che sarà leggermente attaccata al sacchetto.<br />
<strong>6</strong>.  ripetere l&#8217;operazione per l&#8217;altro lato</p>
<p><img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/10/tovaglie_02.jpg" alt="riciclare plastic bags" title="riciclare plastic bags" width="533" height="260" class="alignnone size-full wp-image-1985" /></p>
<p>Per realizzare un <strong>tessuto compatto</strong> adatto per una tovaglietta sono <strong>necessari 2 sacchetti per ciascuna</strong>, quindi una volta realizzati i 4 teli è sufficiente assemblare:<br />
&#8226;    i 4 teli di plastica<br />
&#8226;    i 4 teli di cotone che sono stati tagliati della stessa misura (io ho preferito 4 teli diversi, tutti di recupero)<br />
 &#8226;   la fettuccia che finirà i bordi.</p>
<p><br/><br/></p>
<p>Capita che il tessuto di plastica non risulti <strong>perfettamente liscio</strong>, è sufficiente fare delle <strong>cuciture nel lato corto</strong> per appiattirle o avere un po&#8217; di pazienza.</p>
<p>Enjoy!</p>
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		<title>Everyone is Serpica Naro</title>
		<link>http://www.makemydaymag.com/archives/1015</link>
		<comments>http://www.makemydaymag.com/archives/1015#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 14 Jul 2009 06:21:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Irene Cervasio</dc:creator>
				<category><![CDATA[fashion]]></category>
		<category><![CDATA[fashion designer]]></category>
		<category><![CDATA[serpica naro]]></category>

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		<description><![CDATA[Serpica Naro è un metabrand, dei più filosofeggianti che si possano immaginare di quelli che non costano niente ma che danno un tono.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Serpica Naro</strong>, presentata come una giovane stilista anglonipponica, è in realtà l’anagramma di <strong>San Precario</strong>, e un sito (<a href="http://www.serpicanaro.com/">www.serpicanaro.com</a>) che è «un luogo di incontro di creatività autoprodotte e di condivisione dei saperi» nel campo della moda.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-1069" title="2_sp" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/07/2_sp1-533x560.jpg" alt="2_sp" width="533" height="560" /></p>
<p> </p>
<p><strong>Perchè è nata Serpica Naro?</strong></p>
<p>Serpica Naro è nata dall&#8217;esigenza di un gruppo di persone che da qualche anno si stavano occupando di precarietà nel territorio milanese.<br />
L&#8217;ambito della moda è proprio uno di quei settori in cui gli stage si trascinano per mesi, i contratti sono ultra precari, le finte partite iva sono piuttosto diffuse e i soldi che si guadagnano sono sempre pochi ma raramente se ne parla. Nello stesso tempo è anche un settore in cui c&#8217;è un sacco di voglia di fare e sperimentare. <br />
Molti di noi lavoravano e lavorano anche oggi in quel settore, specialmente per quanto riguarda la comunicazione e gli eventi. <br />
Per questo abbiamo deciso di attivare le nostre capacità con un obiettivo diverso dal solito inventando una <strong>stilista immaginaria</strong> e farla diventare il veicolo per diffondere il nostro messaggio. L&#8217;idea è piaciuta così tanto che ha coinvolto oltre <strong>200 lavoratori della moda.</strong></p>
<p><strong> </strong><br />
Dopo il successo dell&#8217;azione del 2005 ci è rimasta la voglia di sperimentare ad un nuovo sistema per occuparsi di stile e moda a partire dalle piccole autoproduzioni e da questa esigenza è nata la community di Serpica Naro.</p>
<p> </p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-1070" title="collana_mp" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/07/collana_mp1-533x291.jpg" alt="collana_mp" width="533" height="291" /></p>
<p> </p>
<p><strong>La community, per l&#8217;appunto è molto popolata, cìè qualche pezzo di cui andate particolarmente fieri?</strong></p>
<p><strong> </strong><br />
In generale ci piace quando si diffonde la voglia di condividere le proprie creazioni quindi ogni giorno rimaniamo sorprese. Di sicuro andiamo fiere delle persone che partecipano ai nostri workshop e provano la macchina da cucire per la prima volta, si lanciano nella sperimentazione e tornano a casa poi con <strong>un capo fatto da loro</strong>. <br />
Li&#8217; ci si sente proprio bene!<br />
Anzi, ora abbiamo finito il tour primaverile e stiamo prendendo contatti per i workshop che faremo da settembre. <br />
Quindi, un messaggio ai lettori: se avete un locale o un punto di ritrovo e siete interessati a ospitarci per un workshop, <strong>fatevi sentire!</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-1028" title="cyberdog copia" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/07/cyberdog-copia-533x565.jpg" alt="cyberdog copia" width="533" height="565" /></p>
<p><strong>Le opere pubblicate sul sito sono in vendita e a che prezzi?</strong></p>
<p>Dallo Style Lab ancora non è possibile vendere o comprare. <br />
In generale le autoproduzioni possono usare la community di Serpica per mostrare i propri capi e indirizzare i possibili compratori verso i loro siti personali o negozi virtuali, o laboratori fisici in cui vendono le loro produzioni. </p>
<p>Per quanto riguarda i prezzi, le autoproduzioni che conosciamo hanno sempre dei prezzi contenuti rispetto alla qualità che offrono. Stiamo cercando di andare oltre il trend che fa diventare ogni capo prodotto a mano come un pezzo di alto artigianato e per questo venduto a prezzi esorbitanti.<br />
E proprio questa l&#8217;idea che sta sotto la linea <strong>Everyone_is_SerpicaNaro</strong> di cui abbiamo pubblicato il primo esempio, la <strong>borsa a km0</strong>.<br />
Si tratta di una <strong>collezione di cartamodelli </strong>molto semplici che pubblichiamo insieme ad un tutorial per insegnare come tagliare, cucire ed arrivare ad un capo finito.</p>
<p>I prossimi che pubblicheremo saranno fatti in collaborazione con altre autoproduzioni che vogliono mettere in condivisione le loro creazioni più semplici.</p>
<p> </p>
<div id="attachment_1066" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img class="size-medium wp-image-1066" title="borsa" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/07/borsa1-533x292.jpg" alt="Borsa a chilometri 0." width="533" height="292" /><p class="wp-caption-text">Borsa a chilometri 0.</p></div>
<p> </p>
<p><strong>Ora è tutto chiaro:</strong></p>
<p>Serpica Naro è un metabrand, dei più filosofeggianti che si possano immaginare di quelli che non costano niente ma che danno un tono.<br />
E questa è la verità. Molto creativa e molto MakeMyDay.</p>
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