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	<title>MakeMyDay Magazine &#187; Maurizio Malagoli</title>
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	<description>great life low budget</description>
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		<title>Umuntu ngumuntu ngabantu, in altre parole Linux!</title>
		<link>http://www.makemydaymag.com/blog/archives/3427</link>
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		<pubDate>Mon, 05 Apr 2010 19:29:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Malagoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[tech]]></category>
		<category><![CDATA[linux]]></category>
		<category><![CDATA[open source]]></category>
		<category><![CDATA[ubuntu]]></category>

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		<description><![CDATA[Esiste una comunità folta di sviluppatori che da anni sta lavorando ad un sistema operativo orientato esclusivamente all'utilizzatore finale, stabile, esente dai virus ma soprattutto gratis. In altre parole un sistema "Open".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai siamo abituati a pensare al computer secondo l’eterna dicotomia <strong>Mac</strong> o <strong>Windows</strong>. A ragion veduta aggiungerei.<br />
Dati alla mano del cosiddetto &#8220;market share&#8221;, la corazzata Microsoft Windows (divisa nelle sue miriadi di versioni come 95,98, Xp, Vista e 7) detiene l’invidiabile primato del quasi 90% dei pc nel mondo.<br />
Il Mac della Apple dopo anni al di sotto del 4% si è affacciato alla fine del 2009 al di sopra della soglia del 5%.<br />
Sono dati sterili,  ma che spiegano molte dinamiche e molte delle  scelte di mercato dei vari produttori di hardware e software.</p>
<p>Tralasciando i noiosi discorsi di marketing e di eventuali funzionalità dell’uno piuttosto che dell’altro sistema operativo, vale la pena esplorare un mondo “sommerso” ma in continua evoluzione e quanto mai dinamico, ma <strong>soprattutto GRATUITO</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>È il mondo dei sistemi operativi <strong>Open Source</strong>. Molti di voi avranno sicuramente sentito parlare dagli amici “smanettoni” della miriade di distribuzioni che vengono classificate sotto il nome di <strong>Linux</strong>.<br />
Linux è un sistema operativo inventato nel 1991 da un hacker finlandese, tale <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Linus_Torvalds" target="_blank">Linus Benedict Torvalds</a>, che al contrario di Bill Gates (co-fondatore di Microsoft insieme a Paul Allen), non l’ha brevettato, ma ha pensato di diffonderlo e rilasciarlo sotto licenza <em>GPL</em> (tale licenza è ritenuta attualmente dall&#8217;OSI conforme alle norme che regolano l&#8217;open source): ovvero chiunque è stato in grado di (e tuttora può farlo) accedere al codice sorgente del sistema operativo, modificarlo a proprio piacimento, usare l&#8217;eseguibile per ogni scopo e copiarlo legalmente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Questa decisione del fondatore-inventore di Linux ha fatto si che ora sul web si trovino miriadi di “<em>distro</em>” (cosi vengono chiamate le personalizzazioni del sistema operativo Linux), ognuna con una propria peculiarità e declinazione. Quella che vado a descrivere oggi è una delle distribuzioni che sta avendo maggior successo anche fra i non addetti ai lavori: <a href="http://www.ubuntu-it.org/" target="_blank"><strong>UBUNTU</strong></a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div id="attachment_3495" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/03/ubuntu01.jpg" alt="una schermata del sistema operativo Linux" title="ubuntu" width="533" height="333" class="size-full wp-image-3495" /><p class="wp-caption-text">una schermata del sistema operativo Linux</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il nome <em>Ubuntu</em> deriva da un antico vocabolo <em>zulu</em> diffuso in varie parti dell&#8217;Africa meridionale. Il termine viene utilizzato nel detto zulu &#8220;<a title="Ubuntu  (ideologia)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ubuntu_%28ideologia%29">umuntu ngumuntu ngabantu</a>&#8220;, traducibile con &#8220;<em>io sono ciò che sono per merito di ciò che siamo tutti</em>&#8220;.<br />
L&#8217;obiettivo di questa distribuzione è portare questa idea nel mondo del software, dando un grande peso alla comunità di utenti partecipanti nello sviluppo del sistema operativo stesso.<br />
Nato nel 2004, il progetto si focalizza sulla volontà di creare un ambiente di <strong>facile utilizzo</strong> per l’utente finale e soprattutto <strong>completo</strong>.<br />
Una volta installato Ubuntu, l’<strong>utente non deve installare nessun altro programma</strong>. Questo sistema operativo viene distribuito con tutti e i migliori software gratuiti per essere <strong>sin da subito operativi</strong>: <em>OpenOffice</em> come suite per la <strong>videoscrittura</strong>, i <strong>fogli di calcolo</strong> e le <strong>presentazioni</strong> (compatibili con Microsoft Office), <em>Gimp</em> e altri programmi per il <strong>fotoritocco e la grafica</strong> anche professionale e un’infinità di altre applicazioni liberamente scaricabili da un unica grande libreria on line. Ubuntu è orientato all&#8217;<strong>utilizzo desktop</strong> e pone una grande attenzione al supporto hardware. Se quindi avete un personal computer dismesso, che avete comprato anche più di dieci anni fa, magari con poca RAM, un hard disk poco capietnte o con un processore con potenza di calcola ridicola… non temete, Ubuntu lo farà ritornare a nuova vita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>È un sistema operativo molto leggero, non richiede cioè risorse da computer della Nasa, stabile, completamente esente da virus (ebbene si, avete letto bene!) e soprattutto <strong>GRATIS</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Installarlo è molto più semplice di quanto si pensi.<br />
E&#8217; sufficiente scaricare l’<a href="http://www.ubuntu-it.org/index.php?page=download" target="_blank">immagine ISO da questo link</a>, masterizzarla su un cd, inserirlo nel computer sul quale vogliamo installarlo e seguire le poche e semplici istruzioni in italiano. In poco più di venti minuti ¹ avrete <strong>Linux</strong> un computer completamente “nuovo” <strong>senza spendere un centesimo</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>PS: Questo articolo è stato scritto con <strong>OpenOffice 3.2</strong> installato su <strong>Ubuntu 9.10</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>1. La velocità di installazione dipende dalle risorse del pc in uso. Il tempo di installaizone potrebbe variare da una ventina di minuti a poco più di un&#8217;ora.</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>One hour Blog!</title>
		<link>http://www.makemydaymag.com/blog/archives/1733</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Oct 2009 16:51:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Malagoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[tech]]></category>
		<category><![CDATA[blog]]></category>
		<category><![CDATA[do it yourself]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>

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		<description><![CDATA[La nostra vita è legata ad una periferica digitale. La parola d’ordine è SHARE. Siamo pronti per fare il vero salto: vogliamo la “presence” sul web. Ecco come crearsi un blog con meno di 18 euro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo applicazioni on line, che fanno ogni genere di cosa. Abbiamo un account su Gmail, uno su Twitter e uno su Facebook. Scarichiamo e modifichiamo foto dalla macchina fotografica digitale, montiamo video e li condividiamo su Youtube. Scarichiamo (il)legalmente tonnellate di Mp3 per ascoltarli sull’Ipod o usarli come suoneria dello Smartphone. Chattiamo con MSN e chiamiamo con Skype. Scriviamo sui forum di cinema e compriamo su Ebay. Compriamo il netbook da 9 pollici per navigare col wireless della nostra città ed essere sempre e comunque on line.</p>
<p> </p>
<p>Siamo diventati grandi. La nostra vita è legata ad una periferica digitale. La parola d’ordine è <strong>share</strong>. Siamo pronti per fare il vero salto. Vogliamo la “<strong>presence</strong>” sul web. Chi di noi non ha mai pensato di avere un proprio blog, photoblog, mobile blog, o anche un semplice sito per mostrare al mondo intero la nostra collezione di bustine di zucchero?</p>
<p><strong>Come fare?</strong> Ecco una breve guida per <strong>crearsi il proprio blog</strong>, sul proprio dominio (www.il_tuo_nome.com) in meno di un’ora, con <strong>18 euro</strong> e senza sapere una sola virgola di programmazione web.</p>
<p> </p>
<p>Cominciamo . Prima cosa: il <strong>dominio</strong>. Possiamo registrare il nostro <strong>nomecognome.it</strong> oppure lavorare di fantasia e cercare un nome che possa far subito pensare ai contenuti che inseriremo nel nostro sito.</p>
<div id="attachment_1735" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img class="size-full wp-image-1735" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/10/1hblog_foto.jpg" alt="foto © http://www.flickr.com/photos/googlisti/" width="533" height="246" /><p class="wp-caption-text">foto © http://www.flickr.com/photos/googlisti/</p></div>
<p>Andiamo su <a href="http://www.netsons.org/" target="_blank">www.netsons.org</a> <sup>1</sup>. Clicchiamo sul pulsante “<em>Acquista</em>”  sotto all’area <strong>Hosting Pro Condiviso</strong> ed inseriamo il nome che abbiamo scelto. Proseguiamo con l’acquisto senza scegliere nessun altra opzione, fino a quando non ci verrà richiesto di completare l’ordine, registrandoci e pagando in uno dei mille modi possibili, <em>PayPal</em> compreso. Dopo nemmeno un minuto ci verrà recapitata una email con i dati di accesso del nostro nuovo sito.</p>
<p> </p>
<p>Il Pannello di Controllo ha installato al proprio interno un software <strong>magico </strong>che si preoccuperà di installare per noi i più comuni applicativi <strong>open source</strong> (e quindi GRATUITI) che saranno la base, l’architettura del nostro webspace. Selezioniamo quindi l’icona sorridente di <em>Fantastico Deluxe</em> e scegliamo fra le tante soluzioni quella che più fa al caso nostro. Possiamo optare per la creazione di un <strong>blog</strong>,  di un sito di <strong>E-commerce</strong>, di un <strong>forum</strong>, di un <strong>wiki</strong> (esattamente come Wikipedia), di una <strong>photogallery</strong> e via discorrendo.</p>
<p> </p>
<p>Percorriamo la strada del BLOG. Installiamo quindi <strong>WordPress</strong> che reputo il miglior software per la gestione del blog&#8230; ancora pochi istanti ed il nostro sito sarà pronto.</p>
<p>Ora non resta che conferirgli una <strong>veste grafica</strong> più professionale ed accattivante. Come fare? La rete ci viene sempre in soccorso. Andiamo sul sito di riferimento di ispirazione dei grafici statunitensi e scegliamo il “<em>Theme</em>” che più ci aggrada o si adatta ai nostri  contenuti:  <a href="http://www.smashingmagazine.com/2007/02/09/83-beautiful-wordpress-themes-you-probably-havent-seen/" target="_blank">http://www.smashingmagazine.com/2007/02/09/83-beautiful-wordpress-themes-you-probably-havent-seen/</a></p>
<p> </p>
<p>Una volta trovato sarà sufficiente scaricarlo e fare l’upload direttamente dal pannello di controllo di WordPress appena installato. In poco meno di un’ora e con <strong>18</strong>€ euro di spesa abbiamo finalmente il nostro makemyday Blog!</p>
<p>Nota: a onor del vero, esistono pressochè infiniti provider che forniscono questo tipo di servizio a prezzi similari o addirittura inferiori. In questo articolo ho citato il provider in questione per esperienza diretta, ma potevo tranquillamente citarne di altrettanto validi, performanti e soprattutto “<strong>cheap</strong>” come:</p>
<ol>
<li><a href="http://www.webperte.com/" target="_blank">WebperTe</a></li>
<li><a href="http://www.joomlahost.it" target="_blank">Joomlahost</a></li>
<li><a href="http://www.tophost.it" target="_blank">Tophost</a></li>
<li><a href="http://www.aruba.it/" target="_blank">Aruba</a></li>
</ol>
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		<title>Wi-Fi e Fon: connettività democratica</title>
		<link>http://www.makemydaymag.com/blog/archives/1998</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Oct 2009 08:28:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Maurizio Malagoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[tech]]></category>
		<category><![CDATA[community]]></category>
		<category><![CDATA[free wi-fi]]></category>
		<category><![CDATA[web]]></category>

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		<description><![CDATA[La penetrazione delle connessioni wi-fi nelle nostre case ha reso la connettività un concetto ubiquo. Non sempre però è disponibile ovunque una rete wireless gratuita. Ecco una breve mini-guida per rendere la connessione al web una pratica democratica "dal basso".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel paniere delle “necessità”, al giorno d&#8217;oggi, credo che l&#8217;Istat debba aggiungere anche il bisogno di <strong>connetività nomade</strong>. Non molti anni fa il web era considerato un concetto strettamente sedentario: servivano un pc, per lo più fisso (rari e troppo costosi erano i portatili) e un modem da collegare alla presa telefonica. Portare la connessione fuori da questi spazi era un progetto per   pochi e spesso inaffrontabile.<br />
<div id="attachment_2022" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/10/freewifi_01.jpg" alt="© avsf" title="wi-fi e fon" width="533" height="293" class="size-full wp-image-2022" /><p class="wp-caption-text">© http://www.flickr.com/photos/brimley/455502611</p></div></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">L&#8217;evoluzione e soprattutto il basso costo delle tecnologie Wi-Fi ne hanno permesso la penetrazione nelle case di tutti, trasformando però la connettività ad internet in <strong>un concetto pressochè ubiquo.</strong> Quest&#8217;articolo non ha certo pretese di esaustività, ma semplicemente vorrebbe fornire pratici suggerimenti per rendere ancora più nomadi le nostre navigazioni.</p>
<p style="margin-bottom: 20px"><strong> </strong></p>
<p>Sciogliamo solo un dubbio (ammesso ce ne fosse bisogno&#8230;).  Le famigerate chiavette dei vari operatori telefonici nulla hanno a che fare con il Wi-Fi: possono essere tranquillamente paragonate a vecchi modem con al loro interno delle SIM telefoniche, che si collegano ad internet mediante rete cellulare, con i pregi e i difetti che ben conosciamo.</p>
<p style="margin-bottom: 20px"><strong> </strong></p>
<p>Ora siamo pronti per andare alla ricerca di una rete wireless gratuita. Le opportunità per navigare in rete no-cost sono molteplici.</p>
<p style="margin-bottom: 20px"><strong> </strong></p>
<h3 style="margin-bottom: 0cm"><strong>Reti urbane</strong></h3>
<p style="margin-bottom: 0cm">Sempre più Comuni d&#8217;Italia offrono zone, più o meno estese, coperte da segnale internet wireless. Comuni come Milano, Torino, Bologna, Firenze, Roma e tanti altri forniscono a mezzo di un&#8217;azienda che funge da Service Provider, connettività a tutti i cittadini, residenti e non, purché in possesso di documento di riconoscimento in corso di validità. Nella maggioranza dei casi, per ottenere le credenziali di accesso è sufficienti recarsi al locale URP (Ufficio Relazioni con il Pubblico) che provvede anche a fornire le mappe delle zone sotto copertura.</p>
<p style="margin-bottom: 20px"><strong> </strong></p>
<h3 style="margin-bottom: 0cm"><strong>Free-hotspot.com</strong></h3>
<div id="attachment_2024" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/10/freewifi_02.jpg" alt="© faf" title="wi-fi e fon" width="533" height="293" class="size-full wp-image-2024" /><p class="wp-caption-text">© http://www.flickr.com/photos/dorywithserifs/141398971</p></div>
<p style="margin-bottom: 0cm">È una catena di hot-spot, ossia di punti di accesso attraverso i quali è possibile collegarsi gratuitamente. Solitamente è un servizio offerto da locali pubblici come bar, ristoranti e hotel. Per collegarsi è sufficiente aprire il notebook, collegarsi alla rete  Wi-Fi (non protetta) e aprire la pagina web che desideriamo visitare. In caso di necessità il sito Free-hotspot.com ci viene in aiuto. Da <a href="http://free-hotspot.groopli.com/index.php?option=com_google_maps&amp;view=world&amp;Itemid=16793&amp;lang=it" target="_blank">questa pagina</a> è possibile cercare nella nostra città o nella destinazione delle nostre vacanze gli hotspot ad accesso gratuito.</p>
<p style="margin-bottom: 20px"><strong> </strong></p>
<h3 style="margin-bottom: 0cm"><strong>Wardriving</strong></h3>
<p style="margin-bottom: 0cm">Nonostante la radice sia composta dalla parola WAR, il significato della parola wardriving non ha nulla a che vedere con la violenza e lo scontro, anzi, può diventare una pratica ludica e persino divertente. Wikipedia definisce <strong>wardriving</strong> “<em>un&#8217;attività che consiste nell&#8217;intercettare reti Wi-Fi, in automobile, in bicicletta o a piedi con un laptop, solitamente abbinato ad un ricevitore GPS per individuare l&#8217;esatta locazione della rete trovata ed eventualmente pubblicarne le coordinate geografiche su un sito web.</em>”<br />
Detta cosi può sembrare roba da “<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Geek" target="_blank">geek</a>” ma in realtà è molto più semplice da praticare che da spiegare. Altro non è che farsi un giretto con il proprio portatile in mano e cercare  reti wireless non protette alle quali collegarsi. Purtroppo (per loro!) la sicurezza informatica non è una priorità per molti italiani. Spesso si attiva il servizio ADSL e si va al centro commerciale sotto casa e si compra il primo apparato Wi-Fi, magari in promozione a poco prezzo. Si arriva a casa, si attacca  il tutto alla presa di corrente e alla linea telefonica e tutto magicamente funziona. Se da un lato si risparmia tempo e pensieri, omettendo di leggere il manuale, dall&#8217;altro <span style="text-decoration: underline">si lascia una finestra sul web sempre aperta</span> a disposizione di chiunque capiti a tiro del nostro segnale wireless.<br />
<strong>NOTA BENE:  Secondo la normativa italiana è illegale procurarsi l&#8217;accesso ad una rete privata senza aver ottenuto un&#8217;esplicita autorizzazione.</strong></p>
<p style="margin-bottom: 20px"><strong> </strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm"><strong> </strong></p>
<p style="margin-bottom: 0cm">L&#8217;ultima alternativa l&#8217;ho volutamente lasciata alla fine per darle tutto lo spazio che a mio avviso merita.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">
<h3 style="margin-bottom: 0cm">FON</h3>
<div id="attachment_2025" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/10/freewifi_03.jpg" alt="© http://www.flickr.com/photos/thms/220018901" title="wi-fi e fon" width="533" height="243" class="size-full wp-image-2025" /><p class="wp-caption-text">© http://www.flickr.com/photos/thms/220018901</p></div>
<p style="margin-bottom: 0cm">Cos&#8217;è? Prima di tutto è una <strong>comunità di persone</strong>, di utenti, che dal basso e in maniera assolutamente democratica condividono la propria rete wireless, con l&#8217;intento di creare una copertura omogenea della propria città o paese, senza l&#8217;intervento di Amministrazioni Comunali o di  grandi aziende di telefonia. La rete FON esiste da parecchio tempo, anche in Italia, ma non è mai balzata agli onori della cronaca.</p>
<p style="margin-bottom: 0cm">Per diventare un “<strong>fonero</strong>” sono sufficienti due requisiti:</p>
<ul>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm">• una connessione ADSL</p>
</li>
<li>
<p style="margin-bottom: 0cm">• la Fonera.</p>
</li>
</ul>
<p style="margin-bottom: 0cm">Acquistando la Fonera, che altro non è che un apparato wireless che sostituisce il nostro router, si diventa automaticamente un membro della comunità. Quando si registra la propria Fonera sul sito della comunità si ricevono automaticamente le credenziali d&#8217;accesso, un nome utente e una password, che ci serviranno per poter accedere ai <strong>FON Spot</strong> di tutto il mondo. Se doveste trovarvi in prossimità di un FON spot, sarà sufficiente ricercare la rete con il vostro notebook o smartphone e collegarvi utilizzando le predette credenziali. Diventando un Fonero, <strong>si acquistano sia privilegi sia doveri.</strong> Primo su  tutti è l&#8217;impegno di lasciare la Fonera <strong>accesa 24/7</strong>. Il privilegio, non certamente trascurabile e quello di avere <strong>libero accesso alla rete wireless degli altri Foneros, ovunque ci si trovi nel mondo</strong>. Per sapere dove sono i FON spot è necessario consultare la <a title="Fon Map" href="http://maps.fon.com" target="_blank">Fon Map</a>, ossia una Google Map con l&#8217;indicazione puntuale degli hot spot Fon. La Fonera, che ad oggi costa € 79, prezzo alla stregua di qualsiasi altro router di fascia media, ha una doppia antenna, ha un client integrato per scaricare i file torrent e ha una porta USB per poter collegare un hard disk portatile. La caratteristica che personalmente più apprezzo è la possibilità di <strong>gestire contemporaneamente due connessioni senza fili</strong>: con la Fonera, infatti, si possono attivare due reti Wi-Fi, la nostra personale e domestica e quella dell&#8217;hot spot FON. La comunity FON forse è qualcosa di più, è uno stile di vita tendente alla <strong>filosofia,</strong> che rende democratica la connettività e diffonde il pensiero della condivisione delle risorse. Da un punto di vista strettamente pratico farebbe parte di un mio mondo &#8220;<em>digitalmente perfetto</em>&#8221; potersi collegare  e navigare in tutto il mondo, pagando il solo l&#8217;abbonamento ADSL di casa.</p>
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