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	<title>MakeMyDay Magazine &#187; food</title>
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	<description>great life low budget</description>
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		<title>Convivenza (con cucina!)</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jun 2010 15:23:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgia Martinucci</dc:creator>
				<category><![CDATA[food]]></category>
		<category><![CDATA[lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[Ilaria Mazzarotta]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[libri]]></category>

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		<description><![CDATA[Letture consigliate - “Due cuori e un fornello”. Non è un libro di cucina. 
Eppure di cucina si parla eccome. Ma toglietevi dalla testa le Tagliatelle di Nonna Pina.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } -->“Due cuori e un fornello – convivenza con cucina” non è un libro di cucina, anche se di cucina si parla eccome. Non è uno di quei libri che vi “impone” di usare ingredienti strani e non reperibili, perché senza, altrimenti, non potete (e non dovete) cimentarvi nemmeno a cucinare, meglio che vi cibiate di fast-food.</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center; padding-left: 330px;">
<p>Con humour e leggerezza, ma anche la sicurezza di essere guidati da un&#8217;autrice che sa il fatto suo, entriamo nel mondo della Signorina Fiamma e il Convivente, assistendo a tutte le fasi della loro storia, dal trasferimento della Sig.na Fiamma da una grande città ad un&#8217;altra, al fatidico incontro e infine al cambio di residenza. Un libro del tutto particolare, che racconta di cucina e di come essa cambi, si trasformi e si adatti nelle vari fasi della convivenza con il proprio partner.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-4170" title="0" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/06/01.jpg" alt="" width="533" height="151" /></p>
<p style="text-align: center; padding-left: 330px;">
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;">Niente consigli astrusi, ma pratici senza essere banali. Non immaginatevi pagine e pagine di ricette o elenchi ingredienti infiniti, ma ad una storia, intervallata da ricette, spiegate con ironia e semplicità.  E poi tanti consigli, sì, ma non crediate subito di dover andare a comprare un servito di posate in argento, candelabri e tovaglioli di stoffa. No, piuttosto avete pensato alla giusta playlist per far da sottofondo alle vostre ore passate in cucina? Oppure ai blog dove trovare le migliori ricette?</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: center; padding-left: 330px;">
<p>Insomma, un libro schietto, che non si astrae dal mondo reale ma vi aiuta, è il caso di dirlo, a conviverci.<br />
<em><br />
</em><br />
Ne abbiamo parlato con l&#8217;autrice, Ilaria Mazzarotta.<br />
<em><br />
</em><br />
<strong>Il libro è per metà un&#8217;autobiografia, 	fiction e libro di ricette. Com&#8217;è nata l&#8217;idea di strutturarlo così?</strong></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><em> Più che metà direi molto autobiografico, ma a quanto pare nelle mie esperienze di convivenza e cucina si sono ritrovate molte lettrici. Il libro doveva inizialmente essere solo una collezione dei post che avevo scritto per il blog, ma non appena ho cominciato a scrivere mi è venuto naturale dare un senso logico e cronologico al racconto.</em></p>
<p><em><img class="alignnone size-full wp-image-4171" title="3" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/06/34.jpg" alt="" width="533" height="315" /><br />
</em></p>
<p><strong>Il libro si inserisce in un settore già saturo, quello della 	cucina, che soprattutto qui in Italia, è molto competitivo. In cosa 	ritieni che “Due cuori e un fornello”,  si distingua da tutte le 	altre proposte?</strong></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><em>“Due cuori e un fornello” non è un libro di cucina, ma un romanzo con ricette. Non è un ricettario, ma una volta letto può essere usato come tale.  Inoltre le ricette capitano nel racconto e non sono corredate da foto di alcun tipo.</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
<p><strong>Da cosa è nata la tua passione per la cucina e come è 	diventata un lavoro,  nonostante la tua carriera era inizialmente 	orientata in un&#8217;altra direzione?</strong></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><em>Lavoro a Radio2 e ho sempre seguito le strade della radio e della scrittura in maniera parallela. La cucina poi è una passione che coltivo sin da piccola, quando sono andata a vivere da sola è diventata una necessità   e infine, con la convivenza, si è trasformata in una forma d&#8217;amore.  Il blog “Due cuori e un fornello” su donnamoderna.com è stato il mezzo che ha riunito le mie passioni: cucina, scrittura&#8230; e il Convivente.</em></p>
<p><em><img class="alignnone size-full wp-image-4172" title="2" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/06/24.jpg" alt="" width="533" height="167" /><br />
</em></p>
<p><strong>Tre consigli che, in assoluto, ti senti di poter dare a chi 	ha intenzione di andare a convivere?</strong></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><em>Prima di tutto: andate a convivere! E&#8217; un&#8217;esperienza fondamentale per conoscere il proprio compagno. Secondo: imparate a contare fino a 10 prima di innervosirvi perché vivere con qualcuno non è facile e richiede pazienza. Terzo: non pretendete di cambiare il vostro uomo, non accadrà.</em></p>
<p><em><br />
</em></p>
<p><strong>Nel libro si parla anche di prime forme di convivenza, tre 	consigli quindi per chi convive, ma non con il proprio partner?</strong></p>
<p><em> Credo che vivere con delle persone che magari neanche si conoscono per qualche tempo sia davvero istruttivo e anche in questo caso è fondamentale la pazienza. Poi consiglio di non perdere tempo a dividersi i giorni delle pulizie perché la casa è un bene di tutti e va curato ogni giorno. Infine credo sia importante rendere accoglienti gli spazi comuni, come la cucina, così si ha più voglia di condividerli.</em></p>
<p><em><img class="alignnone size-full wp-image-4174" title="1" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/06/14.jpg" alt="" width="533" height="198" /><br />
</em></p>
<p><a href="http://www.kowalski.it/libri/9788874967780/scheda/" target="_blank">&#8220;Due cuori e un fornello &#8211; Convivenza con cucina&#8221;  Kowalski Editore</a></p>
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		<title>Milano da bere? No, anche da mangiare.</title>
		<link>http://www.makemydaymag.com/archives/4068</link>
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		<pubDate>Wed, 09 Jun 2010 15:25:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Ferrari</dc:creator>
				<category><![CDATA[entertainment]]></category>
		<category><![CDATA[food]]></category>
		<category><![CDATA[food week]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>

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		<description><![CDATA[È arrivato il calendario che mette tutti d’accordo e ti mette a tavola.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per me che arrivo dal fashion system, quello sublime, che fa da cappello all’intero mondo della moda, chiamata a redigere i calendari delle sfilate Uomo e Donna, sì, proprio quelli discussi quanto criticati delle famigerate <em>Settimane della Moda</em>… ecco, per me è stato un sollievo vedere che ce n’è uno come tanti, ma capace come nessun altro di mettere tutti di buonumore: il calendario della <strong>FOOD WEEK</strong> di Milano.</p>
<p>Altro che solo da bere! Mi viene da dire: “È pronto in tavola!”. Quindi accomodiamoci e diamo una letta al menù.</p>
<p>Gli appuntamenti sono davvero molti, <strong>ce n’è per tutti i gusti</strong>. Buone forchette, buongustai e palati sopraffini: il pane dai denti non ve lo toglie nessuno.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-4079" title="1" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/06/11.jpg" alt="" width="533" height="369" /></p>
<p>Questa è la Milano che vive, mangia e beve. E si concede, godereccia e alticcia, allo sguardo inebriato di chi la scopre con un bicchiere di buon vino in mano mentre apre le sue corti a tutti.</p>
<p><strong>Fino a domenica 13 giugno</strong> interi quartieri si trasformeranno in un percorso di degustazione con negozi a tema e tante sorprese. Da Lorenteggio a Brera, da Sarpi Chinatown (eh sì, ne abbiamo una anche noi) a Via Dante, passando per i Navigli. E ancora, mostre fotografiche, proiezioni cinematografiche naturalmente a tema culinario, simposi sull&#8217;alimentazione e il benessere. Insomma, una Milano &#8220;ubriaca&#8221; e magari, chissà, un po’ più spensierata.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-4085" title="2" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/06/22.jpg" alt="" width="533" height="307" /></p>
<p>Due almeno gli appuntamenti gustosi, per chi come noi ama il <em>cheap&amp;chic</em>. Il primo. Al Consorzio Agrario di Via Ripamonti si tiene il <strong>Farmer&#8217;s Market</strong> con la vendita diretta dal produttore al consumatore, a prezzi straordinari, e  con la garanzia di qualità.</p>
<p>Il secondo. Imperdibile per gli amanti dei fornelli, <strong>I Love Cooking</strong>, il primo festival di corsi di cucina, completamente gratis! “C’est a dire?” Che fino a venerdì 11 giugno, le scuole di Milano più prestigiose offriranno lezioni sul “How to” in cucina.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-4088" title="3" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/06/32.jpg" alt="" width="533" height="369" /></p>
<p>Una piccola degustazione:</p>
<p><strong>&#8220;La cucina etnica del Mediterraneo&#8221;</strong> a cura di Teatro7<br />
Mercoledì 9 giugno<br />
Dalle ore 20.30 alle 24.00</p>
<p><strong>&#8220;Una cena d&#8217;estate&#8221;</strong> a cura di Il cucchiaio di legno<br />
Giovedì 10 giugno<br />
Dalle ore 19.30 alle 22.30</p>
<p><strong>&#8220;Cuciniamo con il pane&#8221; </strong>a cura di Arte del convivio<br />
Venerdì 11 giugno<br />
Dalle ore 18.30 alle 21.00</p>
<p>Per il menù completo <a href="http://www.milanofoodweek.com/"><strong>clicca qui</strong></a></p>
<p>Un consiglio spassionato &#8211;  anzi, appassionato &#8211;  che arriva dal cuore di una che di calendari se ne intende: <strong>SAVE THE DATE!</strong></p>
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		<title>Orto in casa</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Apr 2010 14:15:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eugenia Brini</dc:creator>
				<category><![CDATA[food]]></category>
		<category><![CDATA[lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[arance]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[orto]]></category>

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		<description><![CDATA[Una promessa verde nel mio salotto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Adoro sentire il profumo delle erbette appena rientro dall’ufficio. Mi mettono ottimismo e voglia di riempire la casa di vasetti, di cucinare per milioni di persone e di infilare degli stivali colorati e andarmene in giro con un innaffiatoio grazioso a salvare piantine in pericolo!</p>
<p>Invece ho pensato che, visto il clima insensatamente freddo, dovrò accontentarmi di studiarmi un po’ di soluzioni per la stagione a venire.</p>
<p>La mia nuova sfida si chiama: AGRUMI!</p>
<p>Vorrei cercare di capire se è davvero possibile far crescere una piantina partendo dai semini.</p>
<p>Ecco cosa serve per iniziare l’esperimento con me:</p>
<p>- <strong>Qualsiasi tipo d’agrume</strong>. Arancia, limone, mandarino, lime, pompelmo. (Io me ne sono procurati di super bio! Due arance calabresi, per gentile concessione di un collega che ne ha ricevute 29 kg dai suoi genitori! E 2 limoni non trattati)</p>
<p>- Una <strong>bottiglia di plastica</strong>. Possibilmente resistente.</p>
<p>- <strong>Terriccio</strong>. Esiste in commercio quello specifico per gli agrumi, ma anche la torba andrà benissimo.</p>
<p>- <strong>Carta assorbente</strong>.</p>
<p>- <strong>Borsa di plastica</strong>.</p>
<p>- Nastro adesivo (facoltativo).</p>
<p>- Coltello (per tagliare la parte alta della bottiglia).</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-3459" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/03/agrumi2.jpg" alt="" width="533" height="353" /></p>
<p><strong>1°fase</strong>:</p>
<p>Allora spolpo qualche frutto, per l’esattezza due arance e due limoni, prendo i semi e li metto a bagno in due bicchieri d’acqua, di modo da togliere quella sottile pellicola impermeabile che avvolge i semini, proteggendoli da agenti esterni. Togliendo lo strato protettivo permetterete al seme di bagnarsi e germinare più facilmente e in tempi ridotti, probabilmente una settimana. Lasciando l&#8217;involucro, comunque il seme germinerà ma, in tempi decisamente più lunghi. Ci vogliono circa 24 ore.</p>
<p><strong>2°fase</strong>:</p>
<p>Finita l&#8217;attesa eliminate i semi che continuano a galleggiare. Sono vuoti e non c&#8217;è alcuna possibilità che germoglino. Prendete i semi sul fondo e passate allo step successivo.</p>
<p><strong>3°Fase</strong></p>
<p>Per far germinare i semi metteteli su un tovagliolo di carta assorbente bagnato. Avvolgeteli e riponeteli in una busta di plastica. Mettete la busta in un posto caldo e apponetevi un&#8217;etichetta di riconoscimento, specialmente se pensate di fare la stessa cosa con altre specie. Ricordatevi di controllare i semi ogni 2, 3 giorni. Quando vedrete spuntare una radice prendete il seme e passate allo step successivo. Per darvi dei tempi di riferimento posso dirvi che se la germinazione non avviene entro tre settimane, è il caso di buttare e semi e ritentare.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-3460" title="bottiglie" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/03/bottiglie.jpg" alt="bottiglie" width="533" height="353" /></p>
<p><strong>4°Fase</strong></p>
<p>In questa fase creeremo la nostra serra con la bottiglia.</p>
<p>Tagliate la bottiglia, precedentemente lavata e pulita dall’etichetta, a 1/3 o metà e riempite il fondo con il terriccio. Non comprimete troppo altrimenti le radici faranno fatica a svilupparsi. Piantate i semi, 3 per bottiglia, e metteteli in un posto esposto alla luce del sole. Aspettate che inizino a crescere e, una volta individuato il più forte dei tre, togliete gli altri due e passate a bagnare e coprire il tutto con la parte alta della bottiglia che avete tagliato in precedenza.</p>
<p><strong>5°fase</strong></p>
<p>L’ultimo step è quello della vera pazienza: ci vorranno infatti alcuni anni prima che la pianta faccia i frutti ma possiamo assicurarvi che nel frattempo il profumo rilasciato e il verde delle foglie vi appagheranno di ogni attesa.</p>
<p>Magari tra qualche anno, tra la menta e i limoni che avrò nel mio salotto, potrò finalmente cambiare attività!</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-3461" title="ultimo" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/03/ultimo.jpg" alt="ultimo" width="533" height="508" /></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>I conigli fanno le uova?</title>
		<link>http://www.makemydaymag.com/archives/3470</link>
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		<pubDate>Fri, 02 Apr 2010 15:14:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MadameDesMots</dc:creator>
				<category><![CDATA[entertainment]]></category>
		<category><![CDATA[food]]></category>
		<category><![CDATA[easter]]></category>
		<category><![CDATA[party]]></category>
		<category><![CDATA[pasqua]]></category>
		<category><![CDATA[uova]]></category>

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		<description><![CDATA[No. Le uova questa Pasqua le fate voi e colorate anche. 
I conigli le nascondono in giro per la casa insieme a dolcetti e sorpresine e i vostri amici e parenti le cercheranno come in una caccia al tesoro.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Arial;">No. Le uova questa Pasqua<strong> le fate voi</strong> e colorate anche.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Arial;">I conigli le nascondono in giro per la casa insieme a dolcetti e sorpresine e i vostri amici e parenti le cercheranno come in una caccia al tesoro.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Arial;"> </p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Arial;">La tradizione dell’<strong>Easter Bunny</strong> come lo chiamano nei paesi anglofoni <strong>o Osterhase</strong> in quelli di lingua tedesca non è molto conosciuta e diffusa in Italia, ma è un vero peccato, perché è sicuramente più divertente che spaccare uova di cioccolato al cui interno si nascondono noiose sorpresucole made in china.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Arial;"> </p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-3471" title="1" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/03/12.jpg" alt="1" width="533" height="417" /></p>
<p> </p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Arial;">Potete colorare sia le uova bianche sia quelle beige: tenete solo presente che sul beige tutti i colori risulteranno diversi, più intensi e scuri.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Arial;"> </p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Arial;">Le colorazioni descritte sono ottenute con erbe da acquistare in erboristeria o altri ingredienti alimentari che potete trovare facilmente al supermercato e quindi<strong> le uova rimangono commestibili.</strong></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Arial;"> </p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Arial;">Preparate seguendo le indicazioni specifiche i liquidi coloranti nei quali poi metterete a cuocere le uova, dopo avere bucato il guscio sul fondo con uno spillo per evitare che scoppino.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Arial;"> </p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Arial;">Il tempo per renderle sode è 10 minuti. Allo scadere del tempo spegnete il fuoco e lasciate le uova in infusione.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Arial;"><strong>Più a lungo le lascerete nell’infuso</strong> (anche fino a 60 minuti)<strong>, più intenso diventerà il colore.</strong> Come vedete nelle foto le gradazioni di colore corrispondono a tempi crescenti di permanenza nel liquido colorato.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Arial;"> </p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Arial;">Potete anche sbizzarrirvi a fare misture con gli ingredienti e scoprire nuove tonalità. Se poi siete anche un po’ artisti, potete incidere dei disegni con uno spillo sulle uova più scure.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Arial;"> </p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-3472" title="2" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/03/2.jpg" alt="2" width="533" height="458" /></p>
<p><span style="font-family: Arial; line-height: normal;">Ecco la vostra tavolozza:</span></p>
<p><span style="font-family: Arial; line-height: normal;"><br />
</span></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Arial;"><strong>Rosso-marrone</strong></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Arial;">Una bella manciata di bucce di cipolla rossa in 1 litro d’acqua.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Arial;"> </p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Arial;"><strong>Marrone scuro</strong></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Arial;">10 grammi di mallo di noce in 1 litro d’acqua.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Arial;"> </p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Arial;"><strong>Verde</strong></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Arial;">3/4 manciate di ortica in 1 litro d’acqua.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Arial;"> </p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Arial;"><strong>Rosso-bordeaux</strong></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Arial;">Tre cucchiai da cucina di robbia comune o garanza (<em>Rubia tinctorum</em>) in un litro d’acqua che farete bollire per il tempo necessario alla tintura.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Arial;"> </p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Arial;"><strong>Rosa</strong></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Arial;">Stesse dosi indicate per il bordeaux, ma non fate bollire l’acqua e immergeteci le uova che avrete reso sode in un altro pentolino. Il colore resterà più pallido</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Arial;"> </p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Arial;"><strong>Blu-grigio</strong></p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Arial;">Una manciata di fiori di malva o di malvone in un litro d’acqua.</p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 0.0px 0.0px; font: 13.0px Arial;"> </p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-3473" title="3" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/03/33.jpg" alt="3" width="533" height="454" /></p>
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		<title>Dolcetto o scherzetto?</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 19:03:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MadameDesMots</dc:creator>
				<category><![CDATA[entertainment]]></category>
		<category><![CDATA[food]]></category>
		<category><![CDATA[carnevale]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[party]]></category>

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		<description><![CDATA[Perché a Carnevale anche a tavola
niente sembra ciò che è!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siccome in questi giorni avrete molto da fare per travestirvi voi, le ricette che trovate qui sono tutte veloci e semplici (oltre che economiche!), a parte i tempi di riposo, che potrete utlilzzare per finire di cucirvi il vestito per la festa.</p>
<p><strong>Pane travestito da castagnaccio</strong></p>
<p><a href="http://www.makemydaymag.com/archives/3119">Avete tenuto da parte il pane secco negli ultimi giorni?</a><br />
Pesatelo: dovete averne collezionati almeno 2 etti.<br />
Spezzettatelo in pezzi piccoli e mettetelo in una ciotola capiente (è lì che faremo l’impasto, per cui prendetela grande) spolverandolo con 100 grammi di zucchero.<br />
Scaldate ¾ di litro di latte fino a bollitura e versatelo sopra il pane. Mescolate per coprire tutto il pane e dimenticatevelo un po’ di ore, anche una notte intera.<br />
Quando il pane avrà assorbito tutto il latte, mescolate con un cucchiao di legno per amalgamare il tutto.<br />
Aggiungete quindi: 2 uova, 1 cucchiaio da tavola di cacao, 100 grammi di burro fuso, 10 amaretti, 100 g di uvetta, 50 grammi di pinoli, una grattuggiata da una scorza di limone e una presa di sale.<br />
Mescolate per bene, facendo in modo che non ci siano pezzi di pane ancora interi.<br />
Imburrate una teglia rotonda di circa 25 cm di diametro e cospargetela di farina o pane grattuggiato, facendo in modo di  non lasciare zone scoperte.</p>
<p>Infornate a 200° per 1ora e mezza.<br />
Sfornate e lasciate raffreddare prima di servire tagliata a fette e  guarnita con panna montata.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-3189" title="torta2" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/02/torta2.jpg" alt="torta2" width="533" height="339" /></p>
<p><strong>Cioccolato travestito da salame</strong></p>
<p>Prendete 300 grammi di cioccolato fondente<br />
e fatelo sciogliere in un pentolino con un goccio di latte, quello che basta per non farlo bruciare.</p>
<p>Togliete dal fuoco e al cioccolato fuso aggiungete 150 grammi di mandorle non pelate tagliate grossolanamente e 150 grammi di biscotti secchi fatti a pezzi.<br />
Versate l’impasto ben amalgamato su un foglio di carta da forno, dandogli la forma di un salame.</p>
<p>Rollate il salame nella carta da fondo, compattandolo.<br />
Quando sarete soddisfatti della forma ottenuta, mettetelo a riposare in frigo, per 24 ore.<br />
Servitelo tagliato a fette di circa un cm.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-3190" title="torta3" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/02/torta3.jpg" alt="torta3" width="533" height="339" /></p>
<p><strong>Formaggio cremoso travestito da tartufo</strong></p>
<p>Mascarpone, ricotta o philadelphia anche light. Scegliete voi.</p>
<p>Prendetene 150 grammi, aggiungete 150 grammi di zucchero a velo e un cucchiaio da tavola di cacao.</p>
<p>Mescolate bene con un cucchiaio di legno finchè l’impasto sarà uniforme.<br />
Fatene delle palline e rotolatele nel cacao amaro ricoprendole.</p>
<p>Mettetele in frigo per qualche ora  e toglietele appena prima di servirle, resteranno più sode.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-3191" title="torta4" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/02/torta4.jpg" alt="torta4" width="533" height="339" /></p>
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		<title>Niente sembra ciò che è</title>
		<link>http://www.makemydaymag.com/archives/3119</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Feb 2010 11:46:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MadameDesMots</dc:creator>
				<category><![CDATA[food]]></category>
		<category><![CDATA[carnevale]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>

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		<description><![CDATA[Per il buffet di Carnevale di Madame des Mots, anche gli alimenti si camuffano da qualcosa d’altro e niente sembra ciò che è.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per il buffet di Carnevale di Madame des Mots, anche gli alimenti si camuffano da qualcosa d’altro e niente sembra ciò che è.</p>
<p><strong>Cominciate a mettere da parte il pane che avanzate.</strong> Presto vi sarà spiegato come utilizzarlo.</p>
<p> </p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-3124" title="img1" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/02/img11.jpg" alt="img1" width="533" height="500" /></p>
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		<title>New Year’s Eve: the day after</title>
		<link>http://www.makemydaymag.com/archives/2806</link>
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		<pubDate>Fri, 01 Jan 2010 18:41:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MadameDesMots</dc:creator>
				<category><![CDATA[food]]></category>
		<category><![CDATA[alcool]]></category>
		<category><![CDATA[detox]]></category>
		<category><![CDATA[party]]></category>

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		<description><![CDATA[Vi gira ancora la testa dall’anno passato?
È solo perché non avete avuto la furbizia di bere acqua in quantità uguale all’alcol che avete ingerito, ma niente paura è solo il primo hangover del 2010 ed ecco un paio di ricette che vi possono aiutare a rimettervi in sesto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È il primo gennaio e vi gira ancora la testa dall’anno passato?</p>
<p>È solo perché non avete avuto la furbizia di bere acqua in quantità uguale all’alcol che avete ingerito, ma niente paura è solo il primo hangover del 2010 ed ecco un paio di ricette che vi possono aiutare a rimettervi in sesto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Tisana</strong><br />
Fatevi una tisana ( non un te!) o di menta, di camomilla, di anice o di rosa canina, che aiutano a calmare il sottosopra e le irritazioni che gli stravizi di San Silvestro hanno procurato a stomaco, fegato e reni.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Succhi di frutta e verdura</strong><br />
Succo centrifugato puro di verza ( un toccasana per tanti disturbi) o di mela per coccolare stomaco, fegato e reni.<br />
Succo 50/50 di prugne e pompelmo per un’azione depurativa sul fegato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Insalata di verza del primo gennaio</strong><br />
Tagliate a strisce sottili 150 grammi di verza e una mela a cubetti, aggiungete succo di limone, un pizzico di sale e frullate il tutto fino a ridurlo in purea.<br />
È fresco, dissetante e disinfiammante.</p>
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		<title>The day after Xmas &#8211; Armatevi e digerite</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Dec 2009 22:33:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MadameDesMots</dc:creator>
				<category><![CDATA[food]]></category>
		<category><![CDATA[lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[feste]]></category>
		<category><![CDATA[party]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo le ricette per l’abbuffata di Natale, voilà le ricette low budget per non aggravare l’indigestione e alleviarne i sintomi, compresa la sensazione di farcitura che sentite ad addome e stomaco.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/12/ricetta1.jpg" alt="ricetta" title="ricetta" width="533" height="244" class="alignnone size-full wp-image-2779" /></p>
<p><strong>RISO INTEGRALE E CARCIOFI</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>I carciofi hanno un’azione detossinante su fegato, cistifellea, reni e sangue e aiutano ad abbassare il colesterolo, mentre il riso integrale, ricco di vitamine e minerali, disinfiamma l’apparato digerente.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><br />
1)</strong> Mettete su fuoco una pentola di acqua alla quale aggiungete un pugnetto di sale grosso.
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>2)</strong> Prendete due carciofi, puliteli eliminando le foglie esterne più dure e la barba viola nel mezzo del fiore e tagliateli in 4 spicchi, pulite anche i gambi togliendo la parte esterna fibrosa e tagliate il cuore di gambi a pezzi lunghi qualche centimetro.
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><br />
3)</strong> Mettete in una pentola uno spicchio d’aglio e un po’ di olio, soffriggete l’aglio e poi aggiungete carciofi e gambi. Lasciateli cuocere a fuoco basso, aggiungendo ogni tanto un po’ d’acqua se vedete che si asciugano troppo. Occhio a non farli bruciare!
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>4)</strong> Intanto l’acqua sarà arrivata a ebollizione: buttateci dentro sei pugni di riso integrale e lasciate cuocere a fuoo basso per una quarantina di minuti (controllate sulla confezione del riso il tempo di cottura consigliato, potrebbe essere diverso).
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>5)</strong> Dopo circa venti minuti controllate i carciofi con una forchetta, devono essere morbidi e quasi disfatti. Se sono a questo punto, spegnete il fuoco, che riaccenderete solo per far riprendere calore quando il riso sarà cotto.
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>6)</strong> Finite la cottura del riso e scolatelo. </p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>A questo punto avete due possibilità:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>a) </strong> servite il riso scondito su un piatto e sopra ci mettete i carciofi;</p>
<p><strong>b)</strong>  buttate il riso direttamente nella pentola dei carciofi e fatevi un bel pappone.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Risparmio tempo e denaro con la ricetta che si fa in quattro!</title>
		<link>http://www.makemydaymag.com/archives/2308</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 10:02:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara Baffa</dc:creator>
				<category><![CDATA[food]]></category>
		<category><![CDATA[housekeeping]]></category>
		<category><![CDATA[ricette]]></category>

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		<description><![CDATA[Il freddo ci va subito giù pesante quest’anno, e noi non vogliamo restare con le mani in mano: lo contrastiamo con la prima delle nostre minestre autunnali e con un riciclo tutto speciale degli avanzi!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mettete un litro e mezzo d’acqua a riscaldare con una <strong>carota</strong>, una <strong>patata</strong>, un <strong>sedano</strong>, una <strong>cipolla</strong>, del <strong>prezzemolo</strong> (potete omettere qualche ingrediente se non l’avete in casa, aggiungendo un pomodoro intero inciso lateralmente). Sale, pepe e via sul fuoco, allungando se necessario, per una mezz’ora. Se non avete tempo, fate bollire la stessa quantità d’acqua e buttateci un misurino di dado vegetale granulare.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-2318" title="foto1" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/11/foto1-533x269.jpg" alt="foto1" width="533" height="269" /></p>
<p>Comprate un <strong>porro</strong> ed un <strong>cavolo</strong> cappuccio di medie dimensioni. Tagliate tutto grossolanamente e mettete il porro in una pentola dai bordi alti, aggiungendo un filo d’olio, a fuoco basso. Dopo che sarà appassito, versate nella pentola il cavolo, fatelo andare per un po’, mescolando perché non si attacchi, e poi aggiungete il brodo. Coprite la pentola e lasciate cuocere a fuoco basso per mezz’ora. E’ importante che la quantità d’acqua rimanga più o meno uguale. Se diminuisce, allungatelo con acqua calda. Spegnete e date qualche colpo di frullatore a immersione.</p>
<p> </p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-2319" title="foto2" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/11/foto2-533x266.jpg" alt="foto2" width="533" height="266" /></p>
<p>Riaccendete e portate a ebollizione, sempre a fiamma moderata. Salate leggermente: il brodo dovrebbe aver già dato il sapore al piatto. Versate nel pentolone del <strong>riso </strong>arborio, ribe o vialone nano. 500gr serviranno più di quattro persone, ma se volete realizzare anche il lato B di questa ricetta, procedete. Spegnete il fuoco un po’ prima della scadenza del tempo di cottura del riso. La minestra dovrà essere bella liquida. Potete servirla con del <strong>prosciutto crudo</strong> tagliato a listarelle o bastoncini e fatto dorare in forno o in padella <strong>(piatto numero 1)</strong>.</p>
<p> </p>
<p>Con la minestra avanzata, potete procedere! Separate la parte liquida dalla solida usando un colino per il riso o un colapasta con della garza e lasciando a scolare per un bel po’. Il brodino <strong>(piatto numero 2)</strong> che ne risulta è un toccasana, riscaldato in tazza e bollente, quando tornate dal lavoro infreddoliti (si può anche congelare e poi scongelare in microonde all’occorrenza).</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-2320" title="foto4" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/11/foto4-533x266.jpg" alt="foto4" width="533" height="266" /></p>
<p> </p>
<p>Con la parte solida potete preparare dei mini-arancini <strong>(piatto numero 3)</strong>. Mettetela in una scodella, aggiungete un <strong>uovo </strong>sbattuto (mezzo se è poco impasto), abbondante <strong>pecorino</strong> grattuggiato, pepe nero e pangrattato. Se vi è avanzato anche del prosciutto, sminuzzatelo ed unitelo. Sbattete un altro uovo e mescolatelo con del latte. Formate delle piccole palline con le mani e ripassatele prima nel mix di uovo e latte e poi nel pangrattato. Il pane deve aderire perfettamente alla superficie. Potete cuocerle in forno o friggerle in olio bollente. Ottime come stuzzichino per un aperitivo casalingo o come antipasto, accostate ad una salsa alle olive nere.</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-2321" title="foto5" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/11/foto5-533x268.jpg" alt="foto5" width="533" height="268" /></p>
<p> </p>
<p><strong>Consigli utili:</strong></p>
<p>Chiedete al banco salumi se hanno disponibile la parte finale di qualche prosciutto crudo: vi porterete a casa un panetto di prosciutto a prezzo molto inferiore, che potrete tagliare a fette grossolane o dadini.</p>
<p> </p>
<p>Anche l’impasto solido di riso e cavolo, così come il brodino avanzato, può essere congelato. Attenzione però: in fase di scongelamento dovrete ripetere l’operazione di scolatura, e solo successivamente aggiungere uovo, formaggio ed altri ingredienti.</p>
<p> </p>
<p>Con le verdure lesse avanzate dal brodo, potete preparare un’insalatina <strong>(piatto numero 4)</strong> delicata all’olio e limone, o alla senape, per il giorno dopo. </p>
<p> </p>
<p>Costo per persona per piatto di minestra: <strong>80 centesimi</strong>.</p>
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