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	<title>MakeMyDay Magazine &#187; travel</title>
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	<description>great life low budget</description>
	<lastBuildDate>Wed, 28 Jul 2010 15:59:20 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Che trip la Svezia MakeMyDay!</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Jul 2010 23:49:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Viola Afrifa</dc:creator>
				<category><![CDATA[travel]]></category>
		<category><![CDATA[Svezia]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Stoccolma: la meta che costa la metà.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono alcune destinazioni non proprio adatte ai viaggiatori attenti al portafogli. Le mete più inflazionate per trascorrere un paio di giorni lontani dal Bel Paese senza spendere un leasing sono le solite <strong>Barcellona</strong>, <strong>Madrid</strong>, <strong>Lisbona</strong>, <strong>Berlino</strong>, anche <strong>Parigi</strong>.<br />
I paesi scandinavi non rientrano mai in questo tipo di &#8220;mini vacanza&#8221; per il clima, per la distanza e per una certa disinformazione.<br />
Certo, non si fugge a <strong>Stoccolma</strong> se si ha solo voglia di fare baldoria, di gustare buon cibo e di fare pubbliche relazioni ma è la meta perfetta se si vuole trascorrere un tranquillo week end all’insegna dell’<strong>innovazione</strong>, della <strong>cultura</strong>, del relax e della <strong>natura</strong>. Insomma, un<em> week end sostenibile</em>.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-4501" title="stoccolma " src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/07/stoccolma-ok.jpg" alt="" width="533" height="395" /></p>
<p><strong> Il viaggio</strong></p>
<p>Consiglio <strong>Ryanair</strong>, unica compagnia che porta a Stoccolma da tutta Italia (Ciampino, Venezia, Orio al Serio, Pisa, Alghero, Rimini, Catania). Si atterra all’aeroporto di <strong>Skavsta</strong>, un po’ fuori mano, ma in un’oretta di pullman vi troverete catapultati nel cuore della città.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-4502" title="Stoccolma " src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/07/stoccolma-ok-2.jpg" alt="" width="533" height="395" /></p>
<p><strong> Dormire&#8230;</strong></p>
<p>Per pernottare, anche i più schizzinosi saranno lieti di sapere che l’<strong>ostello</strong> in Svezia non è sinonimo di sporcizia, rumore e promiscuità ma di pulizia, cortesia e ottimo gusto nell’arredamento al prezzo medio di <strong>300 corone svedesi</strong> a notte (da ora in poi ragioniamo in corone considerando il tasso di cambio 1 euro= 10 SEK).</p>
<p><strong> &#8230;e mangiare</strong></p>
<p>L’ostello è la sistemazione low-cost migliore anche perché permette agli ospiti di usufruire di una cucina attrezzata: ottimo strumento per tagliare decisamente i costi. Perché? Dato che il costo medio di un pranzo in città è di 100/120 SEK e il cibo non è che sia il punto forte di questa città, approfittiamo del lungo mare e dei tanti parchi cittadini per consumare un bel pranzo al sacco per evitare di cadere nella trappola dei tanti ristoranti dal pessimo rapporto qualità/prezzo. Prendete di mira una delle tante <em>bageri </em>e fate incetta di panini vuoti. Ce ne sono di tutti i gusti e dimensioni: baguettine ai semi di papavero, rosette al sesamo, trecce calde ai semi di girasole e uva sultanina da riempire con affettati saporiti e formaggi locali. In alternativa prendete d’assalto i tanti <strong>korvkiosk </strong>che per meno di <strong>4 euro</strong> vi vendono panini con salsiccia e purée di patate, wraps al tonno e insalata e hamburger con chips.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-4503" title="stoccolma " src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/07/stoccolma-3-ok.jpg" alt="" width="533" height="395" /></p>
<p>A metà pomeriggio invece viziamoci un po’: nei tanti café sparsi per la città è possibile gustare vari tipi di torte: la famosa <strong>kladdkaka</strong>, dolce compatto al cioccolato fondente da gustare con la panna montata, la classica appelpaj e la <strong>hallonpaj</strong>, mia preferita, una crumble cake al lampone affogata in salsa di vaniglia.</p>
<p>Per cena non preoccupatevi: la città è letteralmente invasa dai ristoranti etnici. Rinunciate all’idea di farvi un cenetta di cibo tradizionale svedese: aringhe, caviale succedaneo in tubetto, patate lesse, salmone affumicato, uovo sodo, polpette. Tutta roba che vi potete fare a casa e per cui non vale la pena né trascorrere ore in cerca di un ristorante né pagarne il salasso.</p>
<p>Sushi, thai, libanese, tibetano, cinese, indiano, etiope, eritreo, somalo, russo, vegetariano, vegano, italiano, francese. Il prezzo medio per una cena in città è di <strong>300 SEK</strong>, non proprio conveniente ma la qualità del cibo è garantita dal fatto che al somalo ci trovi i somali e al cinese i cinesi.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-4504" title="stoccolma " src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/07/stoccolma-4.jpg" alt="" width="533" height="395" /></p>
<p><strong> Cosa fare</strong></p>
<p>Prendete un battello proprio di fronte al <strong>Palazzo Reale</strong> e per <strong>70 SEK</strong> lasciatevi guidare attraverso le isolette che formano il centro cittä: la hipster <strong>Södermalm</strong>, la romantica e regale <strong>Gamla Stan</strong> dove si trova il Palazzo Reale, la piccola e deliziosa <strong>Skeppsholmen</strong>, il lussureggiante <strong>Djurgården</strong> che ospita lo Skansen, zoo e open-air museum, l’<strong>Aquaria Water Museum,</strong> il <strong>Vasa Museum</strong>, museo marittimo in cui potrete visitare un enorme vascello del ‘600 e soprattutto il parco di divertimenti <strong>Gröna Lund </strong>dove potrete romanticamente osservare il panorama dall’alto della ruota panoramica.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-4505" title="stoccolma " src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/07/stoccolma-5.jpg" alt="" width="533" height="395" /></p>
<p>Se il tempo è bello fatevi un panino in <strong>Kungsträdgården</strong>, un’immensa piazza piena di giardini, fontane e cafés che si protende da <strong>Hamngatan</strong>, una delle principali arterie della città, verso il mare. Qui giovani svedesi in giacca e cravatta si trovano per un gelato lampo da consumare prima di tornare a lavoro. Siamo infatti nel cuore del financial district piena di uffici, banche e negozi di lusso.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-4506" title="stoccolma " src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/07/stoccolma-6.jpg" alt="" width="533" height="395" /></p>
<p>Fate una passeggiata per le stradine antiche dell’isola di <strong>Gamla Stan</strong>, e fate una sosta in <strong>Stortorget</strong>, la piazza principale dell’isola. Prendete un caffè, una fetta di torta o la proverbiale cioccolata in tazza al <strong>Chokladkoppen</strong> (beccatevi il gruppo su <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=2230454704&amp;v=wall%3C/a%3E#!/group.php?gid=2230454704&amp;v=wall">facebook</a>) proprio di fronte al <strong>Nobel Museet</strong> e mentre pucciate un cookie nel caffellatte pensate al peso dei cervelli che hanno varcato la soglia della Svenska Akademien per ricevere il famoso premio.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-4507" title="stoccolma " src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/07/stoccolma-7.jpg" alt="" width="533" height="395" /></p>
<p>Se avete voglia di vedere Stoccolma dall’alto non fatevi ingannare da coloro che vi consiglieranno di salire a pagamento in cima al <strong>Globen Arena</strong> (fermata Globen) a bordo dello <strong>SkyView</strong>, l’ascensore a forma di bolla che risale tutta la china dell’edificio sferico più grande del mondo.<br />
Prendete due piccioni con una fava: andate a farvi un drink all’Himlen <a href="http://www.restauranghimlen.se/">http://www.restauranghimlen.se/</a> in vetta allo <strong>Skrapan</strong>, l’unico grattacielo di Stoccolma che si trova sulla famosa  <strong>Gotgatan</strong> tra la fermata Skanstull e Medborgarplatsen. Godrete di una vista fantastica sorseggiando un ottimo cocktail a prezzo abbordabile (<strong>80 SEK</strong>, non poco, ma se si considera che il biglietto dello SkyView ne costa 130..).</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-4508" title="stoccolma " src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/07/stoccolma-9.jpg" alt="" width="533" height="395" /></p>
<p><strong> Musei</strong></p>
<p>Se il tempo non vi è amico ripiegate sui musei. Se siete patiti di Vichinghi non fatevi scappare l’<strong>Historiska Museet </strong>(<a href="http://www.historiska.se/">http://www.historiska.se/</a>), nella parte sud della zona di <strong>Östermalm</strong>. Altrimenti, in quanto a musei, ce n’è per tutti i gusti:</p>
<p>il <strong>Museo dell’Architettura</strong> <a href="http://www.arkitekturmuseet.se/flash/index.xml">http://www.arkitekturmuseet.se/flash/index.xml</a>, della Danza <a href="http://www.dansmuseet.se/">www.dansmuseet.se</a>, della Posta (..?), delle Forze Armate, <a href="http://www.sfhm.se/ArmeDefaultPage____27.aspx?epslanguage=SV">http://www.sfhm.se/ArmeDefaultPage____27.aspx?epslanguage=SV</a>, delle Scienze, <a href="http://www.biologiskamuseet.com/">http://www.biologiskamuseet.com/</a>, il Museo Ebraico, <a href="http://www.judiska-museet.se/">http://www.judiska-museet.se/</a>, il Museo del Nobel, dell’Estremo Oriente, degli Alcoolici <a href="http://www.vinosprithistoriska.se/">http://www.vinosprithistoriska.se/</a>, dell’Innovazione <a href="http://www.tekniskamuseet.se/">http://www.tekniskamuseet.se/</a> e, il mio preferito, di Arte Contemporanea <a href="http://www.modernamuseet.se/">http://www.modernamuseet.se/</a> dove potrete ammirare opere di Warhol, De Chirico, Picasso, Dalì e Pollock. Ricordate! Se si mostra una tessera studentesca l’ingresso ai musei è <strong>totalmente gratuito</strong>!</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-4509" title="stoccolma " src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/07/stoccolma-10.jpg" alt="" width="533" height="395" /></p>
<p>Per lo shopping, che ve lo dico a fare: solo nel centro di Stoccolma ci sono 34 negozi <strong>H&amp;M</strong>. Questo ha fatto sì che si moltiplicassero le catene di abbigliamento giovane e soprattutto <strong>low cost</strong>. Consiglio vivamente di dare un’occhiata ai negozi  <strong>Weekday</strong>, degli stessi creatori della linea denim lowcost <strong>Cheap Monday</strong> <a href="http://www.weekday.se/">http://www.weekday.se/</a>, le boutique <strong>BikBok</strong> <a href="http://www.bikbok.com/">http://www.bikbok.com/</a> e <strong>Indiska</strong> <a href="http://indiska.com/">http://indiska.com/</a>e soprattutto, <strong>MONKI</strong>, il concept store eccentrico e super cheap  <a href="http://monkiworld.com/">http://monkiworld.com/</a>, il mio preferito.</p>
<p><strong>Nightlife</strong></p>
<p>Tasto dolente: low cost e vita notturna a Stoccolma sono due concetti piuttosto difficili da conciliare soprattutto per il costo sporopositato degli alcoolici. I saggi giovani del luogo non escono mai senza aver prima organizzato un piccolo <em>pre-party</em> a casa. Si imbenzinano ben bene di alcolici comprati al <strong>System Bolaget </strong>(la catena che ne ha il monopolio) e poi escono gonfi come zampogne. Tutto ciò per risparmiare visto che  nei locali un drink può costare fino a <strong>180 SEK</strong>. Per questo anche se opterete per una serata in una delle discoteche di <strong>Stureplan</strong>, la zona più chic di Stoccolma, vedrete scene di delirio etilico di vario genere. L’ingresso in discoteca non supera mai le <strong>250 SEK</strong> ma la prima bevuta non è mai inclusa.</p>
<p>Gli svedesi non sono molto estroversi e propensi alle pubbliche relazioni quindi non posso garantire che facciate incontri interessanti in questi locali inamidati. Personalmente prediligo i bar di <strong>Södermalm</strong>, la zona più hipster della città. I prezzi sono più bassi, l’atmosfera più rilassata e la folla più multiculturale. Fate un salto al <strong>Södra Teatern</strong> <a href="http://www.sodrateatern.com/">http://www.sodrateatern.com/</a> o al Mosebacke Etablissement <a href="http://www.mosebacke.se/ver2/">http://www.mosebacke.se/ver2/</a> per ottima musica dal vivo, dj set di qualità, e bevute tutto sommato economiche.</p>
<p>Un ultimo consiglio: portatevi un buon libro, uno di quelli che quando siete nella vostra cittä non avete mai il tempo di aprire. Stoccolma sembra fatta apposta per leggere. Alla fermata del tram, al caffè, nel cortile del museo, sulle scalette del molo, sul ballatoio dello shopping mall c’è sempre qualcuno immerso nella lettura di un tomo da minimo 900 pagine.<br />
C’è silenzio, tranquillità, una certa atmosfera salubre e colta che concilia la concentrazione e, in questo modo, se per caso decideste di dare forfait alle mostre e ai musei, il nutrimento dell’anima sarà comunque garantito.</p>
<p>due ultime tips:<br />
dal 1 aprile al 31 ottobre il comune di Stoccolma mette a disposizione una miriade di biciclette &#8220;<em>prendi-e-lascia</em>&#8221; alla modica cifra di <strong>250 sek </strong>per l&#8217;intero periodo. Per i turisti è stata pensata una formula da <strong>125 sek per 3 giorni</strong> (non facciamoci ingannare: il prezzo è buono, è quello stagionale ad essere bassissimo). Ci sono circa 90 punti di raccolta sparpagliati per la città così da poter lasciare la bici a destinazione invece di tornare al punto di partenza.</p>
<p>Durante la bella stagione fatevi un giorno di <strong>kayak</strong>. Affittatelo per circa <strong>200 sek</strong> al giorno (link <a href="http://www.tripadvisor.com/ShowTopic-g189852-i233-k1349129-Kayak_Rental-Stockholm.html">http://www.tripadvisor.com/ShowTopic-g189852-i233-k1349129-Kayak_Rental-Stockholm.html</a>)  e spostatevi tra le isolette a suon di pagaiate. Vestitevi, farà freddino. E non attraccate di fronte al Palazzo Reale, non che sia vietato, ma ci pare un po&#8217; fuori luogo.</p>
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		<title>Un assaggio di Oktober Fest, a Belgrado!</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Jul 2010 13:30:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Demartini</dc:creator>
				<category><![CDATA[music]]></category>
		<category><![CDATA[travel]]></category>
		<category><![CDATA[Belgrado]]></category>
		<category><![CDATA[birra]]></category>
		<category><![CDATA[fest]]></category>

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		<description><![CDATA[Ad agosto, nei Balcani, scorrono fiumi di birra a ritmo di musica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Credevo che Belgrado volesse dire <strong>Bella Città</strong>. D&#8217;altra parte -grado è l&#8217;equivalente russofono del nostro suffisso -borgo/-burgo e poi la città mi pare bella per davvero. Mi sbagliavo: vuol dire <strong>Città Bianca</strong> e non chiedetemi perché, ho già imparato troppo stamattina.<br />
<br/><br />
La città sorge alla confluenza di due fiumi leggerissimamente importanti nella storia d&#8217;Europa: la <strong>Sava</strong>, che ha visto fra le sue acque Napoleone e i suoi ussari, ma anche gli Argonauti, scorre verso il Danubio, il quale a nord chiude il passo ad una città di boulevard e stradine, di polvere e giardinetti. Una città di <strong>pannocchie e dolci con uva zuccherata</strong> da mangiare per strada, che ti trovi le mani bruciate o appicicose. Una città di palazzi presidenziali con la facciata ancora bucata dai missili del 1999, una città che è un falco sulle spalle della signorina <em>Démocratie</em>, gemellata con la Francia liberatrice e che accosta, nel parco della sua splendida rocca, il Kalemegedan, colombe e carri armati.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-4337" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/07/1.jpg" alt="" width="533" height="371" /></p>
<p>Belgrado è da vedere, c&#8217;è anche lo <strong>zoo</strong> (con un tasso pericolosissimo, un kiwi difficile da stanare, gli avvoltoi, i lupi senza controllo delle nascite tanto che metà delle gabbie sono dedicate a branchi di queste splendide, magrissime bestie), c&#8217;è la casa del grandissimo fisico/visionario <strong>Nikola Tesla</strong>, ci sono dei locali che si chiamano<em> Oh! Cinema!</em> e <em>Anderground</em>, con la A.<br />
<br/><br />
Inoltre, subito dopo la metà di ogni Agosto, vi si tiene una <strong>festa gratuita</strong> in cui la musica la fa da padrona e la birra da sponsor. <a href="http://www.belgradebeerfest.com/active/en/home.html"><strong>Belgrade Beer Fest</strong></a> e ho detto tutto.<br />
<em>&#8220;Belgrade Beer Fest is with average number of visitors, the biggets music festival in Europe. Within 5 days over 500,000 people were visiting the Festival. The large number of visitors is mostly owing to the basic festival principles ñ entrance free of charge, miscellaneous music program and wide range of foreign and domestic beer brands.&#8221;</em></p>
<p><br/></p>
<p>Il main stage è occupato, <strong>tutte le sere dalle 20.00 alle 04.00</strong>, da gruppi rock o folk dell&#8217;est europa, mentre un altro palco rende onore alla scena elettronica della capitale serba con dj fino a tarda notte che ti fanno ballare sull&#8217;erba, il Danubio alle spalle della console. Diversi altri gruppi, anche <strong>fanfare </strong>modello Kusturica e/o Gogol Bordello, improvvisano concerti nei padiglioni che ospitano<strong> più di 30 case produttrici di birra</strong>, per un totale di <strong>3 milioni di visitatori </strong>nelle edizioni fino ad ora passate.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-4338" title="2" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/07/2.jpg" alt="" width="533" height="371" /></p>
<p>Voi immaginatevelo.<br />
Birra a poco più di <strong>3 euro al litro</strong>, gigantesche griglierie da campo che offrono carne e verdura a prezzi altrettanto abbordabili (il panino tipico serbo, con hamburger e crauto crudo, a <strong>meno di 1 euro</strong>), e musica tech fino all&#8217;alba. Oppure rock, o folk, o balcanica; sempre fino all&#8217;alba, sempre sotto il Kalemegdan, esattamente dove Sava e Danubio si incontrano.<br />
<br/><br />
Non so se vi ispira.<br />
Io quest&#8217;anno ci torno, e posso anche consigliarvi l&#8217;<a href="http://www.arkabarka.net"><strong>ostello galleggiante</strong></a> in cui ho già prenotato dal <strong>18</strong> al <strong>21 luglio</strong>. Quale incentivo per le lettrici di MMD tengo a sottolineare che, a meno dell&#8217;abito di Armani, sono uguale a David Beckham, e che gli amici che saranno con me non sono da meno. Ovvio che anche<strong> la nostra compagnia è gratuita!</strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-4339" title="3" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/07/3.jpg" alt="" width="533" height="371" /></p>
<p><em>Come raggiungere Belgrado:</em><br />
<strong>Aerei</strong> ce ne sono tutti i giorni da Milano e Roma, la cifra si aggira intorno ai <strong>200€ a/r.</strong><br />
<strong>In macchina</strong> si impiegano circa <strong>10 ore</strong> da Milano, 7 partendo dalla costa croata se, come me, prima di andarci vi spiaggiate in Dalmazia.<br />
In treno si può prendere il notturno (menandosela con gli amici che è un pezzo dell&#8217;<em>Orient Express</em>) da Venezia, arrivando in centro a Beograd a metà giornata.<br />
<br/><br />
<em>Cosa portare:</em><br />
<strong>IL PASSAPORTO!</strong> La Serbia conserva ancora questa usanza di timbrare i fogli del passaporto per far entrare nel proprio territorio i cittadini italiani, il visto è gratuito ma ugualmente senza quel documento ve ne rimanete al confine con la Croazia, o con la Bosnia, o con la Bulgaria.. e lì, a meno che non siate uno degli ussari di Napoleone, so&#8217; volatili per diabetici!</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Lo stile svedese è MakeMyDay</title>
		<link>http://www.makemydaymag.com/archives/4124</link>
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		<pubDate>Mon, 14 Jun 2010 12:42:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Viola Afrifa</dc:creator>
				<category><![CDATA[culture]]></category>
		<category><![CDATA[travel]]></category>
		<category><![CDATA[affitto]]></category>
		<category><![CDATA[casa]]></category>
		<category><![CDATA[Svezia]]></category>

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		<description><![CDATA[Vestiti? Mobili? No, appartamenti.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“Sto cercando un appartamento in affitto qui a Stoccolma”, dico ad un’amica svedese. Con un sorrisetto pieno di compassione questa mi risponde in inglese qualcosa che può essere tradotto con “Campa cavallo che l’erba cresce”.</p>
<p>Normalmente, quando si ha bisogno di una casa, si cercano annunci in facoltà o, se si è viziati e pieni di soldi, ci si reca all’agenzia immobiliare più vicina. Ci ho provato: le agenzie non hanno appartamenti in affitto e in facoltà di inserzioni neanche l’ombra. Sono totalmente spaesata.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-4137" title="4sve" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/06/4sve.jpg" alt="" width="533" height="283" /></p>
<p>La solita amica svedese mi illumina: lei, per avere il suo appartamento, si è messa in coda quando era alle elementari. Paga poco più di <strong>300 euro</strong> al mese per un trilocale centrale con cucina abitabile e due terrazzi. Circa la metà rispetto ad una singola a Milano, mi dico. Ok, devo saperne di più.</p>
<p>Dopo un’ora passata a strabuzzare gli occhi (“Whaaaat?? Are you serious!??”) di fronte alle delucidazioni della mia amica ho capito che:</p>
<ul>
<li><strong>1. </strong>lo stato possiede un tot di abitazioni che distribuisce a canone agevolato ai cittadini che ne fanno domanda (<strong>senza distinzione</strong> di reddito, impiego, religione, etnia); l’unico inconveniente è che non hai il 100% di possibilità di scelta. Paghi poco e vai a vivere dove si libera un appartamento.</li>
<li><strong>2.</strong> Hai comunque l’opportunità di “saltare il turno”: se per qualunque motivo non vuoi usufruire dell’appartamento assegnato (magari convivi col fidanzato o preferisci continuare a vivere con i genitori e in questo caso verrai considerato uno sfigato a vita) resti comunque in lista.</li>
<li><strong>3.</strong> Se sei uno studente e fai domanda, lo stato ti assegna un appartamento a canone super-agevolato per tutta la durata dei tuoi studi.</li>
<li><strong>4.</strong> Se hai fortuna e gli agganci giusti puoi trovare un appartamento in subaffitto, fenomeno che in Svezia è totalmente legale in virtù del fatto che chi te lo affitta non può “ricaricarci” troppo. L’unico problema è che se il “padrone” decide di sbatterti fuori devi spostare baracca e burattini senza fiatare.</li>
<li><strong>5.</strong> Se non ti sei messo in lista e non sei uno studente rassegnati a pagare un occhio della testa per un mini-appartamento ai margini della rete metropolitana (che in realtà è una dignitosissima periferia piena di spazi verdi e ben collegata al centro con bus, treni e tram che spaccano il minuto).</li>
</ul>
<p>Ovviamente tutti i giovani stranieri squattrinati che approdano a Stoccolma per trovarsi un lavoro decente rientrano in quest’ultima categoria. Come muoversi?</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-4133" title="2sve" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/06/2sve.jpg" alt="" width="533" height="304" /></p>
<p><strong>Lindsay</strong> ha <strong>27 anni</strong>, è americana e abita a Stoccolma da Ottobre 2009. L’agenzia di comunicazione per cui lavora le ha ha fatto un contratto a tempo indeterminato, ragion per cui i nostri amici autoctoni le hanno consigliato di comprarsi la casa invece di prenderne una in affitto. Dopo un’ulteriore ora passata a strabuzzare gli occhi di fronte ai compagni scandinavi abbiamo capito che:</p>
<ul>
<li><strong>1.</strong> In realtà la casa non te la compri: le case appartengono a cooperative che concedono al nuovo inquilino il cosiddetto “bostadsrätt”, letteralmente “diritto di domicilio”. Poi, mensilmente, dovrai pagare una sorta di quota di manutenzione, le nostre spese condominiali.</li>
<li><strong>2. </strong>Il costo degli appartamenti a Stoccolma è effettivamente molto al di sotto dei prezzi di mercato italiani. Un bilocale in zona semi centrale resta spesso sotto i 100 mila euro a cui segue però una battaglia all’ultimo sangue a suon di offerte e contro-offerte che riescono a farlo lievitare del <strong>20% </strong>nei primi 5 minuti dalla pubblicazione dell’annuncio. E Lindsay ne sa <a href="http://urbanpilgrim.wordpress.com/2009/12/08/adventures-in-stockholm-apartment-buying/"><strong>qualcosa</strong></a>.</li>
<li><strong>3.</strong> Se sei giovane e hai un contratto a tempo indeterminato è sicuro come la morte che la banca ti conceda un mutuo per pagarti la casa. Lo estinguerai mese dopo mese in piccolissime rate (300/400 euro mensili, meno di un affitto) a tasso agevolato.</li>
<li><strong>4. </strong>Se dopo un anno decidi di venderlo vai tranquillo che ci guadagnerai. Oltretutto paghi solo la commissione d’agenzia: del notaio nessuna traccia. Peter, 25enne svedese, ha comprato un appartamento nel 2007 (a 22 anni! Ci rendiamo conto??) pagandolo solo<strong> 60 mila euro</strong>. A distanza di 3 anni ha deciso di venderlo. Morale: l’ha venduto a <strong>80 mila euro</strong>, nel giro di soli 3 giorni dalla pubblicazione del suo annuncio.</li>
</ul>
<p>Cose dell’altra Europa.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-4134" title="3sve" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/06/3sve.jpg" alt="" width="533" height="352" /></p>
<p><strong>P.S.</strong></p>
<p>Per ora di contratti a tempo indeterminato nessuna traccia quindi, finché la padrona non mi sbatte fuori, mi godo il mio trilocale in subaffitto con terrazzo a <strong>600 euro</strong> mensili. E non mi lamento.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Granada make my day!</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 16:08:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manuel Serra</dc:creator>
				<category><![CDATA[travel]]></category>
		<category><![CDATA[granada]]></category>
		<category><![CDATA[spagna]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Si dice sempre che per vivere bene una città bisogna andarci con qualcuno che la conosca. Questo pezzo è stato creato per aiutarvi a vivere la sensazione di avere un amico a Granada.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quante volte siete arrivati in una nuova città in cui non sapevate dove andare a bere una buona birra, mangiare in un posto economico, o ballare senza spendere troppo, in perfetto stile MakeMyDay&#8230; Si dice sempre che per vivere bene una città bisogna andarci con qualcuno che la conosca, per rendere il viaggio più efficace ed intenso. Questo pezzo è stato creato per aiutarvi a <strong>vivere la sensazione di avere un amico a Granada.</strong></p>
<p>Ho deciso di concentrarmi su una sola zona, la più interculturale e colorata della città, che comprende la <strong>calle Elvira</strong>, la via de “las Teterias” e il fantastico quartiere dell&#8217;Albaycin, formato da un groviglio di viuzze e vicoletti ricchi di fascino&#8230;</p>
<p><img class="alignnone size-medium wp-image-3652" title="immagine1" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/04/immagine1-533x392.jpg" alt="immagine1" width="533" height="392" /></p>
<p>&#8230;Siamo appena arrivati alla stazione degli autobus di Granada, il caldo dell&#8217;asfalto si sopporta a fatica e i nostri zaini sembrano pesare il doppio, saliamo sull&#8217;<strong>autobus numero 33 (1,20 euro)</strong> direzione cattedrale. Passiamo per Avenida de Madrid, dopo qualche fermata l&#8217;autobus svolta a destra e scende verso la Avenida Costitucion, possiamo contemplare alla nostra destra la Plaza de Toros, imponente, circondata da ristoranti e gente seduta ai tavolini. In Avenida Costitucion rimaniamo colpiti dal vialone pedonale che sta nel centro, tra i due sensi di marcia, i fiori coloratissimi, le fontane e le sculture rendono le passeggiate ancora più piacevoli. Poco più avanti incontriamo <strong>“El Triunfo”</strong>, dominato da una grande bandiera spagnola e da un bel parco, luogo di ritrovo per persone di tutte le età. El Triunfo fu nominato così dai re cristiani che conquistarono la città, il luogo era anticamente un cimitero islamico. Manca poco, dopo qualche fermata nella <strong>Gran Via de Colòn</strong>, una delle strade principali della città, alla nostra destra vediamo la cattedrale, risalente al rinascimento spagnolo (assolutamente da visitare, facendo attenzione alle gitane a caccia di turisti a cui vendere la fortuna)&#8230; è ora di scendere.</p>
<p> </p>
<p>Attraversiamo la strada e raggiungiamo la calle Elvira, che si estende dalla Plaza Nueva all&#8217;Arco Elvira, situata ai piedi del quartiere arabo della città. Ci incamminiamo verso l&#8217;ostello <strong>Oasis Backpackers</strong>, situato proprio nel cuore di questo quartiere e frequentato da molti giovani provenienti da tutta Europa. Per raggiungerlo percorriamo la via “de las Teterias”, una via  caratterizzata da colori vivaci, odore di cuoio, negozi di souvenir e numerose sale adornate in stile arabeggiante in cui potrete gustarvi un buon tè e fumacchiare la Cachimba (Narghilè).</p>
<p>L&#8217;ostello è molto particolare e per farvi una vostra idea vi metto a disposizione il link di un <strong><a href="http://www.hostelworld.com/youtubevideo.php?HostelNumber=5645">video di presentazione.</a></strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-3653" title="2" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/04/2.jpg" alt="2" width="530" height="582" /></p>
<p>Un dipendente dell&#8217;ostello vi porterà a fare il <strong>tour delle tapas</strong>, una tradizione sacrosanta a Granada, e con pochi euro vi vedrete servire dei veri e propri spuntini ad ogni vostra consumazione. Questo è uno dei modi migliori per vivere la città a pieno e mangiare con una concezione del viaggio “low budget”.</p>
<p>Trovandoci nel cuore del quartiere arabo è inoltre impensabile andarsene senza mangiare un gustoso Kebab, se ne trovano di tutti i tipi e per tutti i gusti in calle Elvira, e lascio a voi il compito di scegliere il vostro preferito.</p>
<p> </p>
<p>Per uscire da queste parti <strong>n</strong><strong>on è affatto necessario avere tanti soldi nel portafoglio</strong>, basta solo stare attenti alle offerte che i numerosi PR della zona vi metteranno sotto il naso e scegliere la più conveniente del giorno. Per darvi una specie di sentiero da percorrere vi elencherò alcuni dei locali e delle offerte più convenienti:</p>
<p> </p>
<p><strong>Cerveceria hamelin:</strong> Si trova al n°108 di calle Elvira, è un piccolo bar in cui tutte le sere un gruppo di gitani suona un flamenco con sfumature di rumba, per animare l&#8217;ambiente. L&#8217;entrata è gratuita e le consumazioni economiche: mojito 2,50, long drinks 4,50 e birra e bibite 2 euro.</p>
<p> </p>
<p><strong>Tantra: </strong>E&#8217; un bar di cocktail, ben arredato, con statue del buddha&#8230; Il giovedì e la domenica sono le notti del “Barril”, un&#8217;offerta di birra e tinto de verano (vino+gazzosa) al prezzo di 1euro a consumazione.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>El Camborio: </strong>Un pub situato nel “Paseo de los tristes” con vista all&#8217;Alhambra (Fortezza islamica simbolo della città) Il giovedì (festa universitaria) e la domenica l&#8217;entrata è gratuita e potrete ricevere sconti dai PR che incontrate per strada.</p>
<p> </p>
<p><strong>Granada 10: </strong>E&#8217; l&#8217;unica discoteca di calle Elvira, molto bella al suo interno, era un vecchio teatro, frequentata soprattutto dalla gente più alla moda di Granada. Il giovedì notte si paga 8 euro l&#8217;entrata, con “barra libre” che significa bere quello che si vuole in quantità illimitata fino alle due di notte. La PR vi fa entrare gratis tutti gli altri giorni della settimana, invitandovi ad un chupito.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Ci sono poi molti altri locali nella zona che non hanno particolari offerte, ma a cui vale la pena dare un&#8217;occhiata, tra questi il <strong>Makeba</strong> ( musica Reggae), <strong>Pata Palo </strong>(musica rock, ska e reggae),  <strong>Gustav Klimt </strong>(musica dal vivo e jam session).</p>
<p><strong><img class="alignnone size-medium wp-image-3654" title="utlima" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/04/utlima-533x352.jpg" alt="utlima" width="533" height="352" /></strong></p>
<p>Per gli amanti del Flamenco e anche per i curiosi, sono molti i locali che offrono spettacoli degni di essere visti almeno una volta. In calle Elvira il club <strong>Echavira </strong>è uno dei più frequentati. Per vedere però qualcosa di veramente particolare vi consiglio di salire al Sacromonte, la zona di Granada caratterizzata dalle case/grotte popolate dai gitani e dagli Hippies.. in cui è possibile assistere a spettacoli veramente eccezionali.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Spero che questa mini guida vi sia utile a vivere a pieno questa particolare zona della città, ma non dimenticate che il vero e proprio incanto di Granada lo scoprirete da soli passeggiando per gli innumerevoli vicoletti dell&#8217;<strong>Albaicin</strong>,  tra le grotte del Sacromonte, nei mercatini di prodotti artigianali e tra i magnifici giardini dell&#8217;Alhambra. Quindi armatevi di buona volontà e calzature comode, vi aspettano fantastiche passeggiate.</p>
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		<title>Fuga di primavera in Tuscia</title>
		<link>http://www.makemydaymag.com/archives/3523</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Apr 2010 07:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Demartini</dc:creator>
				<category><![CDATA[travel]]></category>

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		<description><![CDATA[Ovvero una zona dell'Etruria meridionale. 
Ma andiamo per gradi. Oppure per salti e voli di fantasia!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>Tuscia Viterbese</strong>. Ovvero quella zona dell&#8217;Etruria meridionale che, oltre alla provincia di Viterbo, comprende gli inurbamenti di <strong>Sovana</strong>, <strong>Pitigliano</strong> e <strong>Sorana</strong>&#8230; e che noi faremo arrivare fino ad un passo dall&#8217;<strong>Argentario</strong>, per poter terminare la nostra visita su un mare ancora più antico del Nostrum. Andiamo per gradi, oppure per salti e voli di fantasia, comunque sia ordinatamente.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-3539" title="pitigliano" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/04/pitigliano1.jpg" alt="pitigliano" width="533" height="634" /></p>
<p>Il consiglio che si può dare a chiunque visiti la zona è di <strong>piazzarsi sul lago di Bolsena</strong>. Io consiglio <strong><a href="http://www.ostelloristorogazzetta.it/">l&#8217;ostello gazzetta</a></strong>  <strong>20 euro/notte</strong> cadauno, e si faranno in quattro per darvi stanze come foste in hotel, è un ex casale sulla via Francigena in cui si respire un&#8217;incredibile senso di pace che risale dai fianchi delle colline portandovi la lentezza dell&#8217;acqua che ha vinto il fuoco di un vulcano.</p>
<p>Vedete il lago dalle finestre della vostra camera e sembra un enorme tazza di caffelatte, che è la prima cosa che vi verrà in mente sarà quella di aver sbagliato tutto&#8230; probabilmente in questi giorni non si riuscirà a trovare un negroni fatto bene manco a pagarlo oro!</p>
<p> </p>
<p>Ora, mettiamo che siate a dormire a Bolsena, tutte le mattine e tutte le sere del vostro breve viaggio sarà quello il punto fisso. Quindi, nell&#8217;ordine: edicola con copie del Corriere della Sera contate all&#8217;inizio del paese prima di andare a fare colazione, colazione in piazza medievale con scorcio su bel-vicolo-e-bella-fontana,  lago e pesce di lago, accento semi romanesco de gente der paese, overwhelming presence di olandesi e inglesi che ti chiedi come sia possibile che loro sappiano che sta zona d&#8217;Italia esiste.</p>
<p> </p>
<p>Dopo la prima colazione vi viene voglia di visitare il paese e di passarci la giornata. Escluso! </p>
<p>La vostra meta è un&#8217;altra: prima una botta di vertigine a <strong>Civita di Bagnoregio</strong> e poi Parco dei Mostri di Bomarzo. A Bolsena abbiate però cura di <strong>fare provviste</strong> per il viaggio: per il pranzo al sacco andranno benissimo delle <strong>pizze rosse </strong>comprate in un forno della città, <strong>per sopravvivere al caldo riempite una pistola ad acqua</strong> alla fontana del paese. E che qualcuno ve la mandi buona.. perchè la campagna viterbese sa essere molto meno accogliente di un deserto salato.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-3540" title="mostri_ragazza" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/04/mostri_ragazza1.jpg" alt="mostri_ragazza" width="533" height="342" /></p>
<p><strong><a href="http://www.civitadibagnoregio.it/civita/storia.htm">Civita di Bagnoregio.</a></strong> Qualcuno l&#8217;ha nominata la città che muore, e per visitarla si parte dall&#8217;eremo che ospita quel Bonaventura da Bagnoregio che fu dottore serafico alla Sorbona, erede spirituale di San Francesco e amico di Tommaso d&#8217;Aquino. Una passerella di qualche centinaio di metri, poi un borgo che poggia su un massiccio tufaceo, solo in mezzo ad una conca naturale. Non si capisce se abbiano costruito fin dove potevano o se abbiano tirato a pari la montagna tenendo come margine i muri esterni delle ultime case, fatto sta che si vede che è destinato a scomparire, e forse per quello c&#8217;è sempre qualcuno nei suoi angoli a suonare la chitarra o l&#8217;armonica. <strong>Per tenergli compagnia fino all&#8217;ultimo momento.</strong></p>
<p>Pranzate sotto la porta d&#8217;ingresso alla città, magari offrendo una birra ai ragazzi che suonano lÏ sotto. </p>
<p> </p>
<p><strong>Bomarzo</strong> si trova una quarantina di chilometri a sud di Bagnoregio. In meno di un&#8217;ora sarete all&#8217;ingresso del <strong><a href="http://www.bomarzo.net">parco </a></strong>che il Principe Pier Francesco Orsini &#8220;sol per sfogare il core&#8221;, rotto per la morte della moglie Giulia Farnese, fece costruire a decoro della propria villa. Un lunapark del XVI secolo: onirico, fantastico, accogliente e stupefacente, puoi perdervi o ritrovarvi il senno. Puoi semplicemente visitarlo. Ma non dimenticare che l&#8217;ha fatto costruire un Orsini per il <strong>tremendo amore che portava verso una Farnese.</strong></p>
<p>In mezzo a quelle statue i cavalieri che andavano e venivano da Roma hanno trovato il ristoro dei sensi e paure nuove, si dovevano perdere così come si erano persi Giulia nella propria morte e la serenità di Pier Francesco con il core rotto. Davvero ognuno lo visiti come preferisce, ma se posso darvi un consiglio, fate come me: lamentatevi in direzione (sembrando inconsolabili) del fatto di non aver potuto abbracciare il tartarugone, statua troppo lontana dal percorso aperto al pubblico. Se vi va bene, vi manderanno col guardiano fin sotto al monumentale animale, sul cui carapace sta in piedi una donna, forse la Terra intera, e ai cui piedi scorre un fiumiciattolo dalle cui esili acque spunta la bocca di una balena. </p>
<p><strong>E poi un orco e la bocca della verità,</strong> la lotta del Bene contro il Male, una casa pendente di due piani! Non vi basta? Tanto, c&#8217;è anche dell&#8217;altro!</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-3538" title="igiardinidellaniki" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/04/igiardinidellaniki.jpg" alt="igiardinidellaniki" width="533" height="355" /></p>
<p>La sera tornate a Bolsena in tempo per un veloce bagno e un aperitivo in riva al lago&#8230; tipicamente nello stabilimento sarete solo voi e altri 4 ragazzi/e stranieri. <strong>Tirateli in mezzo e provate a ordinare un negroni alla signora che sperava di chiudere in fretta il bar. Buonafortuna!</strong></p>
<p>E poi a cena in ostello o in paese, oppure, se siete riusciti a trovare qualche indicazione a proposito, ad una <strong>sagra</strong> di uno qualsiasi dei paesi lì attorno. </p>
<p> </p>
<p>La mattina dopo buttatevi direttamente in macchina, e andate a fare colazione in un altro paese, <strong>così risparmierete il tempo che avrete perso chiaccherando al risveglio.</strong> Nello stesso paese compratevi il pranzo al sacco e riempitevi le solite pistole ad acqua. Tocca fare una mezz&#8217;oretta di strada verso nord, direzione <strong>Ischia di Castro. </strong></p>
<p>State andando a visitare le rovine di una città, <strong><a href=" http://it.wikipedia.org/wiki/Castro_(Lazio)">Castro</a></strong>, che è passata dalla forza di un Ducato caro ai papi e ai Farnese, alla catastrofe di vedersi abbattuta per mano dei Barberini. </p>
<p>Il bosco l&#8217;ha sommersa e, quanto salvo da secoli di saccheggi, è ora visitabile <strong>in perfetto stile Indiana Jones</strong><strong>:</strong> <strong>gratuitamente, senza guide, e in mezzo alle fresche frasche!</strong> La zecca, la piazza principale, parti delle mura che dovevano essere imprendibili&#8230; una perla del rinascimento chiusa nel guscio dei secoli che sono passati dal suo troppo rapido abbandono.</p>
<p> </p>
<p>Un altro luogo di indubbio splendore è l&#8217;eremo di <strong>Poggio Conte</strong>, cappella scavata all&#8217;interno di un costone tufaceo lungo le rive del fiume Fiora&#8230; le preghiere sono però da rivolgere al comune di  Ischia di Castro perchè vi indichi come raggiungerlo e vi apra la strada. Non sto a raccontarvi come riuscii io a vederlo, perchè erano tanti anni fa ed è tutta un&#8217;altra storia, però su un sito ho trovato questa indicazione e ve la riporto testualmente  <em>Per visite accompagnate, Tel. 0761- 425089 </em>chissà che vi vada bene!</p>
<p> </p>
<p>Nel pomeriggio molliamo il rinascimento e le famiglie romane, si va in Etruria! Quella vera.</p>
<p><strong><a href="http://www.sovana.eu/i-siti-archeologici/">Sovana</a></strong>, ospita ai propri piedi una necropoli immensa. Se proprio volete pagare il biglietto (!) perderete un sacco di tempo a cercare una biglietteria in mezzo a un bosco! Anche chi non è interessato all&#8217;archeologia e passerà sdegnatamente in rassegna le decine di grotte, più o meno degnamente scolpite a formare tombe di rara bellezza, ugualmente resterà senza fiato nelle alte vie scavate tra la roccia.</p>
<p><strong>Pitigliano è per la sera.</strong> Grande, arroccata che sembra servano le ali per raggiungerla, che dà la vertigine a vederla dal basso, figuriamoci in piazza bevendo l&#8217;aperitivo. Perdetevici fino a che non vi viene fame per poi fermarvi a mangiare qualcosa proprio in città, girovagando scoprirete perché è detta <em>la Piccola Gerusalemme</em>, con il vecchio quartiere del ghetto, la sinagoga e i locali kasher, gli uni attaccati agli altri. </p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-3541" title="mostri" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/04/mostri1.jpg" alt="mostri" width="533" height="315" /></p>
<p>Il mattino del terzo giorno salutate Bolsena e il suo lago, tocca andare a <strong>Capalbio.</strong></p>
<p>Primo dei comuni della toscana provenendo dall&#8217;Aurelia, è il salotto chic della sinistra italiana. Ovviamente non è per quello che ci state andando, e nemmeno per le sue splendide mura, che sono percorribili tutto intorno al paese, o per la vista sulle maremme laziale e toscana che si gode dai vari terrazzi sparsi in giro per il borgo. Non è per quello che siete lì.</p>
<p>Vi interessano i Tarocchi. La Forza e l&#8217;Impiccato, la Torre che Ë segno di sventura, l&#8217;Imperatrice, la Temperanza che vuole insegnarci la vita. Non dovrete mischiare le carte e nemmeno parlare del vostro destino che un&#8217;attempata pseudopsicologa da strada, oggi pomeriggio sarete ospiti di <em>Niki de Saint Phalle! </em></p>
<p> </p>
<p>Nel primo pomeriggio, dopo aver pranzato alla bell&#8217;e meglio tra le vie del borgo, muovetevi in direzione del <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giardino_dei_Tarocchi">Giardino dei Tarocchi</a></strong>, tenuta Garavicchio e non c&#8217;è niente da aggiungere. Posso consigliare solo di avere un paio di occhiali da sole, e di non perdersi niente&#8230; che li attorno è fatto tutto a mano e ogni piastrella è un ricordo, ogni specchio le migliaia di immagini che ha riflesso. La Niki dormiva nell&#8217;Arcano Maggiore dell&#8217;Imperatrice, Madre per eccellenza, colei che può generare e realizzare le proprie potenzialità.. sembra che qua, nella campagna toscana, ospite dei conti Caracciolo, ci stesse proprio riuscendo.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-3542" title="giardini2" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/04/giardini21.jpg" alt="giardini2" width="533" height="633" /></p>
<p>Stanchi e accaldati, dopo visitato il Giardino, vi siete meritati un bagno ristoratore&#8230; all&#8217;<strong><a href="http://www.ultimaspiaggia.com/">Ultima Spiaggia di Chiarone Marina</a></strong>, ovviamente! Dove potrete sfidare a calcetto Enrico Ghezzi o aiutare Stefania Craxi a risolvere un sudoku.. Al limite, per mantenere un profilo più basso, andrà bene una birra al tramonto prima di decidere, assieme ai vostri compagni di viaggio, se è il caso di tornare a casa affrontando le fatiche dell&#8217;autostrada <strong>o piuttosto piantare una tenda in una pineta qualsiasi. </strong></p>
<p> </p>
<p>Guardie Costiera e Forestale permettendo, potrete ritardare il rientro di quanti giorni vorrete!</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-3532" title="fotofinale" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/04/fotofinale.jpg" alt="fotofinale" width="533" height="356" /></p>
<p><strong>Da portare:</strong> Scarponi da trekking e liquido antizanzare, cappello di paglia <strong>per darsi un tono,</strong> costume da bagno, pistola ad acqua, mazzi di carte, strumenti musicali, una tenda per non perdere le occasioni buone.</p>
<p><strong>Letture consigliate:</strong> &#8220;Il castello dei destini incrociati&#8221;  di Italo Calvino, per prendere confidenza coi Tarocchi e col Destino pi˘ in generale e la lettura che lo stesso autore d‡ de &#8220;L&#8217;Orlando furioso&#8221; per sentirsi vicini alle lotte e ai sogni del Rinascimento. Consiglio poi un pi˘ divertente &#8220;Sta scherzando, Mr. Feynman!&#8221; per tornare coi piedi per terra e scoprire quanto nasconde la (ex) centrale nucleare di Montalto di Castro, che diverse volte vedrete all&#8217;orizzonte in questi vostri pochi giorni nella Tuscia Viterbese.</p>
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		<title>Discovering Costantinopoli!</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Mar 2010 22:01:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Demartini</dc:creator>
				<category><![CDATA[travel]]></category>
		<category><![CDATA[istanbul]]></category>
		<category><![CDATA[viaggi low cost]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci sono davvero poche cose belle come una città che affaccia su due mari e che ha un ponte che unisce due continenti, che ha in sé l'Impero Cristiano d'Oriente e il succedersi delle dinastie degli Scià coi loro Effendi… davvero poche cose così belle. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci sono davvero poche cose belle come una città che affaccia su due mari e che ha un ponte che unisce due continenti, che ha in sé l&#8217;Impero Cristiano d&#8217;Oriente e il succedersi delle dinastie degli Scià coi loro Effendi… davvero poche cose così belle.<br />
Tutte queste poche note non vi serviranno a nulla, resterete senza fiato, e vi direte fortunati se riuscirete nell&#8217;intento di perdere il volo di rientro e finirete costretti col passare ancora qualche bellissima ora a.. <strong>Costantinopoli</strong>. Anzi no, a <strong>Bisanzio</strong>!<br />
Già il fatto che Istanbul abbia tre nomi può far impazzire&#8230;.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-3432" title="istanbul " src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/03/istanbul-ok-1.jpg" alt="istanbul " width="533" height="363" /></p>
<p>Vi racconto cosa fare assolutamente, cercando di non perdermi niente e di aggiungere qualche nota che spero non tolga il gusto di scoprire da soli come muovervi.</p>
<p>- Bevete il <strong>the</strong> in uno dei giardini interni del <strong>Gran Bazar</strong>, vi troverete dei bar sporchi e squallidi, ma che hanno dei vecchi tavolini in ferro battuto fuori dai loro locali, e così vi potrete bere un çhai tra vecchie botteghe e tanto casino, e potrete stare mezz&#8217;ora fermi nel mercato più grande del mondo. Mi sembra che si chiamino <em>han</em> in turco, e se non li trovate subito non disperate, tanto dal Bazar passerete decine di volte durante la vostra vacanza: prima o poi vi accorgerete che esistono (sembrano essere i retrobottega di alcune bancarelle un po&#8217; più grandi e non viene naturale andarci a sbirciare);</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-3433" title="Gran Bazar " src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/03/Gran-Bazar-ok.jpg" alt="Gran Bazar " width="533" height="532" /></p>
<p>- Oltre al Gran Bazar visitate il <strong>Bazar delle Spezie</strong>, che è più giù, sul Corno d&#8217;Oro, dove il ponte di Galata vi porterebbe a Galatasaray; di fianco alla Yeni Cami (Moschea Nuova) c&#8217;è un casino esagerato! Quel piccolo mercato è davvero carino, colorato e pieno di spezie (forse tutte finte, come del resto le cose che vendono al Gran Bazar)&#8230; ma è davvero imperdibile. E poi subito all&#8217;esterno c&#8217;è il mercato degli animali &#8220;domestici&#8221; che in realtà sono per la maggior parte da mangiare!<br />
Non è consigliabile toccare i bellissimi cagnolini che vedrete lì in giro, non è sicuro che siano stati vaccinati. Era balzato agli onori della cronaca durante l&#8217;epidemia di aviaria perchè vi razzolano volatili varii ed è l&#8217;unico posto in Europa dove vendono ancora le sanguisughe!</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-3434" title="Bazar delle Spezie " src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/03/Bazar-delle-Spezie-ok.jpg" alt="Bazar delle Spezie " width="533" height="512" /></p>
<p>- Sempre di fianco al ponte di Galata, attraversando la strada di fronte al Bazar delle Spezie, potreste andare a mangiare un panino dol pesce.. ma se davvero la cosa sembra un po&#8217; troppo al limite si può andare a mangiare in uno dei ristoranti che servono pesce sul ponte di Galata stesso, che è su due piani, sopra passano le macchine e sotto.. si mangia. I prezzi assolutamente accessibili!</p>
<p> </p>
<p>- Mangiate <strong>Kebap</strong> a ripetizione, di tutti i tipi&#8230; però MAI di fianco al Bazar! Scendendo verso il Corno d&#8217;Oro o muovendovi nel quartiere dell&#8217;Università, diventano buonissimi e praticamente regalati. Pannocchie e granaglie, ma anche pane appena sfornato e succo d&#8217;arancia, piuttosto che cozze ripiene di riso sono altri dei cibi di strada i cui venditori non tarderete ad individuare.</p>
<p> </p>
<p>- Da Galata si può prendere il traghetto che risale il Corno d&#8217;Oro, è un mezzo pubblico, e lo troverete affollato di lavoratori che tornano a casa&#8230; non fatevi abbindolare da chi propone un passaggio su un motoscafo privato, su quei barconi si viaggia da Dio! Scendete in alto, a <strong>Eyup</strong> e da lì vi suggerisco di risalire il cimitero&#8230; in cima c&#8217;è il <strong>Pierre Loti Cafè</strong>&#8230; il posto migliore per godere del panorama più bello del mondo.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-3435" title="Pierre Loti Cafè " src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/03/Pierre-Loti-Cafè-ok.jpg" alt="Pierre Loti Cafè " width="533" height="381" /></p>
<p><strong>Eyup</strong> è un quartiere sacro, quindi, in perfetto rispetto delle leggi islamiche, non potrete bere una birra in quel Cafe però andrà bene un caffè, un çhai o qualsiasi altra cosa. Non rimpiangerete la camminata fatta. Per tornare a casa poi consiglierei un taxi&#8230; il barcone basta una volta (bello ma lentissimo). Per evitare che la vostra corsa in taxi costi troppo, chiedete di accendere il tassametro!<br />
Ad un certo punto, sulla stessa sponda di Eyup, mi sembra all&#8217;altezza di Fenher, non perdetevi la chiesetta di uno strano colore verde, poco distante dalla riva, è di ghisa! La portarono lì prefabbricata i cristiani di Bulgaria.</p>
<p> </p>
<p>- Dovete poi assolutamente godervi un <strong>bagno turco</strong>, io sono stato al <strong>çemberlitas Hamam</strong> (<a href="http://www.cemberlitashamami.com.tr/">http://www.cemberlitashamami.com.tr/</a>), davvero stupendo almeno nelle sue parti comuni e nell&#8217;area maschile. La parte femminile mi è stata descritta come modesta ma ugualmente bella. I prezzi sono onesti, <strong>dai 10 ai 30 euro</strong> a seconda dei massaggi e dei trattamenti che si vogliono. Però non dovete far altro che presentarvi all&#8217;ingresso, vi daranno tutto loro&#8230; compresa aranciata zuccherata ed un letto per riposarvi prima di uscire di nuovo in città.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-3436" title="bagno turco " src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/03/bagno-turco-ok.jpg" alt="bagno turco " width="533" height="354" /></p>
<p>- La sera si può di andare a <strong>Taksim</strong>, <strong>la piazza civile più grande d&#8217;Europa</strong>, l&#8217;unica così grande a non essere sagrato di una chiesa. Fate attenzione perchè la zona è &#8220;pericolosa&#8221; in quanto frequentatissima, ma come vedrete è anche militarizzata in maniera tale che vari ladruncoli e molestatori non importunino la marea di gente che vi passa durante tutta la notte.<br />
Scendendo verso la torre di Galata, lungo la via <strong>Istiklal Caddesi</strong>, potrete trovare locali di ogni genere, la loro particolarità è di essere sempre collocati sui tetti delle case.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-3437" title="Taksim " src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/03/Taksim-ok.jpg" alt="Taksim " width="533" height="298" /></p>
<p>- Letture consigliate/obbligate prima di partire: Orhan Pamuk &#8220;<strong>Il mio nome è rosso</strong>&#8221; e, dello stesso autore, &#8220;<strong>Il museo dell&#8217;innocenza</strong>&#8220;, tenendo presente che quest&#8217;ultimo dovrebbe essere stato poi tramutato in realtà e visitabile in <strong>Cukurcuma</strong>, uno dei più  vecchi quartieri di Istambul. A tal proposito, però, non sono riuscito a trovare informazioni precise. <a href="http://www.orhanpamuk.net/">http://www.orhanpamuk.net/</a></p>
<p> </p>
<p><strong>COME RAGGIUNGERE ISTANBUL</strong><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>Ci sono tanti modi di raggiungere Istanbul, sicuramente il più interessante è quello del treno.<br />
Serve molto tempo, e lo si può considerare come l&#8217;ultima tappa di un viaggio più lungo. Il treno, non credo ci sia altro da aggiungere, è l&#8217;<strong>Orient Express</strong>. Spezzato in diverse tratte, tutte notturne e alcune molto poco costose (Belgrado &#8211; Sofia costa <strong>10 euro</strong>), permette di visitare alcune delle città mitiche della storia dell&#8217;Europa dei secoli scorsi. <strong>Belgrado</strong> e <strong>Sofia</strong>, dicevamo, ma anche <strong>Lubjiana</strong>, <strong>Zagabria</strong> e <strong>Salonicco</strong>. Eh, scusate se è poco, si parte da <strong>Venezia</strong>.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-3438" title="Orient Express " src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/03/Orient-Express-ok.jpg" alt="Orient Express " width="533" height="291" /></p>
<p>Il costo è un pò scoraggiante, visto che sommando tutti i biglietti si arriva a circa <strong>200 euro</strong>, però ci si sveglia alle 9 del mattino al binario 1 della stazione di <strong>Sirkeci</strong>, sovrastati dal Topkapi e dopo almeno una settimana e 4 capitali alle spalle.<br />
E&#8217; sicuramente un&#8217;esperienza fantastica!<br />
Per il ritorno si può optare per l&#8217;aereo (voli low cost veri e propri non ce n&#8217;è più dopo qualche fallimento famoso, però a <strong>100 euro</strong>, con il dovuto anticipo, si trovano soluzioni abbordabili) oppure, volendo finire la vacanza al mare, scendendo in bus (circa <strong>20 euro</strong>, viaggiando di notte) verso <strong>Efeso</strong>.<br />
A Kusadasi si trovano campeggi a <strong>4 euro/notte</strong>, e di lì a 15 km c&#8217;è la riserva naturale del Millipark.</p>
<p> </p>
<p><strong>DOVE DORMIRE</strong></p>
<p> </p>
<p>A Istanbul c&#8217;è un quartiere intero di ostelli/pensioni, per tutti i gusti. Dalle sistemazioni a <strong>50 euro</strong> in doppia a quelle <em><strong>&#8220;quante lire vuoi per quante notti vuoi&#8221;</strong></em> in letti messi direttamente sui tetti, inutile dire che la chiave del risparmio è nella contrattazione. Non lasciatevi spaventare dai prezzi dichiarati, anche con cartelli enormi, in reception&#8230; non è inusuale spendere meno della metà di ciò che viene indicato.<br />
La via attorno alla quale cercare è <strong>Akbiyik Caddesi</strong>, in piena <strong>Sultanahmet</strong>, quartiere in cui si trovano la Moschea Blu e Santa Sofia, per intenderci&#8230;a tre fermate di treno urbano da dove si ferma l&#8217;Orient Express, <strong>stazione di Cankurtaran</strong>.</p>
<p> </p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="390" height="250" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/wWOHPJBaoeY&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="390" height="250" src="http://www.youtube.com/v/wWOHPJBaoeY&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"> </embed></object></p>
<p></em></p>
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		<title>Polaroïd en péril!</title>
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		<pubDate>Sun, 21 Mar 2010 23:01:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Viviana Lozupone</dc:creator>
				<category><![CDATA[culture]]></category>
		<category><![CDATA[travel]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>

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		<description><![CDATA[Una vera e propria guerra senza esclusione di colpi, non ci saranno né vinti né vincitori, solo un mito che si spegne, o no , “SAVE POLAROID”!!! 
Dal 6 Marzo - al 6 Giugno 2010 il museo Elysee di Losanna organizza una mostra gratuita fuori calendario.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> &#8220;<em>I told them I didn&#8217;t believe in art, that I believed in Photography</em>&#8221;<br />
A. Warhol</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dal <strong>6 Marzo &#8211; al 6 Giugno 2010</strong> il museo <strong>Elysee di Losanna</strong> organizza una mostra <strong>gratuita </strong>fuori calendario. A seguito del fallimento della <strong>Polaroid</strong>, che per far fronte alle spese ha deciso di mettere in vendita le immagini più famose della collezione.</p>
<div id="attachment_3371" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/03/Polaroid-Collection.jpg" alt="Anne Mealhie, 1982 © Polaroid collection" title="Anne Mealhie, 1982 © Polaroid collection" width="533" height="498" class="size-full wp-image-3371" /><p class="wp-caption-text">Anne Mealhie, 1982 © Polaroid collection</p></div>
<p>La collezione conta di più di <strong>16000 lavori</strong>, di cui solo 4500 sono conservati presso il museo fotografico di Losanna, tutti lavori realizzati per mano di artisti come <strong>H.Newton</strong>, <strong>Ansel Adams</strong> e <strong>Robert Mapplethorpe</strong>.<br />
L&#8217;intenzione della Polaroid Corporation, è di vendere l&#8217;intera collezione, cosa che porterebbe alla perdita dell&#8217;unico archivio e alla scomparsa di un capitolo della storia della fotografia.<br />
La speranza è l&#8217;ultima a morire, e l&#8217;Elysee conta sulla piccola opportunità che questa mostra comporterebbe, smuovere l&#8217;interesse pubblico,e ritornare i custodi del ricco archivio Polaroid.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Polaroid, da sempre sinonimo di innovazione nel campo della fotografia, è un pezzo unico, con un marchio riconoscibile su tutti:l&#8217;inconfondibile bordo bianco . Da sempre dal lato degli artisti, la Polaroid Company gli incoraggiava a sperimentare con i suoi prodotti.<br />
<strong>Edward Land</strong>,conosciuto non solo come &#8220;<em>L&#8217;ultimo dei grandi geni</em>&#8220;, e per aver fondato la <strong>Polaroid Company</strong>, era famoso per la sua voglia di sperimentare con l&#8217;arte. Land aveva per abitudine di regalare le sue macchine e pellicole ad artisti, amatori del settore e giovani studenti in cambio di qualche foto, da qui la grande collezione adesso in pericolo.</p>
<div id="attachment_3370" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/03/Edward-Land1.jpg" alt="Eward Land" title="Edward Land" width="533" height="385" class="size-full wp-image-3370" /><p class="wp-caption-text">Eward Land</p></div>
<p>Dopo 50 anni di onorata carriera il mito Polaroid è minacciato dal movimento &#8220;<em>Shoot no stop</em>&#8221; della rivoluzione digitale che ha portato i costi di sviluppo a cifre elevate, anche i miti muoiono, e poco a poco la &#8220;Generazione Andy Warhol&#8221; quella dello scatta, sventola e appare, poco a poco sta svanendo, dopo il giradischi ed il vinile adesso anche la mitica &#8220;immortale&#8221; Polaroid entra nelle liste delle specie in via di estinzione.</p>
<p><img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/03/Warhol-Polaroid.jpg" alt="Warhol Polaroid" title="Warhol Polaroid" width="533" height="465" class="alignnone size-full wp-image-3373" /></p>
<div id="attachment_3375" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/03/MIck-Jagger.jpg" alt="Polaroid di Andy Warhol" title="Mick Jagger" width="533" height="490" class="size-full wp-image-3375" /><p class="wp-caption-text">Polaroid di Andy Warhol</p></div>
<p>La Polaroid Corporation è costretta ad arrendersi all&#8217;era del digitale, e dichiarare nel 2001 e successivamente nel 2008 bancarotta, costringendo a vendere l&#8217;intera collezione alla PBC Corporation e alla decisione di chiudere le sue fabbriche.<br />
Nel 2008 lo stabilimento <strong>Enschede</strong>, Paesi bassi, che impiegava 1200 operai chiude su ordine della sede centrale negli Usa. Nel 2007 Andrè Bossman, direttore tecnico, riceve l&#8217;incarico di smantellare l&#8217;impianto, vendere il possibile e distruggere il resto, un duro colpo per il mondo della fotografia.<br />
Ma il destino ci mette il suo zampino, ed entra in gioco la figura di <strong>Florian Kaps</strong>, l&#8217;uomo &#8220;<em>lomographique</em>&#8221; promotore di un’arte dell’immagine spontanea e immediata, libera da qualunque limitazione tecnica.<br />
Kaps da anni si batteva in solitario per salvare la Polaroid e cercava di collaborare con l&#8217;azienda, ma nel 2005 l&#8217; azienda viene rilevata dal finanziere Tom Petters il cui unico interesse è ricavare il massimo profitto dal marchio.<br />
Nel 2008 Kaps, invitato alla “festa di chiusura” incontra Bossman, e da lì nasce la collaborazione che porterà alla nascita del progetto “Impossible”, un grande obiettivo: <strong>riportare in produzione le pellicole istantanee</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un grande sogno, con dei grandi presupposti, ma senza il sostegno di finanziatori l&#8217;impresa sarebbe stata “impossible”.<br />
Iniziano i negoziati con la Polaroid, che alla fine accetta di vendere le strutture non ancora smantellate, ma nel frattempo Tom Petters viene arrestato per altrie questioni, e la Polaroid passa sotto controllo giudiziario. A Enschede l&#8217;acquirente del terreno, lo affitta all&#8217; &#8220;Impossible&#8221; a un prezzo di favore, ed una volta trovati i capitali, ben 1,2milioni di euro, tutti provenienti da amici di Kapps estimatori della “Pola”, ancora sedotti dal suo fascino, inizia la caccia alla manodopera.</p>
<div id="attachment_3365" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/03/Fabbrica-Polaroid.jpg" alt="Polaroid Factory a Enschede (Paesi Bassi)" title="Polaroid Factory a Enschede (Paesi Bassi)" width="533" height="469" class="size-full wp-image-3365" /><p class="wp-caption-text">Polaroid Factory a Enschede (Paesi Bassi)</p></div>
<p>I capitali non sono sufficienti per riportare la fabbrica al suo standard di 1200 operai, ed adottano la politica “pochi ma buoni”, Bossman sceglie 12 tra gli uomini con più competenza che avevano lavorato per lui, tutti con più di 25 anni di lavoro alle spalle nella fabbrica.<br />
Chi lavora a questo progetto non lo fa per l&#8217;amore dei soldi né per la gloria, ma per il piacere della sfida che porta il nome &#8220;Polaroid&#8221;.<br />
Delle 17 catene di montaggio 9 ancora sono attive e dai 120 milioni di cartucce l&#8217;anno si passerà ai 3milioni nel 2010 e possibilmente ai 10milioni negli anni successivi.<br />
Ormai il mercato non è più quello di una volta di quando la Polaroid fece la sua prima comparsa, ma questo non preoccupa Florian Kaps, il mercato è cambiato, ma anche l&#8217;utente a cui si riferiscono, il grande pubblico è passato al digitale e al suo costo zero, ma esistono ancora milioni di macchinette di Polaroid in buono stato.<br />
Pubblicitari, designer, grafici, professionisti della moda, ancora usano le &#8220;Pola&#8221; e non vi è gruppo musicale che nel suo Myspace non abbia foto realizzate con la polaroid. Vi è un ritorno alla Polaroid e alla sua unicità ed irriproducibilità che ben poche macchine possono offrire oggi: “ Perché è unica”, risponde subito Galimberti (il famoso polaroid-fotografo d’Italia).</p>
<div id="attachment_3366" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/03/Galimberti-Polaroid.jpg" alt="Opera di Maurizio Galimberti" title="Galimberti - Polaroid" width="533" height="469" class="size-full wp-image-3366" /><p class="wp-caption-text">Opera di Maurizio Galimberti</p></div>
<p>“<em>Ventitré strati di materia chimica che si combinano insieme, attraverso 5500 reazioni chimiche, nel giro di un secondo, e l’immagine che compare e prende forma poco a poco: non so se mi sono spiegato. Se non è una magia questa…</em>”..</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Una specie in via d&#8217;estinzione, che nonostante tutte le battaglie mantiene ancora vivo il suo fascino, una Marilyn Monroe della fotografia.<br />
Nonostante “ Impossible ” sembra promettere bene, la Polaroid Usa non ha detto ancora l&#8217;ultima, e risponde al fascino del&#8217; &#8220;intramontabile&#8221; con la POgo, la prima instant digital camera. L&#8217;azienda americana non vuole abbandonare quello che ha rappresentato per anni il mito Polaroid, ma nemmeno vuole rinunciare alla possibilità del nuovo mercato digitale, e cosa c&#8217;è di meglio se non far rivivere la Factory di Andy Warhol, attraverso l&#8217;eccentricità del nuovo direttore creativo, niente di meno che la stella del pop-rock <strong>Lady Gaga</strong>.<br />
L&#8217;artista, appoggiata dall&#8217;artista milanese <strong>Maurizio Galimberti</strong> e dal direttore artistico,italo-americano, Giovanni Tommaselli, precisa che il suo non è un lavoro di sponsorizzazione, ma di creatività a 360°, come Caronte lei traghetterà la filosofia Polaroid verso la nuova era digitale.</p>
<div id="attachment_3368" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/03/Lady-Gaga-Polaroid.jpg" alt="Lady Gaga " title="Lady Gaga " width="533" height="291" class="size-full wp-image-3368" /><p class="wp-caption-text">Lady Gaga </p></div>
<p>Una vera e propria guerra senza esclusione di colpi, non ci saranno né vinti né vincitori, solo un mito che si spegne, o no , “<strong>SAVE POLAROID</strong>”!!!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.savepolaroid.com/">http://www.savepolaroid.com/</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.the-impossible-project.com/">http://www.the-impossible-project.com/</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.elysee.ch/index.php?id=143&#038;L=1&#038;tx_exposition_pi1[expoUID]=191">http://www.elysee.ch/index.php?id=143&#038;L=1&#038;tx_exposition_pi1[expoUID]=191</a></p>
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		<title>San Francisco, the painted lady</title>
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		<pubDate>Mon, 01 Mar 2010 23:00:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>giorgia artioli</dc:creator>
				<category><![CDATA[travel]]></category>
		<category><![CDATA[san francisco]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Salire e scendere le colline, attraversare i neighborhoods, assaporare la spontaneità degli abitanti. A San Francisco, sentirsi al posto giusto verrà facile anche in pochi giorni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>San Francisco ha il cielo di un azzurro che mai in nessun&#8217;altra città mi è capitato di vedere&#8230;  <br />
E&#8217; così sorprendente che ha volte si ha l&#8217;impressione di vivere in un luogo immaginario. Colpa del vento oceanico o la nebbia sul Golden Gate Bridge? forse, ma il posto è magico. E&#8217; definita una metropoli americana ma nessuna di queste due parole nell&#8217;aspetto le appartengono veramente. E&#8217; contenuta, facile, romantica e vivace.  <br />
Salire e scendere le colline, attraversare i neighborhoods, assaporare la spontaneità degli abitanti e sentirsi subito nel posto giusto, verrà facile anche in pochi giorni a San Francisco. <br />
<strong>Libertà e spontaneità</strong> sono le uniche regole rispettate senza indugio: i <em>sanfranciscans</em> sempre indaffarati, incredibili lavoratori e innovatori, non tengono mai fede ad un impegno per la settimana successiva, ma non si tirano indietro se c&#8217;è da difendere o incriminare un presidente, marciare per i diritti degli omosessuali o attraversare la città con altre migliaia di ciclisti protestando per lo smog. Frisco si mostra sempre per quello che è veramente, senza maschere.</p>
<p> </p>
<p><strong>La vita da turista in California non è così cara contrariamente ai ridondanti luoghi comuni</strong>. Basta poco per innamorarsi di San Francisco e non farvi mancare nulla nella lista dei luoghi da visitare e delle cose da fare&#8230;ma prima di partire&#8230; siete sicuri di indossare un fiore nei capelli?<br />
Scott McKenzie aveva ragione dicendo: “if You come to San Franciscico You&#8217;re gonna meet some gentle people&#8230;”</p>
<p> </p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="390" height="250" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/DR2DPrcFXeM&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="390" height="250" src="http://www.youtube.com/v/DR2DPrcFXeM&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"> </embed></object></p>
<p> </p>
<p>San Francisco è imprevedibile anche nel clima. Sole, vento, nebbia&#8230; nello stesso giorno sarete sorpresi dagli stupefacenti microclimi della città! Partire dalla Downtown una mattina calda e soleggiata in direzione Ocean Beach, pronti per un beach party a suon di bonghi, chips e guacamole indossando canotta, infradito , è un azzardo. La metà dei vostri tentativi falliranno. La baia spesso è coperta di nebbia ed il vento è insistente. K-way, giacca autunnale, jeans e t-shirt è l&#8217;abbigliamento consigliato da mettere in valigia per affrontare la giornata&#8230; tutto il resto è fortuna!<br />
Dal <strong>San Francisco International Airport </strong>(<a href="http://www.flysfo.com">www.flysfo.com</a>) il centro è raggiungibile in circa 60 minuti di auto a seconda del traffico, all&#8217;uscita dell&#8217;aeroporto è facile trovare un taxi che vi porta a destinazione, ma la <strong>BART</strong> (la metropolitana di SF, <a href="http://www.bart.gov">www.bart.gov</a>) arriva nelle principali stazioni della Downtown in 30 minuti con circa <strong>6 $</strong>, mentre con l&#8217;autobus, Samtrans n.292 (<a href="http://www.samtrans.org">www.samtrans.org</a>) al prezzo di <strong>1.50 $</strong>, raggiungerete la stazione terminal TransBay in 35 minuti!<br />
Una volta in città, potrete girare comodamente in bicicletta, con i pattini o a piedi, scegliete voi, purchè sia un mezzo ecologico, eviterete così gli sguardi minacciosi dei sanfranciscani ambientalisti e  gelosissimi dei loro parchi verdi e puliti, dove trovano il relax in compagnia di cani, amici e figli, nelle domeniche soleggiate! Per noleggiare una bicicletta ecco le informazioni <a href="http://www.baycitybike.com">www.baycitybike.com</a> e <a href="http://www.bicyclerental.com">www.bicyclerental.com</a>.<br />
Portate nello zaino anche tanta energia, il sali scendi delle strade della città non sono facili da affrontare! Per i più pigri consiglio la famosa <strong>Cable Car</strong> <strong>o l&#8217;autobus, più economico.</strong> Non è trascurabile dire che i mezzi sono efficenti e il più delle volte puntuali (<a href="http://www.sfmuni.com">www.sfmuni.com</a>). Non dimenticate però: <strong>monete e monetine sempre alla mano! </strong>E&#8217; possibile pagare il biglietto sui mezzi grazie ai dispositivi automatici, ma gli autisti, anche se gentili, sono sempre di fretta e mai disposti a farvi da distributore cambia soldi!</p>
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<p>Le tipologie di alloggio sono sconfinate, e tutto dipende dal carattere del vostro viaggio. Per vivere la città con mezzi pubblici o a piedi, il luogo migliore è ovviamente la Downtown. Il fatto che sia <strong>proprio il centro di san Francisco non implica prezzi inaccessibili.</strong> La zona del centro brulica di accademie d&#8217;arte, scuole di lingue e succursali universitarie e quindi, di residence studenteschi, ostelli a basso prezzo, carini e vivaci!</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-3331" title="4" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/03/4.jpg" alt="4" width="533" height="391" /></p>
<p>In <strong>711 Post Street</strong> trovate <strong>l&#8217;AnsoniaUSA Hostels</strong> (<a href="http://usahostels.com/sanfrancisco/index.html?lang=10&amp;h=4">http://usahostels.com/sanfrancisco/index.html?lang=10&amp;h=4</a>), per esperienza personale è un buon punto di partenza o ad ogni modo è perfetto per una vacanza economica a Frisco. Si trova a soli tre blocks più in alto rispetto ad Union Square, Powell Station (da dove parte la Muni, tutti gli autobus e la funicolare) e Market Street, la main street della città. </p>
<p>Da poco rinnovato, le stanze sono pulite, avete la possibilità di connettervi ad internet grazie al <strong>Wi-fi in ogni zona dell&#8217;ostello</strong>, se non siete abituati a girare il mondo con il vostro portatile troverete una sala Internet nel basement, proprio vicino alla cucina dove ogni mattina gusterete una tipica colazione americana, a base di Pancake e sciroppo di acero, marmellate, frutta secca e cereali (il tutto preparato da voi stessi naturalmente, anche se qualcuno dello staff sarà li per darvi tutte le informazioni utili!). Alla reception e in tutto l&#8217;ostello troverete personale preparatissimo, gentile, sempre pronto con una battuta o un sorriso e c&#8217;è chi conosce anche l&#8217;italiano o male che vada lo spagnolo. Il prezzo del pernottamento all’Ansonia parte da circa <strong>30$.</strong> Ottimo prezzo e buon trattamento!</p>
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<p>Al numero 716 di Post Street al <strong>Vantagio Suites Cosmo</strong> (<a href="http://www.vantaggiosuites.com/sf/sf_cosmo.html">www.vantaggiosuites.com/sf/sf_cosmo.html</a>) scoprirete pareti viola e stanze più spaziose. Nel basement, oltre alla palestra con entrata libera, si trova la cucina e la sala biliardo con TV gigante. E’ un pizzico più caro, ma di poco ed in più se avrete la fortuna di alloggiare ai piani più alti dell’ostello godrete dell’incredibile skyline di San Francisco.<br />
Se è la prima volta a San Francisco e decidete per un alloggio strategicamente comodo, iniziate la scoperta dalla <strong>Downtown</strong>, il cuore della città, dove “girano i soldi” ma che in passato era una zona purtuale dal nome di Barbary Coast per lo stile di vita malavitoso. Proprio vicino al <strong>Financial District, la Downtown è un mosaico di gallerie d’arte e negozi.</strong> Per gli appassionati o semplicemente curiosi, al 49 Geary St. c’è il San Francisco Art Dealers Association, <a href="http://www.sfada.com">www.sfada.com</a>, cinque piani di dipinti, sculture, mostre fotografiche e arte contemporanea per tutti i gusti, presi d’assalto ogni primo giovedì del mese. Nelle giornate piovose e fredde è un buon modo per divertirvi e conoscere qualche giovane artista o collezionista d’arte che di certo non esiterà nel socializzare con turisti europei! Per un tradizionale giro per la città saltate sul <strong>Cable Car</strong>, passate per <strong>Union Square</strong>, e arrivate <strong>Market St</strong>, la strada principale, che ospita shops di ogni marca e grandezza, centri commerciali sotterranei e il grande festival annuale di San Francisco, il <strong>Pride Parade (www.sfpride.org)</strong>. Se siete in città nel mese di giugno, non perdetevi questo evento è un arcobaleno di manifesti, costumi, cori, sogni e speranze. In quel momento capirete perché qualcuno vi diceva: “a Frisco tutto può succedere!”. Non lasciatevi rapire dai negozi su Market St., sono troppi e c’è ancora tanto da vedere! Gli abitanti di San Francisco non amano le grandi catene commerciali ma alcune grandi firme conosciute in tutto il mondo sono nate proprio qui, come Levi ‘s, Old Navy e Banana Republic!</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-3332" title="1" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/03/11.jpg" alt="1" width="533" height="552" /></p>
<p>Se ancora il tempo regge, prendete <strong>l’autobus numero 9</strong>, vi porterà a <strong>China Town</strong>. La storia di questo distretto e della comunità asiatica è travagliata e si sente ancora l’eco del passato passeggiando tra le sue strade affollate e stipate di roba e persone. “Ogni cosa in questo mondo è nella giusta misura” dice la targa in cima alla Dragon Gate, la porta si apre sulla principale strada del quartiere cinese, la Grant St. Per scoprirla lasciatevi guidare dalla <strong>Chinatown Alleway Tour.org</strong> è una società no-profit gestita da ragazzi del quartiere! Incredibile per l’architettura, la grandezza ed la fusione tra antico e moderno, China Town vi porta dritti dritti verso nord, a <strong>North Beach. </strong>Siete a little Italy, lo capirete dalle bandierine e strisce sui pali della luce e dall’offerta di trattorie e caffetterie su Columbus Ave. Oltre ad un discreto pasto italiano, soddisferete la vostra sete intellettuale alla <strong>City Light</strong>, la leggendaria libreria legata al movimento beat. Poeti come Ferlinghetti, Ginsberg e Murao hanno fatto la storia di questo luogo. E’ su due piani, a quello superiore troverete la Poetry Room … “lasciate ogni disperazione, oh voi che entrate” (Ferlinghetti).</p>
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<p>Libertà, diritti, green revolution e avanguardia culturale, tutto in un&#8217;unica città. No, anzi non basta, San Francisco è anche la città dell’amore. L’amore che a Frisco prende innumerevoli forme, l’amore omosessuale, l’amore per l’arte, per la gastronomia e per tutto ciò che è nuovo, diverso, curioso… All’incrocio tra <strong>Haight e Ashbury St.</strong> l’amore diventa “la summer of love”, da quegli elettrizzanti anni ’60. Qui sembra che poco sia cambiato, anche l’orologio sulle 4.20 segna ancora  l’orario internazionale per fumarsi una canna. La realtà di oggi è diversa,  Haight è sede di movimenti di sinistra, luoghi di riabilitazione dalla tossico dipendenza, e una miriade di piccole boutiques alternative, abbigliamento vintage, musica, caffetterie equosolidali e disco pub! Il <strong>coffee to the people</strong>, è un simbolo del quartiere, la connessione internet è gratuita, sui tavolini, adesivi con slogan di sinistra e il caffe è equo solidale. Una parte del ricavato è devoluto alle organizzazioni locali e alle scuole dei paesi che producono il caffè.</p>
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<p>Mission, è la parte più vecchia di San Francisco, ma si dice sia la più all’avanguardia. Da qui nascono le idee più innovative e qui si possono ammirare i murales di Diego Rivera, di Clarion Alley e quello dello Women’s building (<a href="http://www.womensbuilding.org">www.womensbuilding.org</a>) il Maestra Peace, che simboleggia la forza femminile dalle dee maya e cinesi alle eroine contemporanee.</p>
<p>Le cose da vedere sono ancora tantissime e i posti da scoprire infiniti, non dimenticate una visita ad Ocean Beach e al Golden Gate Bridge. Attenzione se fate un giro per il Goden Gate Park, portatevi una cartina o rischerete di perdervi tra le bellezze del pacifico Giardino Giapponese.  Dopo una giornata nel bel quartiere di <strong>Castro</strong>, luogo di fermento rivoluzionario dei movimenti omossessali, per rivivere la storia del grande  Arvey Milk, primo sindaco gay della città, potreste fermarmi al Castro Theatre (<a href="http://www.castrotheatre.com">www.castrotheatre.com</a>) suggestivo e sempre stipato di amanti del cinema, ogni sera una proiezione diversa: dai musical alle rassegne di Fellini. Lungo le vie di Castro non è difficile scontrarsi con uomini mezzi nudi o qualcuno che reclama da l’amore libero con un cartello appeso al collo.  A San Francisco non importa quali siano le vostre inclinazioni, chi amate o quali le vostre origini. Non vi sentirete mai in imbarazzo.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-3333" title="5" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/03/51.jpg" alt="5" width="533" height="391" /></p>
<p>Contrariamente a quanto succede nel resto dell’america, <strong>gli abitanti di San Francisco, amano, anzi direi venerano la buona cucina, </strong>i cibi freschi e genuini, e adorano variare le loro cene scegliendo posti sempre nuovi. Dal thailandese, all’italiano, dal messicano al giapponese Frisco offre un ventaglio di scelta strepitoso. Attenzione però se si è in tanti impiegherete un’eternità per decidere. Non c’è quartiere che non brulichi di ristoranti, <strong>Fisherman Wharf al Pier 39</strong> è inevitabile gustare una cena di pesce e la famosa zuppa di granchio. Se dopo cena voleste proseguire la serata in qualche bel locale o disco pub, <strong>Marina</strong> è il quartiere giusto. “In” al punto giusto, c’è cucina di ogni tipo a buon prezzo e non. Al <strong>Green Restaurant </strong>si mangia vegetariano seduti sul molo con vista oceano… per l’ora del brunch è meglio prenotare!(<a href="http://www.greenreaturant.com">www.greenreaturant.com</a>). Di ristoranti italiani la città è piena, ma se veramente avete nostalgia di casa andate al <strong>Mint54,</strong> in Soma, proprio di fronte al San Francisco Chronicle. La gestione ed i prodotti sono tutti italiani. Vi sentirete a casa! E la colazione? Bè come non consigliarvi <strong>Mama’s, </strong>famosissimo per i suoi deliziosi Pancake, si trova in Little Italy proprio all’angolo con Washington Square (dove troverete ogni giorno anziani cinesi alle prese con il Tai-chi), da Mama’s troverete un po’ di coda per potervi sedere, ma non ve ne pentirete!<br />
Il vino californiano è molto conosciuto e si gusta piacevolmente. Se vi rimane un po’ di tempo, noleggiate un’auto, attraversate il Golden Gate Bridge per visitare le vinerie di Napa Valley e Sonoma Valley. I colori e l’atmosfera della Wine Country vi ricorderanno il bel paese… è un esperienza rilassante da non perdere dopo la vita intensa nella città sulla baia.</p>
<p>Difficile decidere dove passare la serata, da Mission, Downtown, Marina e Castro, discoteche e pub si trovano in ogni angolo. Lo <strong>Starlight</strong>, se non volete prendere il taxi o girare in macchina, è all’ultimo piano di un grattacielo in Union Square , musica, divertimento e panorama mozzafiato. Avete mai ballato con gli squali o i dinosauri? A San Francisco anche questo si può. Ogni giovedì sera la <strong>California Academy of Sience </strong>apre per un party al museo! Gli abitanti adorano queste occasioni e il museo è sempre affollato di persone, si balla nel planetario, si beve un drink tra le tartarughe e si cena tra le ossa dei dinosauri. Affascinante, è l’ultimo trend da non perdere a soli <strong>10$</strong>!</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-3337" title="3" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/03/32.jpg" alt="3" width="533" height="391" /></p>
<p>Questo articolo è il punto di vista di una studentessa vissuta a San Francisco. E’ il ricordo emotivo di un possibile itinerario.  Per descriverla servirebbe un libro intero. Per capirla è necessario vederla con i propri occhi.</p>
<p>Se siete indecisi il consiglio è: andateci, rimarrete entusiasti. Sarete talmente risucchiati da questo mondo così particolare,  intellettualmente vivace, ma rispettoso e in armonia con il prossimo, che una volta a casa ne sentirete la mancanza!</p>
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		<title>Polonia o Polandia?</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Feb 2010 23:00:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Marta Martina Piccini</dc:creator>
				<category><![CDATA[fashion]]></category>
		<category><![CDATA[travel]]></category>
		<category><![CDATA[Polonia]]></category>
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		<category><![CDATA[Vintage]]></category>

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		<description><![CDATA[Mentre fuori la neve colora di bianco la strada e il mio termometro rigorosamente sul davanzale arriva a segnare anche meno 21 gradi non c’è nessuna speranza di incontrare per strada qualcuno che abbia optato per l’estetica, piuttosto che di abbigliamento funzionale. 
Cosa ci faccio qui? ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre fuori la neve colora di bianco la strada e il mio termometro rigorosamente sul davanzale arriva a segnare anche meno 21 gradi non c’è nessuna speranza di incontrare per strada qualcuno che abbia optato per l’estetica, piuttosto che di abbigliamento funzionale.<br />
Cosa ci faccio qui?<br />
Il mio <strong>erasmus</strong>!<br />
Certo non è la scelta che molti studenti eccitati dall’idea di vivere sei mesi all’estero, sei mesi di pieno e puro cazzeggio (perché questa è la visione che tutti hanno dell’erasmus) avrebbero scelto, ma questa invece è stata la mia prima scelta: <strong>Polonia</strong>. Un paese che disperatamente cerca di inseguirci e che la povertà o meglio la semplicità della vita si può toccare con mano, leggere sui loro visi…è questo inevitabilmente spegne qualsiasi voglia di fare, nessuno stimolo, nessuna voglia di uscire nemmeno con i miei stivali antineve, finti Hunter, firmati Decathlon a soli <strong>9 euro</strong>!</p>
<p> </p>
<p>Ma ora…ora posso dire di aver trovato il mio rifugio. Li ho trovati <strong>SECOND HAND</strong> o retro shop o vintage shop , come diavolo volete chiamateli, sono qui!<br />
Sono dappertutto, sfido chiunque a capire di cosa si tratta da un insegna con scritto <strong>“wszystko na wage”</strong> ovvero “tutti i salari”. È stato un po’ come aprire la porta del paese delle meraviglie ed io ero Alice! Ho capito subito di cosa si trattava ed era quello che più avrei voluto trovare, un misto di odori che io oserei chiamare profumo, quello dei capi tenuti conservati per molto tempo in uno scatolone o accatastati in un vecchio armadio, profumo misto di lana pelle cuoio, profumo di vecchio.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-3242" title="Polonia" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/02/13.jpg" alt="Polonia" width="533" height="404" /></p>
<p>Non ci sono montagne arruffate, nessuna massa di roba gettata in ogni dove, tutti i capi hanno la loro gruccia e sono sistemati per la loro tipologia, degni di essere trattati come un <strong>capo vintage</strong> si merita, vedo libri, peluche, borse, videocassette, vedo il mondo.<br />
Momento di silenzio, raccolgo le mie forze e scatto…Blazer maschili doppio petto meglio se blu, tshirt XXL, camicie a quadri in jeans da uomo meglio se slavate e chiare, trench e maglioncini in lana da nonna floreali per un outfit vagamente bohemienne, chiodo in pelle, cappotti con calamari, vestiti lunghi in ciniglia o seta, cinturine in cuoio, i miei amati 501 da veri worker man, colletti tondi, bottoni enormi, righe, pois, cardigan dai colori sbiaditi, quadri blu rossi verdi, velluto a coste, lavaggi e fissaggi sul marrone o verde oliva, cravatte colorfull, bretelle.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-3243" title="Polonia" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/02/23.jpg" alt="Polonia" width="533" height="342" /></p>
<p>Adoro toccare ogni pezzo con mano, accarezzarlo, immaginarlo in un outfit, guardarlo forse con gli stessi occhi con cui un uomo spoglia una donna. Prendo tutto e mi aiuto con cestini gialli gli stessi cestini che si trovano nei supermercati e che riempi di cibo, ma il mio cibo ora è altro!</p>
<p> </p>
<p>Arriva il terrificante momento di andare verso la cassa accompagnata da <strong>dieci cestini gialli</strong> che sgorgano di roba, chiedendomi: riuscirò mai a pagare tutto? Mi accorgo che i prezzi sono ridicoli e non solo perché il nostro caro euro usufruisce di un cambio favorevole ma perché si compra e si paga a chilogrammo e per di più ogni giorno un chilogrammo ha un costo diverso ed è per questo che la mia sveglia ogni venerdì mattina suona alle 8.00 e diversamente dalle altre mattine non viene gettata per terra!!!</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-3244" title="Polonia" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/02/32.jpg" alt="Polonia" width="533" height="333" /></p>
<p>Adoro l’usato dalle tazze per caffè ai telefoni a rotella, adoro i vestiti di seconda mano compresi i buchetti e le scuciture, adoro pensare di indossare un abito che racchiude in se una storia che non saprò mai&#8230;mi perdo in questo spazio.</p>
<p> </p>
<p>Fuori nevica ma io non me ne accorgo.</p>
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		<title>Essen o non Essen, questo è l&#8217;Erasmus!</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Nov 2009 21:46:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Francesca Schioppo</dc:creator>
				<category><![CDATA[culture]]></category>
		<category><![CDATA[travel]]></category>
		<category><![CDATA[erasmus]]></category>
		<category><![CDATA[essen]]></category>
		<category><![CDATA[germania]]></category>

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		<description><![CDATA[in Northen Westfalia il clima erasmusiano più festaiolo e sfrenato va di pari passo con l'ineccepibile efficienza dei servizi dedicati agli studenti]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chi è stato studente <strong>Eramsus</strong> sa che è un&#8217;esperienza incredibile ed indimenticabile. Chi non lo è ancora stato, sopravvive alla noiosa burocrazia pre-partenza grazie ai racconti di chi è tornato! Sia gli uni che gli altri sanno che d&#8217;ora in poi avranno una casa in ogni parte del mondo! Ma ciò che non tutti sanno è cosa vuol dire avere una casa al numero 11-13 di <strong>Eckenbergstrasse</strong> in <strong>Essen</strong>. </p>
<p><img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/11/erasmusessen_01.jpg" alt="erasmus a essen" title="erasmus a essen" class="alignnone size-full wp-image-2531" /></p>
<p>Ebbene si, da qualche parte in <strong>Germania</strong> gli studentati prendono il nome delle vie in cui sorgono, ed <em>Eckenbergstrasse</em> è lo studentato più vecchio di <em>Essen</em>, città tedesca della <strong>Northen Westfalia</strong>. Il più vecchio, il più periferico, volendo anche il più bruttino (non a caso ribattezzato <em>Ekkemmerdstrasse</em>.), ed ovviamente quello in cui io ho trascorso i miei <strong>6 mesi di fantastico erasmus</strong>. </p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ma non tutti i mali vengono per nuocere ed anche abitare in un quartiere dal nome <em>Kray Sud</em> fa riscoprire infinite gioie: quelle dei <strong>mezzi di trasporto tedeschi</strong>, sempre <strong>puliti</strong> e <strong>puntuali</strong>, quelle dello sfrenato lifestyle erasmusiano che rende pellegrini in cerca di feste senza ritorno, e soprattutto quelle del <strong>tesserino universitario</strong>, passepartout di inesauribili risorse. </p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Infatti, la prima conquista di uno studente che arriva alla <strong>Duisburg-Essen Universität</strong> vale <strong>150 euro</strong> e consiste di un tesserino universitario della durata di un semestre. A prima vista si direbbe che serva come abbonamento ai mezzi di trasporto, bus e metro, ma la prima sorpresa arriva nell&#8217;apprendere i propri diritti di viaggiatore: esibendo il tesserino si può <strong>viaggiare gratis su tutti i mezzi</strong>, treni regionali annessi, non solo di Essen, ma di tutta la regione della Ruhr Gebiete! E se oltre al bagaglio, nei week-end si viaggia con <strong>un amico</strong>, tanto di guadagnato, <strong>viaggerà gratis anche lui</strong>! Allora di corsa in treno a <em>Dortmund</em> per la<em> LoveParade</em>, a <em>Düsseldorf</em> per una mostra o per una serata in uno dei tantissimi disco-pub lungo il <em>Reno</em>, a <em>Colonia</em> per il carnevale pagando la sola differenza di <strong>5 euro</strong>, e addirittura a <em>Venlo</em>, prima città <em>Olandese</em> <strong>oltre il confine</strong>, per un festival di musica dance e per un giro ai coffeeshop <strong>a soli 2 euro</strong>! </p>
<p><img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/11/erasmusessen_02.jpg" alt="erasmus a essen" title="erasmus a essen"  class="alignnone size-full wp-image-2531" /></p>
<p>Per tutte queste gite gratuite fuori porta direi che la soddisfazione non ha prezzo, per tutte le altre esiste lo <strong>Schönes-Wochenende-Ticket</strong>, un biglietto del treno acquistabile nei <strong>week.-end</strong>, valido per <strong>5 persone </strong>al prezzo di <strong>35 euro complessivi</strong>, e che permette di viaggiare nel week-end con <strong>qualsiasi direzione</strong>, sui treni regionali, per <strong>quante volte si vuole</strong>. Trovare il quinto elemento per il biglietto del week-end non è difficile, basta pazientare in stazione che qualche giovane si avvicini in cerca di altri giovani squattrinati, ed il gioco è fatto: regionale dopo regionale, ci si ritrova ad <em>Amburgo</em>, viaggiando di notte e di giorno senza sosta e collezionando un giro notturno a <em>Münster</em>, una colazione tra i suonatori di <em>Brema</em> e un pranzo ai <em>San Pauli di Amburgo</em>!</p>
<p><img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/11/erasmusessen_03.jpg" alt="erasmus a essen" title="erasmus a essen" class="alignnone size-full wp-image-2531" /></p>
<p>Ma le infinite gioie del tesserino non finiscono qui. Nella vita universitaria questo serve per <strong>accedere ai servizi informatizzati dell’università</strong>, quindi internet e posta elettronica; <strong>diventa carta prepagata per la mensa</strong>, per la <strong>stampa</strong> e per le <strong>lavatrici</strong> negli <strong>studentati</strong>;  infine diventa <strong>bagde</strong> di ingresso per i <strong>laboratori</strong> di <em>Industrial</em> e <em>Communication Design</em> e per le <strong>biblioteche</strong>. </p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Sicuramente le porte più  magiche che apre sono quelle dei laboratori, nascosti sotto la vecchia coltre della <em>Duisburg-Essen Universität</em>, ma estremamente funzionali ed accessibili. Se già l&#8217;esperienza di revisione, durante la quale il proprio lavoro viene appeso ad un muro ed esposto al giudizio critico di tutta la classe, vince un&#8217;interessante scommessa sulla condivisione delle idee a scapito del segreto professionale,  l&#8217;esperienza di laboratorio svela il trucco di questi designer-artigiani tedeschi. </p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Semplicemente <strong>non esistono copisterie</strong>, o meglio ci sono ma gli studenti non le utilizzano perché l’università gestisce un sistema pratico ed economico per sostituirne tutte le funzionalità. In sostanza, la filosofia è quella di rendere il laboratorio completo di tutto il necessario per la realizzazione del progetto, così lo studente non deve rivolgersi altrove e tutto quello che investe lo fa all&#8217;interno della propria università, che a questo punto ha un continuo riflusso di risorse da investire per i propri giovani creativi! E così <strong>il laboratorio di grafica</strong> ha postazioni <strong>Mac ultimo modello</strong>,  stampante a colori formato A4 e A3, <strong>plotter</strong>, tipografia per la composizione di <strong>caratteri tipografici in piombo</strong>, sala per la <strong>stampa litografica</strong>, <strong>rilegatoria</strong> (<em>Buchbinderei</em>) super accessoriata per tutti i metodi di rilegatura, sala per la colorazione con tutti i tipi di supporti e materiali, e per finire taglierine di tutte le dimensioni sparse praticamente ovunque. Gli studenti sono i soli destinatari di tutti questi strumenti, che perciò imparano a <strong>conoscere alla perfezione</strong>. Ma possibile che stampare il proprio progetto non abbia un prezzo? Sì, ce l&#8217;ha, lo si legge su un volantino appeso di fianco le stampanti, e lo si deposita in un <strong>salvadanaio</strong> posto proprio lì sotto. </p>
<p><img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/11/erasmusessen_04.jpg" alt="erasmus a essen" title="erasmus a essen" class="alignnone size-full wp-image-2531" /></p>
<p>L&#8217;ottava meraviglia sono i<strong> laboratori di fotografia</strong>! La filosofia è la stessa, gli aspiranti reporter seguono il processo di stampa e sviluppo fino alla fine, sia in <strong>digitale</strong> che in <strong>analogico</strong>, con un notevole risparmio di materiale e soldi ed un grandissimo guadagno in termini di tecnica e abilità. Si salta continuamente da una camera oscura ad una sala ritocco per il digitale, per poi finire a trascorrere ore ed ore in favolose stanze con scarne pareti costellate di foto e con <strong>vecchi divani</strong> da cui contemplare il proprio parto fotografico. Ed anche per questa meraviglia, meraviglioso ne è il costo: nessuno veste i panni dell&#8217;esattore, ma semplicemente un computer con file in excel su cui <strong>calcolare la propria spesa autonomamente</strong>. </p>
<p>&nbsp;</p>
<p>In questo angolo di mondo tedesco, l’università è davvero concepita come  un posto in cui lo studente possa <strong>viverci giornate intere</strong>, dove lui soltanto è l&#8217;unità di misura per tutto. Dai <strong>laboratori</strong>, agli <strong>spazi ricreativi</strong>, alle aule di lezione corredate di <strong>lavandino</strong>, <strong>specchio</strong>, <strong>tazze</strong> e <strong>bollitore</strong>, perché ricaricarsi con un <strong>caffè</strong> o un <strong>tè</strong> è considerato quasi un <strong>diritto dello studente</strong>, e non una ghiotta occasione per qualche ristoratore. E soprattutto un&#8217;università che <strong>non chiude mai</strong>, in cui fermarsi a lavorare indisturbati fino a mezzanotte inoltrata, è una conquista in termini di tempi, spostamenti e arrovellamenti organizzativi per i lavori di gruppi tanto cari ai progettisti! </p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Se a tutto questo si aggiunge un contesto <strong>multiculturale</strong>, in cui le lingue non sono un problema grazie ai <strong>corsi semestrali e gratuiti dell&#8217;università</strong>,  e se si aggiungono i numerosi festival e concerti sparsi per la <em>Ruhr</em>, raggiunginbili <strong>gratuitamente</strong> grazie al <strong>fantastico tesserino</strong>, direi davvero che il <em>curry wurst mit pommes</em> è quella giusta ricompensa per una dura giornata erasmusiana, al cui fianco una buona <em>Veltins Pilsener </em>a 70 cent nelle <em>Trinkhalle</em>, magari acquistata raccimolando i <em>pfand</em> dei vuoti resi, non deve mancare mai!! 
</p>
<p><img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/11/erasmusessen_05.jpg" alt="erasmus a essen" title="erasmus a essen" width="533" height="260" class="alignnone size-full wp-image-2531" /></p>
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		<title>Paris Je t&#8217;aime!</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 10:01:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Letizia Bozzolini</dc:creator>
				<category><![CDATA[travel]]></category>
		<category><![CDATA[Parigi]]></category>
		<category><![CDATA[Paris]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Parigi è sempre Parigi: molto romantica, ma anche carissima! Ecco come viverla nella maniera più MakeMyDay.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p><span style="font-weight: normal;">Parigi è sempre Parigi: molto romantica, ma anche carissima! Ecco come viverla nella maniera più MakeMyDay.</span></p>
<p><span style="font-weight: normal;"><br />
</span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">La capitale della Francia è abbastanza lontana per essere esotica, ma anche abbastanza vicina per essere raggiungibile per una fuga da weekend.</span></p>
<p> </p>
<p><span style="font-weight: normal;"><img class="alignnone size-full wp-image-2481" title="1_aereo" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/11/1_aereo1.jpg" alt="1_aereo" width="533" height="392" /></span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">Il modo più economico e veloce per arrivare è sicuramente l’aereo. Oltre alle solite compagnie low cost (</span><a href="http://www.easyjet.com/asp/it/prenota/index.asp"><strong>Easyjet</strong></a><span style="font-weight: normal;"><strong>,</strong></span><strong> </strong><a href="http://www.ryanair.com/it"><strong>Ryanair</strong></a><span style="font-weight: normal;">), tenete d’occhio anche il sito di Airfrance, che spesso prevede offerte molto convenienti da molte città italiane.</span></p>
<p>La maggioranza di questi voli arriva all’aeroporto di Charles da Gaulle dal quale parte un treno che per la modica somma di <strong>8,20 Euro</strong> vi porterà nel cuore della città.</p>
<p> </p>
<p>Vi accorgerete che i trasporti sono puntuali e capillari. Muoversi a Parigi con la metropolitana è facile e abbastanza economico. Se rimanete solo un weekend vi consiglio <strong>il carnet da 10 viaggi</strong>, al costo di <strong>11,60 Euro</strong>. Non fatevi tentare dagli abbonamenti Paris Visite, vere trappole per turisti!</p>
<p> </p>
<p><span style="font-weight: normal;"><img class="alignnone size-full wp-image-2480" title="metro" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/11/metro1.jpg" alt="metro" width="533" height="356" /></span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">Per chi non ha la fortuna di farsi ospitare da degli amici che vivono lì (Lilli&amp;Simo grazie!) ecco alcuni siti in cui potete scegliere il vostro alloggio parigino.</span></p>
<p><a href="http://www.italian.hostelworld.com/findabed.php/Ostelli/Parigi/Francia"><strong>1. Hostelworld</strong></a></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.hostels.com/it/paris" target="_blank"><strong>2. Hostels</strong></a></span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.paesionline.it/europa/francia_parigi/ostelli_della_gioventu_parigi.asp      "><strong>3. Paesi online</strong></a></span> <span style="font-weight: normal;">     </span></p>
<p><span style="font-weight: normal;"><br />
</span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">Il consiglio MMD è il </span><a href="http://www.bvjhotel.com/"><strong>BVJ</strong></a><span style="font-weight: normal;"><strong>,</strong></span><span style="font-weight: normal;"> l’ostello più antico di Parigi. Il costo per una persona parte da <strong>29 euro</strong> per notte, che non è proprio pochissimo, ma la posizione è strategica e, se chiedete di alloggiare nelle stanze degli ultimi piani, avrete una vista davvero mozzafiato.</span></p>
<p> </p>
<p><span style="font-weight: normal;"><img class="alignnone size-full wp-image-2483" title="ostello" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/11/ostello1.jpg" alt="ostello" width="533" height="403" /></span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">Per quanto riguarda il cibo, il tasto è un po’ dolente. Il cibo nazionale sarebbe anche buono, ma è difficile che sia anche economico, se escludiamo la deliziosa baguette (</span><span style="font-weight: normal;"><strong>1 euro</strong></span><span style="font-weight: normal;">)! I miei due pasti più MakeMyDay sono stati un buonissimo </span><span style="font-weight: normal;"><strong>felafel </strong></span><span style="font-weight: normal;">nel </span><span style="font-weight: normal;"><strong>Marais</strong></span><span style="font-weight: normal;">, (</span><strong>5 euro</strong><span style="font-weight: normal;">), e una </span><span style="font-weight: normal;"><strong>crêpe</strong></span><span style="font-weight: normal;"> prosciutto e formaggio (</span><strong>4 euro</strong><span style="font-weight: normal;">) a </span><strong>Montmartre</strong><span style="font-weight: normal;"><strong>.</strong></span></p>
<p><span style="font-weight: normal;"><br />
</span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">Se invece preferite un buon ristorante a poco prezzo, due sono gli indirizzi imperdibili: </span><a href="http://www.restaurant-chartier.com"><strong>Chartier</strong></a><span style="font-weight: normal;">, dove potrete gustare la cucina francese in un ambiente rimasto intatto dal 1906, e </span><a href="http://www.oubouffer.com/restaurant-paris/oo21573-chez-gladines"><strong>Chez Gladines</strong></a><span style="font-weight: normal;">, trattoria basca dove i piatti (per meno di </span>9 €<span style="font-weight: normal;">) si contraddistinguono per la copiosità e il gusto in un ambiente rilassato e simpatico.</span></p>
<p><span style="font-weight: normal;"><br />
</span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">La prima cosa da fare una volta arrivati in città, è andare in un’edicola e comprare </span><em><span style="font-weight: normal;">L’Officiel du Spectacle</span></em> <span style="font-weight: normal;">(</span><strong>0,35 euro</strong><span style="font-weight: normal;">) o il </span><em><span style="font-weight: normal;">Pariscope</span></em><span style="font-weight: normal;"> (</span><strong>0,40 euro</strong><span style="font-weight: normal;">), settimanali dettagliatissimi che raccolgono tutto ciò che avviene a Parigi. Queste guide sono davvero utili e sono lo strumento ideale per avere la città nelle vostre mani e decidere cosa ne volete fare!</span></p>
<p> </p>
<p><span style="font-weight: normal;"><img class="alignnone size-full wp-image-2478" title="torre" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/11/torre1.jpg" alt="torre" width="533" height="445" /></span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">Per uscire la sera, vi consiglio il quartiere </span><strong>Ménilmontant/Parmentier</strong><span style="font-weight: normal;">. Le due vie principali (Rue Timbaud e Rue Oberkampf) sono colme di locali, ed è sicuramente l’unica zona in cui potrete trovare da bere e da ballare a prezzi ragionevoli! Un esempio?</span><span style="font-weight: normal;"><strong> </strong></span><a href="http://www.alimentation-generale.net/"><strong>L’Alimentation Générale</strong></a><span style="font-weight: normal;">, musica live e atmosfera garantita!</span></p>
<p><span style="font-weight: normal;"><br />
</span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">Da pochi mesi </span><strong>tutti i musei</strong><span style="font-weight: normal;"><strong> di Parigi</strong></span><span style="font-weight: normal;"> sono diventati </span><strong>gratuiti </strong><span style="font-weight: normal;">per tutti i ragazzi della comunità Europea </span><strong>al di sotto dei 25 anni</strong><span style="font-weight: normal;">. I musei Parigini, primo tra tutti ovviamente il Louvre, raccolgono una quantità delle più importanti opere d’arte europee che si devono vedere almeno una volta nella vita. Quindi se state per compiere il fatidico quarto di secolo tra qualche mese, precipitatevi!</span></p>
<p> </p>
<p><span style="font-weight: normal;">Per lo shopping una tappa obbligata è sicuramente il </span><strong>Marais</strong> <span style="font-weight: normal;">dove, accanto a chicchissimo negozi di ricercati fashion designer, potrete trovare ottimi negozi dell’usato. Io ho trovato pezzi davvero interessanti al</span> <strong>Vintage Desire</strong><span style="font-weight: normal;">, al 32 di rue Des Rosiers.</span></p>
<p> </p>
<p><span style="font-weight: normal;"><img class="alignnone size-full wp-image-2482" title="6_ultima_bn" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/11/6_ultima_bn1.jpg" alt="6_ultima_bn" width="533" height="587" /></span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">Da non perdere assolutamente il </span><strong>mercatino delle pulci</strong><span style="font-weight: normal;"> (<em>Marché Aux Puce</em>s) della </span><strong>Porte de Clignancourt</strong><span style="font-weight: normal;"><strong> </strong></span><span style="font-weight: normal;">e il meno famoso ma altrettanto prezioso a </span><strong>Portes des Vanves</strong><span style="font-weight: normal;">.</span></p>
<p><span style="font-weight: normal;"><br />
</span></p>
<p><span style="font-weight: normal;">Un&#8217;ultima chicca MakeMyDay per lo shopping: portatevi a casa (</span><span style="font-weight: normal;"><strong>per 29 euro!</strong></span><span style="font-weight: normal;">) un paio di </span><strong>Bensimon </strong>originali, prima che scoppi la moda anche qui in Italia.<strong> </strong>Queste sneakers leggere di gomma e tela sono un vero must per i francesi:<span style="font-weight: normal;"> tutti ne hanno almeno un paio, e sono davvero belle!</span></p>
<p> </p>
<p><span style="font-weight: normal;"><img class="alignnone size-full wp-image-2479" title="5_bensimons1" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/11/5_bensimons11.jpg" alt="5_bensimons1" width="533" height="356" /></span></p>
<p><strong>Quindi </strong><span style="font-weight: normal;">cosa fate il prossimo weekend?</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Yes, we car (sharing)!</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 09:18:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Frediano Tavano</dc:creator>
				<category><![CDATA[lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[travel]]></category>
		<category><![CDATA[mezzi pubblici]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>

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		<description><![CDATA[Da compagna fedele a sfizio occasionale, l’evoluzione urbana di un oggetto ormai troppo ingombrante da possedere ma ancora troppo comodo per farne a meno del tutto. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Mai dimenticherò quella sera d’inverno, diversi anni fa, in cui sono risalito in macchina, da solo, dopo aver visto per la prima volta al cinema <em>Crash</em> di  David Cronenberg. La perturbante fantasia di sesso e lamiere tratta   dal romanzo di Ballard mi era entrata nella carne. Ho posato le mani   sul volante della mia auto e quella mia compagna docile e affidabile   di tanti viaggi mi ha dato un inatteso brivido di paura. Sembrava diversa, minacciosa, inspiegabilmente ostile.</p>
<p> </p>
<p>Ma quella suggestione è   svanita in fretta, non è certo riuscita a convincermi a rinunciare   alle quattro ruote. Dove non è arrivato il capolavoro di un artista   preveggente ha invece trionfato la <strong>fatica quotidiana di usare l’auto   in città</strong>. <strong>Multe</strong> a ripetizione, fino a venti minuti di ricerca disperata   di un <strong>parcheggio</strong>, la notte sotto casa. Ma ancora non mi ero deciso a liberarmi di quella compagna sempre più costosa e ingombrante.</p>
<p> </p>
<p>Poi, l’estate scorsa, la svolta. Un serio guaio al motore e lo spettro di una costosa riparazione mi hanno convinto a rottamarla senza approfittare degli incentivi. A che scopo rinchiudermi in un’altra trappola, solo un po’ più confortevole? Certo, dopo tanti anni, fare di colpo a meno dell’auto non è facilissimo.</p>
<p> </p>
<p>Così ho sperimentato l’idea che mi tentava da tempo, sulla carta molto pratica e razionale: il <strong>car-sharing</strong>. Vantaggi promessi: usare e pagare l’auto <strong>solo quando ti serve</strong>, prenderla e <strong>riportarla vicino casa</strong>, <strong>pulita</strong> e <strong>rifornita</strong>, guidare sempre <strong>modelli recenti e confortevoli</strong>. Addio ricerche affannose di parcheggio, spese impreviste e levatacce per spostare l’auto su e giù dai marciapiede in caso di lavaggio strade.</p>
<p> </p>
<p>Ho provato la tessera test di Car Sharing Italia, convenzionata con Legambiente e il Comune di Milano (<a href="http://www.carsharingitalia.com" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">http://www.carsharingitalia.com</span></a>): <strong>30</strong> euro di <strong>iscrizione</strong> per <strong>3 mesi</strong> e poi, se non si recede, si passa automaticamente al <strong>contratto family da 120 euro annui</strong>. Certo non è poco, ma è sempre circa la <strong>metà del bollo di una piccola cilindrata</strong>. Poi, a seconda della tipologia di auto, si pagano da <strong>2,20 euro in su all’ora</strong> (un euro all’ora dopo le 22) e da <strong>45 centesimi a chilometro percorso</strong>: il tutto spietatamente calcolato da una specie di computer di bordo.</p>
<p> </p>
<p>Prenoto l’auto online, mi presento al garage all’ora indicata, sblocco le porte con la mia card magnetica e via dove mi pare. Tra l’altro, <strong>si parcheggia gratis sulle strisce blu</strong>. Poi faccio benzina (con carta prepagata che trovo nel cruscotto)<br />
solo se faccio parecchi chilometri, riporto l’auto all’ora convenuta, richiudo le portiere con la card e il gioco è fatto.</p>
<p> </p>
<p>Le tipologie di auto sono varie e cambiano da un garage all’altro. Io finora ho provato la <strong>Panda</strong>, straordinariamente agile e pratica per girare in città, e la <strong>Grande Punto</strong>, altrettanto convincente e un po’ più spaziosa, anche se non credo valga la differenza di tariffa.</p>
<p> </p>
<p><strong>Svantaggi?</strong> Se esci dalla città e macini chilometri, diventa un salasso. Devi prevedere con precisione l’<strong>ora del rientro</strong> (7 minuti di tolleranza, poi scattano 25 euro di penale): cosa che può diventare un po’ stressante e indurre alla guida pericolosa i più ritardatari. Poi rischi le conseguenza dell’inciviltà di chi ti ha preceduto: una volta ho prenotato una grande Grande Punto, trovandola infangata come fosse reduce da un Camel Trophy nell’interland milanese e in riserva di carburante. Ho compilato l’apposita scheda di segnalazione al mio rientro e spero che l’esploratore del sabato sera abbia avuto ciò che si meritava.</p>
<p> </p>
<p>Certo è una bella scuola di <strong>senso civico</strong> il fatto di condividere, resistendo al fascino del <strong>possesso</strong>, un oggetto che ha un impatto economico e ambientale sempre più <strong>insostenibile</strong>. Senza però rinunciare, ogni tanto, al piacere e alla comodità di viaggiare in auto. Nascono così nuove abitudini di vita e strani pacchetti di esperienze che richiedono l’auto e il relativo noleggio, inevitabilmente chiusi con la spesa. Qualche esempio? Ikea+esselunga, ritiroesami+visitamedica+esselunga,<br />
colloquiodilavoro+piscina+esselunga.</p>
<p> </p>
<p>Insomma, questo <strong>car-sharing</strong> è un’occasione di sana <strong>razionalizzazione del tempo</strong> o una stressante <strong>schiavitù da ore contate</strong>? Decidilo tu. Io adesso devo scappare: ho noleggiato la Panda tra un quarto d’ora.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Dresda da scoprire</title>
		<link>http://www.makemydaymag.com/archives/1599</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 16:26:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa Pugliese</dc:creator>
				<category><![CDATA[culture]]></category>
		<category><![CDATA[travel]]></category>
		<category><![CDATA[dresda]]></category>
		<category><![CDATA[germania]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Un esaustivo reportage tra quartieri borghesi e zone bohemien dove la cultura alternativa regala alla città un fermento e una vitalità inaspettate]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dresda sembra quasi una città sonnacchiosa polverizzata dai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale nella prospettiva dell´Europa “al di qua del Muro”, invece si rivela vivace, vitale e versatile!</p>
</p>
<p><img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/09/dresda_Frauenkirche.jpg" alt="Dresda Frauenkirche" title="Dresda Frauenkirche" width="533" height="324" class="alignnone size-full wp-image-1601" /></p>
<p>Al primo sguardo si viene ammutoliti dal profilo maestoso della <strong>Frauenkirche</strong>…</p>
<p>Costruita tra il 1726 e il 1746, ritratta dal Canaletto in numerose vedute (da ammirare alla galleria Alte Meister) e distrutta nel febbraio 1945, le sue rovine sono state custodite gelosamente dai cittadini come simbolo di sfida verso il regime filosovietico.</p>
<p>In tutto il mondo si sono raccolti fondi destinati alla sua ricostruzione, conclusasi nel 2005: ora la Frauenkirche si erige a <strong>monito contro ogni guerra </strong>e ogni distruzione, come <strong>centro di pace e perdono</strong> universale. È per questo che qui ha voluto Barak Obama salutare il popolo tedesco nella sua prima visita da Presidente, ed è qui che vengono ogni anno milioni di visitatori (entrata a offerta libera, salita alla torre 8 Euro &#8211; che si posson risparmiare senza rimpianti).</p>
</p>
</p>
<p>Sorprende il significato storico, politico e artistico che Dresda ha assunto negli ultimi 500 anni – tanto che si merita a pieno titolo il riconoscimento di <strong>Patrimonio Culturale Unesco.</strong></p>
<p>È con Augusto I detto il Forte – governatore di Sassonia e Re di Polonia &#8211; che la città si impreziosisce delle sue più spettacolari architetture e collezioni d´arte.</p>
</p>
</p>
<p><img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/09/dresda_elba.jpg" alt="Dresda Altstadt" title="Dresda Altstadt" width="533" height="247" class="alignnone size-full wp-image-1603" /></p>
<p>Calamita turistica è il complesso architettonico della <strong>Altstadt</strong> (città vecchia) lungo l´Elba, che culmina nello <strong>Zwinger</strong> e nella <strong>Residenz</strong>, dove sono visitabili la Historische Grüne Gewölbe, la Neue Grüne Gewoölbe e il Kupferstichkabinett con i<strong> tesori di corte</strong>.</p>
<p><img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/09/dresda_zwinger.jpg" alt="Dresda Zwinger" title="Dresda Zwinger" width="533" height="252" class="alignnone size-full wp-image-1604" /></p>
<p>Lo Zwinger &#8211; arricchitosi nei secoli di nuove ali, cortili, gallerie – custodisce oggi i capolavori del Museo delle Porcellane, la Camera delle Armature e l´imperdibile <strong>Galleria Alte Meister</strong>: la definizione “alte” = “vecchi” si riferisce al fatto che le opere sono anteriori al Romanticismo, mentre quelle successive si trovano nella pinacoteca Neue Meister (attualmente chiusa per restauri).</p>
<p>I <strong>10 Euro</strong> (ridotto studenti 7,50) per l´entrata e i <strong>3 Euro</strong> per l´audioguida sono un buon investimento, considerando che si può trascorrere l´ intera giornata in compagnia di <strong>Raffaello</strong> (Madonna Sistina, perché non è stato Fiorucci a disegnare gli angioletti…), <strong>Giorgione&amp;Tiziano</strong> (Venere Dormiente, un manifesto anti-anoressia), Mantegna, <strong>Rubens</strong>, Veronese (Famiglia Coccina, ossia i parvenu dell´epoca), Canaletto (quando non esisteva la fotografia, lui dipingeva vedute!), <strong>Rembrandt</strong>, Van Dyk, ecc.</p>
<p>E il tutto in un <strong>Museo con la M maiuscola</strong> per qualità degli allestimenti: Gottfried Semper ha concepito la struttura fin dal principio come ambiente destinato alla custodia e all´esposizione di capolavori pittorici, per cui i percorsi e l´illuminazione sono ottimali (al confronto di quanto accade in spazi riadattati).</p>
<p>Ancora più sorprendete che la collezione sia giunta così ricca fino a noi: rilevata da Augusto I dai governatori di Modena e dagli Este di Ferrara, è stata smistata negli anni ´40 tra le centinaia di castelli sassoni, portata in Russia nel Dopoguerra e successivamente restituita ai tedeschi. Non sono previste nuove acquisizioni, ma è ammirevole l´impegno per la conservazione di questi capolavori in collaborazione con istituzioni internazionali come ad esempio il Getty Museum di Los Angeles.</p>
<p>Particolare attenzione merita il <strong>bookshop</strong> nel seminterrato, dove si trovano pubblicazioni a <strong>prezzi onesti</strong> (catalogo a 14,90 Euro – libri in offerta anche in inglese e italiano).</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Usciti dall´estasi artistica ci si può rilassare nei giardini del cortile approfittando dei <strong>concerti e dei balletti</strong> che da maggio a settembre si tengono nella cornice open air (<a href="http://www.dresden-theater.de" target="_blank">www.dresden-theater.de</a> &#8211; inizio spettacoli ore 18.30, biglietti a 12/10 Euro da acquistarsi in loco un´ora prima).</p>
</p>
</p>
<p>Percorrendo tutto il Brühlsche Terrassenufer – l´immensa terrazza barocca sul fiume – si giunge all´estremità opposta del centro storico fino ai <strong>musei civici </strong>(Stadtmuseum e Städtische Galerie Dresden). La mostra permanente riguarda la vita quotidiana a Dresda nelle varie epoche, da quando era poco più che uno snodo commerciale al dopoguerra.</p>
<p>Inoltre le esposizioni sono arricchite da un approfondimento sulla struttura architettonica della Frauenkirche, da una retrospettiva sull´<strong>Arte Degenerata</strong> messa al bando dal Nazismo nel ´33 (Entartete Kunst, prevalentemente opere espressioniste di Otto Dix), e da un interessantissimo percorso politico e storico sulla cosiddetta “<strong>Rivoluzione Pacifica</strong>” (Friedliche Revolution).</p>
<p>Questo concetto si riferisce alle modalità in cui è avvenuta la Riunificazione della Germania <strong>20 anni fa</strong>: un esaustivo apparato multimediale illustra il sistema “<strong>al di là del Muro</strong>” e come sia stato possibile effettuare un cambiamento epocale senza precipitare nella violenza, la rilevanza della mediazione della Chiesa Evangelica e soprattutto degli intellettuali locali – controparti  nel dibattito ideologica durante la Guerra Fredda. Si scoprono i retroscena curiosi della musica punk e della break dance in stile sovietico, delle parate dei giovani Pionieri, delle catene di montaggio della Trabant…</p>
<p><img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/09/dresda_propagandaDDR.jpg" alt="Dresda - propaganda DDR" title="Dresda - propaganda DDR" width="533" height="195" class="alignnone size-full wp-image-1612" /></p>
<p>Per il mio gusto l´allestimento assume una connotazione politica leggermente sbilanciata, che tende a ridicolizzare Honecker&amp;compagni – forse perché quest´anno ci sono le elezioni governative in Germania, esattamente a 20 anni dalla caduta del Muro e la Premier uscente è una “al di là del Muro”? <em>Ai posteri l´ardua sentenza</em>…</p>
</p>
</p>
<p><strong>Ma Dresda non è solo musei!</strong></p>
<p>Non è il caso di sforzarsi di riflettere sulle sorti di un mondo che è sfumato, sia esso il fasto di Augusto il Forte o il grigiore del regime: i musei restano sempre una risorsa per trascorrere le eventuali giornate di maltempo</p>
</p>
<p><img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/09/dresda_aussere_neustadt.jpg" alt="Dresda Aussere Neustadt" title="Dresda Aussere Neustadt" width="533" height="520" class="alignnone size-full wp-image-1605" /></p>
<p>Basta attraversare uno dei ponti sull´Elba per approdare nella <strong>Neustad</strong>: si percorre la <strong>Hauptstrasse</strong> – riconoscibile per il viale alberato tra i palazzi geometrici e le orride vetrine con le luci al neon del Museo del Calcio &#8211; e ci si infila nelle viette laterali costellate da boutique e atelier, oltre che da bistrò e ristorantini (consigliabile il <strong>Good friends</strong>, vietno-thai con un´abbondante <strong>zuppa a 7,50 Euro </strong>e una decente lista di vini). È sulla Hauptstrasse che si incontra la <strong>Chiesa Dreikönige</strong>: non molto significativa artisticamente, ma meritevole per la torre panoramica (<strong>soli 1,50 Euro</strong> decisamente più conveniente che la torre della Frauenkirche!). Da qui si nota la ferita che gli interventi urbanistici degli anni ´50 e´70 hanno inferito alle curve eleganti del barocco.</p>
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<p><img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/09/dresda_aussere_neustadt02.jpg" alt="Dresda Aussere Neustadt" title="Dresda Aussere Neustadt" width="533" height="293" class="alignnone size-full wp-image-1606" /></p>
<p>Alla fine della Hauptstrasse si giunge alla Albertplatz, spartiacque tra i quartieri borghesi e quelli bohemien dello Kneipen und Szeneviertel <strong>Äussere Neustadt</strong> (quartiere dei bar e della vita notturna). La Alaunstrasse, la Röthenburgerstrasse e la Louisenstrasse sono un susseguirsi di kebab (ottima qualità e ricco menu al pluripremiato <strong>Ararat</strong> – da <strong>3 Euro</strong>), discopub, ristoranti etnici e ritrovi come la <strong>Teegadrom Spielkneipe</strong> (teeira con giochi di società) che brulicano di gente.</p>
<p><img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/09/dresda_Louisenstrasse.jpg" alt="Dresda Louisenstrasse" title="Dresda Louisenstrasse" width="533" height="283" class="alignnone size-full wp-image-1609" /></p>
<p>Finalmente una città tedesca dove ci sono i negozi aperti <strong>fino a tarda notte</strong> (piccoli Spätladen e il supermercato Konsum fino alle 22) e dove si può ordinare da mangiare dopo le 8 di sera! Una città dove per strada si sente la musica, dove qualcuno parcheggia in doppia fila e getta qualche cartaccia per terra! Non è un inno al disordine, ma un segno di indubbia vitalità… talvolta in Germania si dubita che sia un ambiente umano tanto è rigoroso e perfezionista.</p>
<p><img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/09/dresda_sundaymorning.jpg" alt="Dresda sunday morning" title="Dresda sunday morning" width="533" height="390" class="alignnone size-full wp-image-1607" /></p>
<p>Che questo quartiere sia centro della <strong>cultura alternativa</strong> e fermento del pensiero <strong>anti-borghese</strong> lo testimoniano i <strong>negozi di dischi </strong>dai nomi provocanti come Drop Out o Black Sheep, di abbigliamento <strong>gothic-punk</strong>, le librerie tematiche, gli ostelli per la gioventù e anche il corrispettivo tedesco del SERT (servizio per le tossicodipendenze, sic!).</p>
<p>Conviene alloggiare in questo quadrilatero: 10 minuti a piedi o 5 di tram dal centro storico, ma più autentico perché fuori dalle vie tradizionali frequentate dai gruppi turistici.</p>
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<p>Il primo <strong>ostello indipendente</strong> di Dresda è stato il <strong>Mondpalast</strong> (<a href="http://www.mondpalast.de" target="_blank">www.mondpalast.de</a>, pernottamenti da <strong>16 Euro</strong> + 10 Euro di cauzione per la chiave, colazione a buffet per 6 Euro): il tema lunare implicito nel nome (= palazzo della luna) viene ripreso dalle camere, nominate secondo le costellazioni. Nonostante sia circondato da<strong> shisa-bars</strong> dove si fuma pipa ad acqua con tabacchi aromatizzati (legali) e l´animazione notturna, la sicurezza e la pulizia all´interno sono esemplari (non altrettanto rassicurante l´ostello Lolli´s Home).</p>
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<p>Dresda – come la Germania in generale – al palato di noi italiani non brilla per esperienze gastronomiche rilevanti: oltre a qualche dolce natalizio come lo <strong>Stollen al marzapane</strong>, ci si imbatte nel <strong>classico currywurst</strong> (Curry&amp;Co. Aus Liebe zur Wurst, Louisenstrasse).</p>
<p>Per assaggiare uno dei reperti golosi bisogna attraversare la città e arrivare fino all´inizio della <strong>Pragerstrasse</strong>: nello spartitraffico si trova il chiosco di gelati <strong>Haselbauer Eis</strong> (www.haselbauer-eis.de/), le cui cialde ripiene sono impresse nella memoria di generazioni.</p>
<p><img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/09/dresda_Pragerstrasse.jpg" alt="Dresda Pragerstrasse" title="Dresda Pragerstrasse" width="533" height="520" class="alignnone size-full wp-image-1611" /></p>
<p>Leccandosi le dita (le cialde non sono a cono!) si può dare un ultimo sguardo a quella che è la strada commerciale dello shopping e accorgersi davvero che qui il <strong>razionalismo socialista</strong> ha lasciato il segno con spigoli e facciate piatte. Nonostante gli ammodernamenti recenti, le strutture urbanistiche tradiscono i piani del regime: casermoni di cemento e un susseguirsi di piattume estetico prendono il sopravvento nei dintorni di <strong>Ferdinandplatz</strong>.</p>
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<p><img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/09/dresda_Pillnitzschloss.jpg" alt="Dresda Pillnitzschloss" title="Dresda Pillnitzschloss" width="533" height="283" class="alignnone size-full wp-image-1610" /></p>
<p>I sassoni sono molto orgogliosi della loro campagna (Sächsische Schweiz) e il territorio comunale di Dresda si estende lungo l´Elba fino a <strong>quartieri verdeggianti</strong> cosparsi di ville residenziali, con nomi che terminano in “witz” a ricordarne l´origine slava. Nonostante il campanilismo dei sassoni, ritengo che il modo migliore per risparmiare <strong>10 Euro</strong> sia evitare di prendere il battello a vapore per andare al Castello <strong>Pillnitzschloss</strong>. L´appellativo “<strong>Versaille sassone</strong>” è esagerato per questa residenza estiva della maitresse di Augusto il Forte, pur considerando che si può vedere nel parco di ispirazione giapponese la più <strong>grande camelia</strong> d´Europa (12 metri di diametro)… gli appassionati di botanica possono raggiungere Pillnitz con l´autobus di linea 83 per soli <strong>1,80 Euro</strong> e visitare <strong>gratuitamente</strong> i giardini.</p>
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<p>Lasciata Dresda la tappa successiva sarebbe idealmente Praga, a soli 170 km… buon viaggio “al di là del Muro”.</p>
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		<title>New York made my day!</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Sep 2009 13:15:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eli</dc:creator>
				<category><![CDATA[lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[travel]]></category>
		<category><![CDATA[New York]]></category>
		<category><![CDATA[USA]]></category>

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		<description><![CDATA[Ecco i consigli di MakeMyDay per non perdersi nel turbine di possibilità una volta arrivati nella Big Apple.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa fare se ci capita all’improvviso l’opportunità di partire per la Grande Mela e passarvi una settimana? E soprattutto, come fare se in quel momento non avete messo da parte grandi somme?</p>
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<p>La decisione di partire è stata entusiasta e forse un po’ incosciente, ma con il gruppo di amici (siamo partiti in 6) abbiamo unito le forze per rendere indimenticabile il viaggio.</p>
<p>Ovviamente in stile MakeMyDay: ovvero intensamente ma s<strong>enza andare in rosso!</strong></p>
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<div id="attachment_1875" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img class="size-full wp-image-1875" title="Un bar dell'East Village." src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/10/foto1.jpg" alt="Un bar dell'East Village." width="533" height="347" /><p class="wp-caption-text">Un bar dell&#39;East Village.</p></div>
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<p>Il secondo passo è stato quella di <strong>intervistare gli amici che c’erano già stati</strong> (grazie Nico!), e chiedere loro le dritte e i consigli sui posti e le esperienze da non perdere, e anche da qui questo articolo.</p>
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<p>Dopo aver trovato un volo A/R sui vari <strong>motori di ricerca</strong> (edreams.com, rumbo, ecc.), siamo passati all’alloggio; se si parte in gruppo (ma anche in 2) consiglio vivamente di affittare <strong>un appartamento</strong>, magari <strong>nel quartiere di Brooklyn</strong>, tranquillissimo e super giovane, che ospita un incredibile orto botanico e permette, oltre al costo più ragionevole rispetto all’Hotel, di avere una base da cui spostarsi e di sentirsi anche un po’ autoctoni. Per trovarlo consiglio <strong><a href="http://www.nyhabitat.com">Nyhabitat</a></strong>, testato personalmente da me e da amici.</p>
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<div id="attachment_1876" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img class="size-full wp-image-1876" title="Sempre l'East Village!" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/10/foto2.jpg" alt="Sempre l'East Village!" width="533" height="400" /><p class="wp-caption-text">Sempre l&#39;East Village!</p></div>
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<p>Risulta utile anche acquistare on line prima della partenza un <a href="http://www.citypass.com"><strong>City pass</strong></a>, un abbonamento che dà accesso alle principali attrazioni come musei, monumenti, che altrimenti risultano spesso proibitivi e si finisce per rinunciarvi.</p>
<p> </p>
<p>Lanciatevi a scoprire i grattacieli e osservate lo skyline mozzafiato dal <strong>Top of The Rock</strong><strong> del </strong><strong>Rockfeller center</strong>, esplorate <strong>Central Park in bicicletta</strong> (le noleggiano anche solo per 1 o 2 ore) e poi fate nel parco un pic nic take away (comprate tutto a <strong><a href="http://www.wholefoodsmarket.com">Wholefood</a></strong>, un supermercato speciae che accontenterà anche i più esigenti), scoprite i quartieri giovani come l’<strong>East Village</strong>, <strong>Soho</strong>, <strong>Williamsburg</strong>, con i loro negozietti e sushi-bar, e, tra un aperitivo e un mercatino, spingetevi a <strong>China Town</strong> se amate il kitsch o non resistete alla tentazione di possedere un orologio o una borsa di lusso.</p>
<p>Gironzolate e fermatevi a <strong>Union Square park</strong> direttamente distesi sull’erba. Da lì osservate il Flat iron Building.</p>
<p> </p>
<div id="attachment_1877" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img class="size-full wp-image-1877" title="Negozi a Little Italy." src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/10/foto3.jpg" alt="Negozi a Little Italy." width="533" height="347" /><p class="wp-caption-text">Negozi a Little Italy.</p></div>
<p> </p>
<p>Fatevi abbagliare (letteralmente) dalle luci di <strong>Times Square</strong>, e, per una volta, cedete al consumismo dell’M&amp;Ms store, l’impero dei parenti degli smarties!</p>
<p>Se amate l’arte poi, prendetevi tutto il tempo per visitare almeno il <strong>Moma</strong> e se possibile il <strong>Metropolitan Museum</strong>&#8230;</p>
<p> </p>
<p> </p>
<div id="attachment_1892" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img class="size-full wp-image-1892" title="Al Moma." src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/10/moma.jpg" alt="Al Moma." width="533" height="518" /><p class="wp-caption-text">Al Moma.</p></div>
<p> </p>
<p>Non voglio fare una cronaca delle esperienze vissute, ma vorrei solo dirvi ciò che ho portato a casa dal mio viaggio: la sensazione che ognuno possa trovare il proprio pezzetto di vita a New York, anche se ci si ferma solo una settimana.</p>
<p> </p>
<p>Personalizzate il vostro viaggio il più possibile <strong>e la città sarà docile e bellissima con voi.</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p>Enjoy!</p>
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<div id="attachment_1885" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img class="size-full wp-image-1885" title="On top of Rockfeller Centre." src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/10/foto51.jpg" alt="On top of Rockfeller Centre." width="533" height="510" /><p class="wp-caption-text">On top of Rockfeller Centre.</p></div>
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		<title>Sturm und Drang formato bomboniera</title>
		<link>http://www.makemydaymag.com/archives/1577</link>
		<comments>http://www.makemydaymag.com/archives/1577#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 17 Sep 2009 22:00:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa Pugliese</dc:creator>
				<category><![CDATA[culture]]></category>
		<category><![CDATA[travel]]></category>
		<category><![CDATA[germania]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[weimar]]></category>

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		<description><![CDATA[Alla scoperta di Weimar, nel cuore della verde Turingia, patrimonio dell´Unesco ed eletta Città Della Cultura nel '99]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In città non si sente l´eco dei <strong>Dolori del Giovane Werther</strong>, né il travaglio della <strong>Repubblica di Weimar</strong>, né i pettegolezzi sui protagonisti della <strong>Bauhaus</strong>, e per fortuna nemmeno l´odore di morte di <strong>Buchenwald</strong>…</p>
<p>… non per questo <strong>Weimar</strong> è una destinazione da sottovalutare, soprattutto se si è in viaggio tra Berlino, Dresda e Praga – magari con un biglietto Inter-Rail (<a href="http://italiano.interrailnet.com/enit/interrail-home" target="_blank">http://italiano.interrailnet.com/enit/interrail-home</a>).</p>
<p>Infatti Weimar si trova nel cuore della verde <strong>Turingia</strong>, uno dei nuovi Bundesländer della Germania riunificata, è <strong>patrimonio dell´Unesco</strong> ed è stata <strong>Città Della Cultura nel 1999</strong>: grazie alle sovvenzioni ricevute oggi si presenta come una bomboniera romantica.</p>
</p>
<p><img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/09/weimar_marktplatz.jpg" alt="weimar marktplatz" title="weimar marktplatz" width="533" height="261" class="alignnone size-full wp-image-1582" /></p>
<p>Nonostante le dimensioni ridotte (oggi 64.000 abitanti e solo 6.000 ai tempi di Goethe), Weimar nei secoli ha saputo caratterizzarsi come centro culturale di rilevanza internazionale.</p>
<p>E si è di conseguenza attrezzata per ospitare visitatori e viaggiatori di ogni tipo: hotel di lusso come il Russischer Hof, hotel-monumenti frequentati da star e politici come l´Elephant, ma anche strutture per le migliaia di studenti assetati di arte che frequentano le università cittadine famose in tutto il mondo, la <em>Bauhaus</em> e la <em>Hochschule für Musik</em>.</p>
</p>
<p><img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/09/hababusch_ingresso.jpg" alt="hababusch_ingresso" title="hababusch_ingresso" width="533" height="253" class="alignnone size-full wp-image-1583" /></p>
<p>Meritevole per storia&amp;gestione l´<strong>ostello No-Profit Hababusch</strong>, che prende il nome da Lieselotte Hababusch, probabilmente la prima backpacker del mondo! Infatti è lei che risiede a Weimar in questa casa barocca del 1770, in seguito a un pellegrinaggio a Santiago di Compostela.</p>
<p>La costruzione negli anni ´80 è stata adattata internamente ad abitazione e <strong>dal 1996 ospita sia gli studenti residenti, sia i viaggiatori di passaggio</strong>. E l´atmosfera che vi si respira è proprio quella di una casa privata, dove  principio della collaborazione viene vissuto in ogni ambiente, nonostante l´apparente casino (“caos” o “disordine” risulterebbero termini eufemistici) tutto funziona in armonia come se dall´entropia si materializzasse un meccanismo di dare-avere equilibrato e risolutivo…</p>
</p>
<p><img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/09/hababush_interno.jpg" alt="hababush_interno" title="hababush_interno" width="533" height="175" class="alignnone size-full wp-image-1584" /></p>
<p>La cucina è a disposizione di tutti a condizione che si rispetti la raccolta differenziata e non si frigga (non c´é la cappa ispiratrice ma almeno una tazza di tè gratuito non si nega a nessuno), le docce sono in comune con acqua calda e gratuita a condizione che si sia parsimoniosi (efficace il cartello all´entrata “<strong>save water, shower with a friend</strong>”), i dorms senza serratura aperti giorno&amp; notte e ho personalmente visto lasciati incustoditi laptop, i-pod, fotocamere… si può utilizzare internet in cambio di una piccola offerta, oppure utilizzare gratuitamente con il proprio laptop la rete Wi-Fi. Strano che un posto così sgarrupato, con arredamento second-hand di varie fogge sia corredato di tale tecnologia, ma parecchi adesivi ricordano che l´energia elettrica che rifornisce la casa è certificata da Greenpeace!</p>
<p>Insomma, un esperimento di educazione civica ben riuscito, in pieno centro storico, che offre anche noleggio bici e scambio di libri, per <strong>10 Euro a notte</strong> (senza colazione, sorry!).</p>
</p>
<p><img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/09/hababusch_soggiorno.jpg" alt="hababusch_soggiorno" title="hababusch_soggiorno" width="533" height="231" class="alignnone size-full wp-image-1585" /></p>
<p>Meno anarchico e altrettanto funzionale l´<strong>ostello Labyrinth</strong> (tra il centro giovanile e il cinema Mon Ami, <a href="http://www.weimar-hostel.com/en/index.html" target="_blank">www.weimar-hostel.com/en/index.html</a>), che – con <strong>meno charme ma maggior struttura</strong> &#8211; offre colazione, prestito di ferro da stiro, accetta carte di credito e mette a disposizione una terrazza-giardino per improvvisare BBQ: anche qui un pernottamento si paga <strong>minimo 10 Euro</strong>.</p>
<p>La cucina dell´ostello é allestita in modo pragmatico e se ne può usufruire liberamente, soprattutto perché dopo qualche giorno le proposte gastronomiche dei locali cittadini possono risultare ripetitive: <em>Thüringer Bratwurst</em> (il wurstel della Turingia alla brace) e <em>Kloß</em> (gnocconi grandi come canederli fatti di pane e patate da inondare di salsa di carne). </p>
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<p>Weimar é conosciuta come la città delle cipolle, a cui é dedicata una sagra autunnale: ma purtroppo non sono certo le pietanze a base di cipolle a rivalutare il giudizio sulla gradevolezza e la (scarsa) varietà dei menu locali. I ristorantini e le birrerie sono decisamente suggestivi, ma propongono menu molto omogenei; per alternare, ci si può rifugiare in qualche gelateria italiana, nelle eleganti pasticcerie, nei meno eleganti ma molto economici diffusissimi take-away cinesi (<strong>wok vegetariani da 2.50 euro</strong>), nei kebab sul viale che porta alla stazione (Hauptbahnhof). De gustibus…</p>
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<p><img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/09/weimar_citazioni.jpg" alt="weimar_citazioni" title="weimar_citazioni" width="533" height="174" class="alignnone size-full wp-image-1586" /></p>
<p>A dire il vero, Weimar non era la città natale di <em>Goethe</em>, e nemmeno di <em>Nietzsche</em> o <em>Lisz o Bach</em> o <em>Van der Velde</em>, ma qui questi personaggi hanno trovato mecenati illuminati e fonti di ispirazione notevoli, tanto da trascorrerci gli anni decisivi delle loro carriere artistiche: a ricordarli si trovano scritte con loro citazioni dipinte sulle facciate degli edifici, oltre a varie targhe commemorative.</p>
</p>
</p>
<p>Passeggiando nel centro storico (visite guidate anche in inglese presso l´<strong>Ufficio del Turismo in Marktplatz</strong>, riconoscibile per gli intarsi verdi, <a href="http://www.weimar.de/en/tourism/homepage/tourist-information" target="_blank">www.weimar.de/en/tourism/homepage/tourist-information</a> ) – talmente piccolo che nominare gli indirizzi è superfluo – non si può mancare la casa di <strong>Schiller</strong>, e nemmeno quella di <strong>Goethe</strong>, tantomeno il <strong>Teatro nella Theaterplatz</strong>, dove si eseguono tuttora versioni classiche o contemporanee del <strong>Faust</strong> e dove è stata proclamata la prima costituzione democratica tedesca dell’omonima<strong> Repubblica nel 1919</strong>.</p>
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<p><img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/09/weimar_universita.jpg" alt="weimar_universita" title="weimar_universita" width="533" height="609" class="alignnone size-full wp-image-1588" /></p>
<p>Deviando dalla traiettoria Theaterplatz, Goetheplatz, Marktplatz, ci si avvia verso la<strong> Hochschule für Musik</strong> – l´università musicale dove in estate si tengono master classes per professionisti internazionali (<a href="http://www.hfm-weimar.de" target="_blank">www.hfm-weimar.de</a>) – si passa davanti alla <strong>Biblioteca Anna Amalia</strong> che racchiude nelle sale e nei sotterranei decine di migliaia di volumi antichi sopravvissuti ai svariati incendi, di cui l´ultimo nel 2004 durante il trasloco nell´archivio sotterraneo climatizzato (visitabile su prenotazione), al castello e ci si può gradevolmente perdere nell´immenso parco circostante (per informazioni sugli orari di apertura e la prenotazione dei biglietti <a href="http://www.klassik-stiftung.de" target="_blank">www.klassik-stiftung.de</a>).</p>
</p>
</p>
<p><img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/09/weimar_Gartenhaus.jpg" alt="weimar - Goethe&#039;s Gartenhaus" title="weimar - Goethe&#039;s Gartenhaus" width="533" height="273" class="alignnone size-full wp-image-1593" /></p>
<p>Weimar si dice abbia più superficie verde che superficie edificata&#8230; e non è difficile crederlo quando ci si imbatte in una casetta modesta che spunta dal verde: è la <strong>Gartenhaus </strong>che Goethe ha ricevuto in omaggio dal governo di Weimar affinché si convincesse a risiedere in questa città e a divenirne ministro e consigliere.</p>
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<p>In puro stile romantico appaiono alcune rovine sparse tra i giardini: alcune sono rovine autentiche, altre sono simulazioni che assecondavano le suggestioni ottocentesche dello <strong>Sturm und Drang</strong>. Tra queste mura diroccate posticce, si scorge una statua… non è ne’ <em>Goethe</em> (onnipresente in città!) né <em>Schiller</em> (anche lui molto gettonato) ma è la statua di un artista geniale e inaspettato: Shakespeare. Questa è l´unica statua di <em>Shakespeare</em> sul Continente, ossia fuori dalle isole britanniche.</p>
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<p>Invece i resti degli archi goticheggianti sono (parzialmente) autentici nel senso che non sono di epoca gotica, ma è vero che prima sorreggevano una costruzione e che sono serviti come atelier a <strong>Ittens</strong>, un esponente un po´ bizzarro della <em>Bauhaus</em>, che aveva qui il suo atelier con annesso orto dove coltivare verdure secondo le tecniche ayurvedico (un precursore del biologico e della new age!).</p>
</p>
<p><img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/09/weimar_HausAmHorn.jpg" alt="weimar haus am horn" title="weimar haus am horn" width="533" height="293" class="alignnone size-full wp-image-1589" /></p>
<p>Proseguendo lungo il vialetto <em>“am Horn”</em> si raggiunge un´altra casa definita “un´attrazione turistica”, che condivide paradossalmente la modestia della <em>Gartenhaus</em> goethiana: è la <strong>Haus am Horn</strong>, l´edifico modello della <em>Bauhaus</em>, edificata e arredata secondo i principi progressisti della scuola (<a href="http://www.uni-weimar.de/bauhausspaziergang" target="_blank">www.uni-weimar.de/bauhausspaziergang</a>).</p>
</p>
<p><img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/09/weimar_cimitero.jpg" alt="weimar_cimitero" title="weimar_cimitero" width="533" height="232" class="alignnone size-full wp-image-1590" /></p>
<p>Sempre per restare nel verde, vale la pena visitare il <strong>cimitero in pure stile romantico</strong> dove si trovano la tomba di <em>Goethe</em> e il sarcofago di <em>Schiller</em> (vuoto, il corpo è stato gettato in una fossa comune): l´atmosfera non è macabra, ma quasi gradevole tra le croci in ferro battuto appositamente lasciate esposte alle intemperie, storte e irregolari, a enfatizzare le atmosfere dei romantici.</p>
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<p>Anche il filosofo Friedrich Nietzsche é morto a Weimar, e poco distante dal centro storico, su una collina si trova l´archivio nietzschiano: fondato dalla sorella e arredato da Van der Velde, é stato mitizzato dai nazionalsocialisti e successivamente ignorato dal regime della Germania Democratica, ma oggi é stato nuovamente abilitato a meta turistica e vi si trova parecchia documentazione sul filosofo e il suo pensiero.</p>
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<p>Molti personaggi illustri han trovato la morte a Weimar, ma se ne ricordano anche di meno illustri: le oltre <strong>50.000 vittime</strong> del campo di concentramento di <strong>Buchenwald</strong>, su una collina a soli 6 kilometri dal centro cittadino.</p>
<p>Nel periodo di attività, il campo era collegato a Weimar dalla ferrovia costruita dagli stessi detenuti e ora smantellata: gli ultimi 3 kilometri di quel percorso sono ora diventati un sentiero commemorativo nel bosco che conduce all´entrata del lager (<a href="http://www.buchenwald.de/english" target="_blank">www.buchenwald.de/english</a>, <strong>entrata gratuita</strong>).</p>
<p>Ogni commento sulle emozioni e le riflessioni che suscita questa visita é superfluo: di informazioni sull´<strong>Olocausto</strong> se ne sono pubblicate moltissime, di vari colori politici e altrettante prospettive storiche e sociologiche. L´opportunità di questa visita é da valutarsi individualmente, a seconda di quanto si é disposti a farsi toccare le corde dell´anima mentre si attraversa il portale di ferro con la scritta “<strong>Jedem das seine</strong>” (a ognuno il suo).</p>
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		<title>MakeMyJourney #3: Going my way?</title>
		<link>http://www.makemydaymag.com/archives/1374</link>
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		<pubDate>Tue, 04 Aug 2009 20:13:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgia Martinucci</dc:creator>
				<category><![CDATA[lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[travel]]></category>
		<category><![CDATA[autostop viaggi vacanze]]></category>

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		<description><![CDATA[Partenza in autostop? Come programmare l'itinerario via internet trovando in anticipo tutti i passaggi!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per i puristi dell&#8217;autostop questo post sembrerà assurdo;  parliamo di una  filosofia di vita che si basa sul caso, è perciò ossale pensare che via internet è oggi  possibile programmarlo, il caso.</p>
<p>E&#8217; più giusto dire che è si tutt&#8217;ora plausibile decidere di affidarsi al caso e godersi il viaggio, la compagnia di sconosciuti conducenti e gli imprevisti più imprevedibili che renderanno quell&#8217;esperienza il vostro cavallo di battaglia ogni volta che sarete chiamati a raccontare una storia divertente.<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1400" title="autostop" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/08/autostop01.jpg" alt="autostop" width="533" height="256" /></p>
<p>Ciò di cui ci occupiamo qui forse quindi è più corretto definire <strong>una seconda e nuova modalità di autostop</strong> , senza peraltro pretendere che la già esistente scompaia.</p>
<p>E anche il termine si trasforma: da autostop a <strong>RoadSharing</strong>.</p>
<p><strong>Condividere la strada e  il viaggio</strong>, trovando chi viaggia nello stesso momento sulla stessa tua strada.  Oppure scoprire di voler partire trovando chi parte dalla tua stessa città e va oltralpe.<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1401" title="autostop" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/08/autostop02.jpg" alt="autostop" width="533" height="275" /></p>
<p>In internet troviamo infatti <strong>moltissimi siti</strong> che possono aiutarvi a trovare qualcuno disposto a darvi un passaggio per la vostra destinazione. Spesso si tratta di <strong>dividere a metà le spese per la benzina </strong>ed eventuali interventi necessari all&#8217;auto.</p>
<p>Se avete deciso di andare in vacanza in quel di Trento oppure ci vivete, sappiate che è già attivo un servizio di autostop &#8220;regolamentato&#8221;, <a href="http://www.jungo.it/" target="_blank">Jungo</a>,  un sistema di  carpooling insolito ispirato all&#8217;autostop.  La tessera Jungo sarà il vostro pollice alzato che permetterà di essere riconosciuti e imbarcati da altri conducenti aderenti al programma, sapendo di pagare una tariffa fissa stabilita a priori   (l’ipotesi accreditata è 0.10 € di fisso + 0.1 € a km).<br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1402" title="autostop" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/08/autostop03.jpg" alt="autostop" width="533" height="520" /><br />
Se invece i vostri programmi prevedono itinerari più lunghi e all&#8217;estero, <a href="http://www.roadsharing.com/it/" target="_blank">Roadsharing</a> e <a href="http://www.hitchhikers.org/index.cgi?lang=it;" target="_blank">HitchHikers.org</a> sono due siti dove <strong>è possibile trovare offerte di passaggiare e inserire la propria</strong>. Gratuitamente.</p>
<p>Non siete ancora convinti ma siete tentati? Confrontatevi e trovate informazioni su <a href="http://www.digihitch.com/" target="_blank">DigiHitch</a>, il forum dei backpackers e degli autostoppisti.</p>
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		<title>MakeMyJourney#2: take a walk on the free side</title>
		<link>http://www.makemydaymag.com/archives/1223</link>
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		<pubDate>Sun, 19 Jul 2009 19:04:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgia Martinucci</dc:creator>
				<category><![CDATA[lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[travel]]></category>
		<category><![CDATA[tours]]></category>
		<category><![CDATA[vacanze]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Come visitare una città ad impatto zero per l'ambiente e per le vostre tasche.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Follow me please!  Follow me please!</strong><br />
<strong></strong><br />
Quante volte avete sentito questa frase, specialmente se abitate in una città turistica?<br />
<strong></strong><br />
E&#8217; il mantra che ripete ogni guida turistica che scorrazza il gregge di turisti tra le bellezze della città, con un ombrellino in mano o, per le più organizzate, con palettine ad hoc. Orde di zombie dai piedi impalmati in calzini e sandali, muniti di cappellini e improbabili outfits verde mela coordinati con rosa pastello, la seguono e la riveriscono.<br />
<strong></strong><br />
E quante volte vedendoli vi siete ripetuti che mai e poi mai sareste finti anche voi nel mischione?  Eppure quando poi si giunge al dunque, al momento della partenza, ci si rende conto che forse, girare tutta la città da soli con guida Lonely Planet alla mano, è forse più faticoso del previsto.<br />
<strong></strong><br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1230" title="free walk tours" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/07/fwt00.jpg" alt="free walk tours" width="533" height="422" /><br />
<strong></strong><br />
Se non volete ritrovarvi a spendere una fortuna per far parte dell&#8217;ennesimo gregge, una nuova tendenza nelle visite guidate vi viene incontro. Parliamo  dei <strong>free walking tours</strong>, visite guidate della città che potete decidere alla fine <strong>se e quanto pagare</strong>. Funzionano infatti sul meccanismo della <strong>mancia</strong>: se ci si ritiene soddisfatti si sborsa quanto ritieniamo giusto per le nostre tasche e per il servizio ricevuto, altrimenti si può non pagare e andarsene via. Ogni offerta è comunque valida!<br />
<strong></strong><br />
Ce ne sono di tutti i tipi, anche se comunque sono maggiormente diffusi quelli rivolti ad un&#8217;utenza giovane, i più probabili &#8220;utilizzatori finali&#8221; di questo tipo di tours.  Ad esempio quelli condotti dal gruppo  <a href="http://www.sandemans-new.com/" target="_blank">Sandemans</a>, che o<strong>rganizza visite in Europa e perfino in Israele</strong>.<br />
<strong></strong><br />
Solitamente <strong>non serve la prenotazione</strong>, è previsto un punto di ritrovo a vari orari della giornata dove si viene smistati in base alle <strong>lingue parlate</strong> (anche se, l&#8217;italiano non è mai previsto, di solito si tratta della lingua autoctona più inglese e spagnolo).  Da lì parte la visita guidata ad impatto zero, perchè <strong>si va a piedi</strong>, o comunque per <strong>brevi tratti con i mezzi</strong>, e le guide sono ragazzi giovani, che includono spesso nei loro discorsi più che date e fatti storici, anche riferimenti allo <strong>stile di vita della città</strong>, ai <strong>fatti curiosi</strong> che possono esservi accaduti e a piccole incursioni nella vita dell&#8217;<strong>autoctono</strong> vero e proprio. Insomma non la solita noiosa guida con ombrellino.<br />
<strong></strong><br />
<img class="alignnone size-full wp-image-1229" title="fwt01" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/07/fwt01.jpg" alt="fwt01" width="533" height="292" /><br />
<strong></strong><br />
Ovviamente i free walking tours si prestano alla <strong>tematizzazione</strong> della visita guidata e ne vengono proposti dai più generali ai più specifici, come ad esempio la <a href="http://www.villagealliance.org/events.html" target="_blank">visita del quartiere Greenwhich Village di NYC</a>, oppure di una <a href="http://www.34thstreet.org/district/guide/tours.php" target="_blank">sola strada,</a><br />
<strong></strong><br />
Un&#8217;altra soluzione sono le guide via <strong>podcast</strong>. Scaricabili  gratis quasi da ogni sito istituzionale degli enti del turismo, come il <a href="http://www.nyc.gov/html/film/html/news/podcast_main.shtml" target="_blank">tour delle location dei film a NYC</a>, oppure <a href="http://www.visitdublin.com/multimedia/DublinPodcasts/iwalk.aspx?id=275" target="_blank">il tour del birrificio Guinness di Dublino</a>,  sono disponibili quando e come volete sul vostro lettore mp3, rappresentano la  soluzione ideale se avete <strong>tempi stretti</strong> e molti impegni. Vi permettono di accendere l&#8217;ipod e camminare per il percorso previsto, segnato su una <strong>mappa</strong> da stampare  in allegato con il file mp3.<br />
<strong></strong><br />
Si trovano inoltre cercando via google ulteriori siti, in riferimento alla città che si desidera visitare.<br />
<strong></strong><br />
Un sito che ne raccoglie in gran quantità è <a href="http://www.iaudioguide.com/" target="_blank">I Audio Guide</a>, dove è possibile trovare più di <strong>40 città</strong> diverse.<br />
<strong></strong><br />
Insomma evitare di finire nel &#8220;gruppo vacanze Piemonte&#8221; è possibile, basta ingegnarsi.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Berlino: non se ne ha mai abbastanza</title>
		<link>http://www.makemydaymag.com/archives/1157</link>
		<comments>http://www.makemydaymag.com/archives/1157#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 18 Jul 2009 22:58:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Elisa Pugliese</dc:creator>
				<category><![CDATA[travel]]></category>
		<category><![CDATA[berlino]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>

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		<description><![CDATA[Di Berlino non si può avere che una visione personale, tanto la città è multisfacettata, versatile e in grado di offrire emozioni e impressioni sempre nuove.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di Berlino non si può avere che una visione personale, tanto la città è multisfacettata, versatile e in grado di offrire <strong>emozioni e impressioni sempre nuove</strong>.</p>
<p>Ogni soggiorno lascia la voglia di tornarci per la sensazione di non aver esplorato ogni angolo, di non averne mai abbastanza.</p>
<p> </p>
<p>Berlino è una metropoli in grado di <strong>coniugare gli ossimori</strong> della nostra epoca:<br />
- <em><strong>cosmopolita</strong></em> ma non globalizzata, nel senso che è non é standardizzata come capita nelle altre capitali, ricca di posticini tipici e senza (troppe) insegne                    commerciali global (soprattutto nella parte Est);<br />
- <strong><em>individuale <span style="font-style: normal; font-weight: normal; ">ma non individualista, un intreccio di personalità e stili e al contempo      umana e accogliente;</span></em></strong></p>
<p><strong><em><span style="font-style: normal; font-weight: normal; ">- </span>cool<span style="font-style: normal; font-weight: normal; "> </span><span style="font-style: normal; font-weight: normal; ">ma      non chic, centro della sperimentazione culturale senza esser snob;</span></em></strong></p>
<p><strong><em><span style="font-style: normal; font-weight: normal; ">- </span>fashion<span style="font-style: normal; font-weight: normal; "> ma non fashion-victim, lifestyle d´avanguardia ma accessibile</span></em></strong></p>
<p> </p>
<p>Innanzitutto vale la pena di concentrarsi sui preparativi pre-partenza, per <strong>entrare nel mood</strong>!</p>
<p>Qualche <strong>assaggio artistoide</strong> si trova su <a href="www.fabiosstuffonthe.net" target="_blank">www.fabiosstuffonthe.net</a>, uno spaccato della Berlino alternativa, anarchica, democratica, creativa e permissiva, che sfugge a ogni etichettatura stilistica e filosofica. </p>
<p>E la ricca filmografia aiuta non poco. Berlino, infatti, oltre a esser sede di un notevole <strong>Festival del Cinema</strong> (<a href="www.berlinale.de/en/HomePage.html" target="_blank">www.berlinale.de/en/HomePage.html</a>), è fonte d’</p>
<p>ispirazione per opere variegate, tra cui le imperdibili:</p>
<p> </p>
<p>- Il cielo sopra Berlino, Wim Wenders (1987) </p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1162" title="Il cielo sopra Berlino" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/07/foto11.jpg" alt="Il cielo sopra Berlino" width="533" height="239" /></p>
<p>- Goodbye Lenin, Wolfgang Becker (2003);</p>
<p>- Christiana F. e i ragazzi dello zoo di Berlino, tratto dall&#8217;omonimo libro (1981);</p>
<p>- In Berlin, Michael Ballhaus (2009 &#8211; solo in tedesco);</p>
<p>- Video U2 &#8211; Stay (Faraway and so close);</p>
<p> </p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="390" height="250" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/_cFcL1VjLvY&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="390" height="250" src="http://www.youtube.com/v/_cFcL1VjLvY&amp;hl=en&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"> </embed></object></p>
<p> </p>
<p>E quando la voglia di partire cresce a dismisura, è ora di <strong>organizzare il viaggio</strong>!</p>
<p> </p>
<p>Berlino è collegata con <strong>voli low-cost</strong> dall´Italia (<a href="www.airberlin.com" target="_blank">www.airberlin.com</a>  voli a/r da <strong>88 euro</strong>) e dall´<strong>aeroporto di Tegel</strong> si raggiunge coi mezzi pubblici il centro città (<a href="http://www.bvg.de/index.php/en/17096/name/Homepage.html" target="_blank">http://www.bvg.de/index.php/en/17096/name/Homepage.html</a>).</p>
<p> </p>
<p>Chi invece si trova già in Germania, può usufruire dell&#8217;affidabile servizio di <strong>passaggi-in-auto</strong> (<a href="www.mitfahrgelegenheit.de" target="_blank">www.mitfahrgelegenheit.de</a> solo in tedesco): una piattaforma web in cui si trovano offerte/richieste di passaggi auto da una città all´altra finalizzati alla spartizione delle spese (sicuri, non si rischia lo stupro! Lo utilizzano giornalmente famiglie e ragazze).</p>
<p> </p>
<p>In aereo si puó anche imbarcare la bicicletta, oppure affittarla sul posto: Il <strong>noleggio bici</strong> è conveniente e suggestivo (molte postazioni di bici a nolo, ad es. <a href="http://www.fahrradverleihberlin.com/italian.html" target="_blank">http://www.fahrradverleihberlin.com/italian.html</a>) specialmente lungo l´<strong>itinerario del Muro</strong> (in vendita su Amazon ma in tedesco <a href="http://www.amazon.de/Bikeline-Radatlas-Berlin-sch%C3%B6nsten-bikeline-Radtourenbuch/dp/385000144X" target="_blank">http://www.amazon.de/Bikeline-Radatlas-Berlin-sch%C3%B6nsten-bikeline-Radtourenbuch/dp/385000144X</a>).</p>
<p> </p>
<p>Una rassicurazione per i più pigri: Berlino &#8211; per quanto sconfinata &#8211; si gira agevolmente e in sicurezza con i mezzi pubblici (anche linee notturne).</p>
<div id="attachment_1169" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img class="size-full wp-image-1169" title="foto di  Thomas Troppmann" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/07/foto2.jpg" alt="source: Thomas Troppmann" width="533" height="400" /><p class="wp-caption-text">source: Thomas Troppmann</p></div>
<p>Date le dimensioni urbane, risulta determinante la scelta dell´<strong>alloggio</strong>: personalmente consiglio la zona Est, precisamente i quartieri di <strong>Prenzlauerberg </strong>o<strong> Mitte</strong>. Oltre a essere logisticamente strategica per raggiungere a piedi Alexander Platz, Oranienburgerstrasse e la relativa <strong>night life</strong>, è una zona in cui si respira lo spirito libero della Berlino post-muro, in un melting-pot di stili e personalità.</p>
<p> </p>
<p>Ottima esperienza recente all´<strong>O</strong><strong>stello</strong> <strong>The Circus</strong> (<a href="http://www.circus-berlin.de/4/circus_berlin_hostel.html" target="_blank">http://www.circus-berlin.de/4/circus_berlin_hostel.html</a>): pulito e sobrio con un tocco di design colorato, una cura degli spazi e dei servizi che stupisce rispetto alle tariffe economiche che propone. La colazione non è inclusa nel prezzo del pernottamento, ma l&#8217;annesso Bistro offre un buffet dolce&amp;salato fino a tardi che consente di fare ogni giorno un brunch per soli <strong>5 euro</strong>. Altrettanto soddisfacenti le combinazioni croissant&amp;caffe´, muffin&amp;latte macchiato o yogurt&amp;frutta&amp;müsli per soli <strong>3 euro</strong> (porzioni grandi!).</p>
<p>Per onestà di cronaca alcune note dolenti (minimali): le bevande disponibili nel frigorifero della reception sono maggiorate di prezzo in confronto a quelle in vendita appena fuori dall&#8217;ostello; il discopub nel seminterrato è penoso; il servizio di pulizia camera non è quotidiano (puliscono il giorno in cui si lascia la camera e basta).</p>
<p> </p>
<div id="attachment_1173" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img class="size-full wp-image-1173" title="Circus-Berlin" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/07/foto3-copy.jpg" alt="source: http://www.circus-berlin.de/ptour_wein.html" width="533" height="355" /><p class="wp-caption-text">source: http://www.circus-berlin.de/ptour_wein.html</p></div>
<p> </p>
<p>Altrettanto piacevole il soggiorno all&#8217;<strong>ostello</strong> <strong>Pfefferbett</strong> (<a href="http://www.pfefferbett.de/en/" target="_blank">http://www.pfefferbett.de/en/</a>) ricavato da un edificio industriale di 150 anni fa. Pernottamenti da <strong>12 euro</strong> secondo il motto “take it easy” che ben si concilia con il bigliardo, il ping-pong, il caminetto, il giardino e la terrazza a disposizione degli ospiti.</p>
<p>In alternativa, si può considerare un <strong>appartamento</strong> da affittare tramite  <a href="www.ferienwohnung-zimmer-berlin.de" target="_blank">www.ferienwohnung-zimmer-berlin.de</a></p>
<p> </p>
<p>Se visitate Berlino per la prima volta, il <strong>sightseeing più classico</strong>: Alexander Platz, Isola dei Musei con l&#8217;Altare di Pergamo e la Alte Nationalgalerie, la Siegessäule con l&#8217;angelo dorato protagonista del video degli U2 e del film di Wim Wenders, la Gedächtniskirche, il castello di Charlottenburg, il Checkpoint Charlie (<a href="www.mauer-museum.com" target="_blank">www.mauer-museum.com</a>), la Porta di Brandeburgo, il Kudamm cioè il Kurfurstendamm, Potsdamer Platz con le architetture “<em>renzopianiane</em>”, ecc. Molti di questi luoghi sono soste dell´<strong>autobus numero 100</strong>.</p>
<p> </p>
<p>Soprattutto in caso di brutto tempo, si possono trascorrere le giornate al chiuso senza noia, approfittando della <strong>carta dei musei valida 3 giorni</strong> (3-TAGE-Karte SchauLUST MuseenBERLIN  <strong>15 euro intero; 7,5 euro ridotto</strong>) per visitare i musei più bizzarri, come ad esempio il <strong>DDR Museum</strong> per i nostalgici dell&#8217;iconografia “dei tempi che furono” o il Schwules Museum dedicato alla cultura omosessuale - aperto tutto l&#8217;anno, highlight a fine giugno in occasione del Gay Pride.</p>
<p><em></p>
<div id="attachment_1175" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img class="size-full wp-image-1175" title="www.fabiosstuffonthe.net/pickofjuly.html " src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/07/foto4.jpg" alt="source: http://www.fabiosstuffonthe.net/pickofjuly.html " width="533" height="400" /><p class="wp-caption-text">source: http://www.fabiosstuffonthe.net/pickofjuly.html </p></div>
<p></em></p>
<p>Quest´anno ricorre il ventennale della caduta del Muro e sono allestite in svariati angoli della città postazioni informative e commemorative: un po&#8217; kitsch ma significative.</p>
<p> </p>
<p><em></p>
<div id="attachment_1176" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img class="size-full wp-image-1176" title="Berlino" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/07/foto5.jpg" alt="foto di Elisa Pugliese" width="533" height="347" /><p class="wp-caption-text">foto di Elisa Pugliese</p></div>
<p></em></p>
<p>Se invece avete voglia e tempo per perdervi nelle atmosfere particolari che questa città offre a ogni angolo, <strong>lasciatevi ispirare dal momento</strong>, dal vostro umore e da ogni angolo che possa attirare il vostro sguardo, dai particolari giocosi come una delle icone berlinesi: l&#8217;Ampelmann, ossia l&#8217;omino dei semafori che qui ha uno styling particolare.</p>
<p> </p>
<p><em></p>
<div id="attachment_1177" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img class="size-full wp-image-1177" title="Berlino2" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/07/foto6.jpg" alt="foto a sinistra di Elisa Pugliese. Foto a destra di Thomas Troppmann" width="533" height="319" /><p class="wp-caption-text">foto a sinistra di Elisa Pugliese. Foto a destra di Thomas Troppmann</p></div>
<p></em></p>
<p><strong>Camminare con il naso all´insù</strong> nei dintorni di Prenzlauerberg, Bergmann Strasse, Mitte o Kreuzberg e scoprire architetture liberty o cimiteri silenziosi, cortili dove vengono allestiti vernissage o improvvisati techno-parties: tutto questo è possibile e non programmabile a Berlino! È in continuo fermento, uno scenario underground imprevedibile, un catalizzatore di arti e filosofie sincretiche.</p>
<p> </p>
<p><em></p>
<div id="attachment_1178" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img class="size-full wp-image-1178" title="Berlino 3" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/07/foto7.jpg" alt="Foto di Elisa Pugliese" width="533" height="364" /><p class="wp-caption-text">Foto di Elisa Pugliese</p></div>
<p></em></p>
<p><em></p>
<div id="attachment_1179" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img class="size-full wp-image-1179" title="http://www.fabiosstuffonthe.net/pickofoctober.html" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/07/foto8.jpg" alt="source: http://www.fabiosstuffonthe.net/pickofoctober.html" width="533" height="400" /><p class="wp-caption-text">source: http://www.fabiosstuffonthe.net/pickofoctober.html</p></div>
<p></em></p>
<p><strong>Berlino è una città da vivere, non da comprare!</strong></p>
<p>…Comunque qualche souvenir si può anche mettere in valigia, oltre che salvarlo nella nostra memoria emozionale.</p>
<p>Ad esempio scovando cimeli vintage nei vari mercatini delle pulci (<strong>Trödelmarkt</strong>, uno fisso inizia sulla Museuminsel) o nei <strong>second hand shops</strong>, evitando le insegne commerciali globali e ritrovando il piacere degli oggetti che trasmettono il <strong>senso della storia</strong>, sia essa la storia travagliata della Guerra Fredda o la storia famigliare di che certi oggetti li ha posseduti prima di noi.</p>
<p>Notevole la scelta di <strong>librerie alternative</strong> come quella sotto la metropolitana di Savignyplatz (<a href="www.buecherbogen.com/savigny.html" target="_blank">www.buecherbogen.com/savigny.html</a>) e i banchetti studenteschi nei cortili della Humboldt Universität.</p>
<p> </p>
<div id="attachment_1181" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img class="size-full wp-image-1181" title="Berlino 4" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/07/foto91.jpg" alt="source: http://www.fabiosstuffonthe.net/9.html" width="533" height="410" /><p class="wp-caption-text">source: http://www.fabiosstuffonthe.net/9.html</p></div>
<p>La gastronomia autoctona è limitata al <strong>currywurst</strong>, servito come hotdog nel panino o corredato di cipolle abbrustolite: si trova nei chioschi agli angoli delle strade (Imbiss). Anche l&#8217;esperienza gustativa berlinese è un patchwork colorato: si dice qui si trovi la più alta concentrazione di Döner al di fuori della Turchia e in effetti le <strong>cucine esotiche</strong> son ben rappresentate.</p>
<p>I locali si susseguono in qualsiasi quartiere della città (es. Oranienburgerstrasee, Bergmannstrasse): vietnamiti, thai, mediorientali, francesi e italiani. Tutti mediamente invitanti, con atmosfere da lounge o da soggiorno casalingo, nemmeno nella ristorazione non sono le catene globali a monopolizzare l&#8217;offerta.</p>
<p>A qualsiasi ora del giorno è possibile concedersi per meno di <strong>10 euro</strong> un pasto <strong>libanese</strong> autentico e abbondante all&#8217;Arabeske (Kastanienallee 59,<a href="ource: http://www.fabiosstuffonthe.net/9.html" target="_blank"> www.arabeske-berlin.de</a>). Ottima combinazione di glamour&amp;menu al <strong>vietnamita</strong> Monsieur Vuong (Alte Schönhauser Str. 46, Mitte, <a href="www.monsieurvuong.de" target="_blank">www.monsieurvuong.de</a>): imperdibili e economiche le zuppe servite in ciotole dal design accattivante.</p>
<p>In tutta la Germania, ma soprattutto a Berlino si stanno affermando dei <strong>concept store alimentari</strong> di bio-food interessanti per offerta&amp;allestimento. Agli onori della cronaca i punti vendita Gorilla (<a href="www.gorilla-natuerlich.com" target="_blank">www.gorilla-natuerlich.com</a>) e Bio-Company, dove acquistare qualcosa da mangiare poi comodamente nei parchi cittadini. Infatti nei molteplici parchi lungo la Sprea è uso allestire in estate dei <strong>Biergarten</strong> o semplicemente fare un picnic, nessuno si stupirà se tirerete fuori le vostre provviste.</p>
<p>Se passeggiando ci si imbatte in divani, panchine o perfino slittini (!) sui marciapiedi è qualche café che offre il proprio dehor: vale la pena fare una sosta, più per osservare il passeggio della zona e sfogliare i giornali a disposizione dei clienti che per il bere (latte macchiato, cappuccino, moccacini per noi italiani di dubbia gratificazione).</p>
<p> </p>
<p>Questa spontaneità caratterizza anche la <strong>night life berlinese</strong>, ne caso la sera si avessero ancora forze per trascinarsi in giro: la più affidabile fonte di informazioni per gli eventi (concerti, parties, letture) sono i manifesti incollati in giro per i quartieri, che aggiornano su club alternativi come ad esempio il <strong>CCCP</strong> (Torstraße 136) o i parties nei cortili dei palazzi okkupati in zona Est.</p>
<p>Ovviamente esiste anche un´offerta di intrattenimento strutturata, come in qualsiasi capitale: teatri e <strong>musical a Potsdamer Platz</strong>, cinema multisala e discobar. Da considerare che non vige un´etichetta vincolante come in Italia, il dress code è decisamente piú democratico&amp;rilassato!</p>
<p> </p>
<p>Questo pezzo non ha l´ambizione di esser una presentazione esaustiva di Berlino, bensì di farvi assaggiare e pregustare le emozioni da vivere in questa città unica, di cui non se ne ha mai abbastanza!</p>
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		<title>Vintage &amp; Design markets in London</title>
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		<pubDate>Sat, 11 Jul 2009 16:39:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mariapia Intini</dc:creator>
				<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[travel]]></category>
		<category><![CDATA[arredamento]]></category>
		<category><![CDATA[Londra]]></category>

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		<description><![CDATA[Mercatini, luoghi e occasioni nel paese dei balocchi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In una città dove la catena dell’abbigliamento “cotto e mangiato” <em>Primark </em>vince il premio come miglior Retailer 2009 e i musei sono ad ingresso libero, il low-budget trova pien ragione di esistere. Anche quando si tratta di<em> arredare casa.</em></p>
<p> </p>
<p><em><img class="alignnone size-full wp-image-976" title="Ingresso Argos Londra" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/07/ingressoArgos.jpg" alt="Ingresso Argos Londra" width="533" height="355" /></em></p>
<p> </p>
<p>Per chi rimpiange <strong>Postalmarket</strong> c’é la possibilità di spendere interi pomeriggi da <em><strong><a href="www.argos.co.uk" target="_blank">Argos</a></strong></em>, una catena di negozi riconosciuta per scelta, qualità e convenienza. Si vendono più di <strong>8000 prodotti</strong> di ogni tipo tra cui arredamento, gioielli, high-tech e accessori per lo sport. Nei negozi sparsi per l’Inghilterra e l’Irlanda si sfogliano interminabili cataloghi, si sceglie, si controlla la disponibilità tramite telefono e poi si fa la lista della spesa da consegnare alla cassa e ritirare entro tre giorni. I più futuristi preferiscono comprare online approfittando delle stesse vantaggiose offerte. <strong>Non avere la merce in negozio abbatte i prezzi</strong> senza abbattere la voglia di arredare casa, qualità inclusa.</p>
<p> </p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-979" title="internoargos" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/07/internoargos.jpg" alt="internoargos" width="533" height="355" /></p>
<p> </p>
<p>Per chi di Londra ama risparmiare all’insegna di stravaganza e creatività, i <em><strong>flea market</strong><strong>s</strong></em> sono la risposta giusta. Al di là dei noti mercati di Portobello, famoso per gli oggetti d’antiquariato e di Camdem, dove si é ipnotizzati dalle magliette tecno-fluorescenti di <em><span style="font-style: normal;"><strong>Cyberdog</strong></span></em> e tentati dai corsetti gotici di <em><span style="font-style: normal;"><strong>Darkside</strong></span></em>, la parte est di Londra merita un occhio di riguardo.</p>
<p> </p>
<div id="attachment_981" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img class="size-full wp-image-981 " title="Cyberdog Londra" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/07/cyberdog.jpg" alt="Cyberdog Londra" width="533" height="292" /><p class="wp-caption-text">I colori tecno-fluorescenti del mercato Cyberdog di Londra</p></div>
<p> </p>
<p>Il mercato di <em><span style="font-style: normal;"><strong>Spitalfield</strong></span></em>, giusto a pochi passi dalla <em>City</em>, offre un’ampia gamma di pezzi unici d’arredamento, oggetti d’antiquariato e una miriade di accessori, tra cui specchi, luci e complementi da giardino. I prezzi sono contenuti e lo stile è altamente ricercato.</p>
<p> </p>
<div id="attachment_982" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img class="size-full wp-image-982" title="spitalfield market" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/07/spitalfieldmarket.jpg" alt="spitalfield market" width="533" height="292" /><p class="wp-caption-text">Spitalfield market di Londra</p></div>
<p>Ancora più a est, nel cuore di Banglatown,  si incontra il mercato di <em><span style="font-style: normal;"><strong>Brick Lane</strong></span></em>, un mercato “povero” dove gli showroom di mobili e design convivono con innumerevoli bancarelle di chincaglierie. Al mattino presto, quando i più smaltiscono la sbornia della notte precedente, ci sono vere e proprie aste in cui gli oggetti migliori vengono contesi e aggiundicati a prezzi molto vantaggiosi.</p>
<p> </p>
<div id="attachment_989" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img class="size-full wp-image-989" title="Brick lane market" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/07/foto123.jpg" alt="Brick Lane Market.   Foto da http://www.flickr.com/photos/mc-photos/1433900087/ " width="533" height="292" /><p class="wp-caption-text">Brick Lane Market.   Foto da http://www.flickr.com/photos/mc-photos/1433900087/ </p></div>
<p>Per chi é un devoto del riciclaggio a tutti i costi, un’idea tira l’altra grazie ai numerosi seminari per ridar vita a divani, sedie, vecchi bauli e magari anche alle vasche da bagno, come il “pratico” divano esposto alla <em><strong><span style="font-style: normal;">(Re)Design Chair Exhibition</span></strong></em> lo scorso settembre.</p>
<p> </p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-992" title="divano/vasca" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/07/divanoreciclato.jpg" alt="divano/vasca" width="533" height="259" /></p>
<p> </p>
<p>E poi c’é <strong><a href="www.gumtree.com" target="_blank">g</a></strong><em><strong><span style="font-style: normal;"><a href="http://www.gumtree.com" target="_blank">umtree.com</a></span></strong></em>, il più popolare sito di annunci tra Inglesi e non solo dove, oltre a cercare le camere in affitto, si compra-vende qualsiasi cosa a prezzi convenienti.</p>
<p> </p>
<p>Tutto sommato, tra mercati, mostre, spunti e immaginazione, nella Londra del <em>Gherkin</em> e delle feste di compleanno in Limousine c’é spazio anche per chi vuole godersela senza vantare un portafoglio a fisarmonica, se non che per le raccolte punti del Super e dello<em> Starbucks</em>!</p>
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