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	<title>MakeMyDay Magazine &#187; riciclo</title>
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	<description>great life low budget</description>
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		<title>Tra pisolini ristoratori e shopping dall’anima Green</title>
		<link>http://www.makemydaymag.com/archives/3622</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 17:53:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eugenia Brini</dc:creator>
				<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[coworking]]></category>
		<category><![CDATA[fuorisalone]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[torino]]></category>

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		<description><![CDATA[Il fuorisalone che ha lasciato il segno (in me).]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tra le varie iniziative e <em>genialate</em> di quest&#8217;anno al fuorisalone posso segnalarvi quelle che hanno colpito me… ovviamente sempre un po’ legate alla mia passione per l’ecosostenibilità, il benessere della mente e del corpo e il lavorare insieme.</p>
<p> </p>
<p>Si parla sempre di quali siano gli ingredienti per essere più produttivi creativi e, come si suol dire, <em>sul pezzo</em> in questi giorni così deliranti. <strong>Tutti vogliamo essere lucidi e al 100% della forma fisica.</strong> Questo non si ottiene con migliaia di ore di palestra o con la chirurgia plastica: magari occorre solo cercare di rallentare un po’. E riposarsi.</p>
<p>Perché, si sa, una mente riposata è una mente produttiva e che riesce a collegare meglio parole e concetti a volte lontani, ma che, un pensiero laterale riesce sempre a connettere in maniera sempre nuova.</p>
<p>E poi, diciamocelo, <strong>dormire è gratis!</strong></p>
<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-3631" title="foto_letto" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/04/foto_letto.jpg" alt="foto_letto" width="533" height="375" /></strong></p>
<p>Ed ecco l’idea:<strong> </strong><strong><a href="http://interactiondesign-lab.com/idrent/" target="_blank">uno spazio</a></strong><a href="http://interactiondesign-lab.com/idrent/" target="_blank"> </a>anche per fare<a href="http://www.interactiondesign-lab.com/idrent" target="_blank"> </a><strong>pisolini creativi!</strong> Al Fuorisalone, in via Cascia 6, sebbene ancora in work in progress, vengono aperti i <strong>Big Bag Box:</strong> 10 cubi in pcv in un open space condiviso con annessa cameretta da letto, noleggiabili a soli <strong>35 €</strong> al giorno. In più ci sono <strong>bagni studiati</strong> in modo particolare <strong>per risparmiare l’acqua</strong>, in stile giappo: è nello stile giapponese per cui hai il rubinetto, ti riempi il catino e ti fai la doccia seduto su uno sgabellino versandoti l&#8217;acqua calda addosso!</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-3632" title="bagbox" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/04/bagbox.jpg" alt="bagbox" width="533" height="375" /></p>
<p>Questa idea nasce da una riflessione fatta partendo dal <strong>Coworking</strong>, spazi in comune per lavorare, studiare e confrontarsi, ma anche fare una bella pausa caffè per fare quattro chiacchiere e fare brainstorming in maniera nuova e con persone con le quali non avresti pensato di spartire nulla!</p>
<p> </p>
<p>La parola coworking mi sta stuzzicando da tempo, trovo geniale il fatto di avere spazi in comune, di poter stare immersi ogni giorno in un contesto in movimento e intriso di realtà, esperienze e capacità diverse ma che possono confrontarsi e crescere per poi prendere strade indipendenti. </p>
<p>Intessere relazioni, crescere lavorativamente e come persona, creare disfare…</p>
<p> </p>
<p>In Italia vi segnalo<strong> </strong>una struttura molto interessante e nuovissima a Torino, che si occupa proprio di coworking: <strong><a href="http://www.toolboxoffice.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=4&amp;Itemid=2" target="_blank">Toolbox. </a></strong></p>
<p>Qui per <strong>250 € al mese</strong> puoi avere il tuo spazio, la scrivania e il collegamento con la fibra ottica!</p>
<p> </p>
<p style="margin: 0.0px 0.0px 13.0px 0.0px; line-height: 19.0px; font: 13.0px Georgia;">Un&#8217;altra struttura interessante a Milano è <a href="http://coworkingmilano.com/" target="_blank"><span style="color: #000af1; text-decoration: underline;"><strong>Cowo.</strong></span></a></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-3633" title="coworking_torino" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/04/coworking_torino.jpg" alt="coworking_torino" width="533" height="567" /></p>
<p>Altra innovazione: l&#8217;<strong>Eco Concept Store</strong>, una vera e propria boutique del design sostenibile in Italia, non è  un semplice negozio ma un open space totalmente dedicato a opere e creazioni realizzate con il recupero di materiali usati o di scarto, un luogo nel quale perdersi alla ricerca di oggetti di design ma concepiti in maniera ecososteibili pensati in materiale che non avremmo mai pensato potessero essere usati così!</p>
<p> </p>
<p>Frutto dell’inventiva dell&#8217;<strong><a href="http://atelierdelriciclo.jimdo.com/" target="_blank">Atelier del Riciclo</a></strong>, associazione nata nel 2009 per portare in Italia la pratica dello Swap Party, di abbiamo già parlato <strong><a href="http://www.makemydaymag.com/archives/1963" target="_blank">qui</a></strong> e che sta prendendo piede anche in Italia, ovvero feste per scambiarsi vestiti, oggetti o accessori che non ci piacciono più ma che, magari a qualcun altro piacciono o possono essere rivisti in chiave diversa.</p>
<p> </p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-3634" title="ultima" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/04/ultima.jpg" alt="ultima" width="533" height="394" /></p>
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		<title>AltroSguardo design</title>
		<link>http://www.makemydaymag.com/archives/2817</link>
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		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 15:34:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Samantha Lamonaca</dc:creator>
				<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[interiors]]></category>
		<category><![CDATA[recupero]]></category>
		<category><![CDATA[riciclo]]></category>

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		<description><![CDATA["abbiamo scelto di rifiutare il rifiuto, e quindi di ripensare-riutilizzare-riciclare i materiali e gli oggetti per farli entrare nelle case con una funzione da svolgere."]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.myspace.com/altrosguardo" target="_blank">AltroSguardo design</a> è un progetto che nasce dalla convinzione che la realtà e le cose che ci circondano non sempre sono ciò che sembrano, basta guardarle con occhi diversi, osservando appunto con un altro sguardo.<br />
Questo progetto compie una personale ricerca e selezione per il recupero di oggetti apparentemente ormai inutili o inutilizzabili, secondo una vocazione che proviene dai percorsi individuali dei suoi componenti: <strong>musica</strong>, <strong>teatro di ricerca</strong>, <strong>comunicazione</strong>, <strong>design</strong> e <strong>artigianato</strong> che si contaminano.<br />
<strong>Mattia</strong> il titolare, si mostra subito disponibile per un&#8217;intervista.</p>
<p><strong>Vorrei sapere da dove nasce l&#8217;idea del riutilizzo di oggetti inutilizzabili almeno apparentemente&#8230;. </strong><br />
&#8220;I don’t know what I want, but I know how to get It&#8221; ovvero &#8220;non so cosa voglio, ma so come ottenerlo&#8221;. Come a dire che molto di quello che ci circonda nasce dal caos iniziale.<br />
Come nella canzone dei Sex Pistols, alla base del progetto Altrosguardo non c&#8217;’era niente di pre-definito e allo stesso modo ogni volta che nasce un prodotto non si tratta di uno studio a tavolino, ma tutto avviene giocando, senza sapere cosa sarà alla fine.<br />
Allo stesso modo forse è la nostra vita. La nostra curiosità ci ha sempre spinto a cercare. Nello studio, nel lavoro, nelle passioni. Probabilmente il progetto Altrosguardo è nato per fuggire al disincanto della nostra società e riscoprire il valore dell&#8217;’entusiasmo che si aveva nell’infanzia. Dalla riscoperta di quella piccola scintilla abbiamo ricominciato a osservare il mondo con occhi diversi: un oggetto usato, nuovo, rotto o perfetto non fa differenza se ci può comunicare qualcosa. Cerchiamo di dargli nuova vita e nuova identità, così quello che prima era solo un rifiuto o un oggetto abbandonato in soffitta o in discarica oggi è un complemento originale, magari unico, che ha anche un valore simbolico legato al riuso e al consumo critico.</p>
<p><strong>Quando è nato questo progetto? </strong><br />
La realizzazione degli oggetti vera e propria è iniziata prima, ma la produzione “per terzi” è dal 2008, quando abbiamo cominciato a proporre le nostre idee in occasione di mercati, eventi musicali, festival creativi o culturali in genere.</p>
<p><strong>So che avete un&#8217;officina, più che uno studio, molto simile ad un laboratorio artigianale con annesso uno spazio in cui custodite gli oggetti finiti, ma anche quelli in divenire.<br />
Ma da dove nasce la vostra ispirazione? </strong><br />
In un qualunque momento un materiale o una cosa che giace lì da mesi, può “chiamarci” e dirci qualcosa, facendo nascere l&#8217;’intuizione.<br />
L&#8217;ispirazione principale arriva dalla strada, soprattutto. A quello che vi accade. Alla gente che la percorre, che ci lavora, che vi si conosce. Ma abbiamo anche una passione per il cinema, specie quello degli anni ‘50 e ‘70. La nostra formazione è poliedrica, ci sono influenze musicali e teatrali, da cui deriva il gusto un po&#8217;’ scenico di alcuni complementi. Ma amiamo molto anche gli oggetti simbolo<br />
della tradizione, che hanno rappresentato qualcosa per le generazioni passate e che ci piace rivoluzionare in modo spesso ironico.</p>
<p><strong>Quanto tempo viene impiegato per la realizzazione di un oggetto? </strong><br />
Settimane o un giorno, dipende. L’idea può balenare in pochi istanti ed essere perfetta già così, oppure deve essere perfezionata, subire una trasformazione in corso d&#8217;’opera, allora i tempi naturalmente si allungano. Non c’è una regola.</p>
<p><strong>Cosa vi spinge a crearne uno nuovo? </strong><br />
“La nostra strada è caratterizza da momenti di serendipità: quando si cerca qualcosa ma molto spesso se ne scopre un&#8217;’altra imprevista che apparentemente non c&#8217;’entra nulla.<br />
Abbiamo imparato ad accettarla e a valorizzarla senza porre troppi vincoli al processo creativo. L&#8217;’applicazione ossessiva della tecnica va molto spesso a scapito dell&#8217;’originalità e della freschezza che un creativo deve avere. Così per noi è più importante accogliere le cose e le occasioni che incontriamo e per cui proviamo attrazione, decidendo di dar loro una (seconda) possibilità. Allenarsi, appunto, a vedere le cose con un altro sguardo. La cosa per noi è entusiasmante, e la gente apprezza e si diverte. Questo ci spinge ad andare avanti.</p>
<p>Molto creativi, gli <strong>Altrosguardo design</strong> sono semplici ma allo stesso tempo complessi, la cosa che più mi ha colpito, è che sono pieni di arte, hanno voglia di fare e sono davvero originali.<br />
Mai da una sedia potremmo aspettarci una lampada, e invece si&#8230;</p>
<p><strong><em>Light pop under top </em></strong><br />
<img class="alignnone size-full wp-image-2825" title="Light pop under top" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/01/altrosguardo01.jpg" alt="Light pop under top" width="533" height="520" /><br />
a partire da <strong>90 euro</strong> a seconda dei materiali utilizzati, ovvero dal tipo di <em>plexiglass</em> e dalla <em>vernice</em>.<br />
Materiale: legno, plexiglass.</p>
<p>Le mie preferite sono in assoluto le lampade cashi anni &#8217;60<br />
<strong><em>Messa in luce</em></strong><br />
<img class="alignnone size-full wp-image-2826" title="Messa in luce" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/01/altrosguardo02.jpg" alt="Messa in luce" width="533" height="440" /><br />
a partire da <strong>90 euro</strong> a seconda della rarità e/o reperibilità del modello.<br />
Materiale: plastica e alluminio.</p>
<p>Poi ci sono i giochi&#8230; come il tavolo alto <em><strong>Memoria di un gioco</strong><br />
</em><br />
<img class="alignnone size-full wp-image-2827" title="Memoria di un gioco" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/01/altrosguardo03.jpg" alt="Memoria di un gioco" width="533" height="440" /><br />
a partire da <strong>140 euro</strong> a seconda del materiale.<br />
Materiale: legno, alluminio e plastica</p>
<p>E il tavolo basso nero <strong><em>The BlackBox<br />
</em><br />
<img class="alignnone size-full wp-image-2828" title="The BlackBox" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/01/altrosguardo04.jpg" alt="The BlackBox" width="533" height="260" /><br />
</strong> a partire da <strong>130 euro</strong> a seconda del materiale.<br />
Materiale: legno, alluminio e plastica.</p>
<p>molto originale anche la Chitarra orologio: <strong><em>It&#8217;s time to play</em></strong><br />
<img class="alignnone size-full wp-image-2829" title="It's time to play" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2010/01/altrosguardo05.jpg" alt="It's time to play" width="533" height="520" /><br />
a partire da <strong>70 euro</strong> a seconda dello strumento utilizzato e delle vernici.<br />
Materiale: legno.</p>
<p>Beh, non mi resta che ordinarne una!</p>
<h2>ALTROSGUARDO DESIGN</h2>
<p>Mattia cell. <strong>338/9770775</strong><br />
Mail: <a href="mailto:altrosguardo@lifegate.it">altrosguardo@lifegate.it</a><br />
MySpace: <a href="http://www.myspace.com/altrosguardo" target="_blank">www.myspace.com/altrosguardo</a><br />
Facebook: <a href="http://www.facebook.com/pages/Altrosguardo-design/188413262691" target="_blank">www.facebook.com/pages/Altrosguardo-design</a></p>
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		<title>L&#8217;atelier dello Swap!</title>
		<link>http://www.makemydaymag.com/archives/1963</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 18:11:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Barbara Bonori</dc:creator>
				<category><![CDATA[fashion]]></category>
		<category><![CDATA[lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[Milano]]></category>
		<category><![CDATA[riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[swap]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo Swap Party, uno spunto in più per rinnovare il guardaroba a costo zero.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La recessione aguzza l’ingegno. E fa bene all’ambiente!</p>
<p> </p>
<p>Per contrastare la crisi anche tu stai sicuramente mettendo in atto, più o meno consciamente, <strong>comportamenti sostenibili</strong> ingegnandoti per continuare ad avere una <em>great life</em> con un <em>low budget.</em> </p>
<p>Partiamo dal guardaroba: vuoi rinnovarlo a costo zero? Sono tanti gli spunti per farlo ed eccone uno in più: lo <strong>swap party</strong>!</p>
<p> </p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1967" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/10/13.jpg" alt="" width="533" height="368" /></p>
<p> </p>
<p>E’ una tendenza che arriva dall’America: una festa da organizzare in casa, dove è possibile invitare amici a barattare capi d’abbigliamento, scarpe, accessori e altri oggetti inutilizzati. Quante volte capita di tenere “parcheggiati” nell’armadio abiti e accessori in attesa, di non si sa cosa, per utilizzarli di nuovo? Con questa soluzione l’attesa finisce, si fa spazio nell’armadio proponendo i nostri “scarti” a qualcun altro che invece potrebbe trovarli interessanti, e viceversa.</p>
<p>Questa pratica funziona benissimo anche per togliere il senso di colpa per un capo costato caro e indossato una volta sola&#8230;</p>
<p> </p>
<p>Finalmente questa consuetudine si sta diffondendo anche da noi e l’idea di organizzare in casa il nostro swap party è sempre valida. Ma sappiate che è imminente l’apertura, in diverse città italiane, di <strong>Urban Swap Point</strong>, veri negozi <strong>no-cost</strong>, dove poter barattare e andare a caccia di pezzi unici e capi griffati, a chi interessasse l’articolo.</p>
<p> </p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1968" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/10/23.jpg" alt="" width="533" height="444" /></p>
<p> </p>
<p>Ecco cosa mi è successo allo Urban Swap Point di via Asti 17 a Milano, presso l’<strong><a href="http://www.atelierdelriciclo.it">Atelier del riciclo</a></strong>.</p>
<p>Armata dei più nobili “scarti” del mio armadio sono andata… a fare shopping! Toglietevi dalla testa bancarelle e mercatini con enormi ceste dove rovistare per cercare qualcosa di unico e in buono stato, qui <strong>tutto ciò che può essere scambiato è selezionato e ordinato</strong>. All’ingresso mi hanno fatto la <strong>tessera associativa</strong> del costo di <strong>10 euro</strong> (l’Atelier del riciclo è un’associazione di promozione sociale) e ho consegnato i miei capi<strong> all’esperto</strong> che li ha classificati secondo una scala di “stelle”: <strong>una</strong> stella, <strong>due</strong> stelle o <strong>tre stelle</strong> (queste ultime per i pezzi migliori).</p>
<p> </p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-1969" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/10/31.jpg" alt="" width="533" height="357" /></p>
<p> </p>
<p>Dopo circa un’ora di euforica ricerca tra gli appendiabiti, i miei <strong>2 pantaloni</strong> (valutati 1 stella ciascuno) e <strong>1 vestito</strong> (anch’esso valutato 1 stella), si sono trasformati in una borsa, una giacca e un piumino, ovvero <strong>3 pezzi</strong> di eguale valore.</p>
<p>…non rimanerci male se il tuo capo viene valutato una stella sola, ricorda che è una cosa di cui ti sei voluto disfare e, chiuso nell’armadio com’era, gli stavi dando assai meno valore.</p>
<p> </p>
<div id="attachment_1971" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img class="size-full wp-image-1971" title="...il mio nuovo giubbino e la mia nuova borsa!" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/10/finali.jpg" alt="...il mio nuovo giubbino e la mia nuova borsa!" width="533" height="297" /><p class="wp-caption-text">Ecco il mio nuovo giubbino, la mia nuova borsa...</p></div>
<p>Quel pomeriggio sono rientrata dallo shopping doppiamente soddisfatta, per il mio portafoglio e per la mia sostenibilità!</p>
<p> </p>
<div id="attachment_1975" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img class="size-full wp-image-1975" title="...e il mio nuovo piumino rosa!" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/10/piumino1.jpg" alt="...e il mio nuovo piumino rosa!" width="533" height="444" /><p class="wp-caption-text">...e il mio nuovo piumino rosa!</p></div>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<h1 style="font-size: 2em;">L&#8217;ATELIER DEL RICICLO</h1>
<p>Via Asti, 17<br />
20149 Milano<br />
Phone +39 0236543698</p>
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		<title>La plastica che avanza</title>
		<link>http://www.makemydaymag.com/archives/1957</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Oct 2009 17:04:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Irene Cervasio</dc:creator>
				<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[do it yourself]]></category>
		<category><![CDATA[plastic bag]]></category>
		<category><![CDATA[riciclo]]></category>

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		<description><![CDATA[Trasformare un banale sacchetto della spesa in un pezzo unico e di design. Warhol apprezerebbe l'idea... e noi pure.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo tutti ambientalisti, riduciamo consumi, andiamo in bicicletta e guardiamo storto i suv.<br />
  Però, c&#8217;è sempre un però, non si riesce davvero a far a meno dei <strong>sacchetti di plastica</strong>.<br />
  Anche i più integralisti, come me, si dimenticano l&#8217;amata busta di tela, il carrellino per andare al mercato o rispondiamo senza pensarci &quot;<strong>2</strong>&quot; alla domanda della cassiera &quot;<strong>quanti sacchetti?</strong>&quot;<br />
  Capita di veder sbucare sacchetti di plastica da tutti i cassetti e (orrore degli orrori) di pensare anche a come piegarli.<br />
  Ma <strong>basta un ferro da stiro</strong> (strumento di tortura noto ai più) e la più semplice <strong>macchina da cucire</strong> per <strong>trasformarli</strong>.<br />
  In quello che ti pare.<br />
  Il risultato dei sacchetti stirati è infatti una <strong>tela impermeabile</strong> che <strong>mantiene le grafiche</strong> stampate sul sacchetto rendendo il tessuto un pezzo unico.<br />
  La mia scusa è stato il trasloco di un&#8217;amica, un regalo sa da fare!<br />
<img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/10/tovaglie_001.jpg" alt="riciclare sacchetti in plastica" title="riciclare sacchetti in plastica" width="533" height="355" class="alignnone size-full wp-image-1982" /><br />
  <strong>ingredienti</strong>:<br />
&#8226;   <strong>20</strong> sacchetti (0,80 cent), <br />
&#8226;   <strong>5</strong> metri di fettuccia (3 euro) <br />
&#8226;   <strong>2</strong> federe vecchie o teli di recupero<br />
&#8226; carta da forno</p>
<p><img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/10/tovaglie_01.jpg" alt="riciclare buste di plastica" title="riciclare buste di plastica" width="533" height="175" class="alignnone size-full wp-image-1984" /></p>
<p><strong>Procedimento</strong>:<br />
<strong>1</strong>.  aprire i sacchetti di plastica tagliando le estremità dei manici<br />
<strong>2</strong>.  tagliarli verticalmente lungo i lati e togliere le parti spesse del fondo<br />
<strong>3</strong>.  preparare l&#8217;asse da stiro con un foglio di carta da forno grande circa quando il sacchetto tagliato<br />
<strong>4</strong>.  formare un sandwich carta da forno+2 lati tagliati del sacchetto di plastica+carta da forno e con il ferro poco caldo, stirare il sacchetto <br />
<strong>5</strong>.  bisogna stirare velocemente, senza insistere e togliendo velocemente la carta da forno che sarà leggermente attaccata al sacchetto.<br />
<strong>6</strong>.  ripetere l&#8217;operazione per l&#8217;altro lato</p>
<p><img src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/10/tovaglie_02.jpg" alt="riciclare plastic bags" title="riciclare plastic bags" width="533" height="260" class="alignnone size-full wp-image-1985" /></p>
<p>Per realizzare un <strong>tessuto compatto</strong> adatto per una tovaglietta sono <strong>necessari 2 sacchetti per ciascuna</strong>, quindi una volta realizzati i 4 teli è sufficiente assemblare:<br />
&#8226;    i 4 teli di plastica<br />
&#8226;    i 4 teli di cotone che sono stati tagliati della stessa misura (io ho preferito 4 teli diversi, tutti di recupero)<br />
 &#8226;   la fettuccia che finirà i bordi.</p>
<p><br/><br/></p>
<p>Capita che il tessuto di plastica non risulti <strong>perfettamente liscio</strong>, è sufficiente fare delle <strong>cuciture nel lato corto</strong> per appiattirle o avere un po&#8217; di pazienza.</p>
<p>Enjoy!</p>
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		<title>I miei nuovi sandali di due anni fa</title>
		<link>http://www.makemydaymag.com/archives/103</link>
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		<pubDate>Sat, 27 Jun 2009 12:30:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eli</dc:creator>
				<category><![CDATA[fashion]]></category>
		<category><![CDATA[do it yourself]]></category>
		<category><![CDATA[riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[sandali]]></category>

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		<description><![CDATA[Un giovedì pomeriggio di giugno mi imbatto nella loro (bellissima) foto, proprio in prima pagina di una delle mie amate riviste di moda &#8211; o dossier d’aggiornamento come le chiamo io &#8211; e da lì nasce l’ispirazione!       Ed ecco che l’arte della moda diventa glamour ed ecologica, trasformando gli oggetti che abbiamo dimenticato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un giovedì pomeriggio di giugno<strong> </strong>mi imbatto nella loro (bellissima) foto, proprio in prima pagina di una delle mie amate riviste di moda &#8211; o dossier d’aggiornamento come le chiamo io &#8211; e da lì nasce l’<strong>ispirazione</strong>!<span id="more-103"></span></p>
<p> </p>
<div id="attachment_563" class="wp-caption alignnone" style="width: 542px"><img class="size-full wp-image-563" title="ultimo" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/06/ultimo1.jpg" alt="I sandali di Louis Vuitton." width="532" height="226" /><p class="wp-caption-text">I sandali di Louis Vuitton.</p></div>
<p> </p>
<p> </p>
<p>Ed ecco che l’arte della moda diventa glamour ed ecologica, trasformando gli oggetti che abbiamo dimenticato in un cassetto (e che non ci decidiamo ad indossare ma che non vogliamo neppure eliminare) in nuovi pezzi creativi e un po’ irriverenti &#8230;e soprattutto, <strong>a modo nostro</strong>&#8230;!!</p>
<p>E poi ecco la <strong>trasformazione</strong>&#8230; esclusiva.</p>
<p><span style="color: #0000ee; text-decoration: underline;"><a href="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/06/inprog1.jpg"></p>
<div id="attachment_564" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img class="size-full wp-image-564" title="inprog1" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/06/inprog11.jpg" alt="Work in progress." width="533" height="419" /><p class="wp-caption-text">Work in progress.</p></div>
<p></a></span></p>
<p>Ingredienti: un paio di sandali in disuso</p>
<p>+ 50 cm di <strong>maglina</strong> di cotone elasticizzata color caffé</p>
<p>+ 30 cm di <strong>simil-pelle</strong> azzurro turchese</p>
<p>+ 4 l<strong>accetti di camoscio</strong>: 2 color verde bosco e 2 color blu notte</p>
<p>+ 6 <strong>palline di legn</strong>o dipinte</p>
<p>+ <strong>colori </strong>acrilici, pennello e piattino di plastica</p>
<p>+ un po’di <strong>colla</strong> extra-forte, ago e filo&#8230; e un po’di tempo!</p>
<p>Risultati: la soddisfazione di dare nuova vita creativa a un paio di sandali caduti nel dimenticatoio, l’unicità ed esclusività della creazione e &#8230;lastbutnotleast, circa <strong>20€</strong> (credo) ben spesi&#8230; Insomma&#8230; un making of MakeMyDay da <strong>Barcellona</strong>­!</p>
<p> </p>
<div id="attachment_565" class="wp-caption alignnone" style="width: 542px"><a href="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/06/finiti.jpg"><img class="size-full wp-image-565" title="finiti" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/06/finiti.jpg" alt="Eccoli!" width="532" height="298" /></a><p class="wp-caption-text">Eccoli!</p></div>
<p> </p>
<div id="attachment_566" class="wp-caption alignnone" style="width: 542px"><a href="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/06/sfilata1.jpg"><img class="size-full wp-image-566" title="sfilata" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2009/06/sfilata1.jpg" alt="I sandali visti alle sfilate." width="532" height="431" /></a><p class="wp-caption-text">I sandali visti alle sfilate.</p></div>
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		<title>Di corsa… con la borsa!</title>
		<link>http://www.makemydaymag.com/archives/125</link>
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		<pubDate>Sat, 20 Jun 2009 12:50:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eugenia Brini</dc:creator>
				<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[fashion]]></category>
		<category><![CDATA[accessori]]></category>
		<category><![CDATA[borse]]></category>
		<category><![CDATA[riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[shopping]]></category>

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		<description><![CDATA[La borsa: uno dei più esplorati oggetti di studio dei vari designer e creativi. Ecco le borse realizzate con materiali di recupero, da comprare o da cui farsi ispirare!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Uno dei prodotti sicuramente e più volte oggetto di studio dei vari designer e creativi è sicuramente la<strong> borsa</strong>. Con le sue centinaia di modelli, forme, misure e colori ha attraversato le epoche costituendo per le donne (e ormai anche per gli uomini) un bene irrinunciabile e permettendo loro di poter dire e pensare frasi del tipo: “ho sempre con me tutto il mio mondo; non c’è nient’altro che possa servirmi; con la mia borsa accanto è come se fossi sempre a casa”.</p>
<p>E ne esistono anche molte altre fatte con i materiali più strani e più eco chic!</p>
<p>Le borse fatte con i teli dei tir (partono dagli <strong>88 euro</strong> fino ad un massimo di € <strong>250,00</strong>) ecco a Voi le svizzere Freitag!</p>
<p><a href="http://www.freitag.ch/shop/FREITAG/shop.jsf"><strong>http://www.freitag.ch/shop/FREITAG/shop.jsf </strong></a></p>
<p><a href="http://www.andreabianchi.net/test/mmd/wp-content/uploads/2009/06/freitag2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-578" title="freitag" src="http://www.andreabianchi.net/test/mmd/wp-content/uploads/2009/06/freitag2.jpg" alt="freitag" width="533" height="280" /></a></p>
<p>Quelle fatte con le vele, vanno dai <strong>29</strong> ai <strong>185 euro</strong></p>
<p>Cliccate su:<a href="file://localhost/shop/catalog/index.php"><span style="color: #000000; text-decoration: none;"> </span></a><a href="file://localhost/shop/catalog/index.php"><strong>https://seabags.com/shop/catalog/index.php?cPath=0_21</strong></a></p>
<p><a href="http://www.andreabianchi.net/test/mmd/wp-content/uploads/2009/06/vele_navi.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-573" title="vele_navi" src="http://www.andreabianchi.net/test/mmd/wp-content/uploads/2009/06/vele_navi.jpg" alt="vele_navi" width="533" height="183" /></a></p>
<p>Con i sacchi di cemento… che al momento possono essere acquistabili solo in Brasile.</p>
<p><a href="http://www.fashionblog.it/post/5044/a-fabrica-le-borse-eco-di-rogerio-lima"><strong>http://www.fashionblog.it/post/5044/a-fabrica-le-borse-eco-di-rogerio-lima</strong></a></p>
<p>Borse fatte con cinture di sicurezza e materiali di scarto industriale…</p>
<p><a href="http://www.recycledbag.it/lastoria.asp"><strong>http://www.recycledbag.it/lastoria.asp</strong></a></p>
<p>infine… le borse fatte con i copertoni che partono da un minimo di <strong>€ 58</strong> toccando massimo i <strong>75 euro</strong></p>
<p>cliccate su:<a href="http://www.altraqblog.it/2008/03/27/design-e-basso-impatto-ambientale-per-le-tracolle-in-copertone-riciclato-dalla-colombia/"><span style="color: #000000; text-decoration: none;"> </span></a><a href="http://www.altraqblog.it/2008/03/27/design-e-basso-impatto-ambientale-per-le-tracolle-in-copertone-riciclato-dalla-colombia/"><strong>http://www.altraqblog.it/2008/03/27/design-e-basso-impatto-ambientale-per-le-tracolle-in-copertone-riciclato-dalla-colombia/</strong></a></p>
<p>se invece volete acquistarle:<a href="http://www.altraq.it/index.php?manufacturers_id=171"><span style="color: #000000; text-decoration: none;"> </span></a><a href="http://www.altraq.it/index.php?manufacturers_id=171"><strong>http://www.altraq.it/index.php?manufacturers_id=171</strong></a></p>
<p><a href="http://www.andreabianchi.net/test/mmd/wp-content/uploads/2009/06/copertoni.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-583" title="copertoni" src="http://www.andreabianchi.net/test/mmd/wp-content/uploads/2009/06/copertoni.jpg" alt="copertoni" width="533" height="358" /></a></p>
<p>Se vi piace l&#8217;idea della borsa fatta di materiale da recupero e pensate che queste costino troppo, provate a farne una <strong>con le vostre manine </strong>e la <strong>macchina da cucire della nonna</strong>, mandateci una foto e quanto avete speso per costruirla. Se passerà il vaglio MakeMyDay saremo lieti di pubblicarla!</p>
<p>Stay tuned!</p>
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		<title>Il lato chic dell’eco-design/1</title>
		<link>http://www.makemydaymag.com/archives/123</link>
		<comments>http://www.makemydaymag.com/archives/123#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 20 Jun 2009 12:49:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eugenia Brini</dc:creator>
				<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[cannucce]]></category>
		<category><![CDATA[ecodesign]]></category>
		<category><![CDATA[riciclo]]></category>

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		<description><![CDATA[Nell’era in cui “si stava meglio quando si stava peggio” si è fatto spazio un nuovo modo di progettare, una sorta di nuova mentalità di reinventare il mondo intorno a sé.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’era in cui tutti si riempiono la bocca di espressioni come “catastrofi ambientali”,  “recessione”, “crisi” e proverbi del tipo “si stava meglio quando si stava peggio” si è fatto spazio un nuovo modo di progettare, una sorta di <strong>nuova mentalità</strong> di reinventare il mondo intorno a sé.<br />
Ecco a Voi dunque, l’<strong>eco design</strong>, quello che definirebbe un approccio progettuale in cui la variabile ambientale viene messa in relazione con quella economica. Un mix sicuramente interessante in un periodo per noi così critico, un mondo che è costretto ad arrangiarsi armato di oggetti che prendono nuova  vita, forma e, spesso e volentieri, di un nuovo e inaspettato utilizzo.</p>
<p><a href="http://www.andreabianchi.net/test/mmd/wp-content/uploads/2009/06/riciclo2.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-566" title="riciclo2" src="http://www.andreabianchi.net/test/mmd/wp-content/uploads/2009/06/riciclo2.jpg" alt="riciclo2" width="533" height="290" /></a></p>
<p>Diciamo, quindi, che l’eco-design si pone sì come un aiuto per <strong>risparmiare</strong> rimanendo però, e allo stesso tempo, aderente al momento storico e al contesto in cui viviamo, attento a quello che ci circonda nel rispetto di tutti gli equilibri. Una<strong> seconda chance</strong> per un <strong>materiale</strong>? Perché no! In fondo, chi non vorrebbe avere una seconda chance nella vita?<br />
Qui di seguito, una carrellata di consigli utili per adeguarci in maniera economica ma chic allo stile di vita che siamo costretti ad assumere se vogliamo per così dire, sopravvivere alla tanto temuta “crisi”.<br />
<a href="http://www.andreabianchi.net/test/mmd/wp-content/uploads/2009/06/chiquita.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-560" title="chiquita" src="http://www.andreabianchi.net/test/mmd/wp-content/uploads/2009/06/chiquita.jpg" alt="chiquita" width="533" height="365" /></a></p>
<p><strong>Festa cool?! Meglio se ecologically correct!</strong></p>
<p>Avete invitato i vostri amici per un aperitivo a casa e volete stupirli con un oggetto di design ma anche iper-ecologico? La <strong>cannuccia “bio”</strong> ha vinto il premio “<strong>Muji Award</strong>” ed è stato presentato al Salone del Mobile di Milano 2009: consistono in cannucce di grano prese dagli steli delle spighe di grano e completamente svuotate. Un’idea fortissima ma…che ci facciamo quando sono sporche? Presto detto: le si butta nel contenitore dell’umido perchè sono<strong> biodegradabili </strong>al 100%! Il costo??!! Sotto i <strong>2 Euro</strong>!</p>
<p><a href="http://www.muji.eu/index.asp">http://www.muji.eu/index.asp</a></p>
<p>(<a href="http://designandstyle.blogosfere.it/2009/04/muji-presenta-i-progetti-vincitori-del-muji-award-al-prossimo-salone-del-mobile.html">http://designandstyle.blogosfere.it/2009/04/muji-presenta-i-progetti-vincitori-del-muji-award-al-prossimo-salone-del-mobile.html</a>)</p>
<p><span style="color: #0000ee; text-decoration: underline;"><a href="http://www.andreabianchi.net/test/mmd/wp-content/uploads/2009/06/cannucceok.jpg"></a><a href="http://www.andreabianchi.net/test/mmd/wp-content/uploads/2009/06/cannucceok1.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-565" title="cannucceok" src="http://www.andreabianchi.net/test/mmd/wp-content/uploads/2009/06/cannucceok1.jpg" alt="cannucceok" width="533" height="195" /></a></span></p>
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