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	<title>MakeMyDay Magazine</title>
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	<description>great life low budget</description>
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		<title>Make Your Summer!</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Aug 2011 07:47:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[travel]]></category>
		<category><![CDATA[couchsurfing]]></category>
		<category><![CDATA[summer]]></category>

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		<description><![CDATA[Ragazzi, noi partiamo! In attesa dei souvenir al ritorno delle vacanze, vi salutiamo con un'affettuosa linkografia tutta MakeMyDay.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ragazzi, noi partiamo!<br />
</br><br />
<iframe width="390" height="250" src="http://www.youtube.com/embed/iLJXsh3YmzI" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br />
</br><br />
Alcuni vanno in <strong>Thailandia</strong>, altri hanno già raggiunto la <strong>terra d’origine</strong> e si sono ripromessi di non farsi mancare né Primitivo né riso con le cozze. Altri vanno in <strong>Francia</strong>, altri ancora non lo sanno, ma forse si troveranno in bici a <strong>Londra</strong> a portare i nostri saluti alla non-più-triste Amy e gli auguri ai finalmente-sposi William&amp;Kate.<br />
</br><br />
Cercheremo di spendere il giusto, e di accumulare nei viaggi nuove esperienze e nuove idee. Sicuramente ricaricheremo le batterie per affrontare la riapertura settembrina con il brio che richiedono la fase storica (esageriamo?) e l’affetto che ci dimostrano i vostri click (vi amiamo!!).<br />
</br><br />
Lasciamo, a chi ancora si trova a leggerci da un pc e dunque difficilmente sta facendo snorkeling in un parco naturale o contrattando il prezzo di una sdraio in una spiaggia del Conero alcuni consigli che possano dare l’ultima idea per la partenza o piuttosto tenere compagnia nell’open-space che, siamo sicuri, starà condividendo<strong> soltanto con un paio di colleghi</strong>.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-6487" title="summmer 1" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/08/summmer1.jpg" alt="summmer 1" width="533" height="280" /></p>
<p><strong>Consiglio Numero Zero. MakeMyDay.</strong><br />
Fate conoscere MakeMyDay ai colleghi in open-space.<br />
La cosa, siatene certi, sarà loro gradita e vi permetterà di trascorrere almeno una pausa caffè discutendo della crisi mondiale in termini di piccole soluzioni alla stessa piuttosto che correlandola al gusto amaro della bevanda che state consumando.<br />
</br><br />
<strong>Consiglio Numero Uno. I Balcani.</strong><br />
Se non sapete ancora dove andare, ma non vi va di spendere cifre spropositate per aerei e alberghi. Se siete appassionati di musica, birra e storia d’Europa. Noi vi consigliamo … i balcani!<br />
In particolare il <a title="Festival di Goutcha" href="http://www.makemydaymag.com/archives/4869" target="_blank"><strong>Festival di Goutcha</strong></a> e quello della <a title="Festival della birra a Belgrado" href="http://www.makemydaymag.com/archives/4326" target="_blank"><strong>birra a Belgrado</strong></a>; ne parlammo l’anno scorso e per quest’estate dovete solo verificarne il nuovo calendario.<br />
</br><br />
<strong>Consiglio Numero Due. Lasciatevi Guidare.</strong><br />
L’unico posto in cui è consentito girovagare distratti è un centro commerciale, ma anche in quel caso il prezzo che si paga è di finire risucchiati nei percorsi nemmeno poi tanto subliminali che hanno costruito per noi dei simpaticissimi guru del marketing. Roba che uno voleva mangiare un gelato godendosi un po’ di aria condizionata e ne esce con un porta-banane di plastica verde acido in una borsetta della collezione in saldo da Zara.<br />
Però, ecco, che voi siate a Orvieto o a New York, per cortesia: <a title="Lasciatevi guidare" href="http://www.makemydaymag.com/archives/1223" target="_blank"><strong>lasciatevi guidare</strong></a>, sarebbe un peccato perdersi quello splendido scorcio o quello splendido hamburger!</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-6488" title="summmer 2" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/08/summmer2.jpg" alt="summmer 2" width="533" height="280" /></p>
<p><strong>Consiglio Numero Tre. La Turchia.</strong><br />
O meglio, <a title="Istanbul" href="http://www.makemydaymag.com/archives/3252" target="_blank"><strong>Istanbul</strong></a>.<br />
La meta vi sembrerà inflazionata, ma noi crediamo che in una città con decine di milioni di abitanti questo aggettivo non conti più di tanto! Andate a visitarla ragazzi, e magari di ritorno prendetevela comoda, passando dalle isole meno battute del Nord dell’Egeo: <strong>Samos</strong>, quella di Pitagora, oppure <strong>Ikaria</strong>, quella di Icaro.<br />
</br><br />
<strong>Consiglio Numero Quattro. CouchSurfing.</strong><br />
Ragazzi, bando alle ciance: siete ridicoli nello sbattervi alla ricerca di un’onda decente in tutta Europa. O ve ne andate negli USA o in Australia, oppure giungete a più miti consigli: il surf non è roba per voi.<br />
Su con la vita! Se, come tutti noi, siete un po’ dei barboni da salotto <strong>c’è un’altra cosa su cui potete surfare</strong>: i divani di mezzo mondo. E yeah, daje di wayfarer e camicie hawayane, pronti con i vostri cappellini con visieroni e bermuda sgargianti: leggete <a title="Couchsurfing" href="http://www.makemydaymag.com/archives/783" target="_blank"><strong>qua</strong></a> e fateci sapere come va a finire!<br />
</br><br />
<strong>Consiglio Numero Cinque. Se Avete Poco Tempo.</strong><br />
Se avete poco tempo non potete andare lontano… e immaginandovi quanto meno in Italia, non possiamo far altro che proporvi un itinerario di pochi giorni a cavallo <strong>tra il Lazio e la Toscana</strong>, quasi a metà strada tra Aosta e Bari. Lo chiamavamo <a title="Fuga di Primavera" href="http://www.makemydaymag.com/archives/3523" target="_blank"><strong>fuga di primavera</strong></a>, ma anche d’estate rende!<br />
</br><br />
Ah, se invece avete solo un week end, e Zurigo non vi sembra troppo lontana, c’è sempre la coloratissima <a title="Street Parade" href="http://www.streetparade.com/" target="_blank"><strong>Street Parade</strong></a>! Portatevi un costume da bagno per gettarvi nel lago, e i tappi per le orecchie se volete stare proprio sotto i carri.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-6493" title="summer 4b" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/08/summer4b.jpg" alt="summer 4b" width="533" height="496" /></p>
<p><strong>Consiglio Numero Sei. Usate il Pollice Opponibile.</strong><br />
Usatelo, e usatelo<a title="Autostop" href="http://www.makemydaymag.com/archives/1374" target="_blank"><strong> bene</strong></a>.<br />
Fare l’autostop è una delle cose più divertenti che esistano, servono solo pazienza e attenzione. Ma per il resto esistono zone d’Europa, e metodi per farlo, che lo rendono impagabile.<br />
</br><br />
<strong>Consiglio Numero Sette. Se Non Ve Ne Foste Accorti.</strong><br />
Se non ve ne foste accorti, appunto, resta sempre disponibile una categoria <a title="MMD Travel" href="http://www.makemydaymag.com/category/travel" target="_blank"><strong>TRAVEL</strong></a> da cui prendere spunto continuamente, non solo prima di partire per l’estate. Qui trovate appunti di viaggio per <strong>Lisbona</strong>, <strong>Liverpool</strong>, la <strong>Svezia</strong> e tante altre mete ancora.<br />
</br><br />
<strong>Consiglio Numero Sette/Bis. Se Non Ve Ne Foste Accorti/Bis.</strong><br />
Se non ve ne foste accorti, appunto, <strong><a title="Collaborazione" href="http://www.makemydaymag.com/collaborazione" target="_blank">potete mandarci i vostri articoli</a></strong> riguardo le vacanze e <strong>il modo di tornare a casa avendo speso</strong>, nel viaggio, <strong>meno di quanto si è guadagnato.</strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-6490" title="summmer 4" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/08/summmer4.jpg" alt="summmer 4" width="533" height="280" /></p>
<p><strong>Consiglio Numero Ultimo. Lasciatevi Salutare.</strong><br />
Ragazzi, lettori, amici: Enjoy Your Holiday <strong>and Make Your Summer</strong>.<br />
</br><br />
Noi, col vostro permesso, ci andiamo a gettare al sole!<br />
</br><br />
A presto.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Cinema in grande a Locarno</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Aug 2011 10:11:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Frediano Tavano</dc:creator>
				<category><![CDATA[culture]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[festival]]></category>
		<category><![CDATA[locarno]]></category>

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		<description><![CDATA[Anteprime internazionali e incontri cinefili sul Lago Maggiore
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Spegni l’iPad, molla il portatile, dimentica l’lcd. Almeno per qualche giorno, torna a goderti il cinema su grande schermo e in ottima, fittissima compagnia. Ha preso il via il 3 agosto, con l’anteprima di 8mm di J.J. Abrams, il <strong>64° Festival del Film di Locarno</strong>, sulle sponde svizzere del lago Maggiore, che animerà la cittadina <strong>fino al 13 agosto</strong> compreso.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-6503" title="1" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/08/1.jpg" alt="" width="533" height="254" /></p>
<p>Anche quest’anno, vale la pena regalarsi una bella gita oltreconfine per qualche saporita anteprima: ci sono anche <strong>Cowboys &amp; aliens</strong>, in abbinata con <strong>Drive</strong> di Nicolas Winding Refn, recente miglior regia a Cannes, e il promettente <strong>Le Havre</strong> di Aki Kaurismäki. Occhio solo alla padronanza delle lingue, visto che tutti i film sono in lingua originale e, da qualche anno, i sottotitoli in italiano sono rari. Oppure ci si può lanciare alla scoperta di qualche nome nuovo e di proposte fuori dai grandi circuiti commerciali, magari sfruttando una tessera giornaliera, visti i prezzi non troppo popolari dei biglietti.</p>
<div id="attachment_6504" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img class="size-full wp-image-6504" title="foto locarno 1" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/08/foto-locarno-1.jpg" alt="" width="533" height="355" /><p class="wp-caption-text">© Festival del film Locarno / Pedrazzini</p></div>
<p>Per l’Italia ci saranno almeno due proposte interessanti. Il film documentario <strong>Milano 55,1. Cronaca di una settimana di passioni</strong> (domenica 7, ore 16.15), realizzata da vari registi nei giorni delle ultime elezioni comunali di Milano. E <strong>Sette opere di misericordia</strong>, primo lungometraggio dei fratelli torinesi Gianluca e Massimiliano De Serio, il solo film italiano in concorso (lunedì 8 alle 16.15). Invece, per gli amanti del musical hollywoodiano, da non perdere l’ampia retrospettiva dedicata ai film del grande <strong>Vincente Minnelli</strong>.<br />
<br/><br />
Ma, come ogni anno, il piatto forte per i cinefili sono gli incontri con attori e registi di fama mondiale. Questa volta promettono bene l’incontro con l’irruente, imprevedibile <strong>Abel Ferrara</strong> e quello con il fascino enigmatico di <strong>Isabelle Huppert</strong>. Ma saranno sul lago Maggiore anche <strong>Gérard Depardieu</strong>,<strong> Daniel Craig</strong> e<strong> Harrison Ford</strong>.</p>
<div id="attachment_6505" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img class="size-full wp-image-6505" title="foto locarno 2" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/08/foto-locarno-2.jpg" alt="" width="533" height="330" /><p class="wp-caption-text">© Frediano Tavano</p></div><br />
<br/></p>
<p>Nonostante un certo calo di entusiasmo visto negli ultimi anni, ci si aspetta sempre molto dalla vitalità delle iniziative di contorno: mostre, presentazioni, eventi e feste, spesso in ambienti creati per l’occasione, da scoprire giorno per giorno. Soprattutto, a Locarno si apprezza ancora quel modo rilassato e amichevole di vivere quello che è comunque un festival di importanza internazionale, tra i primi in Europa. E poi quello <strong>stimolante clima culturale cosmopolita</strong>, pur a pochissimi chilometri del confine italiano, che almeno per qualche giorno all’anno risulta<strong> davvero rigenerante</strong>.</p>
<p><div id="attachment_6506" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img class="size-full wp-image-6506" title="foto locarno 3" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/08/foto-locarno-3.jpg" alt="" width="533" height="400" /><p class="wp-caption-text">© Frediano Tavano</p></div>
<p><br/><br />
Infine, una curiosità: martedì 9 alle 17 verrà presentato al festival il corposo saggio <strong>Il porno espanso</strong>, opera di un gruppo di giovani studiosi italiani, che indaga un genere cinematografico di enorme popolarità ma finora quasi ignorato da critici e storici del cinema.<br />
Per ulteriori, dettagliate informazioni sul festival e sulla ricettività di Locarno, oltre che per scaricare il programma completo delle proiezioni, c’è l’ottimo <strong><a title="Sito Ufficiale del Festival di Locarno" href="http://www.pardolive.ch/it/Pardo-Live/today-at-the-festival.html;jsessionid=2867B080AB34307A9497ACD222E81E28" target="_blank">sito della manifestazione</a></strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Stelle e segreti (per circuire le donne di tutta Italia)</title>
		<link>http://www.makemydaymag.com/blog/archives/6455</link>
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		<pubDate>Wed, 13 Jul 2011 22:01:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Demartini</dc:creator>
				<category><![CDATA[culture]]></category>
		<category><![CDATA[tech]]></category>

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		<description><![CDATA[Esprimere un desiderio non costa nulla, e aiuta a impegnarsi per vederlo realizzato. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Estate non è estate senza le vacanze, che si chiamano ferie se uno ha già un lavoro serio. E se c&#8217;è una cosa che da sempre unisce gli italiani nel mondo quando sono in vacanza/ferie, quella sono le <strong>stelle cadenti</strong>.<br/><br/></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-6465" title="3106341214_fb2a341560" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/07/3106341214_fb2a341560.jpg" alt="" width="533" height="354" /><br/><br/></p>
<p>D&#8217;altra parte esprimere un desiderio non costa nulla, e farlo aiuta anche a impegnarsi per vederlo realizzato. E poi stare la sera in spiaggia, sul  prato del giardino, in terrazza, permette di risparmiarsi il raffazzonato cocktail del bar aperto giusto giusto per la stagione, piuttosto che l&#8217;ultimo dei dj che suoneranno nella discoteca di turno dato che, a meno di non essere a Ibiza o Mikonos, è difficile che suonerà qualcuno di meglio di un abbronzatissimo diggei dal dubbio gusto musicale accompagnato dal fido vocalist straziante e più ubriaco dei vostri vicini di tavolino.<br/><br/></p>
<p>Per fortuna ci sono le stelle cadenti, e al mare e in montagna c&#8217;è meno inquinamento luminoso, così da poterle aspettare osservando la volta celeste nel pieno del suo splendore. Nero lo sfondo, decine e decine i puntini luminosi che qua e là incontrate nello spicchio di cielo che state osservando, aspettando di poter urlare &#8220;VISTA!&#8221; o &#8220;ECCOLA!&#8221;.<br/><br/></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-6464" title="3421990008_622290ac41_z" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/07/3421990008_622290ac41_z.jpg" alt="" width="533" height="503" /><br/><br/></p>
<p>Non potete negare, voi care lettrici, di aver sempre chiesto all&#8217;uomo che era con voi di indicarvi una qualche costellazione, magari semplicemente raccogliendo al balzo la palla che, dalle pagine dell&#8217;<a title="Oroscopo di Vanity Fair" href="http://oroscopo.vanityfair.it/" target="_blank"><strong>oroscopo di Vanity Fair</strong></a>, Antonio Capitani vi ha lanciato in mattinata sotto l’ombrellone. E voi, cari lettori, figuriamoci se non vi siete mai abilmente travestiti da Galileo Galilei, sproloquiando a proposito della differenza tra i pianeti e le stelle, e tra le stelle e le galassie, per finire indicando l&#8217;unica costellazione che davvero conoscete: l&#8217;Orsa Maggiore che era <a title="Ken Shiro" href="http://lnx.hokutonoken.it/Homepage" target="_blank"><strong>impressa sul petto di Ken Shiro</strong></a>.<br/><br/></p>
<p>Forse è il momento di andare oltre, e di apprezzare e conoscere meglio il cielo che ci sovrasta. Non tanto perché non sia bello pensare che Urano in Capricorno crei dei problemi alla capacità relazionale dei Gemelli che hanno scelto Forte dei Marmi come destinazione turistica, bensì perché ancora più bello è non dover esser smentiti dall&#8217;unico della compagnia che, non si sa mai bene il motivo, ha orecchiato qualcosa in più di noi riguardo l&#8217;astronomia e la teoria di gravitazione universale.<br/><br/></p>
<p>Non pensiate di dover studiare le carte astronomiche per le prossime settimane, purtroppo per me gli scienziati sono demodè, e sicuramente prima o poi inventeranno una qualche App per sostituirci del tutto. Vi basterà qualche semplice escamotage, qui diviso per le diverse categorie di osservatori di stelle della notte di San Lorenzo, per fare un figurone!<br/><br/></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-6463" title="4654234459_4921f332c2_b" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/07/4654234459_4921f332c2_b.jpg" alt="" width="533" height="307" /><br/><br/></p>
<p><strong>Per gli osservatori più pigri (ma dotati di smart phone).</strong><br />
<em> </em><br />
<em>Star Walk </em><br />
Applicazione pluripremiata e ormai disponibile anche per IPad, Star Walk visto in funzione è spettacolare. Tu rivolgi il tuo IPhone ad un punto nel cielo, e vi appare disegnata la costellazione nascosta dallo schermo dell’apparecchio. Come tutto ciò che gravita attorno alla Mela, il tool è veramente geek-chic! A volergli trovare un difetto è che è fin troppo facile… risponde tanto velocemente da togliere il gusto alla domanda. Costo: 2,99$ <a href="http://itunes.apple.com/us/app/star-walk-5-stars-astronomy/id295430577?mt=8" target="_blank">http://itunes.apple.com/us/app/star-walk-5-stars-astronomy/id295430577?mt=8<br/><br/></p>
<p></a></p>
<p><em>Google Sky Map</em><br />
Google risponde alla casa di Cupertino con una App che gira su Android, è già disponibile gratuitamente e si candida a venire rilasciata nella suite delle Google Map non appena finito il test sulla Beta. Funziona esattamente come Star Walk, e come quest&#8217;ultima non ha bisogno della connessione a internet per guidare l&#8217;utente alla lettura del cielo. Costo, già detto: 0 € <a href="http://market.android.com/details?id=com.google.android.stardroid&amp;amp;feature=apps_topselling_free" target="_blank">http://market.android.com/details?id=com.google.android.stardroid&amp;amp;feature=apps_topselling_free</a></p>
<p><a href="https://market.android.com/details?id=com.google.android.stardroid&amp;feature=apps_topselling_free"> </a><br/><br/><br />
<strong>Per gli osservatori analogici (e meno pigri).</strong><br />
Tra gli infiniti oggetti di cui si può dotare un umano che si appresta alle vacanze estive, credo che pochi abbiano in mente l&#8217;astrolabio o una calcolatrice sferica celeste. Peccato! Perché sono disponibili a prezzi veramente ridotti, risultano essere poco più difficili del Bartezzaghi della Settimana Enigmistica e permettono di menarsela all&#8217;infinito con chiunque transiti nel cono d&#8217;ombra della torcia che vi servirà per usarli in spiaggia. Personalmente ne ho selezionati un paio che sono in vendita presso Salmoiraghi&amp;Viganò, sembrano essere completi e facilissimi da usare&#8230; e costano meno di una buona crema solare.<br />
Astrolabio Nuovo Orione 7,00 €<br />
Calcolatrice Analogico-Sferica Star Globe 25,00€</p>
<p><a href="http://www.miotti.it/index.php/item/sku/26463.html&amp;lt;br&amp;gt;&amp;lt;/a&amp;gt;&amp;lt;br/&amp;gt" target="_blank">http://www.miotti.it/index.php/item/sku/26463.html&amp;lt;br&amp;gt;&amp;lt;/a&amp;gt;&amp;lt;br/&amp;gt</a></p>
<p><a href="http://www.miotti.it/index.php/item/sku/26463.html&lt;br&gt;&lt;/a&gt;&lt;br/&gt;"> </a><br/><br/></p>
<p><strong>Per i veri nerd.</strong><br />
Per i veri nerd, non possono mancare i tool che permettano di osservare la sfera celeste dallo schermo del proprio pc. Tra tutti i disponibili segnalo <strong>Stellarium</strong> che consente, abbastanza intuitivamente, di posizionarsi là dove pensate di passare la tale notte della vostra estate, di portare avanti il calendario e l’orologio fino all’ora desiderata e così di prepararsi a sapere cosa sarà a disposizione nello spicchio di cielo che sarà sopra di voi. Stellarium è, ovviamente, <strong>opensource</strong>.<br/><br/></p>
<p><strong>Per chi volesse approfondire.</strong><br />
Per chi vuole andare oltre… c&#8217;è un universo di stelle da scoprire.<br />
Solo a Milano abbiamo il <strong>Planetario</strong> (di cui si è già discusso <a title="Articolo MMD" href="http://www.makemydaymag.com/archives/5277 " target="_blank"><strong>in un altro articolo</strong></a>) e l<a title="Osservatorio Brera" href="http://www.mi.astro.it/?page=home" target="_blank"><strong>&#8216;osservatorio astronomico di Brera</strong></a>, ma indubbiamente vi basterà cercare informazioni per scoprire come partecipare agli innumerevoli eventi attorno alle stelle, in ogni parte d’Italia. Personalmente è indelebile il ricordo di un <strong>Paolo Rossi </strong>(l’attore comico) con il suo telescopio montato nei giardinetti sotto casa mia a mostrare a tutti il passaggio di una cometa (penso fosse la Swift-Tuttle, nel 1992).<br/><br/></p>
<p><iframe width="390" height="250" src="http://www.youtube.com/embed/bIWXn-f-Ybg" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br/><br/></p>
<p>Poi volendo esagerare, come mi consiglia un amico ricercatore all&#8217;<strong>Osservatorio Astronomico di Cagliari</strong>: &#8220;perché non andare in vacanza in Medio Oriente (Giordania o Israele, per esempio) a vedere le <strong>Draconidi</strong>? Si vedranno anche qui ma, per questioni di latitudine, lì il picco dello sciame sarà dopo il tramonto, quindi si vedrà meglio. E poi di giorno si può visitare quello che si vede con la luce&#8221;.<br/><br/></p>
<p>In effetti,<strong> perché non andare?</strong><br />
E perché non continuare a esprimere i nostri desideri, che per farlo bisogna solo non sbagliare la <a title="wish on a star - procedura" href="http://www.wikihow.com/Wish-on-a-Star" target="_blank"><strong>procedura</strong></a>?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Low Cost Design #01</title>
		<link>http://www.makemydaymag.com/blog/archives/6434</link>
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		<pubDate>Tue, 05 Jul 2011 22:01:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Pario Perra</dc:creator>
				<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[Low cost]]></category>

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		<description><![CDATA[Daniele Pario Perra, artista relazionale, racconta a MMD del suo progetto Low Cost Design e del concetto di creatività spontanea.
Qui la prima delle due puntate dell'intervista.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>MMD: Qual è stato il momento in cui che hai colto la poetica di Low Cost Design? C&#8217;è un aneddoto o un oggetto legato a questo episodio?</strong></p>
<p>Sì, il primo oggetto che ho fotografato: un giorno ho conosciuto una persona che sull’isola di <strong>Vulcano</strong> faceva il caffè ponendo <strong>la moca sul ferro da stiro capovolto</strong> perché era finita la bombola del gas. Alcuni mesi dopo, trovai un’altra persona, questa volta in un <strong>isola greca</strong>, che preparava il caffè sul ferro da stiro allo stesso modo, usava il tipico <strong>Ibrik </strong>per il caffè turco. Stessa necessità, stessa soluzione. Solo con strumenti culturali diversi.</p>
<div id="attachment_6444" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img class="size-full wp-image-6444" title="e1" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/07/e1.jpg" alt="" width="533" height="378" /><p class="wp-caption-text">FORNELLO CON IBRIK PER CAFFÈ TURCO (FERRO DA STIRO)</p></div>
<p>Da qui iniziai a raccogliere immagini e testimonianze, e nacque così Low Cost Design, una ricerca sull’essenza della creatività spontanea.</p>
<p>Siamo circondati da migliaia di oggetti e strutture che non seguono le regole della progettazione convenzionale, ma che sono indicatori culturali frutto della progettualità collettiva.</p>
<div id="attachment_6445" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img class="size-full wp-image-6445" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/07/l24.jpg" alt="" width="533" height="378" /><p class="wp-caption-text">PANCHINA IN PLASTICA USATA PER ALLUNGARE UNA PANCHINA IN FERRO ALLA FERMATA DELL’AUTOBUS</p></div>
<p>Nella scelta delle immagini ho prediletto quelle più ricche di connessioni in senso sia verticale sia orizzontale.<br />
Per verticale intendo una scelta di oggetti e azioni in cui fossero visibili la temporalità della loro storia evolutiva, e per orizzontale la scelta di oggetti e azioni simili sviluppatisi in aree geografiche differenti nel medesimo arco temporale, in modo da favorirne la comparazione.</p>
<div id="attachment_6446" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img class="size-full wp-image-6446" title="g21" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/07/g21.jpg" alt="" width="533" height="378" /><p class="wp-caption-text">VENDITORE AMBULANTE DI MOBILI E QUADRI</p></div>
<p><em>Low Cost Design</em> è un database delle “arti applicate”. Copre uno spettro di analisi che va dalla progettazione alla sociologia del territorio, e di conseguenza affronta anche la storia. Una banca dati costituita prevalentemente da immagini senza alcuna descrizione testuale, come in un grande dizionario visuale della creatività. Più di 7000 immagini relative al cambio d’uso degli oggetti e del territorio attraverso l’azione dei suoi abitanti.</p>
<p><strong>MMD: Il materiale del reportage è stato raccolto tra il nord Europa e l&#8217;area del Mediterraneo. Quali sono i popoli del mondo più portati a questo tipo di &#8220;problem solving&#8221; e perché? </strong></p>
<p>Queste sperimentazioni nascono generalmente in situazioni di necessità,<strong> ai margini del consumismo più frenetico</strong>. In questi ambiti ci si tramanda da generazioni l’arte del saper fare, della condivisione. Qui la precarietà diventa fonte d’immaginazione, di sfruttamento di risorse inconsuete e di ricerca di opportunità.</p>
<div id="attachment_6447" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img class="size-full wp-image-6447" title="m15" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/07/m15.jpg" alt="" width="533" height="377" /><p class="wp-caption-text">INSEGNA DI AUTODEMOLITORE</p></div>
<p>La creatività spontanea, se così la possiamo definire, può essere studiata come fenomeno sociale perché è libera da condizionamenti esterni, e non è generata da applicazioni sul mercato o da un particolare percorso di conoscenze tecniche.<br />
<strong>La dimostrazione</strong> tangibile di come questi usi siano generati da relazioni sociali precise,<strong> è il ritrovare oggetti e usi simili in luoghi distanti ma comparabili in termini di condizioni socio-ambientali.</strong> Questi esempi sono ampiamente documentati in questa ricerca: cerchioni di auto usati per avvolgere il tubo di gomma da irrigazione, pezzetti di pane in cima ai bastoncini per cibare i piccoli volatili urbani e non gabbiani e piccioni, o palloni da calcio usati come galleggianti dai pescatori di mari lontanissimi tra loro.</p>
<p>Si riscontrano le stesse similarità in termini di usi creativi degli spazi: tanto più un uso semplice risolve necessità complesse, tanto più sarà diffuso a macchia d’olio per soddisfare simili esigenze.</p>
<div id="attachment_6448" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img class="size-full wp-image-6448" title="c3" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/07/c3.jpg" alt="" width="533" height="376" /><p class="wp-caption-text">PROTEZIONE ANTI-LACRIMAZIONE PER TAGLIARE LA CIPOLLA (MASCHERA DA SUB)</p></div>
<p>È convinzione comune che i paesi dell’Europa meridionale siano terreno più fertile per la creatività spontanea, stimolata per esempio da una interpretazione libera delle leggi. In realtà, dalla ricerca sul campo emerge una certa <strong>omogeneità di soluzioni creative nei paesi del sud quanto in quelli nord Europa,</strong> semplicemente<strong> cambiano gli usi e le priorità.</strong></p>
<p><strong>A sud la creatività </strong>spontanea è più visibile perché prevalentemente<strong> diretta a colmare le lacune delle amministrazioni locali. Nel nord</strong> dell’Italia e della Francia, in Svizzera, in Germania e in Olanda, la ragione primaria degli inventori spontanei non è solitamente risolvere le urgenze quotidiane, ma la possiamo definire piuttosto una <strong>creatività del tempo libero.</strong> I giardini delle casette nelle aree suburbane nord europee sono un accumularsi di piccole invenzioni, fatte quasi per divertimento. Interi parchi giochi costruiti da privati su suolo pubblico con materiali riciclati, centinaia d’invenzioni per l’orto e il giardino, attrezzature sportive di ogni genere perfettamente re-inventate. Questi dati mettono in discussione il principio, probabilmente influenzato da una visione romantica, secondo cui solo la necessità primaria favorisce la creatività. Non esistono invece differenze tra nord e sud del mondo per queste pratiche.</p>
<p><strong>MMD: Pensi che la crisi economica abbia stimolato la creatività spontanea?</strong></p>
<p><strong>La crisi economica e la creatività spontanea sono nate con l’uomo.</strong> Non ritengo che seguano il trend del recesso post speculativo dei giorni nostri.</p>
<p>Oggi siamo costretti a ridurre lo sfruttamento delle risorse. L’uso eccessivo di petrolio e cemento dell’ultimo secolo per consentirci lo stile di vita attuale &#8211; anche a causa di una forte speculazione edilizia e industriale &#8211; ha impoverito e devastato il pianeta. L’era dei carburanti fossili volge al termine portandosi dietro, forse in una caduta disastrosa, l’ideologia stessa dello sfruttamento massimo di un’unica risorsa senza una reale diversificazione. <em>Low Cost Design</em> nasce da una prerogativa esattamente contraria: promuove l’uso di risorse locali, creatività comprese, e di una diversificazione delle stesse a seconda la specificità del luogo.</p>
<div id="attachment_6449" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img class="size-full wp-image-6449" title="n13" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/07/n13.jpg" alt="" width="533" height="380" /><p class="wp-caption-text">SPECCHIO RETROVISORE A FIANCO DI UN ALTARE PER SINCRONIZZARE L’ORGANISTA AI MOVIMENTI DEI FEDELI</p></div>
<p>Questi spunti per una progettazione sensibile rappresentano una chiara prospettiva ecologica per il futuro. <strong>La stessa parola “ecologia”</strong>, inventata da Haeckel nel 1866, è definita come lo <strong>“studio dell&#8217;economia della natura”</strong>. <strong>Una definizione che ha 200 anni, ma sembra scritta all’indomani dell’ultima crisi finanziaria:</strong> l’ennesima dimostrazione che per troppo tempo abbiamo tenuto separati i concetti di crisi ambientale, dalle implicazioni in termini economici, finanziari e anche culturali. Sul piano dello sviluppo, se per economia intendiamo lo studio e l’impiego razionale delle risorse, non possiamo separarle dalle componenti sociali, politiche e ambientali.</p>
<div id="attachment_6450" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img class="size-full wp-image-6450" title="e14" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/07/e14.jpg" alt="" width="533" height="377" /><p class="wp-caption-text">DISSUASORE ANTI-CONSUMO DI COCAINA NEL BAGNO DI UN LOCALE PUBBLICO (PRATO SINTETICO)</p></div>
<p>I lavori documentati in <em>Low Cost Design</em> invece sono profondamente ecologisti, perché non separano né l’oggetto né il territorio dalla relazione con il contesto in maniera più ampia e includono implicazioni in campi del sapere del tutto diversi. Favorire la progettazione ricercando una vita oltre la morte degli oggetti &#8211; sia fisica, intesa come perdita delle funzioni, sia culturale, intesa come perdita di status &#8211; sono tra gli obiettivi principali del progetto.</p>
<div id="attachment_6451" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img class="size-full wp-image-6451" title="f0" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/07/f0.jpg" alt="" width="533" height="377" /><p class="wp-caption-text">FILO PER STENDERE IL BUCATO SU CARTELLO STRADALE</p></div>
<p><strong>MMD: Quali sono i punti in comune delle persone che hanno inventato questi oggetti? Erano consapevoli di essere designers?</strong></p>
<p>È un istinto naturale, è un insieme di valori che genera una straordinaria capacità pratica di adattamento alle esperienze, in grado di risolvere le necessità del quotidiano, con l’abilità paragonabile a quella di un bambino e la progettualità di un ingegnere.</p>
<p>Sono gesti carichi di abilità visionaria applicata alla sperimentazione pratica. Se associamo queste osservazioni alla storia e alla vita degli abitanti di un territorio, possiamo sviluppare un’infinità di connessioni, dalla sociologia fino al design, dall’arte all’architettura, dall’urbanistica fino all’etnografia contemporanea.</p>
<div id="attachment_6452" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img class="size-full wp-image-6452" title="f27" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/07/f27.jpg" alt="" width="533" height="373" /><p class="wp-caption-text">EDICOLA VOTIVA CON SANTO SUL MURO DI UN EDIFICIO</p></div>
<p>Uno degli aspetti più interessanti della ricerca è appunto l’associazione di comportamenti e pratiche progettuali spontanee, e la loro influenza nell’appropriazione e nell’uso quotidiano degli spazi. è la manifestazione evidente di quello che Joseph Beuys concepiva come “a radical widening of definitions” (un radicale allargamento di definizione) che renderà possibile la concezione dell’arte come “l’unica forza evolutiva-rivoluzionaria”.<br />
Nella stessa dichiarazione Beuys parlava di “every human being is an artist” (ogni persona è un artista). In questa chiave troviamo un senso altamente rivelatore delle potenzialità latenti di trasformazione della società. Spesso si parla di riciclaggio, in termini di design anonimo, ma si rischia di affrontare il tema in maniera riduttiva, perché si affronta solo la trasformazione e il cambio d’uso dettato dalle regole della necessità.<br />
È meglio parlare di metamorfosi in senso quasi naturalistico, perché non cambia solo l’oggetto, ma la somma delle idee, innovazioni, conoscenze e pensieri che lo compongono nella sua totalità, cambia la sua natura. Per questo è importante analizzarlo a più mani, occhi e saperi distinti. Spesso queste sperimentazioni nascono da situazioni di necessità, ai margini del consumismo più frenetico, nelle quali ci si tramanda da generazioni la tradizione dell’arte del saper fare, della condivisione, e nelle quali una certa precarietà diventa fonte d’immaginazione, di sfruttamento di risorse inconsuete e di ricerca di opportunità.</p>
<div id="attachment_6453" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img class="size-full wp-image-6453" title="d1" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/07/d1.jpg" alt="" width="533" height="373" /><p class="wp-caption-text">SISTEMA PROTEGGI-TAPPETI (PALLE DA TENNIS)</p></div>
<p><strong>MMD: Ti aspettavi che attorno a questo libro (e alla sua filosofia) si creasse una community di persone?</strong></p>
<p>No davvero, ad oggi il risultato è quasi incredibile. Circa 40 presentazioni tra Europa e Stati Uniti, la biennale di Gwangju, la ristampa dopo 10 mesi dall’uscita, due corsi universitari che tengo regolarmente su questi temi tra Olanda e Stati Uniti, ma sopratutto il feedback e le richieste costanti di formazione e workshop. Fino alla nascita del progetto Low Cost Design Park insieme a Leo Micali e al format pubblico Low Cost Design a cui sto lavorando insieme ad Aldo Oliviero.<br />
Ma la cosa sicuramente più importante è il numero delle persone che interagiscono inviandoci immagini e suggerimenti sul sito e su fb per il volume numero 2 che sarà in uscita a Natale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>(Fine prima parte. Presto su MMD la seconda parte dell&#8217;intervista.)</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Low Cost Design è un progetto costantemente in progress:</em></p>
<p><em>contributi, feedback e suggerimenti qui:</em></p>
<p><em><strong><a title="Low Cost Design Site" href="http://www.lowcostdesign.org/" target="_blank">www.lowcostdesign.org</a></strong> – <a href="mailto:staff@lowcostdesign.org">staff@lowcostdesign.org</a></em></p>
<p><em><a title="Silvana Editoriale" href="http://www.silvanaeditoriale.it/" target="_blank"><strong>www.silvanaeditoriale.it</strong></a> – press@silvanaeditoriale.it</em></p>
<p><em>o sul gruppo di <strong><a title="Low Cost Design Facebook Page" href="http://www.facebook.com/pages/Low-Cost-Design/119616614737505?ref=ts" target="_blank">facebook</a></strong></em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em><br />
</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Una colazione da Necci in perfetto stile Seventies.</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Jun 2011 13:25:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Nenas Matrioska</dc:creator>
				<category><![CDATA[fashion]]></category>
		<category><![CDATA[Necci]]></category>
		<category><![CDATA[Nenas Matrioska]]></category>
		<category><![CDATA[Shaft Market]]></category>
		<category><![CDATA[Vintage]]></category>

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		<description><![CDATA[Libertà, trasgressione, lotte politiche. Esplosione di creatività, voglia di progresso a tutti i costi. Un decennio dalle tinte forti: gli anni ’70.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Libertà, trasgressione, lotte politiche. Esplosione di creatività, voglia di progresso a tutti i costi. Un decennio dalle tinte forti: <strong>gli anni ’70</strong>.</p>
<p>Lontano dalle dance floor,dalla disco music, e dai brillantini è arrivato il momento di tornare a considerarli esteticamente e culturalmente.</p>
<p>Perché? Per il semplice motivo che sono molto più attuali di quanto non sembri. <br/><br/></p>
<p>Moda, arte e fatti quotidiani del 2011 tornano a far pensare agli anni ’70.</p>
<div id="attachment_6418" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img class="size-full wp-image-6418" title="Shaft Market, look 1" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/06/1.jpg" alt="Shaft Market, look 1" width="533" height="233" /><p class="wp-caption-text">Giacca Shaft Market € 30, Camicia Shaft Market € 15, Occhiali Shaft Market € 20.</p></div>
<p>Per questa ragione sentiamo la necessità di osservarli e guardarli da lontano, e contemporaneamente ri-tuffarci in quell’atmosfera, in quegli abiti che ci sembrano, adesso, della nostra misura. Lo dimostra l’ultimo editoriale realizzato da <strong>Nenas Matrioska </strong>dal titolo<strong> Breakfast at’70.</strong></p>
<p>Una colazione, tra caffè e croissant, è lo scenario scelto dalla blogger <strong>Annalisa D’Urbano </strong>, lo stylist <strong>Rosario</strong> <strong>Catrimi</strong> e la fotografa <strong>Elena Cara</strong>, per far rivivere quegli anni attraverso i dettagli.</p>
<div id="attachment_6419" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img class="size-full wp-image-6419" title="Shaft Market, look 2" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/06/2.jpg" alt="Shaft Market, look 2" width="533" height="205" /><p class="wp-caption-text">Maglia Shaft Market € 20, Head Band Shaft Market € 15.</p></div>
<p>Con gli abiti di <strong>Shaft Market</strong> &#8211; negozio vintage romano specializzato in outfit anni 70 &#8211; rivisitati in chiave moderna, vestono due innamorati per una colazione da <strong>Necci</strong>, uno dei bar più caratteristici del quartiere romano  il Pigneto. <br/><br/></p>
<p>Strano, ma vero: per ogni capo <strong>non si spende mai più di trenta euro</strong>!</p>
<div id="attachment_6420" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img class="size-full wp-image-6420" title="Shaft Market, look 3" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/06/3.jpg" alt="Shaft Market, look 3" width="533" height="248" /><p class="wp-caption-text">Tutina Denim Shaft Market € 30, Camicia Uomo Shaft Market € 15, Gilet di renna Shaft Market € 30.</p></div>
<p>Se siete stati contagiati da questa onda retrò in stile ’70, non vi preoccupate: il vostro portafoglio non né risentirà!Fate un salto da <strong>Shaft Market</strong> a <strong>via degli Aurunci 11</strong>, a San Lorenzo/ Roma e divertitevi a scoprire <strong>l’usato con stile</strong>.</p>
<div id="attachment_6421" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img class="size-full wp-image-6421" title="Shaft Market, look 4" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/06/4.jpg" alt="Shaft Market, look 4" width="533" height="233" /><p class="wp-caption-text">Abito Shaft Market € 30.</p></div>
<p><strong>INFO:</strong></p>
<p><a title="Nenas Matrioska's blog" href="http://nesmatrioska.blogspot.com/" target="_blank"><strong>Nenas Matrioska&#8217;s blog </strong></a></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong>SHAFT MARKET</strong><br />
Via Degli Aurunci 11, Roma/San Lorenzo</p>
<p><a title="Shaft MySpace" href="http://www.myspace.com/shaftmarket"><strong>MySpace</strong></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Special Thanks</strong><br />
models_fabio sica &amp; adriana marmaglio <br/><br/></p>
<p><strong>NECCI 1924</strong><br />
Via Fanfulla Da Lodi, 68 (Pigneto-Roma)<br />
<strong><a title="Necci 1924" href="http://www.necci1924.com/">www.necci1924.com</a></strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Summer food con Moby!</title>
		<link>http://www.makemydaymag.com/blog/archives/6398</link>
		<comments>http://www.makemydaymag.com/blog/archives/6398#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 12 Jun 2011 22:22:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eugenia Brini</dc:creator>
				<category><![CDATA[food]]></category>
		<category><![CDATA[bio]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[Moby]]></category>
		<category><![CDATA[summer food]]></category>

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		<description><![CDATA[Lasciamoci ispirare da Moby... anche in cucina!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong>Sapete cos’è il Summer Food?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per <strong>SF</strong> si intendono tutte quelle soluzioni che non prevedono grandi utilizzi di stoviglie e forni, magari a volte il fornello ma per pochissimo tempo, quasi mai elettrodomestici troppo rumorosi e ingombranti e di cibi freschi e rinfrescanti. Ovvero una cucina a <strong>basso impatto ecologico ed economico!</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Io l’ho scoperto grazie ad un libriccino davvero grazioso che ho letto negli ultimi tempi, in treno, durante il mini viaggio che mi divide dal posto di lavoro: <em>Teany</em> scritto a quattro mani da Moby e dalla sue splendida amica Kelly Tisdale.</p>
<div id="attachment_6403" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img class="size-full wp-image-6403" title="8779327" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/06/8779327.jpg" alt="" width="533" height="532" /><p class="wp-caption-text">&quot;Teany&quot;_un libro di Moby e Kelly Tisdale</p></div>
<p>Nell’ormai lontano 2005 hanno aperto insieme un piccolo locale o sala da Tè, il <strong>Tiny</strong> (=Tea + New York) nel quale ascoltare buona musica, non solo quella di Moby, e bere e mangiare cibi e bevande per il post sbronza, come le chiamano loro.</p>
<p>Si alternano pietanze vegetariane e vegane per rilassarsi, mentre si producono idee creative in vista di altri sogni, sorseggiando una delle <strong>92 tipologie di tè</strong> presenti da Teany.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E proprio da questo libro, <strong>prendo spunto per un aperitivo MakeMyDay </strong>tra amici. Il primo di una lunga serie di questa nuova e calda stagione.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-6404" title="5443363553_8e1bcc5f11_o" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/06/5443363553_8e1bcc5f11_o.jpg" alt="" width="533" height="536" /></p>
<p>Partendo dalle bevande: un bel <strong>Mojito bio</strong> con le foglie della menta che ho piantato sul mio balcone, e il vino bianco frizzante che è lì da un sacco di tempo in vista di un utilizzo più consono, che abbinarlo a  caso, e un po’ di sciroppo di zucchero fatto con eguali quantità di acqua e zucchero sciolto in un pentolino.</p>
<p>Ecco come si fa. Si pestano un po’ di fogli in un bicchiere, si prepara lo sciroppo e lo si versa sulle foglie. Poi si versa il vino e si guarniscono i bicchieri con foglie di menta. Volendo, si può bagnare il bordo del bicchiere prima di riempirlo, e “immergerlo” nello zucchero per impregnare il bordo.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Poi servono degli stuzzichini! Tra i miei amici sono famosa per la focaccia alle olive abbinata a varie salsine esotiche da abbinare a verdure crude, come finocchi e carotine e cetrioli del contadino, che costano poco tramite il <a title="G. A. S." href="http://www.retegas.org/index.php?module=pagesetter&amp;func=viewpub&amp;tid=2&amp;pid=9" target="_blank"><strong>GAS</strong></a> (Gruppo d’acquisto solidale) e hanno un gusto fantastico.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-6405" title="3618854542_e27961f831_b" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/06/3618854542_e27961f831_b.jpg" alt="" width="533" height="400" /></p>
<p>Per questo aperitivo estivo ho pensato di preparare un <strong>hummus di piselli freschi</strong>. Come si fa?</p>
<p>Prendiamo dei piselli freschi e li cuciniamo, dopo averli sgranati, in una pentola con un soffritto di cipolle.</p>
<p>Poi aggiungiamo i piselli e li cuociamo a fiamma vivace per qualche minuto e li copriamo di brodo, per <strong>15 minuti</strong> o finché non risultino morbidi. (Se non avete ne questo tempo ne voglia, o se fa troppo caldo, usate quelli già cotti.)</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Frulliamo i piselli con uno spicchietto di aglio tritato finissimo, una bella spruzzata di limone bio, una cucchiaiata di tahina, o salsa di sesamo oppure di olio buono, e frulliamo il tutto con spolverata di sale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Assaggiate e aggiustate di sale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>E poi un bel <strong>dolce</strong>!</p>
<p>Ho fatto una crema di yogurt con la panna di riso e i pezzetti di cioccolato da alternare a strati ad una composta di fragole dentro piccoli vasetti da conserva.</p>
<p>Molto scenico da presentare a tavola e molto fresco!</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-6406" title="5159383771_51d56e2ac5_b" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/06/5159383771_51d56e2ac5_b.jpg" alt="" width="533" height="354" /></p>
<p>Ecco qui sotto il riepilogo dei costi degli ingredienti!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Costo Mojito</strong></p>
<p>Foglie menta= 1/2 bustina di semi <strong>0,50 €</strong> ca</p>
<p>Vino 1 bottiglia= <strong>1,80 €</strong></p>
<p>Sciroppo fatto in casa con 250 gr zucchero = <strong>0,25</strong> <strong>€</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Costo crudité (G. A. S.)</strong></p>
<p>Carote e finocchi 0,5 kg = 1,80 al kg= <strong>0,90</strong> <strong>€</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Costo hummus</strong></p>
<p>Spesa piselli 2,50 euro al kg, noi usiamo 300 gr = circa <strong>0,80 €</strong></p>
<p>1 cucchiaio di tahina = <strong>0,30</strong> <strong>€</strong></p>
<p>Limone e olio e sale dai altri <strong>= 0,50</strong> <strong>€</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Spesa per il dolce: </strong></p>
<p>Yogurt: quello greco bello grasso a <strong>1,50 €</strong> a barattolo grande</p>
<p>Confezione di panna (per allungare lo yogurt) normale <strong>1,80 €</strong> oppure quella di riso a <strong>2,2</strong>0 €</p>
<p>Fragole: 250 gr quindi <strong>1,5 €</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Per un totale di <strong>10 €</strong> esatti e almeno&#8230; <strong>4-6 amici soddisfatti!</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Enjoy your meal&#8230; and keep on rockin’!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>OUT&amp;ABOUT FASHIONISTAS#12 The Man Clutch</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Jun 2011 15:38:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Moricci</dc:creator>
				<category><![CDATA[fashion]]></category>
		<category><![CDATA[anni 70]]></category>
		<category><![CDATA[borsello]]></category>
		<category><![CDATA[outfit]]></category>
		<category><![CDATA[pochette]]></category>
		<category><![CDATA[portadocumenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Borsello o tracolla, il portadocumenti per uomo fa il verso alla pochette.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa volta l&#8217;<strong>approfondimento stilistico</strong> è dedicato solo agli uomini. Quelli etero, che vogliono rimanere <strong>al passo con i tempi</strong> e quelli Gay, indecisi su cosa sia meglio scegliere per affinare il proprio <strong>outfit.</strong> Se le donne hanno indossato giacca e cravattino, lo scorso inverno, è arrivato il momento per l&#8217;uomo di riprendere il potere. E non c&#8217;è miglior modo per farlo di <strong>rubare</strong> qualcosa dal guardaroba femminile e trasformarlo in un vero oggetto di culto.<strong><br/><br/></strong></p>
<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-6389" title="fantastic man acne jean gentleman-s gert jonkers" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/05/fantastic-man-acne-jean-gentleman-s-gert-jonkers1.jpg" alt="" width="533" height="549" /><br />
</strong></p>
<p>Infatti sembra una vera passione, quella riscoperta dagli Uomini (e donne), per il<strong> portadocumenti.</strong> Un oggetto di culto negli anni &#8217;70 &#8211; nei vari formati a mano, <strong>borsello e tracolla.</strong> Oggi lo stile va controcorrente e vuole un uomo impegnato e impegnativo, quindi fa il verso alla <strong>pochette</strong> da donna e trasforma il portadocumenti dei nostri genitori in modernariato chic. Potremmo definirlo <strong>Man Clutch,</strong> per usare un termine in voga.<strong><br/><br/></strong></p>
<p>Uomini, abbandonate le comodità e siate pronti a trasportare portafogli, smartphone e quant&#8217;altro in un rettangolo di pelle o di tessuto da portare scomodamente in mano. Non abbandonate il vostro gusto sia esso classico,<strong> edgy</strong> o contemporaneo, ma aggiungete un tocco bon-ton.<strong><br/><br/></strong></p>
<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-6390" title="StreetMan#1" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/05/StreetMan1.jpg" alt="" width="533" height="400" /><br />
</strong></p>
<p>Sempre meglio poter scegliere secondo il proprio gusto. Ecco perché ci sono alternative per stile e costi. La Pochette<em> da sera</em> in Pelle nera lavorata a triangolo by <em><strong>Gareth Pugh</strong></em> è rock e trasgressiva. Classiche ed eleganti in stampa Cocco le <em>London</em> di <em><strong>Furla </strong></em>per<em><strong> </strong></em>l&#8217;uomo che lavora ma non rinuncia alla moda. Se siete sempre in viaggio sarà più facile e più utile, per voi, la versione semplice di <em><strong>Lanvin </strong></em>facile da maneggiare e color Blu. Per i più <em>Fashionisti</em> non manca l&#8217;alternativa di <em><strong>American Apparel </strong></em>in pelle morbida e colori Fluo, caldi o naturali in tre diverse misure small, medium e large. Forse più scomoda sicuramente più <em>Glam</em>.<strong><br/><br/></strong></p>
<p>Gli accessori ridefiniscono un look. Lo trasformano, rendendolo esclusivo, quindi non rinunciate mai ad avere qualcosa che vi renda <strong><em>contemporaneamente alla moda</em>.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Camper, la vacanza alternativa.</title>
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		<pubDate>Mon, 30 May 2011 23:32:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guido Bedarida</dc:creator>
				<category><![CDATA[travel]]></category>

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		<description><![CDATA[Per viaggiare in alta stagione serve un mutuo. Una soluzione MakeMyDay è il camper.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per staccare dalla routine avete mai pensato a una vacanza in camper?</p>
<p>Via da casa, in uno spazio abitativo completamente diverso, la quotidianità diventa un lontano ricordo!</p>
<p>In camper puoi vedere ogni giorno un posto nuovo, conducendo una vita a contatto con la natura ma anche con tutte le comodità che servono per gustarsi appieno il relax.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-6367" title="Schermata 2011-05-31 a 12.14.54" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/05/Schermata-2011-05-31-a-12.14.54.png" alt="" width="533" height="359" /></p>
<p>Certo, è necessario un minimo di spirito d&#8217;adattamento per lo spazio ridotto, ma se si è disposti a sacrificare un po’ di privacy si riesce a trascorrere una <em>great vacation</em> con un <em>budget</em> considerevolmente <em>low</em>.</p>
<div>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il noleggio di un camper da <strong>5/7 posti</strong> costa dai <strong>90</strong> ai <strong>140 euro al giorno</strong>, che a testa diventa una cifra davvero bassa per girare l&#8217;Italia fermandosi praticamente ovunque con un tetto sulla testa, cucina, bagno ed un posto (comodo) per dormire!</p>
<p>Insomma, come avrete capito sono un fan di questa filosofia di  viaggio. Così entusiasta che, con alcuni amici, abbiamo pensato di  condividerla. Così è nato <a title="Camper Sharing" href="http://www.campersharing.com/" target="_blank"><strong>CamperSharing</strong></a>, il primo sito al mondo dedicato alla condivisione di camper!</p>
<p>In questo luogo vogliamo<strong> far incontrare persone che vogliano noleggiare insieme il camper o che</strong>, avendo posti liberi, <strong>offrano un passaggio</strong> ad altri viaggiatori sul proprio mezzo.</p>
<p>Un annuncio per cominciare e una letta alle FAQ per diventare subito  esperti. Più si è, meno si spende. E il divertimento e le esperienze si  moltiplicano!</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-6368" title="Schermata 2011-05-31 a 12.16.18" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/05/Schermata-2011-05-31-a-12.16.18.png" alt="" width="533" height="352" /></p>
</div>
<p>Il camper si guida con la <strong>patente B</strong> come una comune automobile, anche se richiede qualche accorgimento durante la guida. Cioè:</p>
<p>1. <strong>Attenzione agli ingombri.</strong> Soprattutto in retromarcia fatevi assistere da qualcuno fuori dal camper.</p>
<p>2. <strong>Occhio al vento.</strong> A causa delle ampie superfici laterali può influire sulle traiettorie.</p>
<p>3. <strong>Distanza di sicurezza.</strong> La massa del camper è maggiore rispetto a quella di un’auto, e gli spazi di frenata si allungano.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il camper è considerato dal codice della strada alla stregua di una vettura, quindi potete andare e fermarvi ovunque.</p>
<p>Fanno eccezione alcuni comuni, per fortuna pochi, che hanno emesso ordinanze per impedire ai camper perfino il passaggio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Ecco un <strong>itinerario interessante</strong> per il centro Italia che si può fare tranquillamente in pochi giorni:</p>
<div>
<p>Rocchette (Castiglione della Pescaia), Pitigliano, Circeo.</p>
<p>La prima tappa è la splendida spiaggia chiamata le<strong> Rocchette</strong> a pochi chilometri da Castiglione della Pescaia (facilmente raggiungibile percorrendo al SS1 Aurelia sia da nord che da sud), bella cittadina costiera in provincia di Grosseto.</p>
</div>
<p>Qui la spiaggia è molto lunga e si presta a piacevoli passeggiate. L’acqua è cristallina, a mio parere una delle più belle dell&#8217;Italia peninsulare. Nella zona non mancano campeggi vicinissimi all&#8217;arenile, aree di sosta (in genere decisamente più economiche dei campeggi), spiaggia libera e la possibilità di gustare del buon pesce!</p>
<p>Spostandosi nell&#8217;entroterra grossetano (SS 74 Maremmana) si fa tappa a <strong>Pitigliano</strong>, che impressiona subito per la sua caratteristica spettacolare di essere costruita su speroni di tufo. Detta la piccola Gerusalemme per la sua storica presenza ebraica (vi si conserva una magnifica ed antica sinagoga) sembra aver fermato il tempo nelle sue viuzze strette e buie.</p>
<div>
<p>Qui si possono gustare prodotti tipici toscani e la sosta è consentita in una delle piazze nella parte nuova del paese (Piazza Nenni) senza spesa.</p>
</div>
<p>Riprendendo la strada, e lasciandosi alle spalle la Toscana, l&#8217;ultima tappa è il promontorio del <strong>Circeo</strong>. Qui le ampie spiagge libere, ed una costa ancora selvaggia, permettono di assaporare la permanenza al mare a stretto contatto con la natura. Si può parcheggiare lungo la strada, ma non mancano aree di sosta e un campeggio proprio di fronte alla spiaggia.</p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-6369" title="Schermata 2011-05-31 a 12.15.28" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/05/Schermata-2011-05-31-a-12.15.28.png" alt="" width="533" height="353" /></p>
<p>Insomma, consiglio il viaggio in camper anche per chi non ha mai preso in considerazione questa esperienza. <strong>Perché ti fa sentire libero da tutto</strong>, probabilmente il massimo che una vacanza possa offrire.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Indirizzi utili:</p>
<p><a title="Camper Sharing" href="http://www.campersharing.com/" target="_blank"><strong>CamperSharing</strong></a></p>
<p><a title="Camper Club Italia" href="http://www.camperclubitalia.it/" target="_blank"><strong>Camper Club Italia</strong></a></p>
<p><a title="Turismo Itinerante" href="http://www.turismoitinerante.com/php/sosta/italia/search.php" target="_blank"><strong>Turismo Itinerante</strong></a></p>
<p><a title="Paesi Online" href="http://www.paesionline.it/itinerari_in_camper.asp" target="_blank"><strong>Paesi Online</strong></a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Quest’estate che si fa? Tutti in giro per i festival!</title>
		<link>http://www.makemydaymag.com/blog/archives/6324</link>
		<comments>http://www.makemydaymag.com/blog/archives/6324#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 26 May 2011 14:38:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eugenia Brini</dc:creator>
				<category><![CDATA[culture]]></category>
		<category><![CDATA[entertainment]]></category>
		<category><![CDATA[Biella]]></category>
		<category><![CDATA[festival]]></category>
		<category><![CDATA[torino]]></category>
		<category><![CDATA[vercelli]]></category>

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		<description><![CDATA[Con la bella stagione sbocciano i fiori e i festival!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong>Con la bella stagione sbocciano i fiori e i festival! Vorrei partecipare a tutti, ma cercherò di limitarmi a quelli più vicini ed economici (oltre che ecosostenibili)!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Visto e considerato che tengo famiglia, ovvero un fidanzato motociclista mezzo matto, seguiremo la nostra passione per le due ruote e i viaggi assurdi a tappe nelle zone calde del folleggiamento italico!</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Dal <strong>31 maggio al 5 giugno</strong>, partenza tranquilla e cinefila. Ci sarà a<strong> Torino</strong> la <strong>14° edizione di CinemAmbiente </strong>con tanti film, circa 100 suddivisi in 3 sezioni e presentazioni di libri durante gli aperitivi letterari.</p>
<p>Io farò sicuramente un salto a sentire<strong> Segrè il 1° giugno</strong>. Chi viene?</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Un’altra delle tappe che abbiamo stabilito è sicuramente passare al <a title="jazzrefound" href="http://www.jazzrefound.com/web2011/" target="_blank"><strong>JazzReFound</strong></a>,<a href="http://www.jazzrefound.com/web2011/"></a> essendo a casa nostra, ovvero a <strong>Vercelli</strong> non servono le due ruote se non forse quelle di due biciclette.</p>
<p>Dal <strong>23 </strong>al<strong> 26 giugno</strong> partendo il 23 con <strong>Don Pasta</strong>, con i magnifici <strong>Sweet Life Society</strong> e il loro elettro swing, <strong>Carlot.ta</strong>. Poi <strong>Afrika Bambaataa</strong>, i <strong>Dotvibes</strong>, <strong>Casino Royale</strong> e tanti altri a cercare di scacciare un po’ di zanzare!</p>
<p>Dal <strong>5</strong> al<strong> 10 luglio</strong> ci sarà un altro festival free a Torino, il <a title="Traffic" href="http://www.trafficfestival.com/" target="_blank"><strong>Traffic </strong></a>con artisti come <strong>Charlotte Gainsbourg</strong>, <strong>Klaxons</strong>,<strong> Statuto</strong>, <strong>Baia degli Angeli</strong> e un sacco di altri il tutto gratis! E all’aperto.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Altro festival nelle zone limitrofe dal <strong>15</strong> al <strong>28 luglio</strong> presso la Reggia di Venaria il festival <a title="Venaria Real Music" href="http://www.venariarealmusic.it/" target="_blank"><strong>Venaria Real Music </strong></a></p>
<p>Con personaggi del calibro di <strong>Raphael Gualazzi</strong>, <strong>Ludovico Einaudi</strong>, <strong>Giovanni Lindo Ferretti</strong>, <strong>Marco Paolini</strong>, <strong>Vinicio Capossela</strong>, <strong>Morgan</strong>, <strong>Margherita Huck</strong> e <strong>Ginevra di Marco</strong>, e altri.</p>
<p>Costi dai<strong> 20</strong> ai <strong>30 euro</strong>.</p>
<p>Poi una bella tappa a <a title="Balla coi Cinghiali" href="http://www.ballacoicinghiali.it/" target="_blank"><strong>Balla coi cinghiali</strong></a> a <strong>Bardineto</strong> dal <strong>17</strong> al <strong>20 agosto</strong> che quest’anno vedrà sul palco <strong>Roy Paci</strong> e <strong>Aretuska</strong>, <strong>Verdena</strong>, <strong>Il Genio</strong>, <strong>Brunori Sas</strong>, <strong>Dufrsne</strong>, <strong>Mgz</strong>, e tanti altri con il solito slogan a sottolineare lo spirito del festival<em> &#8220;Come woodstock ma si mangia meglio&#8221;</em>, essendoci le bancarelle di slow food tra le altre miriadi di cosine interessanti. Un esempio? L’area per rilassarsi e leggere, quella per imaprare a suonare tamburi e ascoltare reggae, il tutto completamente free!  Insomma un’ecosagra pazzesca!</p>
<p>In concomitanza c&#8217;è anche il <a title="Busker Festival" href="http://www.ferrarabuskers.com/it/programma/luoghi-ed-orari/?ed=2011" target="_blank"><strong>Busker Festival</strong></a>, famosissimo festival di musicisti e artisti di strada a <strong>Ferrara</strong>, dal <strong>19 al 28 agosto</strong>. Almeno un salto dobbiamo farlo!</p>
<div id="attachment_6347" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img class="size-full wp-image-6347" title="Gli artisti del Busker Festival" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/05/busker_ok.jpg" alt="Gli artisti del Busker Festival" width="533" height="530" /><p class="wp-caption-text">Gli artisti del Busker Festival</p></div>
<p>Infine a <strong>Biella</strong> (scusate se parliamo sempre di queste zone Piemontesi, ma noi si vive da queste parti e poi almeno si prende un po’ di fresco), si terrà l’ormai famoso <a title="Libra" href="http://www.librafestival.it/" target="_blank"><strong>Libra Festival</strong></a> dal <strong>16 giugno </strong>al <strong>2 agosto</strong>. Con musicisti e spettacoli di cabaret!</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>OUT&amp;ABOUT FASHIONISTAS #11</title>
		<link>http://www.makemydaymag.com/blog/archives/6227</link>
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		<pubDate>Sun, 08 May 2011 22:01:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Moricci</dc:creator>
				<category><![CDATA[fashion]]></category>
		<category><![CDATA[anni '40]]></category>
		<category><![CDATA[anni '60]]></category>
		<category><![CDATA[anni '80]]></category>
		<category><![CDATA[elsa schiapparelli]]></category>
		<category><![CDATA[fluo]]></category>
		<category><![CDATA[pink]]></category>
		<category><![CDATA[rosa]]></category>

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		<description><![CDATA[È il rosa il colore forte del momento.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nato dalla mente creativa della Stilista nostrana <em><a href="http://http://www.schiaparelli.com/" target="_blank">Elsa Schiaparelli</a></em>, si è guadagnato nel tempo il<strong> rispetto</strong> anche dei più scettici e conservatori, stiamo parlando del <strong><em>Rosa Shocking</em></strong>.  Una variante intensa al <strong>rosa caldo,</strong> che nel corso delle decadi precedenti è apparso nelle avanguardie con nomi differenti per poi tornare al nome originale datogli, nel 1936, dalla sua creatice per il <strong><em>packaging</em></strong> dell&#8217;omonimo profumo della <em>Stilista Romana</em>.</p>
<p>Oggi sfila sulle passerelle contemporanee ed è uno dei <strong>colori <em>FLUO</em></strong> complementari e necessari per essere <strong>update</strong> con lo stile di stagione. Ha invaso gli scaffali e anche il vostro armadio, ma se non possedete niente in tinta allora è arrivato il consueto momento per lo<strong> shopping.</strong> Trovate il vostro io più stravagante e indossatelo per un <strong>pic-nic</strong> sulla spiaggia, per un <strong>cocktail</strong> prestigioso sia esso un vistoso accessorio o un paio di flat eleganti, lasciate che il rosa shocchi  il vostro gusto e appaghi quello degli altri.  Va col nero o con i colori, l&#8217;importante è <strong>sfoggiarlo</strong> con gusto.</p>
<p>Da qualche mese è nato <strong><em><a href="http://www.enstyle.dk" target="_blank">ENSTYLE.dk</a></em></strong> una <strong>nuova piattaforma</strong> per gli amanti della moda e dal quale sono stato arruolato per il lancio online e così ho scovato nuovi<strong> Fashionisti,</strong> di seguito alcuni dei look più interessanti.</p>
<p><strong>Look#1</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_6305" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><strong><img class="size-full wp-image-6305" title="ShokingLook#1" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/05/ShokingLook1.jpg" alt="" width="533" height="417" /></strong><p class="wp-caption-text">http://apps.facebook.com/enstyle/look/view/id/21429</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em>Athikadefi</em> è indonesiana e una Community Founder di Enstyle.dk. Ama la moda, ama vestirsi e preferisce essere <strong>chic</strong> piuttosto che shock. È sobria ed elegante ma <strong>ricercata</strong> e creativa. Per questo sceglie una ampia <em><strong>t-shirt</strong> Rosa Shocking</em>, accosta una <strong>mini-skirt</strong> ampia di cotone blu cobalto e un <em><strong>bomber </strong></em>sportivo di <em>American Apparel</em> in lucido poliestere <strong><em>simil-satin</em>.</strong> Aggiunge un foulard grigio <em>melange</em> e scarpe e accessori neri. È pronta per un giro di shopping con le amiche e prolungare la serata per un aperitivo divertente.</p>
<p><strong>Look#2</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_6306" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><strong><img class="size-full wp-image-6306" title="ShockingLook#2" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/05/ShockingLook2.jpg" alt="" width="533" height="354" /></strong><p class="wp-caption-text">http://apps.facebook.com/enstyle/look/view/id/24216</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em>Kookie</em> preferisce vivere la vita come se fosse una<strong> passerella</strong> e ama gli <strong>eccessi.</strong> Il suo <em><strong>blazer</strong></em> rosa-shocking regola gli equilibri selvaggi del suo look <em>a là <strong>Lipstick Jungle</strong></em><strong>,</strong> aggiunge una gonna corta e alta in vita color pesca, una semplice <strong>t-shirt</strong> bianca con taschino,<em> <strong>zeppe</strong></em> fantasia <strong><em>animalier </em></strong>e accessori rock con una <strong>pochette</strong> nera borchiata. <em>Night Out</em> o <em>Casual Party</em> sarà una sfilata di moda Glam in città.</p>
<p><strong>Look#3</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_6307" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><strong><img class="size-full wp-image-6307" title="ShockingLook#3" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/05/ShockingLook3.jpg" alt="" width="533" height="550" /></strong><p class="wp-caption-text">http://apps.facebook.com/enstyle/look/view/id/21976</p></div>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><em>Dilay</em> ricorda le atmosfere di <em>VERSACE </em>negli anni novanta. Essential e <strong>Total</strong> indossa un <em><strong>tubino </strong></em>rosa shocking con spallini, vistose <em><strong>wedges</strong></em> intrecciate. Con una <strong><em>Clutch</em></strong> nera e un Barboncino al <strong>guinzaglio</strong> sarebbe una perfetta <em>Femme Fatale</em> per una città indaffarata come New York City.</p>
<p>Adesso lasciatevi ispirare dalle atmosfere retrò anni &#8217;40, vintage anni &#8217;60 e pop anni &#8217;80 mixate un capo rosa shocking con altri colori forti e fluo, aggiungete accessori <em>Rock&amp;Black</em> e avrete il look perfetto per la copertina patinata del vostro magazine preferito.</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Musica Sinfonica Low Cost? Un classico.</title>
		<link>http://www.makemydaymag.com/blog/archives/6274</link>
		<comments>http://www.makemydaymag.com/blog/archives/6274#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 04 May 2011 07:00:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Federico Demartini</dc:creator>
				<category><![CDATA[lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[music]]></category>
		<category><![CDATA[chiese]]></category>
		<category><![CDATA[concerti]]></category>
		<category><![CDATA[filarmonica]]></category>
		<category><![CDATA[la scala]]></category>
		<category><![CDATA[mito]]></category>
		<category><![CDATA[musica classica]]></category>
		<category><![CDATA[prove generali]]></category>

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		<description><![CDATA[Tutte le occasioni di godere della grande musica a un prezzo minuscolo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se c&#8217;è una cosa che è <strong>Great</strong>, è la <strong>musica sinfonica.</p>
<p></strong></p>
<p>Decine e decine di Maestri sullo stesso palco, diretti da qualcuno che evidentemente è più <strong>Maestro </strong>di loro, visto e considerato che si può permettere di insultarli durante le <strong>prove </strong>e dice all&#8217;uno e all&#8217;altro di suonare più o meno piano. E poi un <strong>Direttore d&#8217;orchestra</strong> è l&#8217;unica persona al mondo capace di far muovere <strong>decine di archetti</strong> di violini, viole e violoncelli in perfetta coordinazione. Riuscite a immaginarvelo? Ha tutti gli archi di fronte a sé, li <strong>comanda a bacchetta</strong> e li tiene perfettamente coordinati: splendide onde di legno e crine di cavallo. Considerato (me l&#8217;ha confermato un&#8217;amica violinista) che far vibrare la <strong>corda</strong> usando l&#8217;archetto nell&#8217;uno o nell&#8217;altro verso non cambia nulla, quelli, i Maestri, potrebbero anche andare ad minchiam; invece no, tutti ordinati, tutti per voi.<strong></p>
<p></strong></p>
<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-6298" title="4068325831_3f06a60f40_b" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/04/4068325831_3f06a60f40_b.jpg" alt="" width="533" height="354" /><br />
</strong></p>
<p>Forse è insensato un confronto con i concerti di<strong> musica pop e rock,</strong> o con i<strong> party di musica elettronica</strong> che, anche gratis, sono disponibili a emozionarci e farci muovere per ore. Un&#8217;orchestra è diversa; in essa l&#8217;ordine si fa sentire diventando musica e c’è una potenza vera, con l&#8217;aria che vibra e i nostri cuori che vanno in alto.<strong></p>
<p></strong></p>
<p>E poi i<strong> teatri della lirica,</strong> con i loro ordini di palchi e le regole non scritte della comunità che ci vive. Una comunità che sa perfettamente cosa fare: <strong>come vestirsi</strong> e <strong>quando salutarsi, dove sedersi,</strong> tutti a chiedersi, quando il primo violino sta male: &#8220;chissà a chi toccherà dare il LA, stasera&#8221;.<strong></p>
<p></strong></p>
<p>Ma quanto sareste <strong>disposti a pagare</strong> per questa musica? Io poco, dato che è possibile.<strong></p>
<p></strong></p>
<p>La regola base è l&#8217;osservazione. Bisogna osservare la propria città: passare dal<strong> teatro lirico</strong> a verificare cosa c&#8217;è in cartellone e in che periodi, spulciare alla <strong>pro-loco</strong> le brochure di improponibili eventi musicali, per verificare le rassegne in programma, appuntarsi di volta in volta gli appuntamenti che aprono alla società civile lo scrigno magico della <strong>Filarmonica</strong> di turno.<strong></p>
<p></strong></p>
<p>Pensateci bene, quante volte in un anno andate a un concerto? Mettete che accada una volta ogni due mesi, beh credo che <strong>sei eventi sinfonici low budget</strong> siano presenti a 10 km di raggio e a 12 mesi di distanza da dove siete adesso a leggere questo articolo.<strong></p>
<p></strong></p>
<p>Vi faccio degli <strong>esempi di vita vissuta,</strong> in parte<strong> milanocentrici,</strong> sperando di esservi utile e di vedere tanti altri cialtroni come me in mezzo alle sciure imbellettate dei teatri di tutto il mondo.<strong></p>
<p></strong></p>
<p><strong>Conservatorio</strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-6296" title="3467799183_3f359bfe5f_b" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/04/3467799183_3f359bfe5f_b.jpg" alt="" width="533" height="354" /></p>
<p>I <strong>conservatori </strong>di tutte le città del mondo, come ci si può aspettare, sono una<strong> miniera di concerti.</strong> Non sempre schierano orchestre di decine di elementi, ma di sicuro offrono <strong>piacevolissime occasioni</strong> di avvicinamento alla musica classica, comunemente &#8220;a gratis&#8221;. Se si è in grandi città poi, si può stare certi che il conservatorio abbia anche la propria <strong>orchestra giovanile</strong> e il proprio coro, e che questi non-ancora-Maestri, si esibiscano per la gioia dei concittadini. In questi casi è fin troppo facile, basta cercare su internet il sito del conservatorio e incrociare il loro calendario con la vostra agenda.<strong></p>
<p></strong></p>
<p><strong>Estate</strong></p>
<p>Chi l&#8217;ha detto che gli &#8220;eventi estivi&#8221; debbano per forza essere ridicoli spettacoli per strada atti a intrattenere contemporaneamente un pubblico di neonati + giovanissimi + adulti + anziani che si trascinano sul lungo mare ad Agosto?<strong></p>
<p></strong></p>
<p>Forse non l&#8217;ha detto nessuno, ma spesso succede, tanto che lo si sa che, dovendo <strong>intrattenere</strong> tutti, poi non piaceranno a nessuno e diventa inutile passarci anche solo per un pre-serata. <strong>Errore madornale!</strong> A me, ad esempio, è capitata una<strong> Tosca</strong> scroccata dai tavolini della pizzeria subito fuori dalla piazza di <strong>Massa Marittima <a href="http://www.liricainpiazza.it/. " target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">liricainpiazza.it</span></a></strong> Ma anche un concerto per archi e pianoforte a Palea Epidauro, di cui forse riuscimmo a evitare il pagamento dei 4€ d&#8217;ingresso. Una volta schivai l&#8217;intera Filarmonica di Chicago che, non so per quale motivo, era in tourneé sul lago di Garda.<strong></p>
<p></strong></p>
<p><strong>Prove dei teatri</strong></p>
<p>In questo non sono assolutamente esperto, ma so per certo che è possibile entrare a <strong>La Scala</strong> a vedere le prove, anche la Generale, dei concerti, delle <strong>opere</strong> e dei<strong> balletti,</strong> a bassissimo costo. Bisogna però entrare nel giro, essere informati e all&#8217;erta. Ma d&#8217;altra parte queste sono le qualità di chi decide di vivere MakeMyDay!<strong></p>
<p></strong></p>
<p><img class="alignnone size-full wp-image-6295" title="5644077907_d8956132d3_b" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/04/5644077907_d8956132d3_b.jpg" alt="" width="533" height="356" /></p>
<p>A parte le prove, ma rimanendo a teatro. Invito tutti a studiarsi preventivamente tutti i<strong> tipi di sconto</strong> possibili e immaginabili: famiglie, <strong>under 30</strong> o <strong>over 65</strong>, studenti, abbonati ai mezzi pubblici, tesserati all&#8217;ARCI o alla Feltrinelli, quant&#8217;altro. Incredibilmente, capita a volte di non sfruttare nemmeno gli sconti cui si avrebbe diritto.<strong></p>
<p></strong></p>
<p><strong>Spettacoli fuori orario</strong></p>
<p>Un&#8217;altra grande occasione è offerta dagli<strong> spettacoli fuori orario.</strong> Matineé o domeniche pomeriggio, i biglietti vengono via a prezzi stracciati. Alcuni teatri offrono una programmazione di minor caratura rispetto al cartellone della stagione ufficiale, altri portano in replica gli stessi <strong>spettacoli</strong> del serale. Io personalmente, ai milanesi, consiglio i piacevolissimi <strong>Pomeriggi Musicali del Dal Verme. <a href="http://www.dalverme.org/pomeriggi.php" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">dalverme.org</span></a></p>
<p></strong></p>
<p><strong>Eventi legati ad altre manifestazioni</strong></p>
<p>Ci sono poi<strong> occasioni uniche,</strong> che è un peccato perdere. La mostra dell&#8217;anno, piuttosto che l&#8217;inaugurazione dell&#8217;ennesimo improbabile mega hotel, le celebrazioni per il <strong>100° anniversario</strong> della Cosatura di Tizio e di Sempronio. Non è raro che queste eccezionali manifestazioni siano accompagnate da <strong>eventi satellite,</strong> che altrettanto non raramente sono <strong>concerti</strong> con super ospitate e gratuiti. Basta sorbirsi gli spottoni pubblicitari che li accompagnano, e se ne potrà godere appieno.<strong></p>
<p></strong></p>
<p><strong>Concerti nelle Chiese</strong></p>
<p>Dai<strong> Blues Brother</strong> ci è già noto che RayBan + Chiesa = James Brown</p>
<p>Aggiungete a questo che in <strong>Italia</strong> c’è solo un posto il cui ingresso è sempre gratuito: <strong>le chiese.</strong> E voi ve la potete immaginare un&#8217;orchestra di <strong>40 elementi</strong> che suona in una <strong>basilica del 1500?</strong> Beh, potete stare certi che sarà uno spettacolo grandioso, e che non costerà nulla. Oppure poco e per <strong>beneficienza.</strong> Teniamo dunque d&#8217;occhio anche eventi di questo tipo, e <strong>ripassiamo il latino.</p>
<p></strong></p>
<p><strong>MiTo</strong></p>
<p><strong>Chiudo in bellezza,</strong> e cito i <strong>5€ meglio spesi </strong>all&#8217;anno dal sottoscritto: il concerto della <strong>Filarmonica della Scala al PalaSharp </strong>che si tiene all&#8217;interno della manifestazione del MiTo. L&#8217;anno scorso c&#8217;era <strong>Lang Lang</strong> come solista, io non ho trovato i biglietti e ho dovuto <strong>&#8220;scavalcare&#8221;,</strong> con il risultato di essermi sentito ancora più giovane. Quest&#8217;anno credo comprerò <strong>i biglietti verso giugno,</strong> appena escono: <strong><a href="http://www.mitosettembremusica.it/it/programma/fufe/edizione-2011.html" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">mitosettembremusica.it</span></a></p>
<p></strong></p>
<p>E tutto questo, ragazzi, ve lo scrive uno che di musica (classica in particolar modo) non ci capisce nulla&#8230; è quella cosa degli archetti che mi ipnotizza in realtà!<strong> </strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Riciclaggio modaiolo.</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Apr 2011 20:00:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giorgia Martinucci</dc:creator>
				<category><![CDATA[fashion]]></category>
		<category><![CDATA[lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[alienina]]></category>
		<category><![CDATA[moda]]></category>
		<category><![CDATA[moltosilvia]]></category>
		<category><![CDATA[recupero tessile]]></category>
		<category><![CDATA[riciclo]]></category>
		<category><![CDATA[riuso]]></category>
		<category><![CDATA[saisei]]></category>

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		<description><![CDATA[Il riutilizzo del tessuto come risorsa e scelta stilistica di marchi famosi e designer emergenti. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E va bene, questa moda della <strong>moda ecologica,</strong> comincia a spopolare. E se in molti pensano a come integrare dei <strong>pannelli solari</strong> alle nostre giacche a vento, oppure a creare <strong>scarpe biodegradabili,</strong> molto spesso si cerca la soluzione più laboriosa invece che il buon senso.<strong> <br/><br/></strong></p>
<p>Perché infatti il <strong>buon senso</strong> ci direbbe che la prima cosa saggia per ridurre l&#8217;impatto di un capo d&#8217;abbigliamento, è <strong>riusarlo.</strong><strong> <br/><br/></strong></p>
<p>Ma se del maiale non si butta via niente, com&#8217;è che un colosso come<strong> H&amp;M,</strong> butta via i capi invenduti? E non solo, li <strong>distrugge</strong> affinché chi li trova nei sacchi dell&#8217;immondizia non se li possa indossare nuovamente? Lo scandalo è un po&#8217; datato, su <strong>twitter </strong>il 6 gennaio 2010 è stato<strong> trend topic</strong> e il <a href="http://cityroom.blogs.nytimes.com/2010/01/06/hm-says-it-will-stop-destroying-unworn-clothing/" target="_blank">New York Times</a> ci ha affondato i denti.<strong><br/><br/></strong></p>
<p>Dopo un <strong>mea culpa,</strong> e la<strong> </strong> soddisfazione di vedere i <strong>perfettini svedesi vacillare,</strong> la grande catena ha <strong>cambiato strategia</strong> e ad esempio con gli scampoli della tanto famosa collaborazione con Lanvin, ha creato &#8220;Waste&#8221;, una <strong>capsule collection</strong> di abiti Arlecchino.<strong> <br/><br/></strong></p>
<div id="attachment_6284" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img class="size-full wp-image-6284" title="24handm560x375" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/04/24handm560x375.jpg" alt="" width="533" height="357" /><p class="wp-caption-text">&quot;Waste&quot;_capsule collection</p></div>
<p>Non per metterci in competizione con gli svedesi, ma anche noi sconclusionati italiani, ogni tanto, abbiamo il <strong>colpo di genio </strong>e ci avevamo già pensato.<strong> <br/><br/></strong></p>
<p>Il progetto di <strong>recupero tessile</strong> di <a href="http://www.saisei.eu/" target="_blank">Saisei</a>, il cui nome è <strong>giapponese,</strong> ma nasce a <strong>Bologna;</strong> si lega strettamente al recupero e alla conservazione dei ricordi. Le borse possono essere infatti realizzate su commissione con <strong>tessuti trovati in soffitta</strong> o di cui non vogliamo disfarci. La stilista ci dice infatti che il &#8220;progetto coinvolge tutti noi in prima persona: lo scopo è quello di ricevere <strong>materiali di recupero</strong> da <strong>persone nostalgiche</strong> che non hanno avuto il coraggio di buttare<strong> tele,</strong> vecchi vestiti o<strong> pezzi di stoffe,</strong> ma che non sanno come riutilizzarli. Seguendo i modelli disponibili si realizzano borse personalizzate,<br />
uniche nel loro genere, che nascondono fra <strong>tagli e cuciture</strong> una storia, la nostra…&#8221;<strong> <br/><br/></strong></p>
<p>La collezione &#8220;permanente&#8221; è sempre realizzata con tessuti e materiali trovati qua e là, come<strong> vecchie briglie</strong> che diventano manici, e <strong>coperte militari</strong> in iuta che diventano sacchi capienti.<strong> <br/><br/></strong></p>
<p><strong></p>
<div id="attachment_6288" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><strong><img class="size-full wp-image-6288" title="93091914 copia" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/04/93091914-copia.jpg" alt="" width="533" height="357" /></strong><p class="wp-caption-text">&quot;Saisei&quot;_progetto di recupero tessile</p></div>
<p></strong></p>
<p>Anche Silvia Pizzoli, l&#8217;esposiva <strong>mente creativa</strong> dietro &#8220;<a href="http://www.moltosilvia.com/" target="_blank">MoltoSilvia</a>&#8220;, realizza i suoi capi decorandoli con <strong>foulard vintage,</strong> che scova abilmente e con molta fatica in tutta Italia. Diventando t-shirts, vestiti o<strong> fodere per eleganti mantelle.</strong> Unici esemplari, si intende.<strong> <br/><br/></strong></p>
<p><strong></p>
<div id="attachment_6289" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><strong><img class="size-full wp-image-6289" title="1" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/04/1.jpg" alt="" width="533" height="357" /></strong><p class="wp-caption-text">&quot;MoltoSilvia&quot;_capi decorati con foulard vintage</p></div>
<p></strong><img src="file:///Users/fortuna/Library/Caches/TemporaryItems/moz-screenshot.png" alt="" /></p>
<p>Tessuti di tende da sole, tessuti tecnici per <strong>coperture di esterni,</strong> corde di nylon, <strong>stoppini di cotone,</strong> tubi di gomma, danno vita a una collezione di accessori dalla forte personalità, quella di<a href="www.alienina.com"> Alienina</a>. Gli elementi estetici, come il colore o la <strong>texture</strong> degli oggetti e materiali utilizzati diventano <strong>protagonisti,</strong> imponendosi sul valore funzionale comunemente associato a tali oggetti.<strong> <br/><br/></strong></p>
<p><strong></p>
<div id="attachment_6290" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><strong><img class="size-full wp-image-6290" title="3" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/04/3.jpg" alt="" width="533" height="357" /></strong><p class="wp-caption-text">&quot;Alienina&quot;_collezione di accessori</p></div>
<p></strong></p>
<p style="padding-left: 300px;">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>James Blake live al Lambretto Art Project</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Apr 2011 07:05:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Picchiotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[music]]></category>
		<category><![CDATA[DUB-STEP]]></category>
		<category><![CDATA[elettronica]]></category>
		<category><![CDATA[indie-rock]]></category>
		<category><![CDATA[JAMES BLAKE]]></category>
		<category><![CDATA[LAMBRETTO ART PROJECT]]></category>

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		<description><![CDATA[21 anni, inglese, fenomeno. Il nuovo mito della musica elettronica suona gratis.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong>La prima <strong>bella notizia </strong>è che <strong>James Blake</strong>, il nuovo <strong>fenomeno della musica elettronica</strong>, arriverà a Milano il 21 aprile per un live show al <strong>Lambretto Art Project</strong>.<br/><br/><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>La seconda buona notizia è che il <strong>concerto </strong>sarà <strong>gratuito</strong>.<strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-6267" title="James-Blake1" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/04/James-Blake1.jpg" alt="" width="533" height="400" /><br />
</strong></p>
<p>Finalmente avremo l’occasione di sentire dal vivo questo <strong>giovanissimo artista </strong>inglese (classe 1989), che con l’abum omonimo di debutto ha fatto impazzire la <strong>critica internazionale</strong>, ma non solo. Il singolo “<em>Limit To Your Love</em>”, rivisitazione di un brano di <strong>Feist</strong> è infatti riuscito a scalare la Top 40 britannica e l’album stesso è stato tra i dieci più venduti in Inghilterra.<strong> </strong><br />
<iframe title="YouTube video player" width="390" height="250" src="http://www.youtube.com/embed/oOT2-OTebx0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br />
<strong> </strong></p>
<p>Il disco di debutto è uscito solo un paio di mesi fa, preceduto da una manciata di EP, e dimostra una <strong>maturità sorprendente </strong>per un ragazzo della sua età. Negli <strong>undici pezzi </strong>che lo compongono si sente la passione per il <strong>dub-step</strong>, il soul e certo indie rock, ma a far da filo conduttore c’è un minimalismo esasperato che gioca con i silenzi in una continua lotta tra i gelidi tappeti sonori e la voce calda di Blake.<br/><br/><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>I riferimenti musicali potrebbero essere molti, ma lui preferisce citare solo i compatrioti e amici <strong>XX</strong>, dal cui esordio di un paio di anni fa, dice di aver imparato il gusto per la scarnificazione.<br/><br/><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Tra i <strong>pezzi imperdibili</strong>, oltre alla cover di Feist, l’iniziale “<em>Unluck</em>”, le ballate “<em>Lindesfarne II</em>” e “<em>I Never Learnt To Share</em>”, la bellissima “To Care (Like You)” il gospel conclusivo di “<em>Measurements</em>”.<strong> </strong><br />
<iframe title="YouTube video player" width="390" height="250" src="http://www.youtube.com/embed/v8CpF3RL9MM" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p><iframe title="YouTube video player" width="390" height="250" src="http://www.youtube.com/embed/-Cm2mwTUvAA" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>Quindi, passata la sbronza di feste e appuntamenti per il Fuorisalone, l’appuntamento è per il 21 al Lambretto Art Project di Lambrate, ma non fate tardi perché è fino ad esaurimento posti.<br/><br/><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>James Blake in concerto </strong><strong> </strong><br/><br/></p>
<p><strong> </strong></p>
<p>aLambretto Art Project Via Cletto Arrighi 19 Lambrate, Milano<strong></strong><br/><br/></p>
<p><strong></strong></p>
<p><strong>Ingresso libero</strong> fino a esaurimento posti<strong></strong><br/><br/></p>
<p><strong></strong></p>
<p><a href="http://www.facebook.com/clubtoclub" target="_blank"><strong>facebook.com/clubtoclub</strong></a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Out&amp;About FASHIONISTAS #10 : JEANSPIRATION</title>
		<link>http://www.makemydaymag.com/blog/archives/6233</link>
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		<pubDate>Mon, 18 Apr 2011 07:13:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Michele Moricci</dc:creator>
				<category><![CDATA[fashion]]></category>
		<category><![CDATA[lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[anni 50]]></category>
		<category><![CDATA[blue jeans]]></category>
		<category><![CDATA[genova]]></category>
		<category><![CDATA[jeans]]></category>
		<category><![CDATA[Vintage]]></category>

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		<description><![CDATA[Sempre di moda e duro a morire: è il jeans l'indumento più longevo di tutti i tempi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È <strong>l&#8217;unico capo</strong> che per quanto modificato e modificabile rimane in <strong>passerella</strong> dagli<strong> anni 50</strong> con estremo <strong>successo di pubblico</strong> e addetti ai lavori, si chiama <strong><em>JEANS</em></strong> e ognuno di noi ne possiede almeno un paio nell&#8217;armadio.<br/><br/></p>
<p><strong>Nato in Italia</strong> &#8211;  a Genova per l&#8217;esattezza &#8211; come capo da lavoro, si evolve nel tempo e dal connubio tra la lingua francese e quella inglese <strong><em>Bleu De Gènes </em></strong>diventa il popolare Blue Jeans negli sfavillanti anni d&#8217;oro di <em>Hollywood</em>. Portato alla ribalta da <strong><em>James Dean</em></strong> e<strong> <em>Marlon Brando</em></strong> nella cinematografia CULT, presto diventa un <strong>Must</strong> per essere all&#8217;ultimo grido.<br/><br/></p>
<p>Dal Demin originale alle versioni moderne che lo vogliono <strong>slavato</strong>, <strong>stone washed</strong>, <strong>colorato</strong>, <strong>imbottito per l&#8217;inverno</strong> e perfino <strong>pimpato</strong>. Quando arriva la primavera nessuno sfugge alla <strong><em>JEANSPIRATION</em></strong> e anche i più sprovvisti in tema di Moda sfoggiano un pezzo di Jeans.  Nelle varianti del Blue Jeans, del Nero e dei colori Light il jeans si è trasformato da <em>Casual</em> a immancabile. Va bene per l&#8217;<em>everyday</em>, un<em> opening</em> in città, per un <em>cocktail</em> elegante e per un&#8217;irriverente  <em>night out</em>. Se non avete un paio di shorts, un giubbino o accessori in denim è arrivato il momento di fare shopping.<br/><br/></p>
<p>Pescati dalla nuova piattaforma di moda su Facebook, <strong><em>Enstyle.dk</em></strong>, ecco alcuni fashionisti che sfoggiano la loro <em>JEANSPIRATION</em>.<br/><br/></p>
<p><strong>Look#1</strong></p>
<div id="attachment_6253" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img class="size-full wp-image-6253" title="JeansLook#1" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/04/JeansLook1.jpg" alt="" width="533" height="348" /><p class="wp-caption-text">http://apps.facebook.com/enstyle/look/view/id/24711</p></div>
<p>Patrick è semplice ma update. Preferisce uno stile indie ricco di dettagli interessanti. Indossa un paio di <strong><em>Cheap Monday</em></strong> neri, una camicia a quadretti nei toni del marrone, un giacchetto di <strong><em>Jeans Vintage</em></strong> e un paio di<strong><em> Converse</em></strong>. Aggiunge una collana con orologio per personalizzare il suo look. Un<strong> outfit</strong> adatto a un pomeriggio disimpegnato o a un <strong>fashionista etero</strong> e rock.<br/><br/></p>
<p><strong>Look#2</strong></p>
<div id="attachment_6254" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img class="size-full wp-image-6254" title="JeansLook#2" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/04/JeansLook2.jpg" alt="" width="533" height="608" /><p class="wp-caption-text">http://apps.facebook.com/enstyle/look/view/id/21070</p></div>
<p>Ashley Rose ama il <strong>vintage </strong>e l&#8217;handmade. Sfoggia un maglioncino <strong>tricot</strong> di cotone, un<strong> bustino </strong>nero/fantasia floreale Vintage, un paio di vecchi short by <strong><em>Levi&#8217;s </em></strong>tinti e strappati con ai piedi un paio di <strong>zeppe</strong> color marrone naturale. Abbina una cintura e una borsa <strong>holdall</strong> tono su tono. Fresca e leggera per le atmosfere primaverili e open-air, pronta per un pic-nic e per una bevuta downtown.<br/><br/></p>
<p><strong>Look#3</strong></p>
<div id="attachment_6255" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><img class="size-full wp-image-6255" title="JeansLook#3" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/04/JeansLook3.jpg" alt="" width="533" height="430" /><p class="wp-caption-text">http://apps.facebook.com/enstyle/look/view/id/23995</p></div>
<p>Karolina è una vera Rockettes bon-ton, mescola il mood da rocker a un&#8217;aria da <strong>signorina bene</strong> che ama <strong>infrangere le regole.</strong> Con un total look by <em><strong>ZARA</strong></em> è rigorosamente arrabbiata e alla moda.  Sceglie una<strong> giacchina</strong> bianca a fantasia floreale, un <strong>top</strong> basic nero, un paio di <strong>skinny Jeans</strong> semplici accostandoli a <strong>stivaletti </strong>neri e ad una <strong>handbag</strong> grigia.<br/><br/></p>
<p>Fate spazio nell&#8217;armadio perché anche se il JEANS è IN, non tutto va bene quindi  mettete da parte le oversize e quelli a vita bassa, preferite sempre una via di mezzo. Vada per gli <strong>skinny,</strong> gli ampi a vita alta, quelli <strong>strappati</strong> e perfino <strong>borchiati,</strong> doverosi gli shorts e per i più eccentrici quelli a zampa di elefante ma non dimenticate di sfoggiarli con il giusto mood.<strong> Arrotolateli, macchiateli, slavateli e strappateli a patto che lo facciate con gusto!</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.makemydaymag.com/blog/archives/6233/feed</wfw:commentRss>
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		</item>
		<item>
		<title>Power Dressing!</title>
		<link>http://www.makemydaymag.com/blog/archives/6205</link>
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		<pubDate>Mon, 11 Apr 2011 09:16:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppina Sansone</dc:creator>
				<category><![CDATA[fashion]]></category>
		<category><![CDATA[dress]]></category>
		<category><![CDATA[power]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.makemydaymag.com/?p=6205</guid>
		<description><![CDATA[La chiave del successo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa mattina mentre ero alla ricerca, tra riviste e web, di uno spunto interessante per scrivere il mio nuovo articolo per questo Magazine, ecco che Voilà… una cara amica, sempre attenta alle mie esigenze consulenziali,  mi manda il link di un articolo, tratto dalla Repubblica online.</p>
<p><br/></p>
<p>L’argomento è  il <strong>Dressing Power</strong> ovvero l’abbigliamento delle donne di potere, dai completini di Jackie Kennedy, ai capelli cotonati di  Margaret Thatcher fino al guardaroba miscelato di lusso e trasgressione di Michelle Obama.</p>
<p><br/></p>
<p>Tutto ebbe inizio nel lontano 1975, negli States quando un certo John T. Molloy, sconosciuto ai più ma noto a coloro che lavorano con l’immagine delle persone, scrisse un libro intitolato <strong>Dress for Success.</strong></p>
<p>Il titolo è piuttosto eloquente ed il libro è diventato un vero best seller.</p>
<p><strong><em><img class="alignnone size-full wp-image-6210" title="foto1" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/04/foto1.jpg" alt="" width="533" height="395" /></em></strong></p>
<p>L’autore è ancora oggi considerato, dagli addetti ai lavori, un pioniere in fatto di costruzione della propria immagine.</p>
<p>Infatti John T. Molloy fu il primo ad introdurre il concetto, a quei  tempi rivoluzionario, dell’importanza dell’immagine e dell’abbigliamento per il conseguimento  di successi professionali, oltre che personali.</p>
<p><br/></p>
<p>Questo libro fu la fonte di ispirazione per l’avvio non solo di una professione, quella del Consulente d’Immagine ma anche, di un vero e proprio processo innovativo che, ha raccolto molti consenti e indirizzato lo studio dell’immagine professionale di successo.</p>
<p><br/></p>
<p>First Lady &amp;  Power a parte, come si veste oggi la moderna donna di successo?</p>
<p>Sembra che esistano due tipologie femminili centrali che, si distinguono nel mondo del lavoro, a colpi di guardaroba; la <strong>Working Girl</strong> e la <strong>Lady Who Lunches</strong>.</p>
<p><br/></p>
<p>La prima si destreggia tra ritmi più serrati, per questo ha bisogno di praticità, di spostarsi velocemente senza sgualcirsi troppo e senza troppi cambi d’abito.</p>
<p><strong><em><img class="alignnone size-full wp-image-6211" title="TRANQUI" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/04/TRANQUI.jpg" alt="" width="533" height="567" /><br />
</em></strong></p>
<p>La seconda al contrario ha ritmi decisamente più rilassati, un guardaroba che include abiti da mattina e da pomeriggio.</p>
<p><br/></p>
<p>Entrambe le signore hanno sempre bisogno di sfoggiare uno stile che sia impeccabile, sobrio ma glam, moderno ma  anche formale, adattabile alle varianti della quotidianità professionale con incursioni nella vita privata.</p>
<p>Non dimentichiamo che queste donne in carriera, devono essere dotate di una Bag in grado di contenere il loro mondo a portata di mano e di avere  un aspetto sempre a posto e ben curato.</p>
<p>Si direbbe una vera fatica!</p>
<p><br/></p>
<p>Tuttavia, cercherò di dare qualche piccola indicazione, utile per la costruzione di un guardaroba professionale femminile, adatto a tutte le esigenze.</p>
<p><br/></p>
<p>La formula più innovativa si definisce <strong>All in One</strong> ed è  la regola del perfetto guardaroba femminile professionale di ultima generazione: puntare su un vasto assortimento di abiti da giorno, semplici di buon taglio come fossero realizzati su misura.</p>
<p><br/></p>
<p>L’abito da giorno è l’essenza stessa della femminilità e dell’eleganza, perfetto punto di partenza da riscoprire ogni volta. <strong> </strong></p>
<p>Un Passe-Partout adatto all’ufficio e con pochi semplici dettagli, straordinario anche per l’aperitivo o l’appuntamento serale.</p>
<p>Pochette, cinture e foulard, sempre diversi, saranno in grado ogni volta di rinnovare la mise e la linea dell’abito.</p>
<p><br/></p>
<p>Se vi fate stregare da modelli di tendenza, ricchi di stampe, colori sgargianti, tessuti importanti, rouche e applicazioni varie, allora avrete bisogno di un rigoroso trench per smorzare i toni iper femminili.</p>
<p><em><strong><img class="alignnone size-full wp-image-6212" title="elegante" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/04/elegante.jpg" alt="" width="533" height="473" /><br />
</strong></em></p>
<p>Infine vi lascio con una piccola lista dello stile, il <strong>Decalogo della Fashionista</strong>, valida per ogni donna che desidera aver cura di se stessa:</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em> </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><strong><em>1. Non esagerare con le tendenze e la moda Fast Fashion, si rischia di perdere la propria personalità.</em></strong><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><em>2. Lasciare spazio alle contaminazioni, le reinterpretazioni, ampio respiro all&#8217;intuito.</em></strong><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><em>3. Lo stile nasce senza sforzo..</em></strong><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><em>4. Saper mettere in discussione le regole dello stile&#8230;ma con gusto!</em></strong><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><em>5. Possedere un armadio ordinato.</em></strong><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><em>6. Praticare il Décalagé, ovvero aggiungere al proprio outfit qualcosa di folle e rischioso che dia risalto alla vostra personalità.</em></strong><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><em>7. Destinare una parte del proprio budget di spesa ai capi basic ed una parte agli sfizzi.</em></strong><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><em>8. Non trascurare mai il proprio aspetto, avere sempre mani, piedi e capelli in perfetto ordine.</em></strong><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><em>9. Non comprare solo perché costa poco.</em></strong><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong><em>10. Non concentrate la vostra attenzione solo sui Brand griffati ma sperimentate anche marchi nuovi.</em></strong><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>E-Convivenza.</title>
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		<pubDate>Thu, 31 Mar 2011 13:33:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Eugenia Brini</dc:creator>
				<category><![CDATA[lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[Car Sharing]]></category>
		<category><![CDATA[Cohousing]]></category>
		<category><![CDATA[Comunità]]></category>
		<category><![CDATA[Condivisione]]></category>
		<category><![CDATA[Eco]]></category>
		<category><![CDATA[Risparmio]]></category>

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		<description><![CDATA[Eco friendly, Eco nomic, Eco sostenibile. Uno sguardo sulla vita futura, oggi. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Hai <strong>trent’anni </strong>e una <strong>relazione stabile</strong>. Oppure sei solo ma vorresti <strong>lasciare il nido</strong>. Sei attento al mondo che ti circonda e alle tue tasche. Sogni di condividere una casa ma anche uno spazio in cui crescere come <strong>cittadino del mondo</strong>. I motivi per interessarsi al <strong>Cohousing</strong>, una nuova realtà che sta prendendo piede anche in Italia, sono infiniti.<strong></p>
<p></strong></p>
<p>Il cohousing parte dal concetto di <strong>condivisione di spazi </strong>e consumi per un impatto ambientale più basso e in rete si trovano anche le <strong>informazioni </strong>che parlano dei progetti in atto sul territorio nazionale.<strong></p>
<p></strong></p>
<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-6193" title="comunita_sostenibile_cohousing_sviluppo_sostenibile_comunita_sostenibili_sviluppi_sostenibili_gas_prodotti_locali_economia_locale_6" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/03/comunita_sostenibile_cohousing_sviluppo_sostenibile_comunita_sostenibili_sviluppi_sostenibili_gas_prodotti_locali_economia_locale_6.jpg" alt="" width="533" height="314" /><br />
</strong></p>
<p>Di <strong>origini scandinave </strong>(nasce intorno agli anni ’60), si diffonde in Olanda, Inghilterra, Stati Uniti, Canada Australia e Giappone.<strong></p>
<p></strong></p>
<p>Normalmente si parla di <strong>20-40 unità </strong>per abitazione: famiglie, single, coppie novelle che scelgono di vivere in una sorta di comunità, con regole molto meno hippy.<strong></p>
<p></strong></p>
<p>In Italia sono condomini più contenuti. I progetti sono diversi, queste sono le caratteristiche che li accomuna:<strong></p>
<p></strong></p>
<p>1. PROGETTAZIONE PARTECIPATA: ogni abitante partecipa alla vita di quello che    si può chiamare “villaggio” in cui si andranno a inserire spazi comuni a seconda delle    necessità dei suoi abitanti.<strong></p>
<p></strong></p>
<p>2. VICINATO ELETTIVO: la comunità aggrega persone diverse che scelgono di f   ormare un gruppo che si consolida attorno ad una visione comune e condivisa. <strong></p>
<p></strong></p>
<p>3. COMUNITÀ NON IDEOLOGICHE: non ci sono vincoli né specifici né ideologici per entrare o uscire dalla comunità.<strong></p>
<p></strong></p>
<p>4. GESTIONE LOCALE: è affidata ai suoi abitanti, i quali si impegnano ad organizzare i lavori di gestione e manutenzione degli spazi comuni. <strong></p>
<p></strong></p>
<p>5. STRUTTURA NON GERARCHICA: all’interno della comunità vengono suddivisi ruoli e responsabilità di gestione degli spazi e delle risorse a seconda, di solito, delle competenze dei singoli ma nessuno esercità un’autorità sugli altri membri. <strong></p>
<p></strong></p>
<p>6. SICUREZZA: l’ambiente è sicuro per la crescita dei bambini e gli anziani tramite le forme si socialità e di collaborazioni e le interazioni agevolate tra i membri. <strong></p>
<p></strong></p>
<p>7. DESIGN E SPAZI PER LA SOCIALITÀ: l’ambiente viene creato in maniera da agevolare i rapporti tra i membri della comunità per incrementare un senso di appartenenza. <strong></p>
<p></strong></p>
<p>8. SERVIZI A VALORE AGGIUNTO: si accede ad una serie di beni di servizio condivisi che vengono a costare meno per i singoli. <strong></p>
<p></strong></p>
<p>9. PRIVACY: nonostante questa realtà condivisa, si ha la possibilità di avere spazi e tempi propri. <strong></p>
<p></strong></p>
<p>10. BENEFICI ECONOMICI: vengono ridotti gli sprechi e alcune spese ammortizzate meglio poiché comuni. <strong></p>
<p></strong></p>
<p>Le realtà in Italia per ora sono:<strong></p>
<p></strong></p>
<p>Progetto a Collegno Torino <a href="http://www.coabitare.org/">http://www.coabitare.org/</a>, <a href="http://www.cohousingnumerozero.org/il-cantiere">http://www.cohousingnumerozero.org/il-cantiere</a><strong></p>
<p></strong></p>
<p>Urban Village Bovisa a Milano (Bovisa) &#8211; Completato nell&#8217;autunno 2009.<strong></p>
<p></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<div id="attachment_6194" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><strong><strong><a href="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/03/bovisa-urban-village.png"><img class="size-full wp-image-6194" title="bovisa-urban-village" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/03/bovisa-urban-village.png" alt="" width="533" height="416" /></a></strong></strong><p class="wp-caption-text">Urban Village_Milano-Bovisa</p></div>
<p><strong> </strong></p>
<p>Cosycoh (Milano) &#8211; completato ad Aprile  2010. <a href="http://cohousing.it/content/blogcategory/18/24/">http://cohousing.it/content/blogcategory/18/24/</a> Un progetto di cohousing in affitto a Milano.<strong></p>
<p></strong></p>
<p>TerraCielo (Rodano-Milano) &#8211; consegne previste nel giugno 2011. <a href="http://cohousing.it/terracielo/">http://cohousing.it/terracielo<strong>/</strong></a><strong></p>
<p></strong></p>
<p>Poi ci sono i gruppi di lavoro:<strong></p>
<p></strong></p>
<p>Varese <a href="http://www.des.varese.it/">www.des.varese.it</a><strong></p>
<p></strong></p>
<p>Ferrara <a href="http://www.cohousingsolidaria.org/">www.cohousingsolidaria.org</a>,<strong></p>
<p></strong></p>
<p><strong> </strong>Como, Roma… insomma non sto ad annoiarvi ma vi lascio un link<a href="http://www.cohousingitalia.it/level389.htm"> http://www.cohousingitalia.it/level389.htm</a><strong></p>
<p></strong></p>
<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-6196" title="coworking" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/03/coworking.jpg" alt="" width="533" height="359" /><br />
</strong></p>
<p>E anche un sito per vedere dove sono i <strong>villaggi ecologici </strong><a href="http://www.mappaecovillaggi.it/">http://www.mappaecovillaggi.it/</a><strong></p>
<p></strong></p>
<p>Perché tutto questo? Perché si sceglie di vivere insieme a persone che non si conoscono? Il <strong>fattore economico </strong>è la <strong>prima ragione</strong>, ma anche la coscienza ecologica ha il suo peso.<strong></p>
<p></strong></p>
<p>I costi generali, come gli <strong>spazi comuni</strong>, sono pensati per poter essere ammortizzati da famiglie con <strong>reddito normale </strong>consentendo un risparmio energetico, economico e ecosostenibile attraverso la scelta di elettrodomestici a basso impatto energetico, spazi verdi che aiutino e invoglino all’aggregazione.<strong></p>
<p></strong></p>
<p>Anche l’organizzazione del tempo è uno dei punti forti. Alcuni strumenti:<strong></p>
<p></strong></p>
<p>1)    Il <strong>reciproco sostegno </strong>permette di aiutarsi in caso di bisogno risolvendo problemi legati sia alla collettività che ai singoli.<strong></p>
<p></strong></p>
<p>2)    Il <strong>car sharing </strong>richiede solo le spese relative all&#8217;uso efefttivo dell&#8217;auto comune evitando i costi di una propria.<strong></p>
<p></strong></p>
<p>3)    Il <strong>car pooling</strong>, sistema di condivisione analogo che vede più persone percorrere lo stesso tragitto.<strong></p>
<p></strong></p>
<p>4)    I <strong>GAS</strong>, o gruppo di acquisto solidale, che consentono di effettuare, appoggiandosi a fornitori certificati, la spesa dei generi principali di consumo.<strong></p>
<p></strong></p>
<p>La <strong>progettazione architettonica </strong>ed energetica è molto <strong>scrupolosa </strong>con l&#8217;orientamento della casa e delle sue parti realizzato tramite l&#8217;ausilio di dispositivi bioclimatici quali frangisole, serre, tetti ventilati. L’efficienza energetica dell’edificio è garantita da una scelta corretta degli <strong>isolanti termici</strong>, dalla presenza di <strong>pannelli fotovoltaici </strong>per l&#8217;energia elettrica e di pannelli solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria.<strong></p>
<p></strong></p>
<p>Il <strong>verde </strong>è realizzato in modo da creare un microclima sia esterno che interno ottimale, e, dove possibile, di biomassa prodotta da filiera locale per il riscaldamento.<strong></p>
<p></strong></p>
<p>Altri vantaggi? Il risparmio di tempo visto che, in alcuni cohousing, le persone cucinano solo 3/4 volte al mese, grazie ai turni programmati, nel caso in cui ci siano cucine condivise. Un <strong>dato interessante</strong>, è dato dalle donne che dichiarano di notare un indicativo aumento del <strong>lavoro maschile </strong>volontario per la <strong>cura della casa</strong>.<strong></p>
<p></strong></p>
<p>Qualche cifra? In alcune <strong>città del Nord Europa </strong>un’abitazione di <strong>100 mq</strong>, realizzata secondo i principi della bioedilizia e collocata in aree urbane non particolarmente esclusive, viene a costare in media circa <strong>120mila euro</strong>. Il prezzo è comprensivo anche degli spazi comuni e di una rete sociale che non ha prezzo. A questo si somma il risparmio derivante dalla contrazione delle <strong>spese quotidiane </strong>relative al consumo di beni e servizi: si condividono gli attrezzi per fare giardinaggio, i costi per la manutenzione e le pulizie, quelli per la gestione della cucina, e in alcuni casi anche i costi delle vacanze, organizzando per esempio scambi di vetture.<strong></p>
<p></strong></p>
<p>Un altro <strong>beneficio </strong>si riscontra nell’<strong>educazione dei figli </strong>e in una migliore mediazione dei conflitti e gestione dei rapporti.<strong></p>
<p></strong></p>
<p>Un&#8217;alternativa a coabitare? <strong>Progettazioni ecosostenibili</strong>, veri e propri edifici pensati in verde. Un esempio è <strong>EcoSun Building </strong>a Milano, dodici appartamenti di diverse metrature, ognuno con il suo box, studiati per sfruttare appieno l&#8217;energia pulita del sole, rinnovabile e a costo zero. Per i suoi <strong>inquilini </strong>un <strong>risparmio </strong>di circa <strong>150mila euro</strong> <strong>in trent&#8217;anni </strong>sui costi di riscaldamento, produzione dell&#8217;acqua calda sanitaria e condizionamento estivo, rispetto a una costruzione tradizionale (fonte: articolo sole24ore marzo 2009).<strong></p>
<p></strong></p>
<p>Se volete saperne di più vi rimando a un ultimo link <a href="http://www.co-housing.it/category/co-housing/">http://www.co-housing.it/category/co-housing/</a>. Si parla anche di altre realtà legate allo sharing come il wwoofing, o lavoro in ecovillaggi e farm in tutto il mondo come moneta di scambio, di coworking e cogardening.<strong></p>
<p></strong></p>
<p>Siate eco, siate chic e pronti a condividere!</p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>No Swap, no party!</title>
		<link>http://www.makemydaymag.com/blog/archives/6172</link>
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		<pubDate>Fri, 25 Mar 2011 15:01:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giuseppina Sansone</dc:creator>
				<category><![CDATA[lifestyle]]></category>
		<category><![CDATA[fashionista]]></category>
		<category><![CDATA[scambio]]></category>
		<category><![CDATA[swap party]]></category>
		<category><![CDATA[swapping]]></category>
		<category><![CDATA[vestiti usati]]></category>

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		<description><![CDATA[Con gli Swap Party è tempo di scambiarsi... i vestiti.   ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avrete già sentito parlare di <strong>Swapping Party</strong>, anche questo <strong>Web Magazine </strong>si è occupato recentemente di questa tipologia di eventi. Si tratta di feste molto in voga a <strong>NY</strong>, organizzate in <strong>case private</strong> dove chiacchierare, bere un drink e <strong>barattare i propri acquisti sbagliati</strong>, frutto molto spesso di sessioni di <strong>shopping compulsivo</strong>.<strong><br/><br/></strong></p>
<p>Il principio degli Swap Party è molto semplice: quello che per noi risulta essere un acquisto senza alcun senso, per qualcun’ altro potrebbe essere molto azzeccato. C’è forse qualcosa di più bello che fare shopping <strong>senza spendere un euro </strong>e senza sensi di colpa?<strong><br/><br/></strong></p>
<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-6179" title="swap party" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/03/swap-party.jpg" alt="" width="533" height="496" /><br />
</strong></p>
<p>Ma come si organizza uno Swap Party? È più semplice di quello che si possa pensare. Individuate una location che possa tenere una decina di <strong>amiche modaiole</strong>, fissate una data, preparate un invito stimolante  da inoltrare via email che contenga alcune indicazioni e piccole regole da osservare.È fondamentale invitare le partecipanti a portare con sé almeno una <strong>decina di capi </strong>che siano rigorosamente puliti, in ottime condizioni e anche un po’ di <strong>accessori</strong>.<strong><br/><br/></strong></p>
<p>I <strong>periodi migliori </strong>per organizzare uno Swap Party sono quelli del <strong>cambio di stagione</strong>, vale a dire la primavera e l’autunno. Prima di  entrare nel vivo dello <strong>swapping</strong>, è buona norma prepararsi, sorseggiando un bel drink accompagnato da qualcosa da sgranocchiare per rompere il giaccio, rilassarsi e  ricreare la giusta atmosfera di <strong>complicità femminile</strong>. Se le risorse economiche per la gestione del catering sono ridotte, potreste sempre chiedere alla partecipanti di mostrare le loro <strong>arti culinarie </strong>sfidandole a preparare un manicaretto da gustare e commentare tutte insieme. Questa modalità ampiamente adottata, consentirà di risparmiare e di aumentare la condivisione e lo spirito di partecipazione.<strong><br/><br/></strong></p>
<p>La <strong>modalità di scambio </strong>è piuttosto <strong>semplice</strong>, prevede che le partecipanti si dispongano in cerchio, in senso orario per <strong>presentare la loro merce</strong>, un oggetto alla volta. Potrebbe essere utile eleggere un battitore che deciderà, in modo insindacabile, di aggiudicare il capo alla <strong>fashionista </strong>interessata che lo indossa meglio. Un&#8217;altra modalità di scambio, prevede di <strong>suddividere la merce per budget </strong>(economica, media, cara) contrassegnandola con cartellini di diverso colore (i post-it colorati andranno benissimo).<strong><br/><br/></strong></p>
<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-6180" title="image-649-11038-planet-ark---swap-party-11-09-2009" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/03/image-649-11038-planet-ark-swap-party-11-09-2009.jpg" alt="" width="533" height="465" /><br />
</strong></p>
<p>Le <strong>partecipanti </strong>riceveranno tanti bigliettini quanti sono i capi portati con sé e del colore corrispondente al valore del capo, riconosciuto dal battitore, con l’intento di indicare su ogni biglietto colorato il proprio nome. Tutti i <strong>bigliettini </strong>verranno chiusi ed infilati in una scatola per procedere  all’<strong>estrazione</strong>. La fashionista estratta potrà scegliere liberamente il capo dal mucchietto corrispondente al colore del biglietto che porta il suo nome. Si procede così fino ad <strong>esaurimento scorte</strong>. Gli indumenti che avanzano, eventualmente potranno essere donati in beneficenza.<strong><br/><br/></strong></p>
<p>Per aiutarvi a <strong>selezionare la merce </strong>di scambio, dal vostro <strong>guardaroba</strong>,  potrebbe esservi utile prendere in considerazione  quei capi che senza troppo sforzo suscitano alcune <strong>semplici domande</strong>: &#8220;Perché questo capo ha ancora il cartellino del prezzo?&#8221;, &#8220;Perché l’ho comprato?&#8221;, &#8220;Chissà se dopo la dieta che ho in programma, riuscirò di nuovo a chiudere la lampo?&#8221;.<strong><br/><br/></strong></p>
<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-6181" title="swap" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/03/swap.jpg" alt="" width="533" height="398" /><br />
</strong></p>
<p>Se la cosa stimola la  vostra curiosità e volete partecipare ad uno Swap Party per cogliere spunti ed ispirazione, potete sempre iscrivervi al sito <strong><a href="http://www.swapclub.it/" target="_blank">www.swapclub.it</a></strong>, un vero e proprio <strong>network </strong>dove creare un proprio profilo, connettersi, scambiare abiti, <strong>condividere foto, video e outfit</strong>.<strong>SPAZIO</strong></p>
<p>L’idea in più? Se siete esperte di cucito e  avete una vera passione per l’arte della trasformazione degli abiti, potreste organizzare un <strong>Refashion Party!</strong> Un mini workshop nel quale metterete a disposizione delle amiche la vostra <strong>maestria</strong>: ago, filo, passamaneria, bottoni, nastri, pizzi e quello che serve a ridare vita a un vecchio abito dimenticato nell’armadio.<strong> Baratterete </strong>la vostra <strong>arte sartoriale</strong> con quello che le amiche potranno darvi in cambio.<strong><br/><br/></strong></p>
<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-6182" title="Rivoluzione-nel-guardaroba" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/03/Rivoluzione-nel-guardaroba.jpg" alt="" width="533" height="399" /><br />
</strong></p>
<p>Tempo fa negli <strong>States</strong>, ho partecipato a un divertente  <strong>workshop party</strong>, dove ho imparato a <strong>trasformare materiale di recupero in accessori</strong>, <strong>collane</strong>, <strong>bracciali</strong>, cerchietti e quant’altro. Provate a inventare voi le regole del partY e buon divertimento!<strong><br/><br/></strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>MakeMyHome #001</title>
		<link>http://www.makemydaymag.com/blog/archives/6118</link>
		<comments>http://www.makemydaymag.com/blog/archives/6118#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 22 Mar 2011 14:02:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Casiraghi</dc:creator>
				<category><![CDATA[design]]></category>

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		<description><![CDATA[La nuova rubrica che svela i segreti dell'interior design delle case più MakeMyDay. Raccontata per immagini e dalle parole di le abita. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>G., un giovane creativo che affronta la vita &#8220;great life low budget style&#8221;, risponde alle domande di MMD.<strong> </strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>MMD: Quali sono gli oggetti più MMD di casa tua?</strong></p>
<p>Senza dubbio le <strong>tende</strong> e il <strong>frigo</strong>. Per due motivi diversi. Le tende sono un piccola creazione. Io odio le tende. Non amo chiudermi alla vista degli altri nè tanto meno non poter guardare fuori dalla finestra. Ma le mie sono fin troppo luminose. Rimanevo accecato dalla luce. Non ho mai voluto comprarle, non ho mai nemmeno preso in considerazione di fari buchi nel muro o quanto altro per appenderle, e non mi sarei mai sognato di lavarle. Le tende si lavano, giusto? Per cui ho preso quello che avevo in casa (un paio di omini in fildiferro e della carta velina)<strong> e ho risolto il problema</strong>.</p>
<div id="attachment_6124" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><a href="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/03/taglio-tende.jpg" target="_blank"><img class="size-full wp-image-6124" title="Le tende fai da te." src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/03/A5.jpg" alt="Le tende fai da te." width="533" height="452" /></a><p class="wp-caption-text">Le tende fai da te | photo @ Stefano Casiraghi | Click to enlarge</p></div>
<p><strong>MMD: </strong><strong>Qual è la storia di questi oggetti? Come li hai recuperati e messi insieme?</strong></p>
<p>Il frigo invece era (fu) il mio frigo. Un acquisto da <strong>sessanta euro</strong> che ha reso un ottimo servizio <strong>per 3 anni</strong>. Poi improvvisamente è morto. Ho solo immaginato quanto poteva essere faticoso farlo uscire di casa e la brutta scena di vederlo schiacciato da una pressa meccanica e ridotto un cubo tra rottami di lavatrici esauste. Quindi è diventato un armadio. In fondo un frigo è già un armadio refrigerato per alimenti. <strong>E&#8217; bastato, staccare la spina,</strong> ripulirlo. L&#8217;unica differenza è che prima ci smarrivo tubetti di maionese ed ora ci perdo i calzini spaiati.</p>
<div id="attachment_6125" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><a href="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/03/frigo-aperto.jpg" target="_blank"><img class="size-full wp-image-6125" title="Il frigorifero/armadio e la lampada made in Berlino Est." src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/03/A11.jpg" alt="Il frigorifero/armadio e la lampada made in Berlino Est." width="533" height="302" /></a><p class="wp-caption-text">Il frigorifero/armadio e la lampada made in Berlino Est | photo @ Stefano Casiraghi | Click to enlarge</p></div>
<p><strong>MMD: </strong><strong>Quale tra questi oggetti pensi ti rappresenti meglio e perché?</strong></p>
<p>Direi che il frigo mi rappresenta più di ogni altro oggetto. Ha un carattere umano, infatti <strong>occupa lo spazio di una persona</strong>&#8230; Se non di più. Oltretutto è il risultato della solita sfida che faccio con me stesso: vediamo se funziona&#8230; vediamo se riesco a infilarlo in macchina, vediamo se&#8230;</p>
<div id="attachment_6134" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><a href="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/03/latte.jpg" target="_blank"><img class="size-full wp-image-6134" title="Un mattone (tedesco) diventa portapenne, un divaricatore vintage è un portafoto, il comperchio in alluminio un sottobicchiere shabby chic | photo @ Stefano Casiraghi | Click to enlarge" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/03/soprammobili1.jpg" alt="Un mattone (tedesco) diventa portapenne, un divaricatore vintage è un portafoto, il comperchio in alluminio un sottobicchiere shabby chic | photo @ Stefano Casiraghi | Click to enlarge" width="533" height="628" /></a><p class="wp-caption-text">Un mattone (tedesco) diventa portapenne, un divaricatore vintage è un portafoto, il comperchio in alluminio un sottobicchiere shabby chic | photo @ Stefano Casiraghi | Click to enlarge</p></div>
<p><strong>MMD: </strong><strong>Cosa deve avere una casa per essere MMD.</strong></p>
<p><strong>Entrambi</strong> gli oggetti (tende e frigo, ndr) costano poco, stanno bene in casa mia e <strong>comunicano la stessa cosa:</strong> <em>&#8220;non sono un oggetto replicabile, ho una storia, sono frutto di un incontro e di una scelta e non semplicemente di un acquisto&#8221;.</em></p>
<p>E questa è proprio la mia idea di casa MMD. Aggiungo che non è mai capitato e difficilmente può capitare che seguendo questo principio il vostro arredo venga a costare un botto. Ci potrà forse essere un oggetto per cui vi siete rovinati, ma generalmente <strong>le cose più belle piovono addosso low budget.</strong></p>
<p><strong></p>
<div id="attachment_6168" class="wp-caption alignnone" style="width: 543px"><strong><a href="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/03/frigo-chiuso.jpg"><img class="size-full wp-image-6168" title="In una casa MMD lo spazio va ottimizzato: letto a scomparsa che fa spazio anche alla bici | photo @ Stefano Casiraghi | Click to enlarge" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/03/A42.jpg" alt="In una casa MMD lo spazio va ottimizzato: letto a scomparsa che fa spazio anche alla bici | photo @ Stefano Casiraghi | Click to enlarge" width="533" height="237" /></a></strong><p class="wp-caption-text">In una casa MMD lo spazio va ottimizzato: letto a scomparsa che fa spazio anche alla bici | photo @ Stefano Casiraghi | Click to enlarge</p></div>
<p></strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong></p>
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		<title>Lo strano caso dei Radio Dept.</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Mar 2011 16:42:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lorenzo Picchiotti</dc:creator>
				<category><![CDATA[music]]></category>
		<category><![CDATA[indie]]></category>
		<category><![CDATA[pop]]></category>
		<category><![CDATA[radio dept]]></category>
		<category><![CDATA[Svezia]]></category>
		<category><![CDATA[underground]]></category>

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		<description><![CDATA[Algidi svedesi, ma intimi e confidenziali.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Curioso il caso dei Radio Dept.: debuttano nel 2003, con un disco chiamato <strong>Lesser Matters, </strong>uscito per la <strong>Labrador</strong>, <strong>svedese </strong>come loro. Piano piano inizia un <strong>tam tam </strong>intorno al loro nome e a quel disco che porta all’interessamento della Shelflife che ripubblica e distribuisce il loro album negli <strong>USA </strong>un anno dopo, in pieno <strong>“boom indie”</strong>. Il disco fa il botto tra gli appassionati e cominciano i concerti in giro per l’Europa e gli Stati Uniti e l’attenzione delle <strong>riviste specializzate</strong>.<strong><br/><br/></strong></p>
<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-6110" title="2" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/03/21.jpg" alt="" width="533" height="263" /><br />
</strong></p>
<p>In effetti riascoltato oggi, a distanza di nove anni Lesser Metters resta un piccolo <strong>capolavoro </strong>di <strong>pop </strong>intimo e confidenziale. Perché le canzoni ci sono e scritte da dio, e quello resta, al di là delle mode. Insomma un gran <strong>successo undergound </strong>più che meritato.<strong><br/><br/></strong></p>
<p>“<em>1995</em>”,  “<em>Where Damage is Already Done</em>”, “<em>Why Won’t You Talk About It?</em>” e “<em>Strange Things Will Happen</em>” sono alcuni dei <strong>momenti migliori</strong>, ma tutti e tredici i pezzi che compongono l’album sono ottimi.<strong><br/><br/></strong></p>
<p><iframe title="YouTube video player" width="390" height="250" src="http://www.youtube.com/embed/hxeSke3jL-0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Il sound cita a piene mani lo shoegazer di <strong>Jesus &amp; Mary Chain</strong>, <strong>My Bloody Valentine</strong> e <strong>Slowdive</strong>, ma con più <strong>elettronica </strong>e facendone una versione smaccatamente pop. I testi invece possono ricordare le atmosfere nostalgiche degli<strong> Smiths </strong>(sempre per restare in tema “revival anni ‘80”).<strong><br/><br/></strong></p>
<p><iframe title="YouTube video player" width="390" height="250" src="http://www.youtube.com/embed/7iiV8N__5Tg" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Nel 2006, dopo la pubblicazione dell’EP <strong>This Past Week</strong> arriva l’atteso seguito che è <strong>Pet Grief</strong> e quando una band fa un album di debutto del genere, la seconda prova è sempre difficile da azzeccare. L’accoglienza infatti è tiepidina e i pareri discordanti. L’uscita stessa del disco è abbastanza tormentata, tra <strong>cambi di formazione </strong>(se ne va la bassista-cantante) e difficoltà varie (tra cui quella riguardante la storica etichetta XL Records che sembra interessata ad accaparrarseli nella propria scuderia facendo poi invece un passo indietro all’ultimo momento).<strong><br/><br/></strong></p>
<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-6111" title="1" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/03/11.jpg" alt="" width="533" height="320" /><br />
</strong></p>
<p>Insomma l’attenzione su di loro sembra disperdersi.<strong><br/><br/></strong></p>
<p>La scorsa <strong>primavera </strong>esce la terza prova, <strong>Clining To A Scheme</strong>, anche questo dopo una lunga e travagliata gestazione.<strong><br/><br/></strong></p>
<p>Ancora feedback chitarristici, elettronica e citazioni dream pop, senza cambi drastici nel loro stile.<strong><br/><br/></strong></p>
<p><iframe title="YouTube video player" width="390" height="250" src="http://www.youtube.com/embed/10Wuny2hroQ" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Nonostante continuino a fare dei dischi di <strong>buonissimo livello </strong>il paragone con l’esordio sembra inevitabile e questo non depone certo a loro favore. Ma nonostante ciò restano una delle <strong>migliori band </strong>indie-pop fra quelle uscite negli ultimi anni.<strong><br/><br/></strong></p>
<p><strong><img class="alignnone size-full wp-image-6112" title="3" src="http://www.makemydaymag.com/blog/wp-content/uploads/2011/03/31.jpg" alt="" width="533" height="358" /><br />
</strong></p>
<p>A <strong>fine marzo </strong>torneranno in <strong>Italia </strong>per tre concerti e per compensare l’annullamento del tour della scorsa primavera: saranno il 22 marzo all’ <strong>UnWound</strong> di Padova, il 23 al <strong>Circolo degli Artisti</strong> di Roma e il 24 al <strong>Bronson</strong> di Ravenna.<strong><br/><br/></strong></p>
<p><em>Martedì 22 Marzo,</em><strong><br/><br/></strong></p>
<p><strong><em>UnWound</em></strong><strong><br/><br/></strong></p>
<p><em>Via Dalmazia, ang. Via Fowst 1/3 &#8211; Padova</em><strong><br/><br/></strong></p>
<p><em>www.unwound.it</em><strong><br/><br/></strong></p>
<p><em>concerti@unwound.it</em><strong><br/><br/></strong></p>
<p><em>ingresso: 15 Euro + Tessera Arci</em><strong><br/><br/></strong></p>
<p><em>ore 22:00</em><strong><br/><br/></strong></p>
<p>&#8211;<strong><br/><br/></strong></p>
<p><em>Mercoledì 23 Marzo,</em><strong><br/><br/></strong></p>
<p><strong><em>Circolo degli Artisti</em></strong><strong><br/><br/></strong></p>
<p><em>Via Casilina 42,  Roma</em><strong><br/><br/></strong></p>
<p><em>www.circoloartisti.it</em><strong><br/><br/></strong></p>
<p><em>ingresso: da definire</em><strong><br/><br/></strong></p>
<p><em>ore 21:30</em><strong><br/><br/></strong></p>
<p>&#8211;<strong><br/><br/></strong></p>
<p><em>Giovedì 24 Marzo,</em><strong><br/><br/></strong></p>
<p><strong><em>Bronson</em></strong><strong><br/><br/></strong></p>
<p><em>Via</em><em> Cella 50, Madonna dell&#8217;Albero</em><em>,  (Ravenna)</em><strong><br/><br/></strong></p>
<p><em>www.bronsonproduzioni.com</em><strong><br/><br/></strong></p>
<p><em>ingresso: 13 euro</em><strong><br/><br/></strong></p>
<p><em>ore 21:30</em><strong><br/><br/></strong></p>
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